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Il suicidio come atto di lucidità
L'anno scorso, verso il periodo estivo e per una serie di motivi, ho avuto un forte impulso a uccidermi. Sono abbastanza convinto che avrei compiuto l'estremo gesto ma quando mi sono procurato il materiale (che conservo ancora), la voglia mi era diminuita, salvo poi scomparire del tutto. Non mi era scomparsa perché dovendo mettere in pratica il tutto mi era venuta paura, ma perché con il passare dei giorni l'impulso era diminuito.
Il punto è che non valuto assolutamente quel momento come una perdita di lucidità mentale, au contraire, la mancanza di lucidità ce l'ho quando sopporto la mia vita. La mia psicologa è convinta che io stia andando bene e anche i questionari che mi fa fare (a cui rispondo sempre sinceramente tranne che alle domande sul suicidio) danno un buon quadro. Ed effettivamente la qualità della mia vita è decisamente migliorata rispetto a tempo fa quando però non pensavo al suicidio, motivo per cui sono appunto convinto che l'impulso ad ammazzarsi possa essere spesso un atto di estrema lucidità nonostante si pensi il contrario. Io spero che l'impulso mi torni questa estate, almeno mi ammazzerei nel pieno della mia vita e non quando sarò un catorcio reietto. |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
La penso esattamente al contrario non esiste nessun buon motivo per suicidarsi se non in caso di avere un male incurabile.
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
«E certamente del vostro sangue, delle vostre vite, io domanderò conto» (Genesi 9:5)
Interpretazione: Rashi e altre autorità antiche interpretarono questo versetto come un divieto diretto di togliersi la vita. |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
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No così tanto per capire come regolarmi |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Adesso a frenarmi è l'idea che ho ancora alcune cose da terminare nella vita, o forse questa è solo una razionalizzazione poco consapevole dell'istinto di preservazione. |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
Apro dicendo innanzitutto che mi spiace per la situazione, sono argomenti di merda e che sarebbe bello non doverci avere a che fare.
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
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Re: Il suicidio come atto di lucidità
Pensare al suicidio in maniera astratta lo ritengo un comportamento lucido, pragmatico. Ci ho pensato circa mezz'ora fa. Diciamo che attualmente sono ben lontano dall'avere un beneficio superiore al costo, rispetto al suicidio, ma mi diletto ad immaginare ogni tipo di scenario futuro.
Ritengo invece un po' più da squilibrati, detto col massimo rispetto, pensare alla modalità con cui uccidersi. Ad esempio, ma immagino non vorrai dirlo, che oggetti hai comprato? e perché non i classici salto nel vuoto, o treno? |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
Tuttavia ci sono delle attenuanti, ma valutando che non sia un gesto che si può compiere con lucidità.
"A chiunque non sia sano di mente... non neghiamo nulla." (Shulchan Aruch, Yoreh De'ah 345:3) Interpretazione: Riconosce che il disagio psicologico nega l'aspetto "volontario" del divieto. |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
A me scoccerebbe (e probabilmente mi ha frenato) pensare che dopo una vita di merda se mi ammazzassi finirei pure all'inferno. Non ho chiesto di nascere e dovessi "fare il reso" trovo inaccettabile che debba pure finire all'inferno per il gesto.
Giorno dopo giorno è un mondo di merda e ci sono più motivi per andarsene che per restare. Alla fine la vita è qualcosa che i tuoi genitori ti hanno "donato", poi penso che i miei non sono mai andati d'accordo e quindi sono "figlio di uno sbaglio", che la vita è una merda, una condanna da sopportare visto che non ci sono fughe/alternative, fiducia nel futuro (non esistono altro che tragedie e ogni anno è peggio di quello passato)..quindi se dopo il sucidio finissi pure all'inferno allora è veramente una disgrazia totale in vita e oltre |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
Penso che la scelta ( ad esempio per chi si vuole avvalere dell'eutanasia, ma giusto a titolo d'esempio, non che sia il solo caso), possa essere razionale oppure impulsiva. Oppure dettata da patologie che danno, appunto l'impulso.
É una semplificazione , ma fatico a considerare la frase "ho avuto l'impulso di" come atto di lucidità. Ponderato, a cui si giunge per via razionale e non preda di emozioni incontrollate e, appunto, impulsive. Come per tutte le scelte, del resto. Se sono fatte d'impulso sull'onda emozionale, senza aver modo di ragionarci su a mente fredda, il rischio che siano sbagliate è molto più alto. |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
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I casi di persone davvero impedite, sono molto pochi rispetto a quelli che ha finito col classificare la psichiatria, sono casi che sfociano in patologie neurologiche serie, alzheimer, demenza, cose simili. Secondo me è corretto che si dia accesso a sistemi di suicidio assistito a quasi tutti, vanno escluse giusto persone simili con malattie neurologiche gravi, se fosse vero che un depresso non è in grado di intendere e volere ma perché cavolo gli permettiamo di prendere parte alla vita civile? A votare? Due pesi e due misure quando fa comodo. Si aspettano ci sia un'ecatombe certe persone, mentre secondo me la maggior parte pensando che c'è questa via di uscita accessibile e tranquilla vivrebbe meglio, l'altro approccio quello del creare ostacoli secondo me produce più danni che benefici proprio a livello sociale, perché poi delle persone strette tra la spinta e il non avere mezzi usano sistemi del cavolo, provocando ancora più danni. Una volta per ammazzarsi col gas si poteva provocare l'esplosione di un appartamento. Capita qualcosa di analogo col proibizionismo riguardo all'uso di certe sostanze, poi se le procurarno lo stesso, non sono controllate bene, si fiondano su queste cose gli speculatori e invece di star meglio si sta peggio. Io parlo anche a chi ha perso qualcuno perché si è suicidato davvero, ma non sarebbe stato meglio avere la possibilità di parlarne e accedere a un sistema dolce piuttosto che doversi poi precipitare giù da un palazzo? Non so che tipo di ragionamento si fa, per me è un ragionamento sbagliato, l'ostacolo principale è costituito già solo in termini di idee, un'idea come quella per cui tutti dovrebbero aver diritto ad autodeterminare la propria morte con sistemi non barbari escludendo davvero solo quella minoranza che è davvero incapace di distinguere le cose e non, che so, un Leopardi, che oggi verrebbe classificato come depresso viste certe ideazioni. Questa cosa non va a scardinare i valori della vita, chi ci crede che continui a crederci, chi glielo impedisce? Se uno vuole scegliere impulsivamente pure di morire, per me dovrebbe averne diritto, il bene che mette sul tavolo è il suo, il rischio di continuare a vivere male senza ottenere nulla, è suo. Vale lo stesso discorso con altre cose, che so, come l'aborto, che facciamo decidiamo chi fa questa scelta in modo impulsivo e chi no? E decidiamo noi chi è impulsiva? E perché dovremmo avere questo diritto dall'alto? La persona che poi deve crescere il bambino o pensare che c'è questo essere in giro, deve affrontare il parto e così via, siamo noi? A cambiare idea si può sempre cambiare idea ma adesso se una persona ha questa idea qua che fa? Aspetta? E se poi non la cambia? Il rischio chi se lo assume? Chi decanta la bellezza della vita? No, il rischio lo assume il singolo. Il motto femminista che dice "il corpo è mio e lo gestisco io" andrebbe esteso ed applicato anche a questa area qua. La politica e la società cercano di controllare dall'alto in tutti i modi queste forme di autodeterminazione con forme di paternalismo davvero insopportabili. Se ostacolassero l'aborto o l'uso della pillola del giorno dopo con commissioni psichiatriche rigidissime simili a quelle con cui ostacolano l'eutanasia in altri paesi dove almeno è legale, vorrei vedere poi se le donne stanno zitte di fronte a discorsi simili "Sei depressa la vedi nera non puoi abortire perché se curata poi ti piacerà crescere il bambino, fidati, la tua scelta è impulsiva e dettata dal fatto che porti gli occhiali scuri". |
Re: Il suicidio come atto di lucidità
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