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Vecchio 22-09-2022, 13:03   #1
Intermedio
L'avatar di Bamboladipezzi
 

Far uscire la parte oscura è pericoloso. Rabbia, rancore, odio, sofferenza e dolore s'accumulano dentro di noi, creano un ammasso d'energia negativa. Come lo si può far uscire senza danneggiare gli altri?
Ci sono dei modi, delle vie, per canalizzare questa energia negativa e trasformarla in positiva.
Quali sono i modi? Lo sport, l'arte, la danza, la musica, le arti marziali, il giardinaggio, la meditazione, lo yoga, l'amore, il volontariato, il fai da te e tanti altri metodi.
Ma facendo queste cose si riuscie a far uscire tutta ma proprio tutta l'energia negativa? Purtroppo no. Infatti se dopo una seduta di meditazione o di pittura torniamo a vivere in un ambiente tossico, distruttivo e malsano, tutti questi metodi non saranno del tutto efficaci ma solo in parte.
Quindi come si fa a gestire il resto dell'energia negativa? Colpendo un cuscino, gridando, zappando, rompendo qualcosa contro il muro, sfogando sulle cose questa energia per evitare che ricada sulle persone che abbiamo intorno o che ricada su noi stessi con autolesionismo.
Ci sono diverse forme d'autolesionismo subdole come quella del cibo ( mangiare troppo o troppo poco), del sesso ( perversioni varie) delle droghe, del fumo, del gioco d'azzardo.
E per curare queste forme d'autolesionismo non bastano gli sport o l'arte ma bisogna fare delle sedute di psicoterapia che possono durare anche molti anni e includere l'uso di farmaci.
Quindi esistono dei disturbi ( d'ansia, depressione, narcisisti, borderlibe ecc... ) che non possono esser curati e risolti solo con lo sport o con vari tipi di hobby e distrazioni ma vanno affrontati insieme ad uno specialista che possa aiutare nel gestire ( e anche contenere) tutta quella energia negativa che spesso è conseguenza, di abusi, violenze, rifiuti o anaffettività da parte dei genitori.
Queste cose le sto dicendo perchè c'è molta gente che pensa che si guarisce con lo sporto o con gli hobby o con l'amore.
Tutte queste cose aiutano, è vero, ma chi ha un disturbo serio, grave, invalidante, non deve illudersi che facendo calcio o piantando fiori possa guarire. Ci sono purtroppo dei film fuorvianti in cui si vede gente che guarisce con una storia d'amore o con una scalata in montagna. Il cinema crea illusioni terribili e quindi stiamo attenti quanto diciamo a qualcuno di fare questo o quello perchè non sono gli hobby che fanno guarire ma una psicoterapia seria.

Ultima modifica di Bamboladipezzi; 22-09-2022 a 13:06.
Vecchio 22-09-2022, 13:29   #2
Esperto
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

La psicoterapia "seria" ancora la devono inventare. Ad oggi esistono solo percorsi sulla "forza di volontà". In altre parole tutto è delegato al paziente e se non guarisci cazzi tuoi, è colpa tua che non ti sei impegnato o che non riesci ad accettare cose orribili con cui devi imparare a vivere bene. Gli hobby aiutano come può aiutare uno stupefacente, quando prendi la tua dose per una attimo dimentichi dove sei ed evadi, ma poi ritorna tutto peggio di prima. Non c'è una soluzione durevole o definitiva, si può solo cercare "lo sballo" laddove per un momento si intravede un'apertura. Comunque prima o poi si muore e la vita non dura tantissimo, alla fine fra una dose e l'altra di dopamina si può riempire una buona fetta di tempo finchè non sopraggiunge la fine.
Ringraziamenti da
edward00767 (Ieri), XL (22-09-2022)
Vecchio 22-09-2022, 14:21   #3
Principiante
L'avatar di Teal
 

Difficile prendere la cosiddetta “parte oscura”, incanalarla e provare a farla uscire. É più subdola, infida, integrata in noi e fa capolino quando meno te lo aspetti. Noi siamo anche quella cosa lì. Gli hobby sono un coping utilissimo per lo stress e l’ansia, come per molti può esserlo la psicoterapia, ma credo che imparare ad accettarla (sempre questa cosiddetta “parte oscura”) sia la cosa più importante. Tante volte qui si è discusso di “accettazione” di varie cose, ma forse bisognerebbe intenderla come un compromesso provvisorio, che contiene anche margini di insoddisfazione, e che può sempre essere soggetto a cambiamenti e rinegoziazioni con noi stessi. In altre parole, dovremmo essere consapevoli che sempre e comunque avremo dei momenti in cui saremo livorosi, rancorosi, proveremo dolore, vorremmo qualcosa che non possiamo avere e quindi frustrati. Succede a tutti, anche alle persone più sagge, a chi ha concluso lunghissimi percorsi di terapia, ai monaci buddhisti anziani, alle persone di enorme successo. Alcune sono normali reazioni agli eventi, ma altre sensazioni sono proprio insite in noi, e senza quelle faremmo fatica ad apprezzare la nostra parte migliore. Ovviamente ci si può, e ci si deve, lavorare.
Capire questo, forse, é giá un primo passo.
Vecchio 22-09-2022, 14:48   #4
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
La psicoterapia "seria" ancora la devono inventare. Ad oggi esistono solo percorsi sulla "forza di volontà".
Già..la famosa "forza di volontà"..quante volte ci siamo sentiti ripetere, sopratutto da persone vicine a noi che non ce ne mettiamo abbastanza per volerne uscire, che non ci mettiamo impegno per iniziare a modificare aspetti della personalità e abitudini di vita quotidiana ad essa collegata, che godiamo nel voler rimanere così perchè tanto ci conviene rimanere così piuttosto che provare a cambiare. Peccato che si dimentica di dire che gran parte di queste patologie si nutrono proprio della forza di volontà, l'annullano, la riducono ai minimi termini, con il risultato che più impegno ci mettiamo a far qualcosa, anche di diverso dalle nostre abitudini, più non ci si riesce perchè manca proprio quella spinta decisiva che ci porta, con una serie di azioni sempre nuove e diverse, ad intravedere la luce in fondo al tunnel.
Vecchio 22-09-2022, 15:17   #5
Intermedio
 

Effettivamente questo è un problema di difficile soluzione.
Poiché quando tutto il malessere sfocia nella frustrazione allora possono anche accadere cose spiacevoli.
Per tamponare, come suggerivi tu, si può provare a 'sfogarsi' con lo sport o con altre attività hobbistiche.

Però questa è una soluzione solo temporanea...per quella definitiva, occorre necessariamente rimuovere il motivo alla base della frustrazione.

Compito molto arduo per soggetti come noi...
Vecchio 22-09-2022, 16:50   #6
Esperto
L'avatar di anahí
 

A me non ha mai convinto la concettualizzazione della mia sofferenza come energia negativa accumulata che devo scaricare per stare meglio.

I picchi di sofferenza, e anche le rare espressioni drammatiche di sofferenza, non sono mai state catarsi liberatorie per me. Solo dei buchi particolarmente profondi in cui sono caduta da cui era piu' difficile del solito risalire. Invece ho l'esperienza di una guarigione lenta e graduale, piccoli gesti di gentilezza nei miei confronti che mi facevano stare bene poco a poco. Non sento di avere energia che chiede di essere scaricata ma solo un flusso di sofferenza che a volte e' leggerissimo e a volte e' torrenziale, la maggior parte delle volte significativo ma non invalidante
Vecchio 22-09-2022, 17:03   #7
Esperto
L'avatar di Varano
 

io la chiamo la merda del cervello, le acque nere della mente...per quelle nemmeno i farmaci funzionano, nel mio caso le benzodiazepine spostano la polvere sotto il tappeto. a volte questa spazzatura fuoriesce di notte mentre dormo e allora si scatena un attacco di panico.
solo la pratica della meditazione mi ha dato miglioramenti ma sono troppo pigro per praticarla refgolarmente
Vecchio 22-09-2022, 23:42   #8
Intermedio
L'avatar di Sheev Palpatine
 

Quote:
Originariamente inviata da Bamboladipezzi Visualizza il messaggio
Far uscire la parte oscura è pericoloso. Rabbia, rancore, odio, sofferenza e dolore s'accumulano dentro di noi, creano un ammasso d'energia negativa. Come lo si può far uscire senza danneggiare gli altri?
Ci sono dei modi, delle vie, per canalizzare questa energia negativa e trasformarla in positiva.
Quali sono i modi? Lo sport, l'arte, la danza, la musica, le arti marziali, il giardinaggio, la meditazione, lo yoga, l'amore, il volontariato, il fai da te e tanti altri metodi.
Ma facendo queste cose si riuscie a far uscire tutta ma proprio tutta l'energia negativa? Purtroppo no. Infatti se dopo una seduta di meditazione o di pittura torniamo a vivere in un ambiente tossico, distruttivo e malsano, tutti questi metodi non saranno del tutto efficaci ma solo in parte.
Quindi come si fa a gestire il resto dell'energia negativa? Colpendo un cuscino, gridando, zappando, rompendo qualcosa contro il muro, sfogando sulle cose questa energia per evitare che ricada sulle persone che abbiamo intorno o che ricada su noi stessi con autolesionismo.
Ci sono diverse forme d'autolesionismo subdole come quella del cibo ( mangiare troppo o troppo poco), del sesso ( perversioni varie) delle droghe, del fumo, del gioco d'azzardo.
E per curare queste forme d'autolesionismo non bastano gli sport o l'arte ma bisogna fare delle sedute di psicoterapia che possono durare anche molti anni e includere l'uso di farmaci.
Quindi esistono dei disturbi ( d'ansia, depressione, narcisisti, borderlibe ecc... ) che non possono esser curati e risolti solo con lo sport o con vari tipi di hobby e distrazioni ma vanno affrontati insieme ad uno specialista che possa aiutare nel gestire ( e anche contenere) tutta quella energia negativa che spesso è conseguenza, di abusi, violenze, rifiuti o anaffettività da parte dei genitori.
Queste cose le sto dicendo perchè c'è molta gente che pensa che si guarisce con lo sporto o con gli hobby o con l'amore.
Tutte queste cose aiutano, è vero, ma chi ha un disturbo serio, grave, invalidante, non deve illudersi che facendo calcio o piantando fiori possa guarire. Ci sono purtroppo dei film fuorvianti in cui si vede gente che guarisce con una storia d'amore o con una scalata in montagna. Il cinema crea illusioni terribili e quindi stiamo attenti quanto diciamo a qualcuno di fare questo o quello perchè non sono gli hobby che fanno guarire ma una psicoterapia seria.
Nel tuo post si parla di tante cose diverse. Attività come la palestra o la meditazione sono di certo positive ma...
Se il problema è un ambiente tossico, quindi per esempio delle compagnie tossiche, delle persone violente che compiono abusi, la prima cosa da fare è allontanarsi da questo ambiente tossico (relativamente facile se si tratta di amicizie, un pò più complesso se si tratta di familiari).

Il comportamento autolesionista del mangiare troppo oppure delle perversioni sessuali è una reazione a queste situazioni problematiche. Talvolta ci può essere di mezzo un vero e proprio trauma, che può permanere anche dopo che ci si è allontanati dalla sitauzione problematica. Il cosiddetto PTSD (disturbo da stress post-traumatico). Le perversioni sessuali sono spesso legate a delle emozioni che vengono sessualizzate, spesso ad esempio il senso di inadeguatezza può trasformarsi in perversioni in cui si viene sottomessi, in cui pur di non perdere l'altra persona ci si lascia calpestare, anche questa è una possibile spiegazione, il mondo della psicologia è vasto...

Ansia e depressione sono la fissazione sul futuro o sul passato, uno stato di normalità prolungato in cui sostanzialmente non riesci più a guardare nel presente (lo stato mentale che dovrebbe prevalere).
Narcisismo e personalità borderline sono tipologie di personalità ancora più complesse di quanto detto sopra, che di per sè hanno vari meccanismi. Basti pensare ai tre tipi di attaccamento (sicuro, ansioso ed evitante).

Ad ogni modo, è vero che certe problematiche possono diventare serie e richiedere la psicoterapia. Molta gente le sminuisce o semplicemente ne ignora l'esistenza. La verità è che, se non si passa troppo tempo a riflettere e rimuginare, certe problematiche o non arrivano proprio, oppure pur avendole non le si nota più di tanto...
Vecchio Ieri, 06:03   #9
Principiante
 

Meglio che non esca la mia parte oscura, è stata repressa per troppo tempo, sarebbe come una esplosione termonucleare.
Vecchio Ieri, 09:13   #10
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Quella che gli altri ritengono la mia parte oscura per me è la più luminosa.
Vecchio Ieri, 10:08   #11
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
alla fine fra una dose e l'altra di dopamina si può riempire una buona fetta di tempo finchè non sopraggiunge la fine.
E quando manca la dopamina e non ci si riesce a godere niente dell'esistenza, cosa rimane? Io mi sento spento e automa, non riesco a provare nessun tipo di gioia da più di 1 anno, gli psicofarmaci mi fermano i pensieri oscuri, ma non riesco a godermi nemmeno i momenti belli a 25 anni, manco ho voglia sessuale, quasi mai, mi sento già anziano, che vita di merda.
Vecchio Ieri, 11:27   #12
Esperto
L'avatar di spezzata
 

Non sono sicura di aver compreso bene cosa intendete con "parte oscura". Per me la parte oscura del sé è una parte che può spingerti (o che ti ha già spinto in passato) a far del male a qualcun'altro e che quindi dev'essere gestita, accudita, anche domata a volte... in modo che non esca fuori perché ha conseguenze terribili sull'altro. Una parte di te che non vorresti avere (e che magari ti fa pure soffrire)... ma che purtroppo hai.
Tutto il resto non lo cosidero "oscuro". Non penso assolutamente che la diversità sia una cosa oscura quando invece per la maggior parte del globo è così.



Non so, probabilmente ognuno di noi ha un concetto diverso di "parte oscura". Per me l'oscurità non ha nulla a che vedere con la luce... la parte oscura va a braccietto con il dolore, il caos, la disperazione... con la perdita del proprio controllo e capacità di valutazione.
Vecchio Ieri, 12:01   #13
Esperto
L'avatar di Barracrudo
 

Edward io ho conosciuto una aiuto infermiera che mi ha detto che quando ci era da lavare i vecchi quando li puliva li sotto gli si alzava praticamente a tutti alla fine invecchiando si impara a godere delle piccole cose
Vecchio Ieri, 14:01   #14
Principiante
L'avatar di MakeMeBad
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Quella che gli altri ritengono la mia parte oscura per me è la più luminosa.
Sono d'accordo.
Sono cose che ho imparato a caro prezzo e le ho interiorizzate in quel modo, è stata la mia vita.
Molte cose mica me le sono cercate io, sono arrivate ed è bene essere preparati a tutto. E ora sono così, nel bene e nel male.
Deprimersi non è per forza una debolezza, lo vedo come un passaggio necessario.

Per la terapia, alla fine in terapia ti consigliano anche di fare sport, hobby, io conosco persone che sfogano il loro malessere in palestra tipo boxe ed effettivamente si sentono meglio o meditazione, non è la cura di tutti i mali, è un aiuto e una volta che si imparano dei trucchi si può sopportare meglio lo schifo generale.
La chiave di molte cose è saper "sopportare" secondo me, chi vive bene riesce a sopportare le cose meglio di altri. Non è che sono migliori o la loro vita è perfetta, semplicemente sopportano in modo eccellente, e beati loro.
Ringraziamenti da
Charlotte (Ieri)
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