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Tale padre, quale figlio?
Esseri senzienti, buona serata.
Sono qui a portarvi la mia diretta testimonianza sulla spinosa questione e domanda interstiziale, che da tempo ci si pone sul forum, da quando nacque. Che se la sociofobia sia determinata più dalla genetica, o dall'edulcorazione ricevuta negli anni dai genitori? Questo è il dilemma ancestrale. Quindi per tentare di rispondere a questa domanda, essendo io generatore di un altro essere vivente, anzi co-generatore, o donatore sano di spermatozoo, posso quindi essere qualificato per rispondere per testimonianza diretta. Per semplicità e chiarezza d'ora in poi userò il termine: "generante" per indicare la figura di riferimento di sesso maschile, che donando il proprio seme ha permesso la fecondazione dell'ovulo la cui divisione ha prodotto l'essere di cui sopra. E quindi per contrapposizione chiamerò "generato" l'essere che ne è scaturito. Posso altresì tracciare un bilancio che contempla un arco di tempo pari a quasi 4 circonvoluzioni della terra, attorno alla stella di riferimento, dal momento in cui il "generato" è venuto alla luce al neon della sala parto. Dopo prove pratiche sul campo, mesi di osservazioni dirette e prove empiriche, sono giunto alla conclusione che la risposta alla domanda che ci attanaglia tutti quanti è NO. Grazie a tutti, buona serata. |
Re: Tale padre, quale figlio?
no cosa
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Re: Tale padre, quale figlio?
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Dunque NO si intende dire che la genetica non è il vettore atraverso il quale la piaga della fobia sociale si propaga per il mondo da generazioni, in generazioni, o per meglio dire la genetica potrebbe essere solo il trampolino di lancio, come un atleta alle para-olimpiadi di Cortina 2026 nel salto in lungo con gli sci tenta il gran balzo, ma il solo trmapolino non basta. Affinchè la piaga della sociofobia si manifesti nel "generato" non basta il trampolino della genetica, ma serve la spinta dell'educazione e dell'ambiente e del vissuto, nel quale suole trovarsi intinto il "generato". Potrei alzzardare, come somma modestia, che il rapporto fra concause genetiche, rispetto alle cause educative, ambientali e di esperienza, stiano in un raposoto di circa 30% contro 70%. La sola spinta del trmmpolino genetico non è sufficiente, affinchè il "generato" possa scavalcare il fossato della socialità e ritrovarsi dall'altro lato di quel muro invalicabile che è la sociofobia, ma se le condizioni ambientali e di educazione sono favorevoli, dopo la spinta del trampolino, il "generato" cadrà inesorabilmente all'ingiù, planando verso boschi di braccia tese. Grazie a tutti, buonanotte |
Re: Tale padre, quale figlio?
Tra i familiari ci sono figure strane/disadattate ma mio padre è sempre stato un tipo che non aveva paura degli altri, anzi se lo facevano incazzare li menava pure, quindi direi che non è sociofobico :ridacchiare:
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Re: Tale padre, quale figlio?
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Re: Tale padre, quale figlio?
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Non è opinione che le nevrosi fra cui ansia e fobie abbiano base ambientale. Di genetico poco e nulla. Più nulla che poco. C'è ereditarietà con le psicosi, ma anche lì, la percentuale non è altissima, mi pare un30%. La base si butta negli 0-6, negli 0-3 si gioca pressoché tutto , poi si smussa. Il resto è ben più relativo. Traumi se ne possono avere a 20 anni e a 90 anni, ma quello che succede negli 0-6 é determinante. Da lì a scalare. Si può recuperare ma dipende sia dalla compromissione che da quello che ti capita poi. Dire "i miei non sono fobici e io si" é un'analisi troppo superficiale sia per il discorso genetico che ambientale. Ma il genetico lascia un po' il tempo che trova. Un po' di predisposizione magari, nulla più. É da dopo usciti dal buso che comincia la sarabanda. I gameti non ci innestano la fs. Che poi fs..vabbeh. Magari i genitori dovrebbero insegnare ad una certa età a non farsi autodiagnosi :D e quello sarebbe già qualcosa di buono che fanno. |
Re: Tale padre, quale figlio?
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Mio padre è tutto meno che sociofobico/evitante, mia madre è timida ma non a livello patologico, mia moglie è misantropa ma non a livello patologico e mia figlia è tutto meno che sociofobica/evitante.
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Re: Tale padre, quale figlio?
Estroverso fino ai 24 anni
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Re: Tale padre, quale figlio?
Chiaramente la componente di predisposizione genetica alle malattie mentali gioca un ruolo importante, ma non è sufficiente.
L'esperienza di vita vissuta fino ai 14-16 anni incide molto di più sullo sviluppo di determinate malattie, e di conseguenza, ne determina l'avvenire. Esempio: se hai un padre biologico schizofrenico e una madre biologica bipolare, ma vieni cresciuto da una famiglia perfettamente sana, probabilmente nel periodo fondamentale dello sviluppo la predisposizione genetica non porterà all'ammalamento, poiché non c'è stato nessun meccanismo d'innesco. Del resto, una bomba solitamente non esplode se non la fai esplodere. |
Re: Tale padre, quale figlio?
L’infallibile gran figlio! (Semicit) 🍆 😉
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Re: Tale padre, quale figlio?
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Lì non mi pronuncio. |
Re: Tale padre, quale figlio?
Non per ribattere, ma credo che la risposta vada ricercata altrove.
Leggevo che nella maggior parte dei casi, non sono gli spermatozooi ad essere determinanti. Non è lo spermatozoo più veloce, nè quello più forte, che arriva a fecondare la cellula uovo. Ma è proprio la cellula uovo, che sceglie lo spermatozoo che reputa più adatto e compatibile, arrivando a chiudersi e a non far passare altri spermatozooi (potenzialmente anche migliori). Sostanzialmente, credo che più cose di quanto si possa pensare, siano enormemente determinate dalle madri, anche in tal senso |
Re: Tale padre, quale figlio?
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