Quello che il video non dice è che la maggioranza dei social network hanno sede in paesi in cui non esiste il reato d'opinione (o ha una definizione molto diversa da quella italiana), di conseguenza quando la Polizia Giudiziaria, su incarico del Pubblico Ministero, chiede al social network di aiutarla ad indentificare l'indagato, esso si rifiuta di fornire assistenza per quel motivo. A quel punto, l'unica cosa che può fare il P.M. è chiedere l'archiviazione per essere rimasto ignoto l'autore del fatto (art. 415 C.P.P). Lo dico perché l'ho visto succedere nel mio lavoro.
Potrebbe cambiare qualcosa se oltre agli insulti ci sono le minacce, ma anche lì lo stato estero potrebbe contestare la concretezza delle minacce.
Ricordate anche che i giornalisti scrivono che "Tizio" ha denunciato "Caio", ma poi raramente raccontano com'è finita la storia. Di solito, si arriva al processo quando Tizio e Caio sono dei VIP perché in quel caso si sa già chi sono.
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