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Originariamente inviata da cuginosmorfio
È una mia convinzione empirica che i problemi (non parlo di gente schizoide & co.) dei maschi li possano capire pienamente solo i maschi ed i problemi delle femmine li possano capire pienamente solo le femmine.
Le frasi di circostanza, la comprensione, la falsa o vera empatia sono cose superficiali, alla portata di tutti.
Poi, per somministrare farmaci siamo in àmbito più medico-scientifico e lì il genere conta meno (ma può avere il suo peso): si va più a "manuale del cosa prescrivere in caso di" (atteggiamento che le nuove lève di medici di famiglia stanno ampiamente attuando)
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Sono in parte d'accordo, infatti ho qualche dubbio in più sul farmi seguire da una psicologa che da uno psicologo. Un altro uomo può capire meglio nel senso che può immedesimarsi di più, d'altra parte possono esserci anche lati negativi come il fatto che siano favorite situazioni implicite di confronto/ competizione (invece per quanto riguarda le donne, magari la tendenza è di alzare i paletti e stare un po' sulla difensiva per limitare un avvicinamento del paziente maschio, e fanno bene a fare così). Però secondo me è abbastanza vera quella cosa che si dice delle donne sull'intuito femminile, il sesto senso, che nell'ambito dei rapporti interpersonali e nell"interpretare" l'interlocutore sia più sviluppato che negli uomini, per cui magari potrebbe rivelarsi utile per capire meglio qualche punto della condizione e dell'indole di chi va a parlarci.