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A partire dal 7 ottobre 2023 il nostro Paese ha sospeso l'attivazione di nuovi contratti per la fornitura di armamenti allo Stato ebraico. Restano in vigore i precedenti, seppur con la precisazione della premier Meloni: "Valutiamo caso per caso, in base all'utilizzo che ne sarà fatto".
Sulle licenze rilasciate prima del 7 ottobre, Meloni ha spiegato che il governo effettua una «valutazione caso per caso». «Laddove c’è il rischio che questo materiale sia impiegato nella crisi in atto, non procediamo, mentre lo facciamo quando siamo certi che il materiale non possa essere utilizzato», ha aggiunto. La presidente del Consiglio ha portato due esempi: da un lato, la sospensione della licenza per la vendita di «munizioni marittime dimostrative» a Israele, sebbene autorizzata in precedenza, perché «non potevamo essere sicuri» sul loro utilizzo; dall’altro, la conferma della licenza per componenti di aerei assemblati in Israele e destinati agli Stati Uniti, «perché non c’è il rischio che possano essere utilizzati» a Gaza.
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