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Vecchio 11-01-2019, 12:58   #1461
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Originariamente inviata da Franz86 Visualizza il messaggio
5/11/2016

Il lavaggio del cervello capitalista ti sta ammorbidendo compagno, ancora qualche anno e sarai renziano pure tu.
Nah, ho solo imparato a esprimermi un po' meglio. Pochi post fa ho parlato di come il socialista democratico Allende abbia fatto una brutta fine, quindi nonostante la mia simpatia per il cileno, rimango dell'idea che i partiti politici siano un inutile disturbo una volta preso il potere. Chavez é stato lì quindici anni a continuare a fare campagne elettorali per evitare che vincessero le destre, avrebbe fatto prima a dichiarare fuorilegge, tanto le classi che rappresentano le conosciamo e di tentativi di golpe ne fanno già abbastanza, "democrazia" o meno.
A Cuba ogni cinque anni si rinnova il parlamento in forma plebiscitaria dopo che i diversi candidati sono stati indicati dalla base nelle diverse circoscrizioni - la questione é molto sentita, tant'é che ogni volta si presentano decine di migliaia di candidati e il lavoro di selezione va avanti per molto tempo prima di arrivare ai candidati definitivi; se non sbaglio l'affluenza é sempre intorno all'85-90%; ripeto così come la nostra concezione di democrazia sia puramente parziale, relativa.
Vecchio 11-01-2019, 13:30   #1462
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Originariamente inviata da Antares93 Visualizza il messaggio
La tua prima affermazione è una palese bugia e non so da dove tu l'abbia ripresa.

ta attorno alla Terra.

Ma con i livelli di conoscenza attuali dubito fortemente che un qualche autodidatta possa fare la prossima scoperta che cambierà nuovamente i paradigmi scientifici.

Sul primo punto, riporto questo articolo, apparso un paio di anni fa:


Date: 8 dicembre 2016Author: alchenauta 0 Commenti
L'autosufficienza alimentare la CEE l'ha raggiunta esclusivamente attraverso il progresso delle tecniche produttive e delle politiche comunitarie. Tant'è vero, che nei decenni successivi, fino agli inizi degli anni '90 il principale problema della PAC, risolta la questione dell'autosufficienza alimentare, fu l'esatto opposto, ovvero il costante aumento delle produzioni eccedentarie, proprio perché, le nuove tecniche produttive avevano portato ad un aumento dell'offerta nettamente maggiore rispetto all'aumento della quantità domandata di quei beni eccedentari.

Che l'agricoltura sia stata snobbata dal capitalismo è altrettanto falso.
Già Lewis dimostrò che per avere crescita economica costante e duratura, occorre una crescita bilanciata sia del settore primario che del settore secondario. Infatti, una crescita sbilanciata del secondario rispetto al primario (di cui fu fautore invece Hirschman) porterebbe ad un blocco totale dello sviluppo economico. Infatti lo sviluppo tecnologico ha influenzato in modo considerevole l'agricoltura. Tant'è vero che il settore primario è stato uno dei settori che ha subito più modifiche rispetto al passato.

Che l'esplorazione spaziale sia in declino è anch'essa un'affermazione falsa. È vero che ha subito un rallentamento, ma il non mandare l'uomo per l'ennesima volta sulla Luna non indica un declino dell'esplorazione spaziale, quanto un cambio di priorità.

Portare l'uomo sulla Luna per carità, è romantico, ma a livello scientifico non è chissà quanto utile.
Ad esempio, ha molta più utilità cercare di sviluppare un reattore in grado di sostenere una reazione di fusione nucleare per un periodo prolungato piuttosto che mettere il piede sulla superficie marziana.


Infine, hai affermato che il cambio dei paradigmi scientifici molto spesso è dovuto agli autodidatti.
Qualche nome recente?
Einstein concluse gli studi al Politecnico nel 1900. Tutti le sue principali pubblicazioni hanno data posteriore al 1905, ergo, non può sicuramente essere considerato un autodidatta dal momento che nelle sue scoperte, ha giocato un ruolo importante la formazione ricevuta.

La scoperta più importante di Stephen Hawking, la radiazione che da lui prende il nome, invece, risale al 1974, parecchi anni dopo il suo percorso universitario.

E potrei fare altri cento nomi.
E ti sfido a trovare un solo vincitore del nobel per la fisica negli ultimi 50 anni che abbia avuto una formazione da autodidatta.

Che le scoperte di secoli fa siano provenute anche da autodidatti è normale, i livelli di conoscenza generali erano bassi. Per cui, un genio come Galileo, puntando il suo telescopio verso Giove ne scopre i 4 satelliti galileani, dimostrando come non è vero che tutto ruo






Riporto un articolo apparso in rete il 18 Ottobre, relativo al primo punto:

Il caffè è una delle bevande più consumate nei mercati sviluppati come l’Europa, dove la domanda è in crescita. Ma il prezzo dei chicchi di caffè ha raggiunto il livello più basso in 12 anni. A riportare il dato è il portale Foodnavigator, che cita la società di ricerca Mordor Intelligence. Il valore di mercato globale del caffè dovrebbe attestarsi a un tasso di crescita annuale composto del 5,5% fino al 2023. Secondo i ricercatori, “Fattori come la disponibilità di un’ampia gamma di tipi di caffè, aromi e stili di produzione, aumento dell’urbanizzazione e redditi disponibili e un numero crescente di negozi di alimentari, negozi e caffè stanno guidando la crescita globale del mercato del caffè “. Ma la musica è diversa quando si risale la filiera fino al produttore: qui il mercato rimane complesso e altamente frammentato. Ma è un settore in via di consolidamento, con i tre maggiori player globali: Nestle, Jacobs Douwe Egberts (JAB) e Lavazza che comprano e inglobano. Nel 2017, Nestlé ha rappresentato oltre il 22% delle vendite globali di caffè, JAB ha generato l’11,5% e Lavazza ha rappresentato il 2,5%.

Secondo l’analista di Euromonitor Matthew Barry, le compagnie di caffè con ambizioni regionali o globali devono espandersi o rischiare di essere “inghiottite dai loro massicci concorrenti”. I big sono attratti dagli ottimi margini di guadagno: Secondo l’analisi di Bernstein, il business delle bevande in polvere e liquide di Nestle ha margini del 22% (esclusa la nuova attività acquisita con Starbucks, che a sua volta ha un margine del 24%). Questi alti margini contrastano con l’attuale prezzo basso dei chicchi di caffè, che ha raggiunto un minimo rispetto agli ultimi 12 anni: poco più di 2 euro per chilo.
Crisi sociale e economica per i produttori

Come ricorda FoodNavigator, “i chicchi di caffè sono prodotti quasi esclusivamente nei paesi in via di sviluppo. L’attuale situazione dei prezzi sta spingendo gli agricoltori verso la povertà, le organizzazioni che rappresentano i produttori e i gruppi del commercio equo mettono in guardia”. In una lettera congiunta, le associazioni che rappresentano i coltivatori di caffè in oltre 30 paesi in America Latina, Africa e Asia hanno invitato le maggiori organizzazioni del settore a intraprendere azioni congiunte per affrontare la crisi.
La lettera dei produttori

“In qualità di leader delle associazioni di coltivatori di caffè che rappresentano coltivatori di caffè provenienti da oltre 30 paesi – , dichiara la lettera – vi scriviamo per esprimere la nostra più profonda preoccupazione per l’attuale situazione nel mercato del caffè che sta generando una profonda crisi economica, sociale e potenzialmente politica, e disordini tra i produttori di caffè di tutto il mondo”.”Dal 1990, i prezzi del caffè sono variati in modo ogni giorno sempre più dannoso per gli agricoltori, al punto che in molti paesi non riescono nemmeno a coprire i loro costi di produzione, figuriamoci fare un profitto per fare loro un sostentamento dignitoso e le loro famiglie.”. Le principali associazioni che hanno firmato la lettera includono la Robusta Coffee Agency of Africa e Madagascar, l’African Coffee Association, l’Associazione Caffè del Brasile, National Coffee Council (Brasile), Colombian Coffee Growers Federation, Inter African Coffee Organization, India Coffee Trust, e Promecafé, che rappresenta Messico, Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Perù, Repubblica Dominicana e Giamaica. “Il caffè è a rischio, non solo per minacce come i cambiamenti climatici ma, in modo più immediato, per la mancanza di sostenibilità economica di milioni di coltivatori di caffè che vengono pagati oggi meno di un terzo del prezzo del 1982”, spiega la lettera.
Nestlé ammette il problema

Secondo Fairtrade France, in Perù e in Etiopia, dietro ogni dollaro generato dalle esportazioni di caffè, nel 2017 ci sono stati costi sociali nascosti tra 85 e 90 centesimi. “Questo studio rivela una tendenza che vediamo oggi in molte catene di valore: una crescente e indecente concentrazione di ricchezza e potere nelle mani dei consumatori, mentre i produttori e i loro lavoratori a monte cadono ancora più in povertà”, ha aggiunto Anna Cooper, coordinatrice di Repenser les Filières. Anche Nestlé, la più grande acquirente di caffè al mondo, ammette anche che la situazione è “non sostenibile a medio termine”. “L’attuale periodo di prezzi storicamente bassi dell’Arabica sta causando difficoltà a molti coltivatori di caffè. Questa situazione non è sostenibile per il settore del caffè a medio termine “, ha dichiarato un portavoce della società. Tuttavia, Nestlé non garantisce un prezzo minimo. “Non abbiamo una garanzia di prezzo minimo come il commercio equo, ma offriamo i prezzi più competitivi in ​​un mercato aperto, pagando i premi per gli agricoltori che ci forniscono caffè di alta qualità e con provenienza responsabile”, ha confermato il portavoce. JAB e Lavazza non hanno risposto alle richieste di commenti sul loro approvvigionamento di caffè in grani e sulle strategie di prezzo.


Banane e caffè non sono prodotti in Europa, ma sono consumatissimi da noi, a questo prezzo. Comunque, il problema del rapporto Nord-Sud del mondo va analizzato in modo globale e complesso. L'emigrazione di massa ha dei motivi profondi.
Vecchio 11-01-2019, 13:31   #1463
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Così come è complessa la questione dell'esplorazione spaziale. Essa non sarebbe nemmeno cominciata, nel 1957, se non fosse esistita l'Unione Sovietica. Negli anni Cinquanta il povero Von Braun cercò di convincere più volte il governo americano a lanciare un satellite, ma niente da fare. Soltanto dopo lo Sputnik gli americani si decisero a fare altrettanto. E dopo Gagarin diedero vita al Programma Apollo per mandare l'uomo sulla Luna. Poi si concentrarono unicamente sul fallimentare Space Shuttle, un programma mal congegnato fin dall'inizio. La logica avrebbe voluto un percorso diverso. Come propugnato da alcuni pionieri dell'astronautica, come Sanger e lo stesso Tsiolkoskvjj, il primo passo era la creazione di stazioni orbitanti intorno alla Terra. Stazioni il cui collegamento con la Terra doveva essere assicurato da veicoli completamente riutilizzabili, cioè da spazioplani che nulla avevano a che spartire con lo Shuttle. Sarebbe stato possibile realizzare tutto questo già negli anni Settanta, o almeno cominciare. Oggi, nel 2019, non abbiamo ancora questi spazioplani; gli inglesi ne stanno costruendo uno, lo Skylon. Ma i sovietici negli anni Ottanta avevano in costruzione dei mezzi molto più grandi, collegati alla navetta Buran (una variante del razzo Energja, Energja 2, detto anche Uragano) che era completamente riutilizzabile. Fu tutto spazzato via dal crollo dell'Urss e gli americani non ci pensarono mai a realizzare tali mezzi. Oggi, i collegamenti con la SSI sono ancora realizzati con i razzi a perdere, e quindi con enormi costi e sprechi di materiali a ogni lancio. Come se dopo ogni volo ogni arereo venisse gettato via.....e la SSI non è nemmeno autosufficiente, deve appunto essere rifornita. Si, anche le basi spaziali autosufficienti non sono state realizzate.....
Sulla Luna non è questione di andarci a passeggiare, ma di installarci basi scientifiche. I progetti di mettere grandi radiotelscopi sulla faccia nascosta della Luna, al riparo dell'inquinamento elettromagnetico terrestre, non sono stati realizzati. Soltanto adesso una sonda cinese è atterrata su quell'emisfero.
Anche le missioni con sonde spaziali non sono adeguate ai tempi. Si tratta di sonde leggere ed economiche, le cui missioni sono rese possibili dai progressi della tecnologia. Ma sono anche più disperse e meno sistematiche delle missioni degli anni Settanta, già allora ridotte rispetto ai programmi originari. Ancora oggi la questione della vita su Marte è dubbia, nonostante le tante missioni degli ultimi vent'anni. I dubbi sollevati nel 1976 dalla missione Viking non sono stati ancora risolti; dopo quasi mezzo secolo..........

Sull'autodidattismo, non si può semplificare troppo neanche qui. A mio avviso, non è tanto l'autodidattismo in sè ad essere un fatto positivo (ci mancherebbe!) ma è una formazione libera e consapevole. Isaac Asimov diceva spesso che un modello educativo basato su un gruppo di ragazzi sottoposti collettivamente ad un programma predefinito dall'alto è altamente inefficiente. Lui era per un programma educativo individualizzato, bastao sulle capacità e soprattutto attititudini di ogni alunno. Ci sono tante teorie in questo senso.

E' chiaro che più passa il tempo e meno spazio hanno gli autodidatti. Il progresso tende ad aumentare il potere del sistema. E a rendere anche più complesse le discipline scientifiche, senza dubbio. Non è un caso che tu mi abbia ristretto la platea agli ultimi 50 anni. Di scienziati autodidatti è piena la storia, molti hanno fatto scoperte eclatanti, ma nell'ultimo mezzo secolo è diventato impossibile esserlo. Non credo sia un bene; nemmeno un male però, perchè la soluzione non è l'autodidattismo ma un'educazione libera e democratica. Ci sono tanti autodidatti fuori dal campo scientifico; uno, Richard Branson, sta costruendo degli spazioplani.

Einstein certo non poteva essere autodidatta. Non andava bene nelle materie letterarie, ma in matematica non lo batteva nessuno. E ovviamente ebbe un regolare percorso di studi.

Non così però per il suo contemporaneo Ramanunjan. Lui era un genio della matematica ma fu sempre bocciato, in tutte le scuole, perchè non riusciva a capire nulla nelle altre materie. Eppure, senza titolo di studio, riuscì ad entrare nella Royal Society e oggi le sue formule sono state usate anche per indagare i buchi neri....forse senza di lui Hawking non avrebbe potuto fare molto. Così come la fisica deve molto a Faraday, uno vissuto molto prima e che invece in matematica non ci capiva nulla, ma aveva un'intuizione meravigliosa, come scrisse Asimov.

Questo per dire che la scuola dovrebbe essere meno rigida. Asimov pensò pure a robot-insegnanti, adatti a ogni singolo alunno......idea non malvagia.

Oggi, a un secolo di distanza dalla relatività, non abbiamo ancora una nuova teoria che spieghi l'Universo. E se dipendesse da una mancanza di originalità?
Forse oggi le menti idonee non hanno accesso alla formazione scientifica necessaria, perchè scartati prima?
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Originariamente inviata da Antares93 Visualizza il messaggio
La tua prima affermazione è una palese bugia e non so da dove tu l'abbia ripresa.

L'autosufficienza alimentare la CEE l'ha raggiunta esclusivamente attraverso il progresso delle tecniche produttive e delle politiche comunitarie. Tant'è vero, che nei decenni successivi, fino agli inizi degli anni '90 il principale problema della PAC, risolta la questione dell'autosufficienza alimentare, fu l'esatto opposto, ovvero il costante aumento delle produzioni eccedentarie, proprio perché, le nuove tecniche produttive avevano portato ad un aumento dell'offerta nettamente maggiore rispetto all'aumento della quantità domandata di quei beni eccedentari.

Che l'agricoltura sia stata snobbata dal capitalismo è altrettanto falso.
Già Lewis dimostrò che per avere crescita economica costante e duratura, occorre una crescita bilanciata sia del settore primario che del settore secondario. Infatti, una crescita sbilanciata del secondario rispetto al primario (di cui fu fautore invece Hirschman) porterebbe ad un blocco totale dello sviluppo economico. Infatti lo sviluppo tecnologico ha influenzato in modo considerevole l'agricoltura. Tant'è vero che il settore primario è stato uno dei settori che ha subito più modifiche rispetto al passato.

Che l'esplorazione spaziale sia in declino è anch'essa un'affermazione falsa. È vero che ha subito un rallentamento, ma il non mandare l'uomo per l'ennesima volta sulla Luna non indica un declino dell'esplorazione spaziale, quanto un cambio di priorità.

Portare l'uomo sulla Luna per carità, è romantico, ma a livello scientifico non è chissà quanto utile.
Ad esempio, ha molta più utilità cercare di sviluppare un reattore in grado di sostenere una reazione di fusione nucleare per un periodo prolungato piuttosto che mettere il piede sulla superficie marziana.


Infine, hai affermato che il cambio dei paradigmi scientifici molto spesso è dovuto agli autodidatti.
Qualche nome recente?
Einstein concluse gli studi al Politecnico nel 1900. Tutti le sue principali pubblicazioni hanno data posteriore al 1905, ergo, non può sicuramente essere considerato un autodidatta dal momento che nelle sue scoperte, ha giocato un ruolo importante la formazione ricevuta.

La scoperta più importante di Stephen Hawking, la radiazione che da lui prende il nome, invece, risale al 1974, parecchi anni dopo il suo percorso universitario.

E potrei fare altri cento nomi.
E ti sfido a trovare un solo vincitore del nobel per la fisica negli ultimi 50 anni che abbia avuto una formazione da autodidatta.

Che le scoperte di secoli fa siano provenute anche da autodidatti è normale, i livelli di conoscenza generali erano bassi. Per cui, un genio come Galileo, puntando il suo telescopio verso Giove ne scopre i 4 satelliti galileani, dimostrando come non è vero che tutto ruota attorno alla Terra.

Ma con i livelli di conoscenza attuali dubito fortemente che un qualche autodidatta possa fare la prossima scoperta che cambierà nuovamente i paradigmi scientifici.
Vecchio 11-01-2019, 13:56   #1464
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Sul primo punto, riporto questo articolo, apparso un paio di anni fa:


Date: 8 dicembre 2016Author: alchenauta 0 Commenti
L'autosufficienza alimentare la CEE l'ha raggiunta esclusivamente attraverso il progresso delle tecniche produttive e delle politiche comunitarie. Tant'è vero, che nei decenni successivi, fino agli inizi degli anni '90 il principale problema della PAC, risolta la questione dell'autosufficienza alimentare, fu l'esatto opposto, ovvero il costante aumento delle produzioni eccedentarie, proprio perché, le nuove tecniche produttive avevano portato ad un aumento dell'offerta nettamente maggiore rispetto all'aumento della quantità domandata di quei beni eccedentari.

Che l'agricoltura sia stata snobbata dal capitalismo è altrettanto falso.
Già Lewis dimostrò che per avere crescita economica costante e duratura, occorre una crescita bilanciata sia del settore primario che del settore secondario. Infatti, una crescita sbilanciata del secondario rispetto al primario (di cui fu fautore invece Hirschman) porterebbe ad un blocco totale dello sviluppo economico. Infatti lo sviluppo tecnologico ha influenzato in modo considerevole l'agricoltura. Tant'è vero che il settore primario è stato uno dei settori che ha subito più modifiche rispetto al passato.

Che l'esplorazione spaziale sia in declino è anch'essa un'affermazione falsa. È vero che ha subito un rallentamento, ma il non mandare l'uomo per l'ennesima volta sulla Luna non indica un declino dell'esplorazione spaziale, quanto un cambio di priorità.

Portare l'uomo sulla Luna per carità, è romantico, ma a livello scientifico non è chissà quanto utile.
Ad esempio, ha molta più utilità cercare di sviluppare un reattore in grado di sostenere una reazione di fusione nucleare per un periodo prolungato piuttosto che mettere il piede sulla superficie marziana.


Infine, hai affermato che il cambio dei paradigmi scientifici molto spesso è dovuto agli autodidatti.
Qualche nome recente?
Einstein concluse gli studi al Politecnico nel 1900. Tutti le sue principali pubblicazioni hanno data posteriore al 1905, ergo, non può sicuramente essere considerato un autodidatta dal momento che nelle sue scoperte, ha giocato un ruolo importante la formazione ricevuta.

La scoperta più importante di Stephen Hawking, la radiazione che da lui prende il nome, invece, risale al 1974, parecchi anni dopo il suo percorso universitario.

E potrei fare altri cento nomi.
E ti sfido a trovare un solo vincitore del nobel per la fisica negli ultimi 50 anni che abbia avuto una formazione da autodidatta.

Che le scoperte di secoli fa siano provenute anche da autodidatti è normale, i livelli di conoscenza generali erano bassi. Per cui, un genio come Galileo, puntando il suo telescopio verso Giove ne scopre i 4 satelliti galileani, dimostrando come non è vero che tutto ruo






Riporto un articolo apparso in rete il 18 Ottobre, relativo al primo punto:

Il caffè è una delle bevande più consumate nei mercati sviluppati come l’Europa, dove la domanda è in crescita. Ma il prezzo dei chicchi di caffè ha raggiunto il livello più basso in 12 anni. A riportare il dato è il portale Foodnavigator, che cita la società di ricerca Mordor Intelligence. Il valore di mercato globale del caffè dovrebbe attestarsi a un tasso di crescita annuale composto del 5,5% fino al 2023. Secondo i ricercatori, “Fattori come la disponibilità di un’ampia gamma di tipi di caffè, aromi e stili di produzione, aumento dell’urbanizzazione e redditi disponibili e un numero crescente di negozi di alimentari, negozi e caffè stanno guidando la crescita globale del mercato del caffè “. Ma la musica è diversa quando si risale la filiera fino al produttore: qui il mercato rimane complesso e altamente frammentato. Ma è un settore in via di consolidamento, con i tre maggiori player globali: Nestle, Jacobs Douwe Egberts (JAB) e Lavazza che comprano e inglobano. Nel 2017, Nestlé ha rappresentato oltre il 22% delle vendite globali di caffè, JAB ha generato l’11,5% e Lavazza ha rappresentato il 2,5%.

Secondo l’analista di Euromonitor Matthew Barry, le compagnie di caffè con ambizioni regionali o globali devono espandersi o rischiare di essere “inghiottite dai loro massicci concorrenti”. I big sono attratti dagli ottimi margini di guadagno: Secondo l’analisi di Bernstein, il business delle bevande in polvere e liquide di Nestle ha margini del 22% (esclusa la nuova attività acquisita con Starbucks, che a sua volta ha un margine del 24%). Questi alti margini contrastano con l’attuale prezzo basso dei chicchi di caffè, che ha raggiunto un minimo rispetto agli ultimi 12 anni: poco più di 2 euro per chilo.
Crisi sociale e economica per i produttori

Come ricorda FoodNavigator, “i chicchi di caffè sono prodotti quasi esclusivamente nei paesi in via di sviluppo. L’attuale situazione dei prezzi sta spingendo gli agricoltori verso la povertà, le organizzazioni che rappresentano i produttori e i gruppi del commercio equo mettono in guardia”. In una lettera congiunta, le associazioni che rappresentano i coltivatori di caffè in oltre 30 paesi in America Latina, Africa e Asia hanno invitato le maggiori organizzazioni del settore a intraprendere azioni congiunte per affrontare la crisi.
La lettera dei produttori

“In qualità di leader delle associazioni di coltivatori di caffè che rappresentano coltivatori di caffè provenienti da oltre 30 paesi – , dichiara la lettera – vi scriviamo per esprimere la nostra più profonda preoccupazione per l’attuale situazione nel mercato del caffè che sta generando una profonda crisi economica, sociale e potenzialmente politica, e disordini tra i produttori di caffè di tutto il mondo”.”Dal 1990, i prezzi del caffè sono variati in modo ogni giorno sempre più dannoso per gli agricoltori, al punto che in molti paesi non riescono nemmeno a coprire i loro costi di produzione, figuriamoci fare un profitto per fare loro un sostentamento dignitoso e le loro famiglie.”. Le principali associazioni che hanno firmato la lettera includono la Robusta Coffee Agency of Africa e Madagascar, l’African Coffee Association, l’Associazione Caffè del Brasile, National Coffee Council (Brasile), Colombian Coffee Growers Federation, Inter African Coffee Organization, India Coffee Trust, e Promecafé, che rappresenta Messico, Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Perù, Repubblica Dominicana e Giamaica. “Il caffè è a rischio, non solo per minacce come i cambiamenti climatici ma, in modo più immediato, per la mancanza di sostenibilità economica di milioni di coltivatori di caffè che vengono pagati oggi meno di un terzo del prezzo del 1982”, spiega la lettera.
Nestlé ammette il problema

Secondo Fairtrade France, in Perù e in Etiopia, dietro ogni dollaro generato dalle esportazioni di caffè, nel 2017 ci sono stati costi sociali nascosti tra 85 e 90 centesimi. “Questo studio rivela una tendenza che vediamo oggi in molte catene di valore: una crescente e indecente concentrazione di ricchezza e potere nelle mani dei consumatori, mentre i produttori e i loro lavoratori a monte cadono ancora più in povertà”, ha aggiunto Anna Cooper, coordinatrice di Repenser les Filières. Anche Nestlé, la più grande acquirente di caffè al mondo, ammette anche che la situazione è “non sostenibile a medio termine”. “L’attuale periodo di prezzi storicamente bassi dell’Arabica sta causando difficoltà a molti coltivatori di caffè. Questa situazione non è sostenibile per il settore del caffè a medio termine “, ha dichiarato un portavoce della società. Tuttavia, Nestlé non garantisce un prezzo minimo. “Non abbiamo una garanzia di prezzo minimo come il commercio equo, ma offriamo i prezzi più competitivi in ​​un mercato aperto, pagando i premi per gli agricoltori che ci forniscono caffè di alta qualità e con provenienza responsabile”, ha confermato il portavoce. JAB e Lavazza non hanno risposto alle richieste di commenti sul loro approvvigionamento di caffè in grani e sulle strategie di prezzo.


Banane e caffè non sono prodotti in Europa, ma sono consumatissimi da noi, a questo prezzo. Comunque, il problema del rapporto Nord-Sud del mondo va analizzato in modo globale e complesso. L'emigrazione di massa ha dei motivi profondi.
Ho parlato di autosufficienza alimentare, il caffè era l'ultimo dei problemi in quei tempi.

Parlo dei comparto dei cereali, del comparto dei legumi, del comparto delle carni bovine e ovine. Parlo per l'appunto di quei prodotti che potevano garantire di sfamare l'intero continente.

L'esempio del singolo prodotto non vuol dire nulla. Ancor meno se si tratta del caffè.

E per verificare la veridicità di quanto affermo basta fare una ricerca su come si siano evolute le politiche di quella che ai tempi era la CEE e che oggi è l'UE.

E come detto nel commento precedentemente già dagli anni '80 il principale problema della PAC fu proprio la produzione eccedentaria di molti prodotti agricoli e il relativo smaltimento. A dimostrazione che l'autosufficienza alimentare non era stata raggiunta depredando i Paesi del Terzo Mondo ma grazie al progresso tecnologico.
Vecchio 11-01-2019, 14:09   #1465
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L'avatar di Antares93
 

Sulla questione spaziale, hai messo davvero troppa carne sul fuoco per poter comprimere la discussione a un semplice scambio di post.

Non ho negato che i programmi spaziali abbiano subito un rallentamento. Ma per realizzare tutto ciò di cui hai parlato tu occorrono fondi praticamente illimitati, allo stato attuale. Fondi che di sicuro non ci sarebbero stati neanche in una società a stampo comunista.

Il progetto ExoMars avrà proprio tra gli obiettivi, quello di studiare l'ambiente biologico marziano e scovare eventuali tracce di vita.

I progressi ci stanno, ma sono proporzionali ai fondi stanziati. Il Capitalismo non ha ancora trovato il modo di avere risorse illimitate.

Comunque tutto ciò che hai detto non capisco cosa c'entra con il Comunismo. Pensi davvero che tutto ciò che hai nominato non si sia realizzato per colpa del Capitalismo?
Vecchio 11-01-2019, 16:07   #1466
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Ho parlato di autosufficienza alimentare, il caffè era l'ultimo dei problemi in quei tempi.

Parlo dei comparto dei cereali, del comparto dei legumi, del comparto delle carni bovine e ovine. Parlo per l'appunto di quei prodotti che potevano garantire di sfamare l'intero continente.

L'esempio del singolo prodotto non vuol dire nulla. Ancor meno se si tratta del caffè.

E per verificare la veridicità di quanto affermo basta fare una ricerca su come si siano evolute le politiche di quella che ai tempi era la CEE e che oggi è l'UE.

E come detto nel commento precedentemente già dagli anni '80 il principale problema della PAC fu proprio la produzione eccedentaria di molti prodotti agricoli e il relativo smaltimento. A dimostrazione che l'autosufficienza alimentare non era stata raggiunta depredando i Paesi del Terzo Mondo ma grazie al progresso tecnologico.
Non nego sia vero. Non sono esperto in merito. Ma penso si possa dire che anche la questione dell'autosufficienza alimentare nell'allora CEE sia un fatto particolare, che considerato da solo non dice molto sulla globalizzazione attuale. Chissà se questa austosufficienza si potrà garantire con il cambiamento climatico. Citi gli scarti; e mi viene in mente lo scandalo di tante derrate alimentari distrutte mentre la gente nel mondo muore di fame. Tipico paradosso capitalistico, mi sembra.
Vecchio 11-01-2019, 16:21   #1467
Avanzato
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Originariamente inviata da Antares93 Visualizza il messaggio
Sulla questione spaziale, hai messo davvero troppa carne sul fuoco per poter comprimere la discussione a un semplice scambio di post.

Non ho negato che i programmi spaziali abbiano subito un rallentamento. Ma per realizzare tutto ciò di cui hai parlato tu occorrono fondi praticamente illimitati, allo stato attuale. Fondi che di sicuro non ci sarebbero stati neanche in una società a stampo comunista.

Il progetto ExoMars avrà proprio tra gli obiettivi, quello di studiare l'ambiente biologico marziano e scovare eventuali tracce di vita.

I progressi ci stanno, ma sono proporzionali ai fondi stanziati. Il Capitalismo non ha ancora trovato il modo di avere risorse illimitate.

Comunque tutto ciò che hai detto non capisco cosa c'entra con il Comunismo. Pensi davvero che tutto ciò che hai nominato non si sia realizzato per colpa del Capitalismo?

Bè, diciamo che, per come la vedo io, il capitalismo investe fondi quando sa di guadagnarci. Sullo spazio sa di dover spendere soltanto, a fondo perduto. Per questo la litania sui "fondi illimitati" che vengono fagocitati dalle imprese spaziali non ci ha mai abbandonati dalla fine degli anni Sessanta, e forse già da prima. Poichè nel nostro sistema di mercato tutto ha un costo, quando non si vuole realizzare basta dire che costa. Il ritorno delle imprese spazilai è soltanto culturale, scientifico, quindi perchè investire in esso? E' una polemica non nuova; anche i nostri sovrani del Rinascimento sono stati accusati di aver sperperato beni in inutili opere di bellezza. Ma tante altre spese, come le più eclatanti, quelle militari, hanno avuto finanziamenti molto più ingenti di quelle spaziali. Perchè lì c'è un ritorno economico e di potere. Per questo ritengo il capitalismo inadatto ad esplorare lo spazio; a meno che non trovi il modo di guadagnarci.

Sul comunismo, sappiamo oggi che nella vecchia Urss esisteva un intreccio tra il comunismo e il movimento filosofico cosmista; una filosofia complessa che propugnava la realizzazione dell'armonia in tutto l'Universo, e, per semplificare parecchio, legava la trasformazione della società umana all'espansione nel cosmo. Obiettivo non disprezzabile, visto che la nostra Terra ha, in ogni caso, una scadenza.
A prescindere da quello che è stata l'Urss, una vera società comunista, senza denaro nè leggi di mercato, non avrebbe il problema dei costi, dei fondi, per fare qualcosa. Lo dice anche il capitano Picard in un film di Star Trek in cui ritiorna indietro nel tempo; una donna del XXI secolo gli chiede quanto è costata l'Enterprise. E lui risponde: "L'economia del futuro è alquanto diversa. Il denaro da noi non esiste più". E si, non tutti sanno che Eugene Roddenberry, il creatore di Star Trek, aveva immaginato il suo mondo futuro senza denaro.
Vecchio 11-01-2019, 19:10   #1468
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Bè, diciamo che, per come la vedo io, il capitalismo investe fondi quando sa di guadagnarci. Sullo spazio sa di dover spendere soltanto, a fondo perduto. Per questo la litania sui "fondi illimitati" che vengono fagocitati dalle imprese spaziali non ci ha mai abbandonati dalla fine degli anni Sessanta, e forse già da prima. Poichè nel nostro sistema di mercato tutto ha un costo, quando non si vuole realizzare basta dire che costa. Il ritorno delle imprese spazilai è soltanto culturale, scientifico, quindi perchè investire in esso? E' una polemica non nuova; anche i nostri sovrani del Rinascimento sono stati accusati di aver sperperato beni in inutili opere di bellezza. Ma tante altre spese, come le più eclatanti, quelle militari, hanno avuto finanziamenti molto più ingenti di quelle spaziali. Perchè lì c'è un ritorno economico e di potere. Per questo ritengo il capitalismo inadatto ad esplorare lo spazio; a meno che non trovi il modo di guadagnarci.

Sul comunismo, sappiamo oggi che nella vecchia Urss esisteva un intreccio tra il comunismo e il movimento filosofico cosmista; una filosofia complessa che propugnava la realizzazione dell'armonia in tutto l'Universo, e, per semplificare parecchio, legava la trasformazione della società umana all'espansione nel cosmo. Obiettivo non disprezzabile, visto che la nostra Terra ha, in ogni caso, una scadenza.
A prescindere da quello che è stata l'Urss, una vera società comunista, senza denaro nè leggi di mercato, non avrebbe il problema dei costi, dei fondi, per fare qualcosa. Lo dice anche il capitano Picard in un film di Star Trek in cui ritiorna indietro nel tempo; una donna del XXI secolo gli chiede quanto è costata l'Enterprise. E lui risponde: "L'economia del futuro è alquanto diversa. Il denaro da noi non esiste più". E si, non tutti sanno che Eugene Roddenberry, il creatore di Star Trek, aveva immaginato il suo mondo futuro senza denaro.

Per l'anno 2019 il senato americano ha stanziato alla NASA circa 21.3 miliardi di dollari. Pochissimo rispetto a quanto stanziato per le spese militari, per carità, ma comunque si tratta sempre di 21 miliardi di dollari. In pratica quasi quanto l'intera finanziaria italiana. I fondi stanziati per ricerca e sviluppo in generale invece sono superiori ai 500 miliardi. Per fondi ricevuti la NASA viene dopo al Dipartimento della difesa, che si occupa di ricerca in ambito militare, all'ente che si occupa della ricerca biomedica e al Dipartimento dell'Energia.

Ma non si tratta di una questione di profitto, si tratta di una questione di priorità. Io sento tutti i giorni individui lamentarsi perché l'Uomo continua a mandare sonde nello spazio e poi la gente continua a morire di cancro. I Governi, in qualsiasi sistema economico, devono tenere conto anche di questo, ovvero, delle priorità di chi li elegge e di chi rappresenta.

Se decidi di stanziare più fondi per la ricerca aerospaziale, devi ridurre i fondi stanziati per la ricerca in altri ambiti.

E attenzione, puoi pure abolire la proprietà, ma le risorse naturali e non, rimarranno comunque limitate.

Il denaro trova la motivazione di esistere non perché esiste la proprietà, ma perché le risorse sono limitate. Puoi abolire la proprietà e quindi il denaro, ma le risorse non aumenteranno comunque.

Anche il numero di ricercatori e ingegneri è limitato. Se aumenti il numero di ricercatori e ingegneri impegnati nella ricerca aerospaziale, sei per forza di cosa costretto a ridurre il numero di ricercatori e ingegneri impegnati in altri settori altrettanto importanti.

Ultima modifica di Antares93; 11-01-2019 a 19:14.
Vecchio 15-01-2019, 00:22   #1469
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L'avatar di Gummo98
 

Stalin was Che before it was cool.

Vecchio 16-01-2019, 15:15   #1470
Esperto
 

Per una volta interrompiamo l'immeritata glorificazione di despoti e oligarchi che con il socialismo e il comunismo (sia con che senza aggettivi) non hanno nulla a che spartire e onoriamo la memoria di una grande donna a cent'anni dal suo tragico assassinio, gravido di conseguenze per la futura storia europea.

https://www.repubblica.it/le-storie/...C4-P27-S1.4-T1

«Die rote Rosa nun auch verschwand.
Wo sie liegt, ist unbekannt.
Weil sie den Armen die Wahrheit gesagt
Haben die Reichen sie aus der Welt gejagt»


Ora è sparita anche la Rosa rossa,
non si sa dov’è sepolta.
Siccome ai poveri ha detto la verità
i ricchi l’hanno spedita nell’aldilà.


https://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Luxemburg


Ultima modifica di Winston_Smith; 16-01-2019 a 16:35.
Vecchio 16-01-2019, 16:34   #1471
Esperto
L'avatar di Gummo98
 

Ovviamente non concordo sulla tua premessa, ma mi unisco nel ricordo di una grande rivoluzionaria, uccisa insieme a Karl Liebknecht dai socialdemocratici guidati da Ebert. Nonostante criticó Lenin e fu a sua volta criticata dallo stesso, egli la definì la più grande rivoluzionaria d'occidente.
Vecchio 19-01-2019, 01:51   #1472
Esperto
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