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Vecchio 05-07-2022, 19:46   #1
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Ci sono cose su cui, nella vostra famiglia, vige una sorta di legge del silenzio? Argomenti che nessuno dei famigliari riesce a toccare, che vengono evitati scientemente, su cui grava una sorta di tabù? Mi riferisco a cose magari personali, di cui però con le persone con cui si è intimi normalmente si dovrebbe parlare.

Nella mia famiglia ci sono sempre stati problemi nel dialogo e molti argomenti venivano evitati. Oppure se, specie quando ero ancora abbastanza giovane (nel passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza), io cercavo di dar voce a determinate questioni (in particolare miei problemi), queste venivano sminuite, negate o persino ridicolizzate. Adesso immagino fosse perché i miei stessi genitori non sapevano come affrontare i miei problemi, forse li mettevano a disagio e quindi cercavano di mettermi a tacere. In questo modo ho imparato presto a non parlare di queste cose.
In genere, però, è soprattutto riguardo alla salute mentale che c'è sempre stato un evitamento generale nei discorsi che si facevano in casa. Io per primo non ho mai detto ai miei famigliari che ho cominciato a frequentare il CSM, gli psichiatri, a prendere psicofarmaci e così via. Non gli ho mai detto che mi è stato diagnosticato l'autismo.
Inoltre dopo le ultime visite che ho fatto a casa dei miei genitori, ho il fondato sospetto (preferisco non dire fondato su cosa, ma è più una certezza che un sospetto), che ora anche mia madre assuma psicofarmaci, ma anche di questo i miei genitori non me ne hanno mai parlato, non mi è mai stato detto nulla, si è fatto finta come se il fatto non avvenisse e penso proprio che moriranno senza mai dirmelo.
Questo è anche uno dei motivi per cui non mi sono mai sentito "a casa" nella mia famiglia, perché penso che con persone che, in teoria, ti vogliono bene si debba poter parlare di tutto. Di conseguenza ci sono cose di cui ho parlato ad amici, passati o presenti, ma di cui non ho mai parlato in famiglia.
Vecchio 05-07-2022, 19:54   #2
Esperto
L'avatar di pokorny
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Ci sono cose su cui, nella vostra famiglia, vige una sorta di legge del silenzio? Argomenti che nessuno dei famigliari riesce a toccare, che vengono evitati scientemente, su cui grava una sorta di tabù? Mi riferisco a cose magari personali, di cui però con le persone con cui si è intimi normalmente si dovrebbe parlare.
Come no, i miei genitori non hanno mai accettato che rammentassi i loro errori al solo scopo di evitare di rifarli. Intendo dire, non è che di punto in bianco o con adeguato "assist" gli ho rinfacciato alcunché; ma solo ricordato come è andata a finire (e diverse volte) la situazione a cui stavano per dar vita l'ennesima volta con le stesse premesse.

Non solo un muro, ma mio padre urlava, mia madre creava e creerebbe un'atmosfera di disagio da indurre a buttarla dalla finestra E poi sempre con la patetica frase che il passato è passato e non se ne deve parlare. E quando dicevo o se dicessi che se si rifà la stessa cosa si ottengono gli stessi risultati apriti cielo. Se messi con le spalle al muro, tipicamente con i conti bancari che faccio sempre controllare dal commercialista, ecco tirare fuori dal cappello il solito argomento che sarei un pessimista e vedo sempre tutto nero solo perché dico di accantonare qualcosa. Con mio padre era odio, con mia madre che è imparagonabile (in meglio) quanto a stronzaggine, un po' di risentimento comunque ce l'ho.

Nemmeno i bambini si comportano come i miei messi di fronte al richiamare l'attenzione sulla reiterazione delle loro cavolate.
Vecchio 05-07-2022, 20:30   #3
Esperto
L'avatar di Varano
 

sulla storia dei farmaci se ne parla tranquillamente a tavola, tutti ne abbiamo fatto uso e ne facciamo ancora uso.
sul disagio particolare ognuno si tiene il suo, c'è già un po' più di riserbo. non è che posso chiedere a un mio genitore se è vero che sente le voci, però so che le sente in alcuni periodi.
non si parla volentieri di problemi economici del passato, se vado a tirare in ballo che siamo cresciuti con l'acqua alla gola, con il riscossore delle tasse che parlava con mia mamma mentre io giocavo alla play e lei piangeva, è tutto normale. noi siamo cresciuti nella bambagia, loro hanno fatto la faaaame. i babyboomers...non io millennial, sia mai, devo stare zitto e ringraziare che non mi è mancato niente. .
Vecchio 05-07-2022, 21:10   #4
Esperto
 

Sui farmaci nessuno ha mai detto niente.Anzi, diciamo che a casa mia ho sempre visto ingerire, a volte anche senza l'effettiva necessita, tranquillanti di ogni genere.
In casa mia e questa è una cosa che ho sempre detestato ,non si è mai parlato in maniera pacata e tranquilla dei miei genitori biologici.
Specialmente a me ,che essendo la più piccola e non avendoli mai visti ,non dico che soffrissi per la loro mancanza, ma mi sarebbe piaciuto almeno sapere perché hanno preferito lasciarci e farsi gli affari loro.
E con mia madre non posso parlare di bisessualità ,perché comincia a fare smorfie e molte volte fa commenti che sfiorano l'omofobia. Del tipo ;
"***,dovresti smetterla con questa storia che ti piacciono anche le donne, per favore mi fai stare male".È di un'altra generazione e cresciuta in un ambiente cattolico....
Deve solo ringraziare che comincia ad essere anzianotta e che ora sono fidanzata con uomo ,perché in passato avrei dato sfogo alla mia vena provocatrice.
Ringraziamenti da
Norlit (05-07-2022)
Vecchio 19-08-2022, 16:17   #5
Esperto
L'avatar di TãoSozinho
 

Tutto ciò che riguarda sesso e affini. A casa mia sono argomenti tabù. Anche perché loro non ne fanno.
Vecchio 19-08-2022, 17:46   #6
Intermedio
L'avatar di kraken
 

Mi ritrovo in quello che descrivi.

Ci sono stati dei momenti durante l'adolescenza in cui ho provato a comunicare la necessità di andare da uno psicologo, ma purtroppo partiva il terzo grado da parte di mia madre. Ha sempre avuto la tendenza a intromettersi troppo, come quando subivo bullismo alle elementari e dopo averglielo comunicato andò a parlare con le maestre peggiorando la situazione.
Sugli psicofarmaci vige il tabù assoluto, le frasi tipiche erano "dimmi tu se hai bisogno di cose del genere".
Conoscevamo anche questa signora, amica di famiglia, con depressione diagnosticata, e le critiche nei suoi confronti erano feroci (come se fosse una che ama piangersi addosso per nulla).
Chiaro che in questo clima ho smesso di cercare il dialogo su certi argomenti.
Durante il periodo adolescenziale ero comunque molto criticata e sminuita su tanti aspetti della mia vita (anche non prettamente riguardanti la mia salute mentale), sia da mia madre che dalla sorta di babysitter che ancora avevamo in casa. Mi fa ancora molto male ripensare a questi episodi.
Con il tempo questi atteggiamenti nei miei confronti si sono parecchio attenuati, perché ho imparato a non mostrare di aver bisogno di qualcosa e a trovare una soluzione da sola.
Infatti quest'anno ho iniziato un percorso di psicoterapia, ma non l'ho detto a nessuno, dimostrazione del fatto che tanti argomenti erano e rimarranno tabù.
Ringraziamenti da
cancellato25245 (19-08-2022), spezzata (19-08-2022)
Vecchio 19-08-2022, 21:05   #7
Esperto
 

A casa mia il sesso è tabù, e anche i miei non li ho mai visti come una coppia sessualizzata. I padri dei miei amici li sentivo spesso fare battute sessuali, oppure dire a noi di andare a donne invece di pensare alle scemenze, i miei zii uguale.. mio padre no.. sempre piuttosto religioso. Forse è per questo che non ho sviluppato una sessualità fisica, predatoria, ma invece prevalentemente mentale, inibita.
Vecchio 19-08-2022, 21:07   #8
Intermedio
L'avatar di kraken
 

Quote:
Originariamente inviata da Prima Visualizza il messaggio
Mi spiace tanto leggere di queste vicende, ma rincuora tu abbia deciso di intraprendere un percorso terapeutico nonostante le situazioni trascorse in famiglia. Ti auguro di fare un proficuo cammino!
Ti ringrazio. Il percorso psicoterapeutico è già terminato per volontà dello psicologo, diceva che non poteva aiutarmi, probabilmente avrò sbagliato io nella scelta dello stesso.
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