Sono uscito con una mia amica.
La sensazione che ho avuto è stata quella di essere stato, sostanzialmente, un
eunuco dall'inizio fino alla fine dell’esperienza. È la stessa sensazione che provai 20 anni fa, quando uscii con una ragazza e per tutto il tempo mi comportai da ragazzo gentilino, educato e rispettoso… per l'appunto, un eunuco. E ci godevo anche, perché il mio cervello "autistico" rilasciava dopamina all'idea di passare un pomeriggio con una ragazza anziché stare davanti alla PlayStation, in un contesto di pesante distorsione della realtà.
Siamo andati a passeggiare in un luogo isolato, uno di quei posti dove solo una donna che ti vede come un eunuco accetterebbe di andarci. Perché, sa che con uno come me non avrebbe nulla da temere: non sono il tipo aggressivo né quello che prende l’iniziativa. Cosa avrei potuto farle di male in un posto così isolato? Assolutamente nulla!
Mi sono reso conto che questo eccessivo rispetto per l’altro è stato uno dei motivi che mi ha fregato nella vita. Perché proprio così mi sono sentito per tutto il tempo con questa ragazza: una sensazione di vera e propria inferiorità, come se lei fosse infinitamente più avanti di me in tutto. Lei piena di energia, voglia di vivere, esperienze e intelligenza. Parlavamo di tutto e di più.
Ma per tutto il tempo ho avuto una costante sensazione di inibizione emotiva. Mi sono sentito uno stupido, incapace di fare qualsiasi tipo di avanzamento. E l'idea che uno come me non riuscirà mai a fidanzarsi è rimasta presente nella mia testa. Non mi sento capace di fare il primo passo, di "rompere il ghiaccio", di essere in sintonia emotiva.
Poi l'ho portata in un locale, abbiamo mangiato qualcosa e lei si è messa a parlare con alcune persone che conosceva. Perché, a differenza mia, lei è una che esce di casa, conosce gente… ha quella energia sociale che io non ho mai avuto.
Ci siamo salutati, e mentre mi dirigevo verso il parcheggio, ho incrociato una coppietta di adolescenti che si teneva per mano. Ecco, io a 46 anni non ho MAI tenuto per mano una ragazza, mentre quei ragazzi, con un terzo della mia età, vivono il sogno. Ed è inevitabile che partano pensieri un po’ deprimenti, giusto per concludere la serata in bellezza.
In conclusione, per molti di noi sembra finita. Non per tutti, ma per alcuni sì. Abbiamo delle difficoltà che ci bloccano, qualcosa che ci fa sentire fuori posto in un mondo che sembra scorrere senza ostacoli per gli altri. Io, per esempio, non credo che riuscirò mai a essere “normale” in certi aspetti. Anche se le cose miracolosamente dovessero sistemarsi domani, rimarrebbe un pesante vuoto, un "buco" di una vita che non è mai stata vissuta come avrei voluto.
Però, anche se la strada è in salita, so che non è mai troppo tardi per provare a cambiare qualcosa o semplicemente per capire meglio come affrontare la situazione. Non si tratta di aspettarsi miracoli, ma di fare i conti con quello che c'è e cercare di viverlo senza farsi sopraffare. So che non tutti condividono il mio punto di vista, ma credo che per alcuni il cambiamento è possibile.
Grazie per avermi ascoltato. Buona serata a tutti.