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24-07-2026, 19:52
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#1
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Esperto
Qui dal: Aug 2018
Messaggi: 9,113
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Si dice che chi è introverso si concentra di più sulla parte interiore, chi è estroverso su quella esteriore.
Secondo voi questa caratteristica porta anche chi è introverso a pensare di più a se stesso e meno agli altri? O invece le persone introverse tendono ad avere una sensibilità maggiore e quindi ad essere più altruisti? Quale di queste due visioni vi convince di più?
O invece pensate che introversione ed estroversione siano completamente scollegati dall'egoismo o dall'altruismo?
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24-07-2026, 20:01
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#2
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Esperto
Qui dal: Sep 2015
Ubicazione: R'lyeh
Messaggi: 16,791
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Penso siano due cose scollegate, perché secondo me introversione ed estroversione sono due modalità di comunicazione, non le vedo riguardare il modo in cui si pensa a se stessi e agli altri in termini di generosità o egoismo, di tenere le cose per sé o essere disponibili per gli altri.
Possono esserci estroversi che, quando qualcuno ha bisogno di un favore, si tirano sùbito indietro rifilando una marea di scuse urlate, ed introversi invece che anche se non abbozzano un sorriso sono comunque disposti ad aiutare.
Per quanto mi riguarda, la mia è una situazione complicata.
A volte penso di avere qualche forma di narcisismo che, questo sì, porta a pensare che tutto ti sia dovuto, e che quindi è anche una forma di egoismo.
Però quando qualcuno mi ha chiesto esplicitamente un favore non mi sono mai tirato indietro. Solo che, per come mi presento, tendo a respingere le persone, e quindi di rado mi è stato chiesto aiuto. So poi che tra le persone neurotipiche i favori vengono anche chiesti implicitamente, ma io gli impliciti fatico a comprenderli, quindi immagino di aver mancato molte volte di aiutare chi magari avevo bisogno del mio aiuto.
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24-07-2026, 20:16
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#3
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Esperto
Qui dal: Sep 2015
Messaggi: 3,575
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Magari...zero autostima...
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24-07-2026, 20:50
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#4
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Esperto
Qui dal: Nov 2009
Messaggi: 11,010
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Non credo ci sia alcun legame tra introversione ed egoismo. È solo una questione di "batterie", gli estroversi si ricaricano a contatto con la gente, gli introversi in solitudine. Tutto qui.
L'egoismo probabilmente nasce dalla scarsa empatia, dal cinismo, dall'educazione ricevuta o da ferite e traumi che spingono a mettersi sempre al centro del mondo. Si può essere degli egoisti rumorosi e di ottima compagnia, così come degli altruisti silenziosi.
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Ieri, 10:02
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#5
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Esperto
Qui dal: Aug 2018
Messaggi: 9,113
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Forse però è più difficile che gli introversi vadano a fare delle attività per gli altri come il volontariato ad esempio. È un altruismo più confinato alla cerchia di persone più vicine.
Può essere che questa cosa può farli apparire come più menefreghisti.
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Ieri, 10:17
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#6
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Esperto
Qui dal: Aug 2020
Ubicazione: Nord-Ovest
Messaggi: 932
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Anche secondo me sono cose scollegate.
Un introverso magari non va a fare volontariato o cose del genere, però se quando gli si chiede una mano per qualcosa è disponibile ad aiutare gli altri non si può dire che sia egoista. Un estroverso invece potrebbe anche fare certe attività soltanto per farsi vedere o per socializzare con altra gente, non è detto che le faccia solo per puro altruismo...
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Ieri, 10:39
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#7
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Super Moderator
Qui dal: Mar 2019
Ubicazione: Sotto il letto del mostro
Messaggi: 710
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Direi forse più centrato della media, nel senso che nelle cose importanti metto quello che servirebbe a me come primo punto solido, poi il resto é sottofondo della vita. É stata una reazione all'ambiente esterno durata anni comunque, non sono nato così
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Ieri, 10:58
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#8
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Esperto
Qui dal: Nov 2009
Messaggi: 11,010
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Quote:
Originariamente inviata da Crepuscolo
Forse però è più difficile che gli introversi vadano a fare delle attività per gli altri come il volontariato ad esempio. È un altruismo più confinato alla cerchia di persone più vicine.
Può essere che questa cosa può farli apparire come più menefreghisti.
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Uhm. Però esistono anche tante attività benefiche adatte a una persona introversa.
Penso al volontariato a contatto con gli animali (canili, stalli e affidi temporanei), alla creazione di oggetti per vendite di beneficenza (come le famose Pigotte dell'Unicef) o a piccoli gesti concreti per gli anziani della propria città.
A parte questo, il volontariato a contatto con la gente non è sempre spinto da un altruismo puro. Per esempio, nei forum mi è capitato spesso di leggere di psicologi che consigliano il volontariato ai fobici senza amici e relazioni. Chi ci ha provato, lo ha fatto (al 90%) non con l'impulso primario di "fare del bene", ma con quello di risolvere un proprio problema, ovvero trovare un luogo e della gente per stringere amicizie.
E infatti, quando non sono riusciti a creare quei legami, parecchi hanno mollato. Lì il fare del bene era più che altro un mezzo per ottenere un obiettivo personale. Non avendolo raggiunto, l'attività ha perso di senso.
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Ieri, 15:12
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#9
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Esperto
Qui dal: Oct 2014
Messaggi: 15,165
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Le persone che mi conoscono irl dicono di no, o meglio, una cosa normale, niente di che.
(le persone che mi conoscono un pò meglio poi dicono il contrario anzi, che certe volte dovrei pensare di più a me stesso, ma vabbè...)
Per il resto poi che dire? Sempre tutto relativo quello che "sembra" a gente che ti conosce a malapena: con quella a cui stai simpatico non ci sono mai problemi o se ci sono sono sempre risolvibili, con quella a cui stai antipatico son solo scazzi problemi difetti ecc...
Solito discorso...
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