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Vecchio 23-11-2008, 12:59   #1
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domandona x i fobiconi...

c'è chi non ha argomenti e si chiede tra sè e sè "ma parlare del nulla è un argomento?", chi trema come si fosse diementicato la vibrazione al cellulare, chi arrossisce e viene scambiata x un anguria aperta, chi suda e allora la persona davanti pensa "strano...non mi ero accorto che avesse fatto la maratona stamattina", chi tiene lo sguardo abbassato pensando tra sè e sè "pestare le cacche porta fortuna, ma se io le evito dovrò x forza di cose essere sfortunato e potrò suicidarmi serenamente senza il timore di stare lasciando un futuro roseo"...
ma se tra un pensiero e l'altro aveste al vostro fianco qualcuno capace di farvi sorridere sul vostro problema? vi sentireste meglio? o viceversa imbarazzi ancora di più e a disagio?

esempio...se ad un raduno voi iniziate a tremare e un altro fobicone nel mentre ne approfitta x distendere l'ambiente dicendo "devo fare la crema x la torta mi dai 'na mano?" voi come vi sentireste? gradireste la cosa o lo odiereste a morte x avervi messo al centro dell'attenzione?

Pensavo a questo dal momento che mi sono reso conto che anch'io ho i miei piccoli limit e le mie paure...solo che se inizio a pensarci su seriamente corro il rischio di bloccarmi sul serio e sentirmi a disagio...se invece rispondo impulsivamente e ironicamente ai miei stessi limiti (anzi mettendoli ancora più in mostra in maniera spiritosa) immediatamente mi rilasso e divento naturale e spontaneo.

Dunque se questa tecnica (dell'ironia, nell'accettare i propri limiti fino a scherzarci sopra ed esprimerli in tranquillità agli altri con un "sai la prima volta che ti ho vista non avevo la minima idea di cosa dire e/o far...ma pure la 20esima volta...") funziona su me stesso, mi chiedevo voi come reagireste?
Un estroversone accoglierebbe la cosa divertito o al max "impermalosito", ma non con un profondo disagio....voi?avreste un istinto omicida o vi sentireste più rilassati vedendo che la persona davanti si è accorta del nostro problema e non ci dà peso e anzi ci scherza sopra x farci sentire a nostro agio?
Vecchio 23-11-2008, 14:00   #2
Poison
Guest
 

yt
Vecchio 23-11-2008, 14:19   #3
Esperto
L'avatar di ichigo
 

di sicuro mi sentirei in imbarazzo e a disagio e non credo mi verrebbe un istinto omicida
però non so rispondere con esattezza perchè nel mio caso dipenderebbe molto dalla situazione, dal tipo di battuta, dal tipo di persona che la fa, dal fatto se riesco o no a trovare una risposta divertente, e molte altre cose...
Vecchio 23-11-2008, 14:57   #4
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Originariamente inviata da Assorto
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Originariamente inviata da 1giova88
esempio...se ad un raduno voi iniziate a tremare e un altro fobicone nel mentre ne approfitta x distendere l'ambiente dicendo "devo fare la crema x la torta mi dai 'na mano?" voi come vi sentireste? gradireste la cosa o lo odiereste a morte x avervi messo al centro dell'attenzione?
Questa è una tipica battuta che mi farebbe incaxx...anche se detta tanto per sdrammatizzare !

Essere messi al centro dell'attenzione così vuol dire diventare lo zimbello di turno.... 8)

Non credo che ironizzare oltre un certo limite sui propri problemi sia la soluzione....anche se un minimo di autoironia è auspicabile in chi soffre...
dunque dico la mia: io credo che se me lo dicesse un altro mi sentire anch'io dentro frustrato, incaxxato, a disagio...ma cercherei di non farlo vendere o rispondendo in modo "incazzoso" o viceversa ironizzando il tutto e tenendomi dentro il disagio (so rare le volte in cui dico apertamente "non è una battuta che mi è piaciuta"...non lo faccio quasi mai).
Però invece quando è autoironia riesco a far etutto impulsivamente: dal dire "è probabile che anche l'ultimo neurone si e spento", fino a "quando finisco le lacrime vi faccio un fischio"...

il problema è uno: una frase del genere tra amicizie verrebbe spontanea da dire...non accettarla spesso è la prima mossa x tenere le altre persone a nostra distanza...invece può essere uno spunto x scherzare e/o iniziar euna conversazione anche seria
Vecchio 23-11-2008, 15:21   #5
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Assorto
Sì, Giova, capisco dove vuoi andare a parare però nel mio caso sono cresciuto con parenti ed amici che, oltre altre frasi sporadiche a scopo ludico (secondo loro...ma che cmq recepivo male), ripetevano in ogni occasione "eh ma quanto hai parlato oggi, ci hai proprio rincoglionito...e statte zitto n'attimo...".

Poi con il tempo ho capito che questi sono stati tentativi un po' "estremi" per coinvolgermi, per farmi svegliare, per farmi capire che così "non andavo"...però lì per lì hanno avuto l'esito opposto, ossia di farmi chiudere ancora di più.

Ad oggi quando capita ancora, raramente cmq, non me la prendo più perché ho lavorato su me stesso per crescere e capire la natura profonda di uscite di questo genere, tuttavia non posso considerarle tentativi genuini per aiutare chi soffre, anche se chi li fa sa la situazione dell'interessato.

L'aiuto, se proprio si deve, si offre in altro modo.
a parole è facile...di fatto no...di fatto una persona normale non sa nemmeno lei come approcciarsi ad una persona che si estranea a tal punto...

se una volta tanto rispondi serenamente al "ma sempre muto?" poi pian piano parlando capisci che la battuta era semplicemente un goffo tentativo di interagire...

il fatto è che una persona normale/estroversa si aspetta che se una cosa non va bene (per quant otu sia timida/paurosa) lo dica...
si aspetta che se tu sia terrorizzata/imbarazzata da una cosa lo dica...
facci caso...un estroverso/normalone se si sente in imbarazzo/arrossisce, beh mentre arrossisce lo ammette "così mi metti in imbarazzo"...manifesta la cosa...
semplice l'altra persona si aspetta che tu risponda "ma non è che sto muto perchè mi stai sulle balls...o magari sì...cioè è per quello...è perchè oggi il gatto della vicina se magnato la mia pizza....blablalblalbl"
e invece una persona che tende alla fobiasociale tende a nascondere questa sua angoscia e anzi a vergognarsene...

il problema è uno: il fobico si aspetta tendenzialmente che sia l'altro a preparargli la tovaglia x aprirsi...
invece dovrebbe capire che lasciare che sia solo l'altro ad aprire la tovaglia, beh...sta lasciando tutte le responsabilità all'altro..
se invece tanta di aiutarlo mettendosi in gioco...

una persona estroversa/normalona in un momento di sconforto non teme di urlarti in faccia (non appena le chiedi "c'è qualcosa che non va?") "si...gli ultimi giorni che ho vissuto fanno schifo....per questo e questo..."
la persona fobica? la frase "c'è qualcosa che non va?"...la vede già come attacco...come frase pronta a ricevere una risposta x essere giudicati..come una frase a cui mentire e sfuggire con un "no..niente"...

Ognuno ha il suo modo di dare aiuto...una persona estroversa/normale senza problemi non può capire certi processi mentali..così come una persona che non ha mai vissuto un lutto non può capire i conati di nausea che ti escono dall'animo quando invece muore realmente una persona cara in prima persona...
la persona normale x quanto goffamente (e x un fobico insensibilmente) ci prova a rendere partecipe l'altra persona e farla aprire...
non resta che al fobico capire questo e appunto la volta successiva non prendersela, ma aprirsi come hai detto tu...
Vecchio 23-11-2008, 23:43   #6
Esperto
L'avatar di animaSola
 

Sinceramente nn lo sò..dipende dall umore..In vita mia a dir la verità nn sono mai stata permalosa..quindi anche se le persone(amiche) ironizzavano su di me...nn mi procurava fastidio...Ora a volte nn le tollero certe battute perchè sono fuori luogo..ma soprattutto fuori dal mio umore(quandè pessimo)...Se invece ad un raduno dovessi trovarmi in difficoltà e tanto pe fa un nome a caso,pulcino cercasse di sdrammatizzare...penso che mi sarebbe d'aiuto...perchè nn vedrei concentrata su di me l attenzione ma bensi sulle gorbellerie che dice lui....Poi nn so quando sto davvero male...xkè ho1crisi di panico è meglio lasciarmi proprio stare.
Vecchio 24-11-2008, 00:22   #7
Esperto
L'avatar di uahlim
 

Quote:
Originariamente inviata da Assorto
Essere messi al centro dell'attenzione così vuol dire diventare lo zimbello di turno.... 8)
Insomma, fammi capire....

a) se la cosa capitasse ad un'altra persona TU penseresti che questa persona è uno zimbello

b) se la cosa capitasse ad un'altra persona TU saresti intelligente e non penseresti che questa persona è uno zimbello MA... tu saresti l'unica persona intelligente in un raduno di NOI ALTRI sociofobici TESTE DI CAZZO...

Quale busta scegli? La a o la b?
Vecchio 24-11-2008, 01:06   #8
Esperto
L'avatar di uahlim
 

Quote:
Originariamente inviata da Absorbed
Uahlim, ora stai a cavillare sulle parole che ho usato per esprimere un concetto... 8)

Se su 100 persone, tra cui me, che osservano quella scena, 99 non ci vedono uno zimbello ed io sì, tanto piacere. Inoltre non mi riferivo a raduni di sociofobici, anche se non l'ho specificato...ma i post di Giova, l'ammetto, li leggo a spezzoni...

A parte questo, mi sfugge un po' il senso profondo del tuo post.
Il senso profondo del mio post è che tra 2 persone, l'una con certe difficoltà perchè al centro dell'attenzione e l'altra che reputa la prima uno zimbello, il vero zimbello è la seconda che reputa la prima uno zimbello.

Il senso profondo è che il vero problema di chi ha problemi ed è discriminato dagli altri è la stupidità di chi discrimina, non lui.
Il vero anormale e con problemi mentali seri è chi discrimina, non chi è discriminato, perchè è chi discrimina che è mentalmente chiuso e non capisce un cazzo e crea problemi là dove potrebbero non essercene se non fosse stupido a fare discriminazioni inutili.

Se vai a vedere il film Si può fare troverai questo concetto espresso molto bene nella scena della festa a casa di una ragazza.
Vecchio 24-11-2008, 01:27   #9
Esperto
L'avatar di uahlim
 

Quote:
Originariamente inviata da Absorbed
sulla sua difficoltà, nelle modalità esposte da Giova inizialmente, equivale a ridicolizzarlo.
Giova parlava di RADUNI tra sociofobici: ai raduni sociofobici NESSUNO RIDICOLIZZA NESSUNO e NESSUNO GIUDICA NESSUNO.

Purtroppo quasi tutti in quei momenti sono OSSESSIONATI DAL PENSIERO, ODDIO, CHISSA' GLI ALTRI COSA PENSANO DI ME, in una sorta di AUTISMO COLLETTIVO, perchè gli altri pensano la stessa cosa: ODDIO, CHISSA' GLI ALTRI COSA PENSANO DI ME... e NESSUNO PENSA NIENTE DEGLI ALTRI.

E tutti sono assorti in QUESTO PENSIERO UNICO.

E' una situazione di STALLO, una situazione RIDICOLA nella sua TRAGICITA', è una ENORME FARSA, una BUFFONATA, ecco cos'è.

Ma basta che pensiate che GLI ALTRI PENSANO ESATTAMENTE QUELLO CHE PENSATE VOI per smontare questa prigione mentale.
Vecchio 24-11-2008, 01:32   #10
Esperto
L'avatar di animaSola
 

X fortuna esistiamo noi agorafobici che pensiamo"uh dio speriamo che nn me piglia n'attacco de panico e il primo polpo me tenta la respirazione bocca a bocca"

A parte cio ...emilio penso che se pur una persona è ossesionata da quel pensiero...ha comunque l istinto di pensare qualcosa sull altro.
Vecchio 24-11-2008, 13:33   #11
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Quote:
Originariamente inviata da giova88-7messaggi
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Originariamente inviata da Assorto
Sì, Giova, capisco dove vuoi andare a parare però nel mio caso sono cresciuto con parenti ed amici che, oltre altre frasi sporadiche a scopo ludico (secondo loro...ma che cmq recepivo male), ripetevano in ogni occasione "eh ma quanto hai parlato oggi, ci hai proprio rincoglionito...e statte zitto n'attimo...".

Poi con il tempo ho capito che questi sono stati tentativi un po' "estremi" per coinvolgermi, per farmi svegliare, per farmi capire che così "non andavo"...però lì per lì hanno avuto l'esito opposto, ossia di farmi chiudere ancora di più.

Ad oggi quando capita ancora, raramente cmq, non me la prendo più perché ho lavorato su me stesso per crescere e capire la natura profonda di uscite di questo genere, tuttavia non posso considerarle tentativi genuini per aiutare chi soffre, anche se chi li fa sa la situazione dell'interessato.

L'aiuto, se proprio si deve, si offre in altro modo.
a parole è facile...di fatto no...di fatto una persona normale non sa nemmeno lei come approcciarsi ad una persona che si estranea a tal punto...

se una volta tanto rispondi serenamente al "ma sempre muto?" poi pian piano parlando capisci che la battuta era semplicemente un goffo tentativo di interagire...

il fatto è che una persona normale/estroversa si aspetta che se una cosa non va bene (per quant otu sia timida/paurosa) lo dica...
si aspetta che se tu sia terrorizzata/imbarazzata da una cosa lo dica...
facci caso...un estroverso/normalone se si sente in imbarazzo/arrossisce, beh mentre arrossisce lo ammette "così mi metti in imbarazzo"...manifesta la cosa...
semplice l'altra persona si aspetta che tu risponda "ma non è che sto muto perchè mi stai sulle balls...o magari sì...cioè è per quello...è perchè oggi il gatto della vicina se magnato la mia pizza....blablalblalbl"
e invece una persona che tende alla fobiasociale tende a nascondere questa sua angoscia e anzi a vergognarsene...

il problema è uno: il fobico si aspetta tendenzialmente che sia l'altro a preparargli la tovaglia x aprirsi...
invece dovrebbe capire che lasciare che sia solo l'altro ad aprire la tovaglia, beh...sta lasciando tutte le responsabilità all'altro..
se invece tanta di aiutarlo mettendosi in gioco...

una persona estroversa/normalona in un momento di sconforto non teme di urlarti in faccia (non appena le chiedi "c'è qualcosa che non va?") "si...gli ultimi giorni che ho vissuto fanno schifo....per questo e questo..."
la persona fobica? la frase "c'è qualcosa che non va?"...la vede già come attacco...come frase pronta a ricevere una risposta x essere giudicati..come una frase a cui mentire e sfuggire con un "no..niente"...

Ognuno ha il suo modo di dare aiuto...una persona estroversa/normale senza problemi non può capire certi processi mentali..così come una persona che non ha mai vissuto un lutto non può capire i conati di nausea che ti escono dall'animo quando invece muore realmente una persona cara in prima persona...
la persona normale x quanto goffamente (e x un fobico insensibilmente) ci prova a rendere partecipe l'altra persona e farla aprire...
non resta che al fobico capire questo e appunto la volta successiva non prendersela, ma aprirsi come hai detto tu...
io comunque terrei a risottolineare questo post...
in verità non è l'estroversone "bastardo"....il più delle volte è il timido/fobico che non comprende che è un modo come un altro x parlare/interagire e non x attaccare/sbeffeggiare
Vecchio 24-11-2008, 15:45   #12
Esperto
L'avatar di Chioccioccolata
 

Quote:
Originariamente inviata da Assorto
ho vissuto esperienze di questo tipo, con battute ed incitazioni abbastanza "decise" a parlare quando, invece, era l'ultima cosa che mi andava di fare.
In effetti le battute o le incitazioni per far parlare qualcuno che in quel momento è in preda all'imbarazzo e al disagio credo che il più delle volte sortiscano l'effetto opposto...ci si sente ancora di più al centro dell'attenzione e peggio ancora ci si sente criticati e presi in giro,anche se in modo benevolo.
Vecchio 24-11-2008, 15:56   #13
Esperto
L'avatar di gattasilvestra
 

per me non contano le intenzioni benevole o bastarde, è il semplice rilevare un mio "problema" (anche tramite battuta) che mi fa pensare "si nota! è un fastidio per gli altri! Li imbarazza! Non sanno sorvolare".

E' un pensiero automatico che mi blocca e solo con amici fraterni riesco a ridere senza pensarci (troppo).
Per questo cerco sempre di dimenticarmi delle difficoltà altrui se le noto... (es. il balbettio o un occhio strabico) e preferirei che le mie non fossero degne di nota.
Se poi c'è anche l'intenzione di divertirsi e farsi belli su un problemuccio altrui, divento livida...
Vecchio 24-11-2008, 18:11   #14
Esperto
L'avatar di uahlim
 

Quote:
Originariamente inviata da Assorto
Come si suol dire ho decontestualizzato il discorso iniziale di Giova.
Non avevo capito che tu avessi decontestualizzato. Non è che mi paghino per interpretare le cose in un modo piuttosto che in un altro, sono solo un po' naif e quindi spesso interpreto male, tutto qui.
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