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Vecchio 11-08-2019, 12:14   #1
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l'unica gabbia che veramente mi tiene prigioniero, è quella dentro la mia mente

questa è la gabbia che io ho costruito con le mie mani, anche se tendo a dare la colpa agli altri, al mondo, alla società, alla sorte, alla natura, a dio, agli alieni, a barbara d'urso e chi più ne ha più ne metta

tutto ciò che vivo fuori di me è solo il riflesso di ciò che vivo dentro

spesso siamo i primi a nutrire certezze che non sono certezze, a vederci in maniera sballata e a pensare che siano gli altri la causa quando in realtà non facciamo altro che proiettare su di loro, come ombre sul muro, i nostri disagi, le nostre insicurezze, i nostri problemi

spesso siamo talmente abituati al nostro disagio, alle nostre paturnie, che diventano un distintivo, un mantra costante da recitare, un alibi per tutto, un rifugio-prigione nel quale ci sentiamo protetti e nello stesso tempo intrappolati e se qualcuno prova a entrare o buttare giù quel rifugio lo vediamo come un'aggressione, o come qualcuno che vuole sminuire i nostri teriiiiiiibbbbili probbbbblemi che sono i più grandi dell'universo e noi siamo i più sfortunati di tutti, e guai a chi sostiene che non è esattamente così



p.s. aggiungo un'ultima cosa: pensare che i problemi nascano sempre dall'esterno, pensare che i giudizi negativi siano sempre "colpa" degli altri, è molto più semplice che rendersi conto che siamo noi i primi a giudicarci in maniera negativa, perché dal giudizio altrui puoi difenderti, puoi evitarlo fuggirlo, ma da te stesso non fuggi, e fa molto più male mettersi sotto una lente e dissezionarsi rispetto a urlare e puntare il dito contro qualcuno che non siamo noi

Ultima modifica di PensieriRandagi; 11-08-2019 a 13:32.
Ringraziamenti da
Daytona (11-08-2019), Dr. Zoidberg (11-08-2019), PickupArtist (11-08-2019)
Vecchio 11-08-2019, 12:21   #2
Avanzato
 

Post bellissimo.
Vecchio 11-08-2019, 13:45   #3
XL
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Originariamente inviata da PensieriRandagi
p.s. aggiungo un'ultima cosa: pensare che i problemi nascano sempre dall'esterno, pensare che i giudizi negativi siano sempre "colpa" degli altri, è molto più semplice che rendersi conto che siamo noi i primi a giudicarci in maniera negativa, perché dal giudizio altrui puoi difenderti, puoi evitarlo fuggirlo, ma da te stesso non fuggi, e fa molto più male mettersi sotto una lente e dissezionarsi rispetto a urlare e puntare il dito contro qualcuno che non siamo noi
Non sono d'accordo.
Secondo me la singola persona cerca di valutare come la valuta il contesto sociale, ma mica il giudizio se lo inventa lei da sola.
Se io che ho una certa età (e dimostro tutti i miei anni) ci provo con una ventenne e questa mi manda a cagare, secondo te è perché io credo che le ventenni non si mettono spesso con persone che dimostrano una certa età?
Sono io con la mia credenza a creare questo tipo di giudizi avversi delle ventenni (abbastanza diffusi) verso persone più anziane come partner?
Io da solo con una mia credenza son capace di produrre effetti del genere nella mente di tutte le ventenni senza nemmeno conoscerle?
A me sembra più che altro che si riconoscano questi giudizi, già presenti, e poi li si introietta, la maggior parte delle volte non partono affatto da noi, siamo noi che osservando come il nostro contesto di riferimento giudica ci auto-giudichiamo con questi criteri in relazione a come siamo fatti effettivamente adesso.
E' come credere che l'oro abbia valore in sé o che lo produca la mente di un'unica persona, ma non è così, dopo aver osservato che socialmente viene dato valore a questa materia, la si usa poi come moneta di scambio per ottenere altro.
Se al posto dell'oro mettiamo la nostra persona il processo è abbastanza simile, non possiamo scegliere noi di avere un certo valore sociale a piacere, in relazione a certe caratteristiche capiamo come ci valutano gli altri e traiamo le nostre conclusioni.
Al più una persona, per acquisire valore sociale, può auto modificarsi, ma non è il suo giudizio immaginario a creare i giudizi concreti che le danno un valore concreto sul mercato di merda degli esseri umani.
O pensate che siamo noi da soli con la nostra singola mente a dar valore di scambio al denaro o ad altro?
Se fosse stato vero avrei dato valore di "banconote vere" a quelle del monopoli e le avrei usate per fare compere.

Ultima modifica di XL; 11-08-2019 a 14:07.
Ringraziamenti da
the_Dreamer (11-08-2019)
Vecchio 11-08-2019, 13:57   #4
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Non sono d'accordo.
Secondo me la singola persona cerca di valutare come la valuta il contesto sociale, ma mica il giudizio se lo inventa lei da sola.
Se io che ho una certa età (e dimostro tutti i miei anni) ci provo con una ventenne e questa mi manda a cagare, secondo te è perché io credo che le ventenni non si mettono spesso con persone che dimostrano una certa età?
Sono io con la mia credenza a creare questo tipo di giudizi avversi delle ventenni (abbastanza diffusi) verso persone anziane come partner?
Io da solo con una mia credenza son capace di produrre effetti del genere nella mente di tutte le ventenni senza nemmeno conoscerle?
A me sembra più che altro che si riconoscano questi giudizi, già presenti, e poi li si introietta.
Ho già notato il tuo modo di fare in altri interventi: ti focalizzi e sottolinei singoli elementi all'interno di ragionamenti molto più vasti e complessi, riducendo il tutto a un mero "scontro" alla fine del quale deve eserci una risposta chiara e univoca, un qualcuno che ha ragione e un altro che ha torto.
Mi dispiace ma non funziona così, almeno non con me.

Potrei farti mille esempi che confermano ciò che hai detto e fartene altri mille che lo smentiscono, ciò non aggiunge o non sottrae nulla al mio ragionamento. Che tu non sia d'accordo mi sta bene e di certo non intendo mettermi a discutere con te per farti cambiare idea. Differenti punti di vista sono ricchezza, l'uniformità uccide la singolarità, il particolare.

Mi sembra che in questo forum si nutra una sorta di ossessione per l'aspetto fisico e infatti di tutte le cose che si potevano dire tu hai ridotto la faccenda al: sono vecchio e se ci provo con una ventenne mi manda a cagare.
Vecchio 11-08-2019, 14:10   #5
XL
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Originariamente inviata da PensieriRandagi Visualizza il messaggio
Potrei farti mille esempi che confermano ciò che hai detto e fartene altri mille che lo smentiscono, ciò non aggiunge o non sottrae nulla al mio ragionamento. Che tu non sia d'accordo mi sta bene e di certo non intendo mettermi a discutere con te per farti cambiare idea. Differenti punti di vista sono ricchezza, l'uniformità uccide la singolarità, il particolare.

Mi sembra che in questo forum si nutra una sorta di ossessione per l'aspetto fisico e infatti di tutte le cose che si potevano dire tu hai ridotto la faccenda al: sono vecchio e se ci provo con una ventenne mi manda a cagare.
Ma possiamo spostare l'esempio anche in ambito professionale.
Supponi che io faccio il muratore, e le piastrelle le so attaccare con un centimetro in mezzo, il fatto che poi non venga chiamato a fare altri lavori dipende dal mio singolo giudizio in relazione a come vanno attaccate le piastrelle? O dipende dal fatto che generalmente alle persone non garba che le piastrelle vengano attaccate così?
Secondo te se io da solo dico "questo è un lavoro ben fatto" e me ne convinco, convinco anche automaticamente gli altri?

Rispondi.

Posso fare mille esempi tratti da diversi ambiti.

Se non riesco poi a lavorare dipende da un mio giudizio personale campato in aria? O dipende dal fatto che certe preferenze sono più diffuse di altre e non me le sono inventate io?

Non spostiamo la discussione sull'aspetto fisico, io voglio parlare proprio del giudizio.

Ultima modifica di XL; 11-08-2019 a 14:16.
Vecchio 11-08-2019, 14:15   #6
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Ma possiamo spostare l'esempio anche in ambito professionale.
Supponi che io faccio il muratore, e le piastrelle le so attaccare con un centimetro in mezzo, il fatto che poi non venga chiamato a fare altri lavori dipende dal mio singolo giudizio in relazione a come vanno attaccate le piastrelle? O dipende dal fatto che generalmente alle persone non garba che le piastrelle vengano attaccate così?
Secondo te se io da solo dico "questo è un lavoro ben fatto" e me ne convinco, convinco anche automaticamente gli altri?

Rispondi,
Ma ti rendi conto che continui a fare singoli esempi perché vuoi che ti dia ragione invece di leggere con la mente ed il cuore l'ampio ragionamento che sta dietro il mio scritto?
E anche il "Rispondi" che hai messo alla fine non è bello, sembra quasi un ordine. Sei rigido, troppo, e di certo sei molto rigido prima di tutto nei confronti di te stesso il resto è una conseguenza.
Continui a osservare il dito invece della luna, e lo dico come lo direi a un mio amico
Ora devo andare, ho caldo, mi sudano le ascelle e preferisco fare una passeggiata piuttosto che stare davanti al pc, un saluto.
Vecchio 11-08-2019, 14:19   #7
XL
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L'avatar di XL
 

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Originariamente inviata da PensieriRandagi Visualizza il messaggio
Ma ti rendi conto che continui a fare singoli esempi perché vuoi che ti dia ragione invece di leggere con la mente ed il cuore l'ampio ragionamento che sta dietro il mio scritto?
Va bene, a me dà solo fastidio che mi si dica qualcosa di falso, tutto qui. Che sono io da solo a giudicare male e svalorizzare certe caratteristiche.
Il cuore cosa c'entra col falso? Se mi dici che piove e io vedo il sole ti dico solo che è falso.
Buona passeggiata.

Ultima modifica di XL; 11-08-2019 a 14:23.
Vecchio 11-08-2019, 14:21   #8
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Quale sarebbe l'ampio ragionamento, che è solo colpa nostra se non siamo normali mentre ciò che ci circonda non ha minimamente influito?
Ringraziamenti da
PensieriRandagi (11-08-2019)
Vecchio 11-08-2019, 18:18   #9
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Ragasssi, io penso che l'unica verità sia che ognuno di noi (e con noi intendo tutti gli abitanti del pianeta) abbia un pezzetto di verità e di ragione da offrire agli altri, poi ognuno ci fa quel che vuole.

Non ho mai pensato che il mio ragionamento, il mio limitato punto di vista fosse l'Unico e potesse risolvere tutte le incognite. Ho solo voluto offrire, partendo da riflessioni su me stesso, uno spunto, un punto di vista a qualcuno, fosse anche una sola persona oltre me, che magari non aveva pensato riflettuto su questo aspetto.

Non sono così pazzo e arrogante (una persona mi ha detto che lo sono e sicuramente una parte di me lo è) da abbandonarmi a deliri di onnipotenza.

Qualsiasi discorso, qualsiasi ragionamento, qualsiasi punto di vista, qualsiasi esperienza è carente, è parziale, incompleto davanti alla molteplicità, alla complessità, alla vastità dell'esistenza vista nel suo insieme generale e vista attraverso la miriade di singole parti che la compongono-vivono-abitano.
Io non ho risposte definitive, assolute, valide sempre e comunque e dovunque: nessuno le ha.
Se esiste qualcosa di simile esiste unendo insieme tutte le prospettive, tutte le singolarità, tutte le esperienze, tutti i frammenti, per la serie: il risultato è qualcosa in più della somma delle singole parti.

Non serve a nulla gareggiare per far prevalere un unico punto di vista come se fosse l'unico degno, l'unico valido, scontrare ragionamenti per farne "vincere" uno solo e negare quello che "perde"; così non può esserci arricchimento ma solo esclusione, contrasto fine a se stesso, impoverimento.
Anche nella Scienza le teorie, i metodi, i protocolli, esistono per essere superati ma in una dialettica aperta, che include, e ciò che viene superato fa comunque parte del processo di scoperta, è stato comunque necessario per rendere possibile il passo successivo.

Una scala che conduce verso altezze vertigionose è composta da singoli gradini e il primo è importante quanto l'ultimo.

...e se qualcuno se lo stesse chiedendo, sì, mi drogo

Ultima modifica di PensieriRandagi; 11-08-2019 a 18:20. Motivo: refusi
Vecchio 11-08-2019, 20:14   #10
Esperto
L'avatar di v97s
 

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l'unica gabbia che veramente mi tiene prigioniero, è quella dentro la mia mente

questa è la gabbia che io ho costruito con le mie mani, anche se tendo a dare la colpa agli altri, al mondo, alla società, alla sorte, alla natura, a dio, agli alieni, a barbara d'urso e chi più ne ha più ne metta

tutto ciò che vivo fuori di me è solo il riflesso di ciò che vivo dentro

spesso siamo i primi a nutrire certezze che non sono certezze, a vederci in maniera sballata e a pensare che siano gli altri la causa quando in realtà non facciamo altro che proiettare su di loro, come ombre sul muro, i nostri disagi, le nostre insicurezze, i nostri problemi

spesso siamo talmente abituati al nostro disagio, alle nostre paturnie, che diventano un distintivo, un mantra costante da recitare, un alibi per tutto, un rifugio-prigione nel quale ci sentiamo protetti e nello stesso tempo intrappolati e se qualcuno prova a entrare o buttare giù quel rifugio lo vediamo come un'aggressione, o come qualcuno che vuole sminuire i nostri teriiiiiiibbbbili probbbbblemi che sono i più grandi dell'universo e noi siamo i più sfortunati di tutti, e guai a chi sostiene che non è esattamente così



p.s. aggiungo un'ultima cosa: pensare che i problemi nascano sempre dall'esterno, pensare che i giudizi negativi siano sempre "colpa" degli altri, è molto più semplice che rendersi conto che siamo noi i primi a giudicarci in maniera negativa, perché dal giudizio altrui puoi difenderti, puoi evitarlo fuggirlo, ma da te stesso non fuggi, e fa molto più male mettersi sotto una lente e dissezionarsi rispetto a urlare e puntare il dito contro qualcuno che non siamo noi
Secondo me invece l'emarginazione parte sempre dagli altri, se non rispetti certi canoni ti isolano e ti guardano in maniera diversa.
Ringraziamenti da
PensieriRandagi (11-08-2019), the_Dreamer (11-08-2019)
Vecchio 11-08-2019, 21:03   #11
Principiante
L'avatar di PensieriRandagi
 

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Originariamente inviata da v97s
Secondo me invece l'emarginazione parte sempre dagli altri, se non rispetti certi canoni ti isolano e ti guardano in maniera diversa.
Giusto, certo conta anche il giudizio altrui, non viviamo in completa solitudine e senza alcun contatto dalla nascita fino alla morte.
Ma ciò che hai detto tu non esclude ciò che ho detto io, lo integra, come ho spiegato nel mio ultimo intervento sopra il tuo.
Ora ti invito a riflettere sopra un punto.
Due persone, davanti la stessa situazione, davanti lo stesso tipo di giudizio reagiscono in maniera opposta:
una se ne frega e va avanti come se nulla fosse e magari ci ride pure su (mio cugino è così)
l'altra trasforma quella situzione, quel giudizio in tragedia, ci sta male per giorni o anni (mia madre è così)

Il giudizio altrui pesa certo, ma chi è l'ago della bilancia, chi è che rende quel peso insostenibile o del tutto trascurabile? Siamo noi stessi : D
Ringraziamenti da
Stregatta13 (11-08-2019)
Vecchio 11-08-2019, 21:33   #12
Intermedio
L'avatar di Dr. Zoidberg
 

Gesù diceva: "Non giudicate per non essere giudicati, perché nella misura con la quale giudicate, sarete giudicati..." . Cioè, più è grande il giudizio all'interno di noi, rivolto all esterno, agli altri, più sentiremo il peso del giudizio degli altri, sia che ci stanno giudicando davvero, che no. È un'arma a doppio taglio. Il fobico, infatti è molto giudicante, per questo teme molto il giudizio altrui. In lui/lei risiede un grosso senso del giudizio.
Vecchio 11-08-2019, 22:16   #13
Principiante
L'avatar di PensieriRandagi
 

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Originariamente inviata da Dr. Zoidberg Visualizza il messaggio
Gesù diceva: "Non giudicate per non essere giudicati, perché nella misura con la quale giudicate, sarete giudicati..." . Cioè, più è grande il giudizio all'interno di noi, rivolto all esterno, agli altri, più sentiremo il peso del giudizio degli altri, sia che ci stanno giudicando davvero, che no. È un'arma a doppio taglio. Il fobico, infatti è molto giudicante, per questo teme molto il giudizio altrui. In lui/lei risiede un grosso senso del giudizio.
grazie per il tuo contributo : D
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