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Vecchio 06-08-2018, 13:13   #1
Esperto
L'avatar di Da'at
 

Dal momento che assieme ai miei terapeuti stiamo valutando la presenza di un disturbo di attenzione (ADD/ADHD), il mio psichiatra mi ha prospettato la possibilità di effettuare "neurofeedback".


Ho provato a leggere qua e là. Mi pare di capire che sia un'evoluzione del biofeedback, in cui attraverso elettrodi vengono lette e visualizzate (e/o sonorizzate) le onde cerebrali, così da dare al paziente la possibilità di allenarsi a modificarle a comando.


Onestamente ho un po' di scetticismo su questa pratica, e le mie ricerche finora dicono che al meglio può essere un trattamento complementare ai farmaci o alternativo solo quando questi non possono essere assunti.



Se conoscete la pratica, o se avete esperienze a riguardo, parlatemene, grazie.
Vecchio 06-08-2018, 14:40   #2
Esperto
L'avatar di Atlas
 

non so cosa sia, ma un programmatore con il disturbo dell'attenzione? non è un mestiere in cui devi essere con la testa concentrata tutto il tempo?
Vecchio 06-08-2018, 16:16   #3
Esperto
L'avatar di Da'at
 

L'obiezione è comprensibile (sebbene non sia un vero programmatore ma un sistemista), infatti quest'ipotesi non l'ho presa molto in considerazione fino a quando non ho scoperto che in alcuni casi l'ADHD può essere accompagnata da Hyperfocus

https://en.wikipedia.org/wiki/Hyperfocus

Quote:
Conditions associated with perseveration include neurodevelopmental disorders, particularly those considered to be on the autism spectrum (especially Asperger syndrome), and attention deficit hyperactivity disorder (ADHD). In the latter, it is informally but probably incorrectly called "hyperfocus"[1] and may be a coping mechanism or a symptom of self-regulation impairment–as well as people who are both intellectually gifted and suffer a learning disability who may have either or both of hyperfocus and perseverative behaviours.[1] Other conditions involving dysfunction or disregulation within the frontal lobe could also theoretically have similar effects.
In effetti ha senso. Ho sicuramente sviluppato dei coping mechanisms per farcela a sopravvivere nel mondo, nonostante la mia difficoltà ad organizzarmi e il mio disordine patologico.

Ad esempio, quando andavo a scuola (dalle elementari in poi) appena arrivavano i libri di scuola mi chiudevo in bagno a leggerli, tutti di fila. Dopodiché non avevo più bisogno di studiare.


In certi momenti "baro", ad esempio per stare dentro una conversazione che non riesco ad ascoltare nel complesso mi capita sovente di dare risposte tirando un po' a indovinare e un po' a intuito rimettendo assieme i pezzi del discorso che ho colto. La maggior parte delle volte me la cavo; in alcune occasioni invece mi capita di far figura di merda, rispondendo a una cosa per un'altra.


Il fatto è che non so cosa c'è che non va in me, ma sono sicuro che è una condizione pervasiva, congenita e quasi sicuramente genetica (gran parte del ramo paterno ha caratteristiche simili). E credo riguardi qualche genere di disregolazione in difetto della dopamina. L'adhd mi sembra attualmente la sindrome più vicina ai miei sintomi. Anche se, essendo una sindrome un'insieme di sintomi (segni), non definisce necessariamente una specifica malattia. Si tratta pur sempre di un'approssimazione.
Vecchio 10-08-2018, 21:05   #4
Intermedio
L'avatar di mmmax
 

il sistema più evoluto è il neurofeedback dinamico, che non richiede lo sforzo di attenzione. Basta rimanere rilassati ascoltando musica.
Non sono bravo a spiegare ma cercando in rete si trovano spiegazioni dettagliate del funzionamento. Purtroppo è ancora poco diffuso, in italia si trovano psicologi che lo praticano solo in Lombardia.
Vecchio 11-08-2018, 13:23   #5
Esperto
L'avatar di Da'at
 

Quote:
Originariamente inviata da mmmax Visualizza il messaggio
il sistema più evoluto è il neurofeedback dinamico, che non richiede lo sforzo di attenzione. Basta rimanere rilassati ascoltando musica.
Non sono bravo a spiegare ma cercando in rete si trovano spiegazioni dettagliate del funzionamento. Purtroppo è ancora poco diffuso, in italia si trovano psicologi che lo praticano solo in Lombardia.
Grazie!
Per fortuna che abito vicino a Milano allora
Vecchio 11-08-2018, 13:44   #6
Banned
 

Bah, io mi farei prescrivere l'ADHD solo per avere l'anfetamina legalmente.
Vecchio 11-08-2018, 15:18   #7
Esperto
L'avatar di Da'at
 

Quote:
Originariamente inviata da Svers0 Visualizza il messaggio
Bah, io mi farei prescrivere l'ADHD solo per avere l'anfetamina legalmente.
A questo punto fatti dare l'invalidità così puoi ricevere l'assegno
Vecchio 11-08-2018, 19:31   #8
Intermedio
 

Hai i broccoli come immagine profilo perchè sai che sono ottimi contro la cura dell'add e dell'autismo?
Vecchio 02-12-2018, 22:59   #9
Esperto
L'avatar di Da'at
 

A distanza di 4 mesi circa posso raccontare un po' l'esperienza.

Premesso: ho fatto una serie di test e controlli con due diverse terapiste, una specializzata in disturbi specifici dell'apprendimento, e questa che mi sta somministrando la terapia di neurofeedback.
La prima esclude categoricamente il disturbo di ADHD tipo inattentivo. Ha però diagnosticato un blocco nello sviluppo psicomotorio su competenze di 9-11 anni. Su questo mi ci ritrovo, ho sempre avvertito delle difficoltà a rapportarmi con la mia corporeità.
La seconda è meno netta, ma parla più che altro di un eccesso in distraibilità anziché di un difetto di attenzione, e ritiene ci possa essere una forma di disprassia.

Anche questo può tornarmi. Probabilmente la distraibilità è una strategia maladattiva, un meccanismo dissociativo che mi consente di "rifugiarmi" in un mio universo mentale e/o sensoriale ma scorrelato alle incombenze contingenti.


Ora descrivo la terapia. E' da considerarsi una forma di allenamento, quindi è qualcosa che va reiterato costantemente per produrre risultati tangibili e duraturi.
Nella prima seduta la terapeuta misura diverse variabili come l'attività cerebrale, la sudorazione, la temperatura della fronte, la respirazione, ecc., sottoponendo il paziente a diverse attività (fare piccoli conti matematici, rilassarsi, mi ha fatto fare un gioco con delle carte, ecc.). Una volta che si è fatta un'idea dell'attività cerebrale da correggere, decide che tipo di programma attuare.

Io ne ho provati due. Il primo era più legato all'attenzione e alla plasticità cerebrale.
Dopo aver avuto gli elettrodi e le cuffie collegati, vedevo su di uno schermo davanti a me un omino stilizzato che, alternativamente, ne indicava un altro tra due incolonnati alla sua destra.
L'omino in alto era all'interno di un riquadro rosso, aveva un mantello "a la Superman", e quando veniva indicato bisognava "muoverlo" verso l'alto.
L'omino in basso era invece all'interno di un riquadro blu. Aveva un costume e andava mosso verso il basso.

I "movimenti" venivano impartiti attraverso le onde cerebrali. Non c'è un modo per spiegarlo. Semplicemente si impara a farlo con la pratica costante. Ad ogni comando eseguito correttamente il sistema restituiva un suono vittorioso. Vi era inoltre presente un indicatore a barra verticale, che poteva alzarsi o abbassarsi in base al tipo di onde cerebrali rilevato.

Ho fatto 6 sedute di questo esercizio, senza notare particolari differenze.


Il secondo programma, a dire della specialista, è più indirizzato a restituire un senso di "presenza", a migliorare la socialità e le capacità sensoriali. Credo. Non ricordo bene.
Ha un numero di sensori ed elettrodi superiori ed è più complicato da impostare (20' circa a posizionare gli elettrodi, sempre che non vadano fatte correzioni in corso d'opera). In compenso l'esercizio è assai più semplice, e gradevole.
Viene riprodotto un film. Finora ho fatto questo esercizio per 2 volte, e in entrambe i film scelti erano caratterizzati da scene di bullismo o abusi verso i bambini da parte di insegnanti (niente di esagerato; anche se io mi agito un sacco su scene simili).
La finestra in cui il film viene mostrato può restringersi fino ad assumere la dimensione di un francobollo, se le onde cerebrali indicano uno stato indesiderato; e quindi per seguire il film diventa automatico cercare di "ricondurre" la propria attività neuronale su livelli differenti.
Penso di aver capito che il sistmea avverte se si sta entrando in uno stato dissociativo, e lo rappresenta "stringendo" la finestra del film e costringendo quindi a prestare maggior attenzione per riuscire a capire, da quella manciata di pixel, che sta succedendo.
E' pure bastardo 'sto sistema, perché il film si rimpicciolisce quasi sempre durante le scene clou

Ecco, questo secondo programma forse sta avendo dei risultati. Non riesco ad esserne certo, ma non mi sentivo così sociale e interconnesso col mondo dall'estate del 2016.


Purtroppo sto cacchio di neurofeedback è costoso. Siamo su 80 euro a settimana, e ci vorranno un bel po' di sedute per stabilizzarne gli effetti. Però, finché posso e finché sembra produrre giovamento, continuerò a farlo.
Vecchio 10-01-2019, 16:47   #10
Esperto
L'avatar di Da'at
 

Quote:
Originariamente inviata da zucchina Visualizza il messaggio
che roba! non è che finisce come nel film il Tagliaerba?
Lol magari, ho sempre avuto velleità da conquistatore del mondo 🤣
Vecchio 10-01-2019, 19:09   #11
Esperto
L'avatar di Da'at
 

Zucchì, mi hai portato fortuna: alla seduta di oggi ho fatto il secondo punteggio più alto mai ottenuto dai pazienti della psicologa 😎
Vecchio 19-01-2019, 15:39   #12
Esperto
L'avatar di Da'at
 

Oggi ho approfittato di una collega della mia terapista che veniva da Treviso per poter fare un esame QEEG.

Altri 180 euro che si separano dal sottoscritto 😭💸. Speriamo per lo meno che si trovi cosa cappero non va, e come farlo andare.
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