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Vecchio 24-05-2008, 12:57   #1
Principiante
L'avatar di SimonaLapazza
 

Ciao a tutti,
attualmente vivo con il mio ragazzo in un nostro appartamentino, vivo con lui da ormai 4 anni e siamo assieme dal 14 luglio del 2000.
Non abbiamo ancora figli ma in compenso abbiamo molti animali a farci compagnia tra cui un gatto un cane e una pogona.

Prima di conoscere il mio ragazzo "Marco" vivevo con mia madre e il mio patrigno.
Mia madre si è divorziata quando io ero ancora una bambina, all'incirca avrò avuto 6 o 7 anni, di quei anni passati con mio padre nella mia casa di nascita ho pochi e brutti ricordi.
Mio padre aveva preso a frequentare una brutta vita, non lavorava e si drogava non pensando nè più a me e nè a mia madre, così mia madre decise da lasciarlo.
Mia madre ha sempre pensato a me come solo una madre sà fare, mi è stata vicino e mi ha aiutata nei momenti difficili, almeno io così la ricordo.
In quel periodo dall'allontanamento di mio padre abbiamo vissuto in casa di mia nonna e poi ancora una nuova casa, e poi ancora un altra e per finire un altra...
Mia madre conobbe il suo attuale compagno e marito quando io avevo 9 / 10 anni per me fù un trauma immenso, abituata a stare sempre con lei, io e lei, io e lei, e all'improvviso eravamo in 3, non vivevamo assieme, ma per star male mi bastava solo pensare che mia madre aveva un altra persona vicina.
I rapporti con l'attuale marito di mia madre non sono mai stati dei migliori e tutt'ora ci sono dei scontri improvvisi.
Due caratteri forti che tendono a voler avere sempre ragione, due teste "calde"..e gli scontri sono inevitabili.

Mio padre a quel tempo lo vedevo poco, poco si faceva sentire e poco lo frequentavo, alle volte si dimenticava anche di venirmi a prendere...mi ha sempre fatto male.
Anche lui si accompagnò con una persona, ma non si è mai risposato.
Una persona piena di problemi alle spalle, esaurimento in corso e molte altre cose. Con lei i rapporti sono stati sempre soffocati dalla mia poca voglia di scontro e di interesse, nella mia mente ci stava perchè doveva, ero obbligata a viverla e a vederla se volevo frequentare mio padre.

I rapporti con mio padre sono stati sempre pari allo zero, si qualche sorriso quando si stava assieme ma niente di più, una persona che non ho mai sentito mia, un perfetto ed inutile sconosciuto, a dire la verità sono stata sempre in collera con lui per quello che mi... per quello che ci ha fatto.
Grideresti mai ad uno sconosciuto i tuoi problemi più intimi, rimproverandolo di averti fatto mancare sempre amore?

La vita è trascorsa così fino all'età di 16/17 anni...

I rapporti con mia madre erano sempre altalenanti, l'attuale marito di mia madre aveva incosciamente varcato la soglia, aveva scosso il nostro equilibrio di vita, ci sono stati molti problemi, ma in fondo in come tutte le famglie.
Non sono mai stata una ragazza modello a scuola e per via dei miei pochi interessi allo studio partivano le improvvise discussioni, ed a volte si accendevano troppo.
Mia madre era in mezzo a due fuochi, da un lato l'amore di una figlia, dall'altro l'amore di un compagno.
Forse di una cosa l'ho sempre rimproverata, nelle discussioni si è sempre messa dalla sua parte, e così facendo mi ha improvvisamente lasciato sola...ma forse non lo capiva.
L'ho sempre perdonata per questo, pensando che la sua vita fosse più importante della mia, lei aveva perso un marito, un amore, una vita a cui aveva dato tutto, ora ne stava vivendo un altra, vedevo la sua felicità con l'attuale compagno, e così decisi di andare a vivere da mio padre.

Mia madre di certo non era felice, ma decisi così.
Sono stata da mia padre per circa 2 mesi, e lì in quel frangente di vita ho conosciuto il mio amore.

Marco conosciuto per caso davanti ad un tabbacchino, ci siamo frequentati e subito amati.

La vita era trascorsa nel piacere in quei 2 mesi, tanto che pensai di tornare da mia madre, ma tutto ricominciò, i problemi erano quelli di sempre...la vita correva e i problemi aumentavano... così all'età di 21 anni decisi di andare a vivere con il mio ragazzo.

Bella la vita con lui, ci si alsa assieme, si vive e si cresce assieme è tutto meraviglioso. E così per un pò passò la mia vita piena di gioie.

Nel 2005 una notia inaspettata, rimasi incinta per la mia troppa stupidità accompagnata a braccetto da quella del mio ragazzo.
Tra le varie critiche dei miei genitori e dalla mia indescrivibile paura decisi di abortire, togliendo la vita a mio figlio.

Dopo 2 anni nel 2007 la nostra stupidità fece di nuovo capolino portandoci di nuovo un inaspettata notizia, ero incinta per la seconda volta, dissi questa volta tengo il mio bambino, spaventata a morte dalla prima esperienza.
Non avessi mai scelto di tenerlo che scoppio la terza guerra mondiale, mia madre era diventata furiosa, tanto che aveva chiuso i rapporti, limitandosi solo a frasi pungenti e secche... tra le varie peripezie decisi di abortire per non perdere l'amore di mia madre, io che non ho mai avuto l'amore di mio padre, come potevo perdere anche l'amore di mia madre?

Da quì il panico, non ho mai mandato giù la mia scelta, non me la sono mai perdonata e mi odio ancora oggi nel 2008 per aver fatto quello che ho fatto.



Chi ero chi sono io? (ragionamenti improvvisi)

Io che sò non mi conosco, ma posso ricordare e scrivere in grandi linee quella che credo di essere.

Penso troppo agli altri su cosa pensano di me, ma il problema è che penso poco a me stessa a quella che sono a quella che devo e voglio diventare.

Ho sempre avuto paura dei giudizi degli altri, paura di essere catalogata fuori dal gruppo, la scema di turno, è questo il problema di molti giovani di oggi, la paura di essere fuori, il rincorrere quel qualcuno che si vuole copiare, vedersi in un essere che non si è, così perdendo di vista chi siamo.

La paura inconscia di non avere un cellulare alla moda porta allo sconforto i giovani di oggi che saranno il futuro di domani, i vestiti alla moda, il seguire il target imposto dalla tv, come si può allora scegliere di vivere per se stessi se il mondo là fuori gira intorno agli altri?

La paura di non essere capiti e compresi nei proprio discorsi ci porta a ragionare come gli altri, per un fattore di comodità, "basta dire si la penso esattamente come lui." Perchè si ha paura dello scontro con persone, in fondo quella persona potresti essere tu.



*Sin dai tempi delle superiori avevo la timidezza che mi rincorreva, piuttosto che andare alla lavagna per essere interrogata, dicevo NO non ho studiato. E passavo i pomeriggi interi con mia madre a studiare e a ristudiare a memoria l'interrogazione.*

Paura del pubblico, paura dei giudizi altrui, ma perchè siamo così tanto interessati agli altri se noi possiamo essere gli altri.

Allora nasce lo scudo, l'arroganza, la sfacciataggine, la strafottenza, che ricordiamo è pur sempre paura e disagio di qualcosa..misi sul mio viso la maschera dell'arroganza.
Diventai "cattiva" ed inizia a rispondere in malo modo, ne più e ne meno quello che stò facendo ora, con l'unica differenza che ora non ricordo neanche come indossare una maschera.

*Voglio essere quella che sono, senza finte ed inutili maschere in viso, voglio vivere per quello che sono ed essere felice di esserlo.*

*Ho appurato che problemi sociali ne ho sempre avuti... ora sono aumentati la mia timidezza da un pò di tempo si è trasformata in fobia sociale accompagnata da attacchi di panico.*


Ho paura di uscire a fare la spesa, ho paura a conoscere i parenti del mio ragazzo, sono 8 anni che sono assieme a lui e non ho mai pranzato ne cenato con sua nonna con suo nonno, non ho mai incontrato per scambiare due chiacchiere la zia del mio ragazzo...
Mi trovo nel panico più assoluto quando una persona sconosciuta mi rivolge una domanda, arrossisco la mia mente si sconnette e vado in panne...perchè provo questo? sono malata? non credo di esserlo! Allora mi chiedo che cosa ho!!!

Questa mia fobia ha contribuito a portare sempre più in basso il mio fattore esistenziale, per evitare un qualsiasi confronto con persone a me sconosciute sono abituale a frequentare sempre gli stessi posti a fare sempre le stesse cose, e questo mi stà chiudendo ancora di più la mente...sembro diventata una ritardata agli occhi della gente...sanno che ho un problema ma non sanno cosa si prova e non capiscono e fanno presto a giudicare loro che non vivono questo mio disagio.

Il mio disagio è forte e non sò combatterlo e per questo tendo a buttarmi sempre più giù. Vedo anche il mio ragazzo che mi stà sempre vicino ma avrebbe bisogno di stimoli esterni, di parlare di vivere con me un sano e normale rapporto anche al di fuori delle quattro mura, ma io non ce la faccio, non posso darglielo questo normale e sano rapporto e per questo stò ancora più male.

Lui è un bravo ragazzo mi stà vicino e cerca di capirmi, si sforza e si adatta in maniera costante ai miei problemi di tutti i giorni, mi asseconda in qualsiasi scelta e mi regala emozioni giornaliere sperando di potermi "curare".

Il mio ragazzo ha un bellissimo rapporto con la mia famiglia, la vive 365 giorni l'anno ed è un immenso piacere vederlo con me a casa di mia madre mentre scherza e ride con lei delle stronzate più astronomiche, io vorrei vedermi a casa dei suoi che faccio lo stesso, per renderlo felice, per rendermi felice.

Mi potrà succedere questo un giorno?

La mia situazione si è aggravata da quando ho deciso di abortire per la seconda volta.

Da gennaio del 2008 ho avuto un forte desiderio di avere un figlio, non che prima non l'avessi, ma a gennaio non sò è successo qualcosa, non sò spiegare cosa.
E da quel momento questa voglia sta sempre ferma lì, fissa nella mia testa ed il desiderio cresce ogni giorno di più.

Io ed il mio ragazzo abbiamo deciso di avere un bambino, visto e considerato che le cose stanno andando per il verso giusto, lavoro, casa, amore etc...

Ma ho paura di una cosa, con l'arrivare di un figlio uscirò di casa? parlerò con le persone? avrà fine questa mia fobia?


Grazie per l'ascolto...
Vecchio 24-05-2008, 14:59   #2
Avanzato
L'avatar di affetto
 

una vita piena d gioie ehh?....a parte gli scherzi penso che nn sia bello togliere la vita a nessuno e soprattutto a un fiore che sta x sbocciare ma nn devi darti troppe colpe .....nn era il momento e alcune volte si e condizionati da cose esterne e nn si riesce a decidere da soli....io penso che denso che t senti pronta potresti realizzare il tuo sogno e nn temere del futuro del bimbo d cosa potrai dargli l importante e l affetto che gli darai.....anzi penso che t aiutera a dimenticare e che i tuoi disagi siano dovuti ai tuoi esagerati sensi d colpa...quindi datti un po d serenita e vedrai che il tuo futuro t ripaghera..un abbraccio
Vecchio 24-05-2008, 15:30   #3
Esperto
L'avatar di clizia
 

Ciao Simona,
in questo tuo messaggio traspare molto dolore e solitudine ed ho molto rispetto di questa sofferenza che sai comunicarmi attraverso le parole...sembrano quasi trasudare lacrime (soprattutto quelle del tuo blog)...spero che questo brutto momento passi, anche se credo che un trauma come l'aborto una donna se lo porti dietro per tutta la vita, anche quando certe scelte vengono compiute consapevolmente. Non credo che sia una passeggiata per nessuno.

Forse la cosa più dolorosa per te è stato prendere questa decisione controvoglia, senza essere veramente padrona della tua scelta e della possibilità di autodeterminarti.
Condividi con il tuo ragazzo questa sofferenza, perchè non è giusto che tu ti sobbarchi di tutto il peso di una situazione per te insopportabile, frutto però non solo di una tua scelta.
Certo, la donna, che vive la maternità, sarà certamente travolta maggiormente da un evento come la gravidanza e la sua interruzione, dato che vive su se stessa la trasformazione del proprio corpo e si sente come invasa da un essere diverso da sè, oltre che a dover poi subire un intervento sul proprio corpo.
Cerca di elaborare questo trauma, senza buttarti subito a capofitto nel desiderio di un altro bambino, come a voler rincorrere qualcosa che ormai non tornerà più.
Datti tempo, non colpevolizzarti, riacquista la tua serenità interiore e, solo dopo di allora, potrai veramente pensare ad una nuova vita da infondere....sei ancora giovane ed hai tempo.
Come ha detto Fuxia inizia ad avere prima cura di te stessa, perchè solo così potrà migliorare il tuo rapporto con il mondo esterno e con un tuo eventuale, futuro figlio.....
Clizia
Vecchio 25-05-2008, 13:50   #4
Esperto
L'avatar di animaSola
 

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