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Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
Chiedo a chi sicuramente può darmi le rispoete che cerco e sicuro su questo forum ci stanno questi persone.
Sappiamo che in italia i givoani e anche neurolaureati, appena entrano nel modno del lavoro vengono sfruttati e sono costretti ad accettare contratti precari, stage, torocini, cococo, coccodè e ccoccoricò, ma si soldi...nemmeno un po'. Fatta questa premessa, i givoani hanno solo due scelte: accettare di essere sfruttati, che tanto poi ci sono i gneitori che pagano il resto dell'affito, oppure emigrare all'estero, dove un neolaureato viene pagato molto meglio che in italia. Allora io mi chiedo: allora sti giovani, studenti universitari, sapendo coa li aspetta una votla diplomati, dovrebbe essere incazzatissimi. Ci dovrebbero essere, nelell università, molti gruppi, movimenti politici di giovani, che protestano per la loro condizione e per il oro futuro. Le facoltà dovrebbero essre delle polveriere con continue manifestazioni, okkupazioni, proteste, gruppi organizzati di giovani che vogliono semplicemnte lottare per un futuro decoroso...ma tutto questo non c'è. non ci sono proteste, ne manifestazioni, ne movimenti giovanili, ne proteste. I ragazzi studneti accettano il loro futuro passivamente, senza fare nulla per, almeno tentare, di cambiare le cose. Come mai succedde questo? |
Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
Succede che i giovani protestano per la Palestina, che non saprebbero neanche trovare su un mappamondo, perché sono politicizzati, il precariato in Italia è relativamente poco diffuso, in USA per esempio è la norma e sono il paese più ricco del mondo, gli italiani all'estero sono pagati meglio dipende, in una decina di paesi si, negli altri no, più che protestare dovrebbero lavorare e al massimo emigrare, un neo assunto il tirocinio lo deve fare per imparare, perché se ti pago bene tu devi lavorare bene, non tra sei mesi, subito. In Italia abbiamo la norma del posto fisso magari nel comune di residenza ma quei tempi stanno scomparendo, ai ragazzi consiglio di studiare e di valutare se andarsene o no con cognizione, non perché sentono dire che in Svizzera un docente o un dottore guadagna tot, il salario è relativo, se si spostano di un paio d'ore e vanno a lavorare per esempio in Croazia guadagnano di meno.
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Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
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Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
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Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
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Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
Ormai gli imprenditori cercano solo collaborazioni a Partita Iva.
Questo e' un grosso danno per i lavoratori per una serie di motivi: 1) le ferie pagate non esistono piu' 2) l'assicurazione sul lavoro, i versamenti INPS, i buoni pasto e altre spese sono spostate dal datore di lavoro sul lavoratore 3) il datore di lavoro riceve la fattura dal lavoratore, e scarica immediatamente l'IVA; spostando l'onere del versamento dell'IVA al lavoratore (una spesa in piu' per il lavoratore) 4) il datore di lavoro sa che NON PAGHERA' le fatture fino ad un importo di 3.000 euro circa. Spiego meglio quest'ultimo punto: per recuperare le fatture non pagate, il lavoratore deve intentare una causa civile, quindi deve rivolgersi ad un avvocato L'avvocato chiede circa 3.000 euro, quindi cosa fai? spendi 3.000 euro per recuperarne 3.000? Rimani a zero comunque. Tanto vale dichiarare perdita di esercizio, e tirare avanti. Anche nel caso di un datore di lavoro "onesto", le fatture vengono pagate con enorme ritardo. Gli interessi passivi si mangiano il poco guadagno del lavoratore. |
Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
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Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
Ok, va bene tutto, ma allora perchè i giovani accettano passivamente la loro condizione? Forse perchè sanno che, avendo alle spalle i genitori e i nonni che li finanziano, anche se guadagno poco, tanto prima o poi erediteranno case e risparmi? O forse perchè hanno avuto un'educazione che li ha viziati, abituandoli ad avere tutto e subito e quindi quando c'è da lottare per far valere i propri diritti non sono abituati?
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Ma ci sta pure un qualche mese di tirocinio per instradarsi un attimo nel mondo lavorativo, basta che c'entri col ruolo finale e non sia una roba che si viene affiancati col vecchio con la terza media e tanta esperienza |
Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
La spiegazione è semplice: i giovani italiani sono comunque italiani :malvagio:
Levante, in "Non me ne frega niente", diceva: «[…] in piazza scendo solo per il cane» :ridacchiare: |
Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
Comunque i giovani dovrebbero pensare prima di tutto a fare famiglia, il sistema pensionistico italiano grava eccessivamente perché non si fanno figli, se un giovane non vuole farne è sacrosanto che comunque contribuisca a sostenere anziani e collettività, poi può spendere i suoi soldi come vuole, l'unica ribellione lecita e che funziona è quella di studiare e lavorare rendendosi indipendenti, l'Italia è un paese ricchissimo e se uno non ha qualifiche non può pretendere niente, già il sistema propone sussidi e corsi gratuiti per tutti i disoccupati, non si può andare oltre con l'assistenzialismo per non aumentare la pressione fiscale, le opportunità ci sono per tutti e il lavoro funziona a livelli di competenze, se ti trovi a trent'anni a fare il cassiere o il commesso a mille euro al mese è colpa tua non del sistema, ogni lavoro merita rispetto e dignità ma se il massimo che sei disposto o capace di fare è riempire scaffali non puoi pretendere che cinque euro l'ora, ho notato spesso che chi si lamenta di più quasi sempre è incompetente e un peso per la società, come per qualsiasi ambito nella vita uno dovrebbe concentrarsi più su se stesso che sugli altri, voglio un aumento? Ok, la mia produttività però è aumentata? Al momento chiunque può guadagnare da remoto qualcosa grazie alla IA e esistono decine di piattaforme con corsi gratuiti o a prezzi ridicoli, ma chi ha la volontà di passare ore a studiare per farlo? Perché ci si aspetta che sia sempre lo stato a imboccarci? Nel frattempo che si aspettano condizioni migliori perché non ci si impegna? Impegnarsi non è spedire curriculum è fare formazione, e in questo momento si può fare gratis da casa, senza contare i corsi per panettiere o altri lavori manuali presenti ormai ovunque, solo che dopo il corso fatto di pomeriggio poi ti trovi a dover imparare un mestiere duro competitivo e notturno, la verità è che in Italia c'è troppo benessere e poca propensione al sacrificio, anche grazie alla famiglia che sostiene i ragazzi, io mica ne avevo voglia di spaccarmi il culo in cantiere anche a me sarebbe piaciuto andare all'università a grattarmi la pancia ma non è stato possibile, e non ho ereditato niente e niente avrò negli anni futuri, capisco che oggi in Italia è una situazione rara ma lavorare da ragazzino mi ha fatto capire molte cose sul mondo del lavoro, e oggi a chi si lamenta dico solo vai a lavorare, non necessariamente in cantiere, ma vai, meglio un anno di part time a 500 euro al mese sfruttato che un anno a casa a elemosinare dai genitori, il lavoro anche in condizioni vergognose è una scuola e insegna una marea di cose che in altro modo non possono essere comprese.
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Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
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Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
Perché viviamo in un paese in cui gli anziani sono tanti e i giovani sono pochi, e così questi ultimi non hanno modo di fare una massa critica per imporsi e farsi valere.
C'è una teoria, quella della "youth bulge", secondo cui un paese con ampie masse di giovani ha una gran facilità a precipitare in situazioni di rivolte, se non di terrorismo. È quello successo in Italia, e non solo in Italia, quando i nati del baby boom hanno raggiunto l'età giovanile, cioè negli anni Sessanta e Settanta. È ad esempio quello che succede in molti paesi del Terzo Mondo, che hanno tantissimi giovani e di conseguenza sono molto instabili. https://en.wikipedia.org/wiki/Popula...id#Youth_bulge |
Re: Domanda a chi ne sa più di me sui giovani e politica
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