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Ieri, 18:16
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#3361
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Esperto
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Stai descrivendo gli eccessi della "cancel culture" e dei regolamenti aziendali privati, che sono cose diversissime da una legge penale.
In un tribunale italiano non conta se qualcuno si sente offeso o emotivamente scosso. Il reato di istigazione all'odio richiede che ci sia un incitamento concreto a compiere atti di violenza o di discriminazione (come negare un servizio o un diritto). Dire "i sessi sono due" può farti bannare da un forum o renderti impopolare in certi ambienti, ma non potrà mai essere un reato, perché non esorta nessuno a compiere violenze.
Il caso della biologa conferma il contrario: se ti riferisci a Maya Forstater, il tribunale inglese le ha dato ragione proprio perché ha stabilito che la sua opinione è degna di rispetto in una società democratica.
Il vuoto interpretativo che temi è lo stesso che esiste per ogni legge. Anche oggi un giudice deve decidere se un tuo insulto a un vicino è "ingiuria" o "libertà di critica". Ma la legge penale è l'estrema ratio: interviene sui pestaggi e sulle campagne d'odio organizzate, non sulle discussioni biologiche.
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E anche sulla violenza o sulla discriminazione bisognerebbe intendersi...
Se una donna trans pretendesse di entrare in uno spogliatoio femminile spogliarsi davanti ad una bambina o una ragazzina, terrorizzandola, e dovesse essere cacciato energicamente o picchiato dal padre della ragazzina...sarebbe violenza e/o odio transfobica?
O una reazione contro un molestatore?
Protetto da una presunta identità di genere...
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Ieri, 18:20
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#3362
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Esperto
Qui dal: Jul 2018
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Stai descrivendo gli eccessi della "cancel culture" e dei regolamenti aziendali privati, che sono cose diversissime da una legge penale.
In un tribunale italiano non conta se qualcuno si sente offeso o emotivamente scosso. Il reato di istigazione all'odio richiede che ci sia un incitamento concreto a compiere atti di violenza o di discriminazione (come negare un servizio o un diritto). Dire "i sessi sono due" può farti bannare da un forum o renderti impopolare in certi ambienti, ma non potrà mai essere un reato, perché non esorta nessuno a compiere violenze.
Il caso della biologa conferma il contrario: se ti riferisci a Maya Forstater, il tribunale inglese le ha dato ragione proprio perché ha stabilito che la sua opinione è degna di rispetto in una società democratica.
Il vuoto interpretativo che temi è lo stesso che esiste per ogni legge. Anche oggi un giudice deve decidere se un tuo insulto a un vicino è "ingiuria" o "libertà di critica". Ma la legge penale è l'estrema ratio: interviene sui pestaggi e sulle campagne d'odio organizzate, non sulle discussioni biologiche.
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Eh. E quanto c'è voluto per essere assolta?
E perché è dovuta passare sotto le maglie della legge?
Perché ha espresso una realtà biologica, e alla comunità trans la realtà non piace?
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Ieri, 18:22
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#3363
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Esperto
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Originariamente inviata da zoe666
il realtà il paragone non regge perchè è diverso che qualcuno mi denunci perchè lo sto seguendo giornalmente e mi piazzo sotto casa sua ( stalking ) rispetto a se dico qualcosa che lo fa stare male emotivamente.
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In Italia il danno emotivo non è un reato penale.
L'istigazione all'odio non scatta perché qualcuno si sente offeso, ma solo se le tue parole spingono concretamente altri a commettere violenze o a negare diritti (come l'accesso al lavoro o alla salute). Se dici "non sono d'accordo con il concetto di genere", non stai istigando a nessuna violenza. Se invece dici "non affittate casa a quella persona perché è trans", stai compiendo un atto discriminatorio che danneggia la vita reale, non solo l'emotività.
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Ieri, 18:37
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#3364
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Esperto
Qui dal: Feb 2025
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Originariamente inviata da hypnos688
E anche sulla violenza o sulla discriminazione bisognerebbe intendersi...
Se una donna trans pretendesse di entrare in uno spogliatoio femminile spogliarsi davanti ad una bambina o una ragazzina, terrorizzandola, e dovesse essere cacciato energicamente o picchiato dal padre della ragazzina...sarebbe violenza e/o odio transfobica?
O una reazione contro un molestatore?
Protetto da una presunta identità di genere...
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Il caso che descrivi riguarda molestie o atti osceni, che sono già reati e tali resterebbero. L'identità di genere non è una "licenza di molestia" e non garantisce l'impunità: se una persona (trans o meno) spaventa o molesta una minore in uno spogliatoio, commette un reato.
Se un padre interviene per proteggere la figlia, la legge applica la legittima difesa, che il DDL Zan non avrebbe minimamente toccato. Un giudice non valuterebbe l'intervento del padre come "transfobia", ma come reazione a una condotta molesta.
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Ieri, 18:38
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#3365
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Esperto
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Ubicazione: Mulholland dr.(Roma)
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Se invece dici "non affittate casa a quella persona perché è trans", stai compiendo un atto discriminatorio che danneggia la vita reale, non solo l'emotività.
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atto discriminatorio già punibile per la legge, se ti viene negato un diritto per questioni di razza, religione, orientamento sessuale, etc, c'è già una normativa che prevede che tu possa segnalare la cosa e venire aiutato.
Però ad esempio se io voglio crearmi una associazione di donne biologiche con cui riunirmi e farla riconoscere dallo stato, se vieto l'ingresso a un uomo "che si sente donna", con un dll zan in vigore rischio di essere tacciata di discriminazione.
Però alla fine ci sta che ciascuno rimanga sulle proprie opinioni e dubito se ne possa venire a capo, ti auguro una buona serata.
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Ieri, 19:15
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#3366
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Esperto
Qui dal: Jul 2018
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Il caso che descrivi riguarda molestie o atti osceni, che sono già reati e tali resterebbero. L'identità di genere non è una "licenza di molestia" e non garantisce l'impunità: se una persona (trans o meno) spaventa o molesta una minore in uno spogliatoio, commette un reato.
Se un padre interviene per proteggere la figlia, la legge applica la legittima difesa, che il DDL Zan non avrebbe minimamente toccato. Un giudice non valuterebbe l'intervento del padre come "transfobia", ma come reazione a una condotta molesta.
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Forse non ti è chiara la questione
La molestia è la presenza stessa della donna trans in spogliatoio femminile, e nell'atto di denudarsi davanti ad una bambina, ragazzina o ragazza che si ritrova dei genitali maschili laddove non dovrebbero essercene.
Quindi si, trattandosi di identità di genere violata e di violenza si tratterebbe di discriminazione, e transfobia.
Le donne trans hanno accesso a bagni o spogliatoi femminili proprio in virtù del loro presunto genere.
Quindi per la legge opporsi a quella che è a tutti gli effetti una molestia, è transfobia. Un crimine d'odio.
Perché è una donna trans.
Un qualasiasi maschio che facesse la stessa cosa introducendosi in uno spazio femminile verrebbe accusato di molestie o violenza sessuale.
È esattamente questo l'impianto del ddl zan.
Avvalorare un concetto demenziale come quello dell'identità di genere, almeno così come imposto dalla comunità lgbt, senza minimamente poterlo mettere in discussione. Altrimenti si finisce alla gogna o in un tribunale.
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Ultima modifica di hypnos688; Ieri a 19:19.
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Ieri, 19:17
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#3367
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Esperto
Qui dal: Feb 2025
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Originariamente inviata da hypnos688
E perché è dovuta passare sotto le maglie della legge?
Perché ha espresso una realtà biologica, e alla comunità trans la realtà non piace?
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Il caso Forstater che citi dimostra esattamente l'opposto di quello che credi.
Non è stato un processo penale: Maya Forstater non è mai finita sotto le maglie della legge per un reato di odio. Non è stata indagata né processata. È stata lei a fare causa al suo datore di lavoro che non le aveva rinnovato il contratto. Il tribunale non doveva decidere se lei fosse colpevole di un crimine, ma se il suo licenziamento fosse discriminatorio.
E ha stabilito di sì: che le sue idee sono protette.
La legge ha protetto lei, non "i deliri". Senza quella legge, l'azienda avrebbe potuto licenziarla senza conseguenze.
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Ieri, 19:32
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#3368
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Esperto
Qui dal: Feb 2025
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Originariamente inviata da hypnos688
Forse non ti è chiara la questione
La molestia è la presenza stessa della donna trans in spogliatoio femminile, e nell'atto di denudarsi davanti ad una bambina, ragazzina o ragazza che si ritrova dei genitali maschili laddove non dovrebbero essercene.
Quindi si, trattandosi di identità di genere violata e di violenza si tratterebbe di discriminazione, e transfobia.
Le donne trans hanno accesso a bagni o spogliatoi femminili proprio in virtù del loro presunto genere.
Quindi per la legge opporsi a quella che è a tutti gli effetti una molestia, è transfobia. Un crimine d'odio.
Perché è una donna trans.
Un qualasiasi maschio che facesse la stessa cosa introducendosi in uno spazio femminile verrebbe accusato di molestie o violenza sessuale.
È esattamente questo l'impianto del ddl zan.
Avvalorare un concetto demenziale come quello dell'identità di genere, almeno così come imposto dalla comunità lgbt, senza minimamente poterlo mettere in discussione. Altrimenti si finisce alla gogna o in un tribunale.
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Stai sovrapponendo due leggi diverse. Il DDL Zan era una legge penale contro le aggressioni, non una riforma dell'anagrafe.
In Italia, l'accesso agli spogliatoi è regolato dal sesso riportato sui documenti. Se un maschio biologico con documenti maschili entra in uno spogliatoio femminile, commette un illecito oggi e lo avrebbe commesso anche con il DDL Zan. Allontanarlo o chiamare la sicurezza non è transfobia, è far rispettare il regolamento e la privacy.
Il DDL puniva chi aggredisce o istiga a colpire una persona per strada o sul lavoro, non chi difende la separazione degli spazi basata sul sesso biologico. Il diritto penale interviene sui comportamenti violenti, non sulla gestione degli spogliatoi o sulle tue opinioni sulla biologia.
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Ieri, 19:38
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#3369
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Esperto
Qui dal: Feb 2023
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Stai sovrapponendo due leggi diverse. Il DDL Zan era una legge penale contro le aggressioni, non una riforma dell'anagrafe.
In Italia, l'accesso agli spogliatoi è regolato dal sesso riportato sui documenti. Se un maschio biologico con documenti maschili entra in uno spogliatoio femminile, commette un illecito oggi e lo avrebbe commesso anche con il DDL Zan. Allontanarlo o chiamare la sicurezza non è transfobia, è far rispettare il regolamento e la privacy.
Il DDL puniva chi aggredisce o istiga a colpire una persona per strada o sul lavoro, non chi difende la separazione degli spazi basata sul sesso biologico. Il diritto penale interviene sui comportamenti violenti, non sulla gestione degli spogliatoi o sulle tue opinioni sulla biologia.
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Esattamente questo era il disegno di legge.
Poi qualcuno lo avversa per ideologia.
Qualcun altro perché forse lo ha frainteso.
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Ieri, 22:59
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#3370
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Esperto
Qui dal: Jul 2018
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Originariamente inviata da Sikerhoof
Stai sovrapponendo due leggi diverse. Il DDL Zan era una legge penale contro le aggressioni, non una riforma dell'anagrafe.
In Italia, l'accesso agli spogliatoi è regolato dal sesso riportato sui documenti. Se un maschio biologico con documenti maschili entra in uno spogliatoio femminile, commette un illecito oggi e lo avrebbe commesso anche con il DDL Zan. Allontanarlo o chiamare la sicurezza non è transfobia, è far rispettare il regolamento e la privacy.
Il DDL puniva chi aggredisce o istiga a colpire una persona per strada o sul lavoro, non chi difende la separazione degli spazi basata sul sesso biologico. Il diritto penale interviene sui comportamenti violenti, non sulla gestione degli spogliatoi o sulle tue opinioni sulla biologia.
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Stai parlando di qualcosa che evidentemente non conosci.
L'identità di genere, e tutte le porcherie affini sono già tutelate. Le donne trans, no binary e chiunque sostenga di percepirsi donna può già entrare nei bagni o negli spazi femminili.
Quello che non si può fare è cacciarli da spogliatoi e bagni.
E ancora meno usare la forza nelle modalità che ho spiegato.
Perché per la legge una donna trans in uno spogliatoio femminile non è una molestia. Mentre sarebbe reato impedire di entrarvi
Perché non conta nulla il fatto che una donna o una ragazzina possa essere turbata da un corpo MASCHILE ma il solo fatto che la persona trans debba essere considerata donna per legge.
Quello che non si potrebbe fare se la legge zan fosse passata è opporsi a tale deriva. Nemmeno esprimere il pensiero o istigare qualcuno ad agire anche senza violenza
Perché sarebbe DISCRIMINAZIONE protetta proprio dall'art 4. Il cui scopo sarebbe stato rendere reato penale e passibile di denuncia.
È proprio il fatto che si possa denunciare qualcuno per discriminazione sulla base di un'idea è l'impianto del ddl. E delle leggi antidiscriminazioni che la comunità lgbt vorrebbe approvare
Impedire qualsiasi idea contraria all'ideologia lgbt.
E farlo sconfinando nel penale, sulla base di una concezione vacua di cosa sia una discriminazione.
Palesemente determinata e decisa dalla comunità lgbt .
Spiacente ma non tutti vogliono essere accomodanti con certe teorie o presunte identità fino al punto di poter rischiare denunce, processi o condanne solo per questo motivo
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Ultima modifica di hypnos688; Ieri a 23:05.
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