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Ti vedo come amico
“Ti vedo come un amico.” Cinque parole. Cinque proiettili. Una sentenza senza appello. È la frase che ti castra l’orgoglio, ti smonta le illusioni e ti lascia in piedi solo per educazione. Non è un rifiuto onesto. È un rifiuto travestito da gentilezza. Una carezza che in realtà è uno schiaffo. È il modo elegante per dirti: non ti voglio, non ti vorrò mai, ma non voglio perderti come risorsa. Perché questa è la verità che nessuno dice ad alta voce: non ti stanno scegliendo, ti stanno archiviando. Ti mettono nella categoria di quello affidabile, quello che ascolta, quello che aiuta, quello che risponde sempre, quello che resta anche quando viene scartato. Non sei il desiderio. Sei il supporto emotivo. Il piano di riserva. Il caricabatterie dell’ego. E la cosa più sporca non è il rifiuto. Il rifiuto è legittimo. La cosa sporca è quello che viene dopo, perché dopo averti detto che non ti vedono in quel modo, spesso pretendono la tua presenza, la tua attenzione, il tuo tempo, il tuo sostegno, il tuo interesse. Non ti vogliono come uomo, ma ti vogliono come servizio. “Mi piaci come persona”, “sei speciale”, “con te sto bene”, “non voglio perderti” – traduzione reale: non ti desidero, ma mi fai comodo, non ti scelgo, ma restami disponibile, non sei abbastanza per il mio letto ma perfetto per il mio bisogno, mentre nel frattempo fanno sesso con altri senza pensarci due volte. È un paradosso crudele: non vali abbastanza per essere voluto, ma vali abbastanza per essere usato. E tu lì, a farti domande, a chiederti cosa ti manca, a domandarti perché non sei mai quello giusto ma sempre quello buono, a restare incastrato tra speranza e umiliazione. La verità è più dura: non sei stato rifiutato perché non vali, sei stato rifiutato perché non accetti di essere trattato come premio. “Ti vedo come un amico” non è amicizia. È una zona cuscinetto. Un parcheggio per sentimenti non ricambiati. Un modo per tenerti senza sceglierti. E il colpo finale? Quando poi si lamentano che “gli uomini non sono seri”, quando cercano attenzioni, quando tornano a scriverti, quando pretendono presenza dopo averti escluso. Vogliono il meglio di te senza darti nulla in cambio. Questa frase non è gentile. È una lama rivestita di velluto. Ora voglio saperlo davvero: quanti di voi hanno sentito “ti vedo come un amico” come modo educato per essere scaricati e tenuti in panchina?
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Re: Ti vedo come amico
le donne hanno bisogno di conforto, aiuto, compagnia, ma non devi sentirti obbligato ad essere un fornitore di questi servizi, se non vuoi, DEVI il coraggio di dire di no.
essere uomini vuol dire esigere rispetto per sè ed il proprio tempo, le proprie risorse. Nessuna donna ti obbliga a fare nulla, se non sei interessato alla sua amicizia devi passare oltre. Non è facile, perchè serve un'incredibile forza di volontà nell' essere sinceri con sè stessi, vuol dire essere responsabili di ciò che subiamo. Non siamo vittime, ci vestiamo da vittime perchè è più facile. Anche spiegare a lei che il rapporto di amicizia si debba spezzare perchè tu vorresti una relazione sentimentale mentre lei non è interessata è un modo sano di vivere le relazioni, ma non è facile. perchè è comunque un legame affettivo, malato, contorto, ma affettivo. non è colpa loro. |
Re: Ti vedo come amico
Il problema del "ti vedo come un amico" non è il rifiuto in sé, è giusto che lei possa rifiutarti se non prova niente nei tuoi confronti, il problema è il fatto che ti chiede un' amicizia pur sapendo che tu sei interessato e lei no.
Un' amicizia di questo tipo ti porterebbe solo a star male, perciò come ha detto Atlas a quel punto devi essere tu a dire no grazie, soprattutto per una questione di rispetto verso te stesso. A me non è mai capitato di sentirmelo dire, però è anche vero che per gli ultimi 10 anni ho vissuto in una sorta di isolamento sociale e non ho mai pensato concretamente di poter stare con qualcuno. |
Re: Ti vedo come amico
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Re: Ti vedo come amico
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Re: Ti vedo come amico
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Tanto tempo fa, quando frequentavo i siti d'incontri, evitavo come la peste le donne che scrivevano nel proprio profilo «Cerco un'amicizia maschile e poi chissà», ma, in quel caso, era facile perché la keyword "chissà" veniva usata in partenza. |
Re: Ti vedo come amico
"Ciao, ciao, bambina!"
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Re: Ti vedo come amico
Io sono messo talmente male, che ad avere una donna come amica, ora per ora ci farei la firma...:pensando:
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Re: Ti vedo come amico
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