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Vecchio 24-12-2010, 20:58   #1
Principiante
 

Non so neanche io perché proprio ora mi metto a scriver questo… però… bho… sentivo di farlo e basta. Cosa poi direte, sinceramente, me ne importa poco, per non dire altro, anche perché immagino verrò crocifisso da tutti.
Dunque.. non mi va di scrivere il mega papiro perché ora ho il morale un po giù… però più o meno questa è la mia storia di vita, tagliando certe fasi.
Infanzia: come tutti qui dentro, più o meno. Tipo che lega poco a scuola, non pratica nessun sport (leggi calcio, che sembra obbligatorio per avere una vita sociale), discreto a scuola, quasi mai andato a casa di un compagno di classe per giocare e cose del genere, anche perché bisognava chiedere il permesso a mamma che era sempre al lavoro, quindi.. niente. Dell’asilo non ricordo niente, delle elementari ricordo le prime frustrazioni di sentirsi diverso. Le medie un inferno… vedevi i compagni che iniziavano ad uscire la sera, trovare la ragazza, ecc ecc… poi mio nonno che si ammala e dopo 2 anni muore e il litigio con gli unici parenti che rimasti ora vivi. Il mondo che mi cade addosso. Poi il liceo. Non dico di non aver avuto i miei momenti di gloria, però da li inizio a capire che ho un problema serio. Inizialmente me ne sono sempre fregato di tutti e tutto, nel senso, la mia situazione non mi pesava in quanto consideravo gli altri degli imbecilli che non erano in grado di assumersi le proprie responsabilità – inequivocabile conseguenza dell’educazione rigidissima avuta in famiglia. In terza.. inizio a staccarmi da tutti e cado in frustrazione profonda – non depressione: per un periodo mi rifiutai quasi di mangiare per 2/3 settimane, causa lo sconforto nel vedere gli altri felici e realizzati, con i loro giri, ed io completamente solo. Persi così anche la stima e la compagnia di certi miei compagni di classe che da allora mi esclusero totalmente, ma perché fui io a non volere più niente da loro rinchiudendomi in me stesso.
Mi diplomo.. 96/100.. mi hanno pure fregato 2 punti... vabbe… e poiché tutte le mie conoscenze… 4/5 persone… ovviamente over 50… sono laureati in fisica – i motivi di ciò ora non li spiego – mi iscrivo a fisica a Bologna. Ovviamente le speranze inizialmente erano a 1000… poi devo iniziare ad affrontare la realtà. Ovviamente non posso prendere l’appartamento la – non di certo per ragioni economiche – ma perché la mia natura me lo impedisce per una serie di problemi personali di poter convivere serenamente con altri, o vivere in una città universitaria. Decido quindi di fare avanti e indietro… la bellezza di 3 ore di viaggio tutti i giorni. Ovviamente vado bene, ho voti molto alti, e non incontro difficoltà di alcun tipo, salvo l’essere rimasto indietro il secondo anno a causa di un periodo un po’ buio, ma ora sto rimediando benissimo.
Il primo anno fila tutto più o meno bene. Il secondo, verso natale, per una serie di ragioni non riesco a dare i due esami che devo dare… vabbè… pazienza… proseguo. Questa estate rimango, come sempre, rinchiuso in casa per studiare, e passo tutti gli esami con ottimi voti. Ora sono al terzo e ultimo anno.
Il crash totale l’ho avuto questa estate, restando solo in casa per 4 mesi. Non ho visto in tutto questo periodo nessuno. Pensate che potrei andare da solo ogni giorno sulla splendida costa romagnola: in pratica potrei andarci in bici. Invece niente, zero. Mentre tutti stanno a divertirsi d’estate a 10 km da casa mia io mi vedo da solo senza nessuno con cui stare per 4 mesi. In questo periodo non ho visto nessun mio coetaneo (ho 21 anni) eccetto durante quelle 5/6 volte che sono andato a Bologna per dare gli esami. Nella mia città, infatti, non conosco persone mie coetanee - pur essendoci 100.000 abitanti - fondamentalmente non conosco nessuno, ne sono mai uscito alla sera in vita mia perché una volta non mi piaceva, ne mi era permesso, ora non saprei come fare, in tutti i sensi.
Da ottobre ricomincio ad andare a Bologna… visibilmente appaio turbato e depresso… infatti molte persone me lo chiedono.
Fondamentalmente ora non esco più di casa, se non per andare a Bologna, perché mi tocca. E vi assicuro che è terribile dover ogni giorno prendere il treno e vedere tanti miei coetanei in gruppetti che scherzano e ridono parlando di quello che fanno il fine settimana o cose del genere.
Una volta, fino a settembre, uscivo di casa un paio di volte a settimana, ed andavo a fare un giretto in centro, in piazza, che c’è il mercato. Ora non ce la faccio più, non potrei reggere.
La cosa più terribile è andare a curiosare le pagine di facebook dei miei compagni di corso e ex compagni di scuola. Ovviamente foto di megafeste, tutti fighi e contenti, in giro per il mondo, quando il mio mondo è casa e Dipartimento, oltre il vuoto.
In pratica mi viene il panico - prima di questa estate non mi era mia successa una cosa simile, e questo mi mette in black out per tutta la giornata.
A dire la verità vado due volte a settimana in piscina da circa un anno, per problemi alla schiena, visto che sto sempre alla scrivania. Mi trovo bene perché l’istruttore, che però ha l’età di mio padre, è simpatico e ci siamo un poco affezionati reciprocamente… però sono tutti “vecchi” i corsisti, quindi… niente.
Alla fine tutti i miei guai sono legati a quello che avrei voluto fare da giovane ma mi è stato vietato dai miei genitori, che odio, e per cui ora non posso più rimediare, e da un brutto trauma fisico a cui non c’è rimedio che sin da molto piccolo mi sta rovinando ogni secondo della mia esistenza – e di cui non voglio parlarne.
In famiglia problemi non ne ho… non ho parenti mentre i miei genitori di me se ne fregano. Non che siano cattivi o cos’altro, solo che nella loro testa un figlio deve andare a scuola e poi al pomeriggio stare a casa a studiare.
La cosa che più mi fa rabbia è che invece mia sorella, che ha 6 anni in meno di me, ha tantissimi amici e in 6 mesi si è portata a casa 2 fidanzati. Ieri sera è pure andata a ballare e non so quando sia tornata questa mattina… le 4 forse?
Ovviamente lei ha tutte le attenzioni di questo mondo perché è femmina, oltre che la protezione di mamma, io no.
Fondamentalmente ora resisto rifiutandomi di conoscere la realtà, ovvero cosa fanno gli altri. In pratica mi difendo rimanendo rinchiuso in me stesso e nella mia piccola realtà casa-dipartimento. E’ in pratica una tattica di auto-sopravvivenza… se non conosci non puoi soffrire per quello che ti manca… perché non sai che ti manca. Alla fine è un circuito chiuso, non se ne esce.
Fisicamente sono molto provato… psicologicamente sono molto stabile e forte… posso fingere di essere chi voglio quando sono in giro… anche la persona più felice della terra. Ma questo perché sono in grado di distaccarmi da tutto, non provare sentimenti, sia nel bene che nel male.
Sono solo due le cose che ora mi danno dei problemi: il rimorso, terribile, di ciò che avrei potuto avere e ora è troppo dardi anche solo per volerlo, e il fatto che ciò mi porta, come questo pomeriggio, a perdere ore ad auto-distruggermi per questo. Fondamentalmente studio sempre… e per sempre intendo sempre… dalle 9 di mattina fino a mezzanotte… però se cado nello sconforto perdo una giornata di studio… e non me lo posso permettere. So che è un comportamento da demente, però mi serve per tenere la mente impegnata, cercare di avere un minimo di soddisfazioni e non pensare alla mi situazione.
In pratica cerco di sopravvivere giorno per giorno, cercando di non pensare a nulla e nessuno e di stare il più sereno possibile con me stesso. Se potessi scapperei da questo mondo falso e occidentale… forse andrei in un piccolo villaggio africano, dove non c’è niente. Stranamente non ho intenzioni suicide, o almeno, ci penso, si, ma mi limito a questo, così… ogni tanto… quasi per diletto.
In pratica il ritratto spiaccicato di Majorana… ecco il perché del nick!
Non rileggo nemmeno quello che ho scritto… non ne ho voglia, alla fine ho fatto il papiro… se qualche passaggio è scritto male o non si capisce ditelo. Se avete domande, mi fa piacere rispondervi.
Evitate di dire cagate – scusate il termine – tipo frequenta un’associazione, fatti una passeggiata in centro o d’estate vai al mare… perché tanto non lo faccio. Io sto bene così, non frintendetemi: non ho scritto questo per chiedere aiuto o altro, ma semplicemente per condividere un’esperienza personale.
Vecchio 24-12-2010, 21:11   #2
Intermedio
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Io sto bene così, non frintendetemi: non ho scritto questo per chiedere aiuto o altro, ma semplicemente per condividere un’esperienza personale.
Caro Majorana, tu dici che stai bene cosi ma mentre lo dici, menti a te stesso.
La tua NON è VITA. Come la mia in fondo, per certi aspetti.
Un sociofobico vorrebbe saper socializzare, ridere, scherzare ma, quando si presenta l'occasione, fugge via. E fuggendo rinuncia a vivere.
Se non condividi niente, non sei realmente vivo. Sei una parvenza di persona viva. Una vita così.........non ha nessun senso!
Vecchio 24-12-2010, 21:16   #3
Esperto
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non mi va di scrivere il mega papiro


scherzo ovviamente, poteva andare peggio

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Originariamente inviata da Majorana
Se potessi scapperei da questo mondo falso e occidentale… forse andrei in un piccolo villaggio africano, dove non c’è niente.
e sono d'accordo con te!!!!!
Vecchio 24-12-2010, 21:26   #4
Paz
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Nella mia città, infatti, non conosco persone mie coetanee - pur essendoci 100.000 abitanti - fondamentalmente non conosco nessuno
Bè, ritieniti fortunato, io abito a Roma ovvero 3 milioni di abitanti ufficiali ovvero 5 milioni di baitanti reali e fondamentamente conosco sì e no una decina di persone.

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E vi assicuro che è terribile dover ogni giorno prendere il treno e vedere tanti miei coetanei in gruppetti che scherzano e ridono parlando di quello che fanno il fine settimana o cose del genere.
Una volta, fino a settembre, uscivo di casa un paio di volte a settimana, ed andavo a fare un giretto in centro, in piazza, che c’è il mercato. Ora non ce la faccio più, non potrei reggere.
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Io sto bene così, non frintendetemi: non ho scritto questo per chiedere aiuto o altro, ma semplicemente per condividere un’esperienza personale.
Ecco, questi due passaggi mi sembrano alquanto contraddittori. Se stessi bene così, non dovrebbe importanti nulla di quello che ti circonda e tantomeno dovresti esserne scosso. Invece è evidente che non sia così.
Sembra quasi che tu ti voglia autoconvincere del tuo "star bene". Ma alla fine mentire a te stesso non giova a niente. Ammetti che qualcosa della tua vita non ti piace e stop. Poi se hai anche voglia di cambiare c'è sempre tempo per sentirti dire "vai a fare una passeggiata". Ma prima sii sincero con te stesso.
Vecchio 24-12-2010, 21:38   #5
Principiante
 

Ma infatti, la mia vita non è vita, e non ha senso. Ma a me va bene così... davvero. Non voglio vedere nessuno e sto bene nella mia solitudine, senza dare o ricevere niente da nessuno, per come è andata... se fosse andata diversamente non so, forse a ques'ora sarei stato molto meglio e più felice, ma non è andata come avrei sperato, tutto qui, non ne faccio un dramma, ma sono felice lo stesso, a modo mio.
Il mio autoconvincermi che tutto sia ok e che le cose vadano bene non è apparente, perchè in un certo senso ci credo davvero... è il volere far qualcosa, ma non poterlo fare, perchè vedo il male nel possibile oggetto del desiderio, quindi lo evito.
Ora sono per esempio molto soddisfatto perchè l'ultima frase mi è venuta da dio.. finalmente sono riuscito a dirlo come volevo!!
Ad ogni modo si, sono molto turbato e spaventato da quello che mi circonda perchè in tutto vedo quello che potevo essere, ovvero un ragazzo normale, ma non lo sono potuto diventare per una serie di ragioni.
Vecchio 24-12-2010, 21:44   #6
Paz
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Il mio autoconvincermi che tutto sia ok e che le cose vadano bene non è apparente, perchè in un certo senso ci credo davvero... è il volere far qualcosa, ma non poterlo fare, perchè vedo il male nel possibile oggetto del desiderio, quindi lo evito.
Come ragionamento non fa una piega, anzi è pure un ragionamento comodo, però ti impedisce di essere realmente libero in quanto ti costringi ad autolimitarti nel tuo volere. Personalmente sceglierei di desiderare di più e soffrire per non essere in grado di soddisfare questi desideri, piuttosto che il contrario.
Vecchio 24-12-2010, 21:58   #7
Principiante
 

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Come ragionamento non fa una piega, anzi è pure un ragionamento comodo, però ti impedisce di essere realmente libero in quanto ti costringi ad autolimitarti nel tuo volere. Personalmente sceglierei di desiderare di più e soffrire per non essere in grado di soddisfare questi desideri, piuttosto che il contrario.
Ma se devi soffrire, e sai che questo ti porta al dolore, sempre, prima o poi impari a non desiderare più. Perchè continuare a farsi male? E' da stupidi.
Se sai che sei condannato, innutile farsi mille viaggi mentali, cerchi di farti coraggio, non pensare ai tuoi problemi e basta.
Allora ti imponi dei limiti - che poi, a dirla tutta, me li hanno anche imposti... in un certo senso; non sono stato io a cominciare - e se non passi quei limiti, e rimani protetto nel tuo mondo, sai che non ti puoi fare male il alcun modo.

Ultima modifica di Majorana; 24-12-2010 a 22:00.
Vecchio 24-12-2010, 23:57   #8
Paz
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Ma se devi soffrire, e sai che questo ti porta al dolore, sempre, prima o poi impari a non desiderare più. Perchè continuare a farsi male? E' da stupidi.
Se sai che sei condannato, innutile farsi mille viaggi mentali, cerchi di farti coraggio, non pensare ai tuoi problemi e basta.
Allora ti imponi dei limiti - che poi, a dirla tutta, me li hanno anche imposti... in un certo senso; non sono stato io a cominciare - e se non passi quei limiti, e rimani protetto nel tuo mondo, sai che non ti puoi fare male il alcun modo.
Questo lo pensi solo quando ti arrendi. Io ancora non l'ho fatto, sì magari chissà quante porte in faccia riceverò ancora e ancora quanto soffrirò, ma voglio continuare a lottare. Non mi va di rassegnarmi, anche perchè in quel caso la vivrei come una sconfitta e farebbe doppiamente male. Lo so, tipico atteggiamento masochista, ma resto cmq dell'idea che nessuno dovrebbe mai darsi per vinto finchè ne ha la forza.
Vecchio 25-12-2010, 00:29   #9
Banned
 

Anch'io facevo cosi, mi ero completamente rinchiuso nel mio mondo, l'odio che avevo(e che ho ancora, non sparirà mai) mi hanno aiutato a "sopravvivere", ho evitato tutto quello che c'era da evitare, qualsiasi tipo di rapporto umano, ogni tipo di situazione, se non le conosco, se non le provo, non fanno male...no ?
Solo che col tempo, crescendo, mi sono ritornate, o meglio nate delle voglie che non credevo di avere, e di poter mai avere, troppo odio, troppa rabbia, piano piano ti distruggono, cosi il bisogno di provare amore, di essere amato, sono diventati più forti, prima mi ero "rassegnato", non mi fregava di niente, adesso no, sono innamorato, ho una ragione per combattere, anche se è tremendamente difficile.
La paura di essere abbandonato è forte, se dovesse succedere allora sarebbe veramente la fine...
Majorana, c'è qualcosa che ti tiene in vita ? e se posso permettermi, cosa intendi fare per il futuro ?
Vecchio 25-12-2010, 00:33   #10
Principiante
 

Infatti io mi sento profondamente sconfitto. Solo che vivere il tutto come una sconfitta non mi va. Cerco solo di evitare dolorose ed inutili illusioni, che sono quelle che fanno più male. Il volere una cosa, la più banale del mondo, che tutti hanno gratis, e non poterla avere, credi sia una cosa da poco.
E' stramaledettamente frustrande, annientante e vorresti non esistere.
Ma cosa ci posso fare se è andata così?
Vecchio 25-12-2010, 00:49   #11
Esperto
L'avatar di Wasted Life
 

il punto è che non devi sentirti sconfitto ancora majorana..hai 21 anni,non sei vecchio. Sebbene in ritardo,se volessi cambiare davvero avresti ancora tutto il tempo..
Vecchio 25-12-2010, 00:57   #12
Paz
Esperto
L'avatar di Paz
 

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Originariamente inviata da Majorana Visualizza il messaggio
Infatti io mi sento profondamente sconfitto. Solo che vivere il tutto come una sconfitta non mi va. Cerco solo di evitare dolorose ed inutili illusioni, che sono quelle che fanno più male. Il volere una cosa, la più banale del mondo, che tutti hanno gratis, e non poterla avere, credi sia una cosa da poco.
E' stramaledettamente frustrande, annientante e vorresti non esistere.
Ma cosa ci posso fare se è andata così?
Hai detto bene: è andata così, ma non è detto necessariamente che debba continuare ad andare così. C'è anche la possibilità che qualcosa possa andare per il verso giusto...ora non so quanto remota, ma c'è. Purtroppo però c'è anche quel qualcosa di imprevedibile che si mette tra noi e i nostri obiettivi (da questo pto di vista forse sono un po' troppo fatalista ) Ad alcuni facilita la strada, ad altri la ostacola...Cmq il primo passo sei tu a doverlo fare per smuovere qualcosa. Ed è molto probabile che tu adesso, nonostante gli altri ti dicano "dai, prova a cambiare" decida di continuare su questa strada. Poi chissà, un giorno ti sveglierai e deciderai di reagire....eh, i misteri dell'animo umano
Vecchio 25-12-2010, 00:59   #13
Esperto
L'avatar di Who_by_fire
 

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Originariamente inviata da Majorana
Pensate che potrei andare da solo ogni giorno sulla splendida costa romagnola:

Per un attimo mi hai fatto pensare a:

YouTube - Rohmer - Racconto d'estate - primo incontro in spiaggia.wmv
e...

YouTube - Eric Rohmer - Conte d'été (1996) - scene
Vecchio 25-12-2010, 01:02   #14
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Majorana Visualizza il messaggio
Dunque.. non mi va di scrivere il mega papiro
........
Vecchio 25-12-2010, 20:54   #15
Principiante
 

Lasciamo stare il mare... ho sviluppato nel tempo una gran brutta fobia per la spiaggia e la riviera per varie ragioni...comunque non è per niente piacevole.
Vecchio 25-12-2010, 22:54   #16
Avanzato
L'avatar di orizzonte
 

ciao!
ho letto il tuo racconto e ti capisco,so cosa si prova.
pure io ho 21 anni,ma non mi do per spacciato,siamo giovani entrambi e abbiamo un mucchio di tempo per recuperare,non arrenderti e cerca di cambiare il tuo pensiero del <rimanere chiuso nel tuo mondo> ,credimi sei giovane cerca di espandere questo mondo <casa,università>.
Vecchio 25-12-2010, 23:04   #17
Principiante
 

E se quello che davvero voglio io &#232; soltanto poter tornare indietro e ricominciare tutto da capo perch&#232; ormai &#232; troppo tardi per quello che voglio io?
E se la mia felicit&#224; fosse legata a questo irrealizzabile desiderio?
Eppure &#232; cos&#236;...
Vecchio 26-12-2010, 13:28   #18
Esperto
L'avatar di passenger
 

Dunque, dico prima una cazzata e poi parlo seriamente.

Quote:
Originariamente inviata da Majorana Visualizza il messaggio
La cosa che più mi fa rabbia è che invece mia sorella, che ha 6 anni in meno di me, ha tantissimi amici e in 6 mesi si è portata a casa 2 fidanzati. Ieri sera è pure andata a ballare e non so quando sia tornata questa mattina… le 4 forse?
Ovviamente lei ha tutte le attenzioni di questo mondo perché è femmina, oltre che la protezione di mamma, io no.
PRIVILEGIATA!!!

Quote:
Originariamente inviata da Majorana Visualizza il messaggio
Non so neanche io perché proprio ora mi metto a scriver questo… però… bho… sentivo di farlo e basta. Cosa poi direte, sinceramente, me ne importa poco, per non dire altro, anche perché immagino verrò crocifisso da tutti.
Ma che crocifisso, mi ci rispecchio molto nel ritratto che hai fatto di te stesso.

Quote:
Originariamente inviata da Majorana Visualizza il messaggio
Tipo che lega poco a scuola, non pratica nessun sport (leggi calcio, che sembra obbligatorio per avere una vita sociale), discreto a scuola, quasi mai andato a casa di un compagno di classe per giocare e cose del genere, anche perché bisognava chiedere il permesso a mamma che era sempre al lavoro, quindi.. niente.
Anche per me era così.

Quote:
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Inizialmente me ne sono sempre fregato di tutti e tutto, nel senso, la mia situazione non mi pesava in quanto consideravo gli altri degli imbecilli che non erano in grado di assumersi le proprie responsabilità – inequivocabile conseguenza dell’educazione rigidissima avuta in famiglia.
Anche io alle superiori reagii così purtroppo, assorbendo in toto l'educazione dei miei genitori ed auto-convincendomi (anche se temo di non averci mai creduto, e quindi di aver mentito a me stesso in quel periodo) che fosse giusto stare da soli, non accettare inviti ad uscire, sostanzialmente perché gli altri non possono che voler approfittarsi di te (questa l'educazione dei miei genitori, in estrema sintesi e stilizzazione), stare a casa a studiare e non uscire "perdendo tempo".

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In terza.. inizio a staccarmi da tutti e cado in frustrazione profonda – non depressione: per un periodo mi rifiutai quasi di mangiare per 2/3 settimane, causa lo sconforto nel vedere gli altri felici e realizzati, con i loro giri, ed io completamente solo. Persi così anche la stima e la compagnia di certi miei compagni di classe che da allora mi esclusero totalmente, ma perché fui io a non volere più niente da loro rinchiudendomi in me stesso.
Io per fortuna, anche nei miei periodi più bui (le superiori) non ho mai annullato totalmente i contatti con gli altri, andavo di tanto in tanto a studiare a casa di un mio amico, spesso anche con altri compagni, che ricambiavano la mia stima e simpatia.

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Ovviamente non posso prendere l’appartamento la – non di certo per ragioni economiche – ma perché la mia natura me lo impedisce per una serie di problemi personali di poter convivere serenamente con altri, o vivere in una città universitaria. Decido quindi di fare avanti e indietro… la bellezza di 3 ore di viaggio tutti i giorni. Ovviamente vado bene, ho voti molto alti, e non incontro difficoltà di alcun tipo, salvo l’essere rimasto indietro il secondo anno a causa di un periodo un po’ buio, ma ora sto rimediando benissimo.
Non sei il primo che racconta di un assurdo pendolarismo fobico per andare all'università, però tu (come me) almeno non hai problemi nello studio, a differenza di altre persone che purtroppo invece ne hanno.

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Questa estate rimango, come sempre, rinchiuso in casa per studiare, e passo tutti gli esami con ottimi voti.
Una situazione che mi è nota (anche se io almeno 10 gg di vacanza totale me li sono sempre concessi direi), ma non direi che non ne sia valsa la pena: l'idea di impiegarci 200 anni a laurearmi non mi ispira molto, non so come faccia certa gente a vivere per anni all'università senza rompersi le balls.

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Nella mia città, infatti, non conosco persone mie coetanee - pur essendoci 100.000 abitanti - fondamentalmente non conosco nessuno, ne sono mai uscito alla sera in vita mia perché una volta non mi piaceva, ne mi era permesso, ora non saprei come fare, in tutti i sensi.
I genitori purtroppo sono spesso responsabili - seppur in buona fede e magari con l'intento di ottenere l'effetto opposto - della nostra infelicità.

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La cosa più terribile è andare a curiosare le pagine di facebook dei miei compagni di corso e ex compagni di scuola. Ovviamente foto di megafeste, tutti fighi e contenti, in giro per il mondo, quando il mio mondo è casa e Dipartimento, oltre il vuoto.
Anch'io spesso ho provato le tue stesse sensazioni guardando le foto di conoscenti su Facebook, ma non costruirti dei film dietro delle foto e soprattutto non pensare che gli altri siano migliori di te solo perché sono stati più fortunati.

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Alla fine tutti i miei guai sono legati a quello che avrei voluto fare da giovane ma mi è stato vietato dai miei genitori, che odio, e per cui ora non posso più rimediare
Anche io mi sono fatto condizionare troppo dai miei genitori nelle mie scelte. Ma bisogna dire che ad una certa età non ci si può nemmeno opporre.

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i miei genitori di me se ne fregano. Non che siano cattivi o cos’altro, solo che nella loro testa un figlio deve andare a scuola e poi al pomeriggio stare a casa a studiare.
Anche i miei genitori erano così.

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Fondamentalmente ora resisto rifiutandomi di conoscere la realtà, ovvero cosa fanno gli altri. In pratica mi difendo rimanendo rinchiuso in me stesso e nella mia piccola realtà casa-dipartimento. E’ in pratica una tattica di auto-sopravvivenza… se non conosci non puoi soffrire per quello che ti manca… perché non sai che ti manca. Alla fine è un circuito chiuso, non se ne esce.
Posso dirti che è una brutta reazione, perché è come se ti spingessi consapevolmente verso l'autodistruzione. Anch'io lo faccio spesso, è una tattica che ha anche i suoi risultati sul breve termine, ma effetti disastrosi sul medio-lungo termine: «Non si può trovare la pace sottraendosi alla vita» (cit.) YouTube - The Hours..Italian...Virginia, min. 7:56

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Sono solo due le cose che ora mi danno dei problemi: il rimorso, terribile, di ciò che avrei potuto avere e ora è troppo dardi anche solo per volerlo, e il fatto che ciò mi porta, come questo pomeriggio, a perdere ore ad auto-distruggermi per questo. Fondamentalmente studio sempre… e per sempre intendo sempre… dalle 9 di mattina fino a mezzanotte… però se cado nello sconforto perdo una giornata di studio… e non me lo posso permettere. So che è un comportamento da demente, però mi serve per tenere la mente impegnata, cercare di avere un minimo di soddisfazioni e non pensare alla mi situazione.
Tutti pensieri che mi sono - purtroppo - ben noti: i sensi di colpa che l'educazione dei tuoi genitori ti ha trasmesso, spingendoti a pensare che se esci per divertirti, o anche se stai male, in ogni caso stai "perdendo tempo"; e il pensiero che ormai sia troppo tardi per cambiare qualsiasi cosa. Quello che posso dirti è che non è vero che sia troppo tardi, io ho avuto un'adolescenza come la tua, eppure negli ultimi due anni sono progressivamente uscito dalla solitudine, con un pizzico di fortuna ma anche con un po' di forza di volontà (che, tra parentesi, recentemente ho perso di nuovo).

Quote:
Originariamente inviata da Majorana Visualizza il messaggio
Io sto bene così, non frintendetemi: non ho scritto questo per chiedere aiuto o altro, ma semplicemente per condividere un’esperienza personale.
Da quello che hai raccontato, della tua depressione e solitudine, non direi che tu stia bene così. Si capisce benissimo che non pensi davvero quello che dici, anche a me capita di dire una cosa - mentre intimamente penso il contrario - per cercare di non stare più male. Capisco quindi il volersi auto-convincere di stare bene per non stare ancora più male non essendo più ciechi ( YouTube - Our Dusty World -- A Scene From The Passenger (1975)), è una fase in cui anch'io sono passato, ma che ho superato, e che semmai mi sta attanagliando di nuovo ultimamente come ho detto. Auguro a te come a me di riuscire a superarla.
Vecchio 26-12-2010, 16:24   #19
Principiante
 

Ciao Passenger, bella risposta... ora ti rispondo anch'io con un video:

YouTube - Voyager - Ettore Majorana
Va bhe, a me Voyager fa verire... ehmmm... lasciamo stare... le c****** che sparano li sono robe davvero da extraterrestri... per&#242;... guarda il passo al tempo 9:30... lei dice esattamente quello che vorrei dire io... e lo dice benissimo!
Non sono un genio come il vero Majorana... non fraintendermi... sono uno sudente "normalissimo", per&#242; credo di capire benissimo quello che aveva in testa. A me piace leggere le biografie degli scienziati, cos&#236;, per divertrmi un po ogni tanto, per curiosit&#224;, per vedere "come hanno fatto" le loro scoperte. Letta la sua biografia ho pensato esattamente quello che la signora del video dice, perch&#232; incredibilmente rispecchia quello che io sento.
Io do, e do molto quando lo faccio, ma se non volessi ricevere nulla, se volessi davvero sottrarmi a questo tipo di "vita civile"? Perch&#232; non posso? Io sono in grado perfettamente di fingere, di sembrare allegro, felice, realizzatizzimo, posso fingere di essere un fisico, un letterato, un archeologo, un musicista, quello che voglio... (non un dottore perch&#232; mi fa senso...), posso fare le parte del liceale che cazzeggia, del professore universitario... ma davvero... la gente poi ci crede, non sai quante volte l'ho fatto - fondamentalmente per divertirmi a prendere in giro gli altri.
Per&#242;... come dire... se la vita occidentale e civile &#232; questa, sia da super depresso che da ragazzo discotecaro cazzeggiatore, allora dico di no, non la voglio, non me ne faccio nulla. Se potessi partire ora per, non so... un villaggio disperso in africa, lo farei... davvero... perch&#232; li mi sentirei libero... libero di essere una persona normale... non un uomo che incarna un ruolo sociale ed &#232; dottore, professore, ricco, impiegato, bidello, fallito...
Preferirei godermi una singola ora di passeggiata per i boschi, la savana, il deserto, una bella citt&#224;... perch&#232; no.... che una vita da ministro, direttore di banca, premio nobel, miss italia, cantante o cos'altro.

Io ci ho provato a spiegarlo.. non so... sicuramente sar&#242; preso per matto e idiota 100&#37;... bho... magari lo sono davvero... se la cosa ti incuriosisce ti posso anche lasciare un contatto msn... cos&#236;...

L'alternativa sarebbe rinascere e poter scegliere la vita come la avrei voluta ora. A me sarebbe piaciuto diventare pianista... mia madre lavorava in conservatorio.... super amica del direttore... il direttore era cugino del primo ministro del tempo (non &#232; una cavolata, &#232; vero!)- leggete super raccomandazione - insomma... non volevo molto e non ci voleva molto... solo che mia mamma in 4&#176; elementare disse che dovevo studiare, e non perdere tempo in cazzate... a dirla schietta - scusate - e che lei non aveva voglia di seguirmi. Ora non posso pi&#249;... ho avuto un brutto incidente che mi ha compromesso la mano... quindi amen...


Per Caged: dici a me??? Non mi sembra di dire tanto...
Vecchio 26-12-2010, 16:28   #20
Principiante
 

Ah.. ora mia sorella è in camera sua con fidanzato e le due cuginette, più piccole di lei (che ha 6 anni in meno di me)... ovviamente i miei genitori gentilissimi con tutti... ti pareva???
Io sono in camera da solo, con la porta chiusa, neanche a dirlo...
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