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Originariamente inviata da Sikerhoof
L’autismo non è una malattia come un’influenza o una polmonite, questo è vero, ma non significa che sia “solo un’etichetta arbitraria” o che non esista. È una condizione neuroevolutiva, definita da una costellazione di tratti comportamentali e cognitivi ricorrenti e documentati, che ha implicazioni reali nella vita delle persone.
Non è vero che la definizione cambia a seconda dello studioso: esistono criteri diagnostici ufficiali, adottati su base internazionale. È vero invece che negli anni la definizione è diventata più inclusiva, perché ci si è accorti che l’autismo non è un blocco unico, ma uno spettro con gradi molto diversi di funzionamento. In passato molte persone non venivano riconosciute proprio perché si pensava che l’autismo fosse solo quello “grave”.
Poi l’idea che “se non c’è una molecola nel sangue allora non esiste” è molto riduttiva. Per la maggior parte delle condizioni psichiatriche (depressione, ADHD, schizofrenia...) non esiste un marker biologico univoco, ma nessun sano di mente direbbe che non esistono.
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Questi tratti comportamentali e cognitivi, devono essere tutti presenti? Immagino di no. E chi decide quando sono abbastanza o non abbastanza??
Non ho detto che l'autismo non esiste.