![]() |
La felicità è chimica?
Ciao, mi sono lasciato con il mio ex da un pochetto... all'inizio inizio è stato terribile, poi mi sono ripreso, stavo meglio, ma poi progressivamente sembra che sto tornando in un tunnel di ansia e carenza di energie motivazionali rispetto alla ricerca di un partner.
Per esempio ieri stavo molto molto abbattuto, ho pensato che poteva servirmi uno psichiatra andando avanti così. Oggi (può sembrare una sciocchezza però...) ho preso un tè verde molto forte (concentrato) e il mio umore è andato subito meglio, tuttora lo è (non solo meglio, sto proprio bene ormai da molte ore e non so nemmeno perché). Che roba strana... Comunque, osservazioni personali su me e altri, pare che caffeina (o teina in maggiori dosi) danno effettivamente un umore migliore, soprattutto a chi non è abituato (io non lo sono). E quindi mi chiedo, ma la felicità è chimica? Se non migliorerò, davvero considero uno psichiatra e la possibilità di prendere psicofarmaci, tutto sommato sarebbe fantastico se il mio umore fosse sempre lieto solo intervenendo sui miei recettori chimici. Non è una discussione troppo seria, ma nemmeno banale... Sentitevi liberi di aggiungere la vostra. |
Re: La felicità è chimica?
Quote:
|
Re: La felicità è chimica?
Sicuramente i farmaci qualcosa fanno a livello cerebrale. Io quando ho iniziato l'antidepressivo ho avuto uno sbalzo d'umore forte, ho comunicato con Dio, tant'è che adesso sono fortemente credente. E' successo altre volte in maniera minore andando avanti con la terapia, a maggior ragione da quando prendo il Gabapentin. E comunque da quando assumo farmaci ho un umore che mi permette di mangiare, dormire, andare a lavorare. Non sono felice, ma sembro quantomeno normale e mi sento più stabile.
|
Re: La felicità è chimica?
La mia no purtroppo. La mia mente per quanto la si droghi continua a percepire sempre il divario tra quel che è e quel che vorrebbe davvero.
|
Re: La felicità è chimica?
Se si è infelici temo la strada sia solo quella che porta a qualcuno che ti aiuti a decostruire i tuoi timori, razionalizzandoli, facendoti acquistare lucidità.
Il cervello per essere "felice" ha bisogno di una buona regolazione di dopamina, serotonina, ossitocina, endorfine, adrenalina e GABA. Un mix non da poco che il tè non può contenere (di cui comunque ho appena acquistato un vagone, per sicurezza :D) |
Re: La felicità è chimica?
Quote:
Quote:
Quote:
|
Re: La felicità è chimica?
La felicità (per assurdo, e per quanto mi riguarda) è quando il detto “morto un papa se ne fa un altro” si avvera! :mannaggia:
|
Re: La felicità è chimica?
Quote:
Poi il discorso dell'amaro :pensando: cioè l'amaro è uno degli ultimi sapori che sento quindi sì, l'apprezzo. Però non conosco tè non amari. L'unica tisana dolce che mi piaceva era la malva, ma siamo OT. |
Re: La felicità è chimica?
Sì, siamo un po' OT. Per tornare in tema, ci sono delle sostanze e nutrienti da cibi che aiutano l'umore:
Riguardo il tè verde, suggerisco i tè verdi aromatizzati per esempio dai negozi (presenti in tante città italiane) "La via del tè" (nato a Firenze) oppure si possono ordinare online, si trovano prezzi buoni. Quello di qualità c'è un range... ma grosso modo 10 € 1 etto. Oltre questa cifra, esagerano o non conviene. |
Re: La felicità è chimica?
dietilamide dell'acido lisergico
|
Re: La felicità è chimica?
Spero non sia necroposting, ho sfogliato gli argomenti in sezione depressione
Come si diceva in altri thread, volevo riportare la mia esperienza, premettendo che detesto i luoghi comuni e qualunque tipo di approccio di self-help e santoni A me è successo che dopo un lunghissimo periodo di fermo (anni) a un certo punto una situazione famigliare abbia costretto a riprendere le fila: non potevo sottrarmi alle cure e ai via-vai in ospedali -cosa che di per sè manco mi pesava avendo in passato ben voluto ai miei genitori e famigliari Dovendomi prendere in modo approfondito cura di loro e di molte questioni lasciate in sospeso per anni (durante la mia assenza), ho re-imparato a gestire la mia giornata, ovviamente non senza dispiaceri che avevo per essermi ritrovato trentenne con una brutta situazione Quindi pur avendo mantenuto un basso profilo, ho notato che il cambio di orari e in particolare la gestione regolare del sonno, ha senz'altro innescato un qualcosa di chimico che di fatto non era stato risolto precedente da farmaci (escitalopram e un trittico per il sonno, sicuramente un approccio blando ma su cui avevo riscontrato nell'arco di un anno più problemi che benefici) Alla fine ho capito che la mia depressione a monte (nata circa a 28 anni e per la quale avevo pure interrotto il lavoro) era stata in qualche modo autoindotta prima perchè avevo dei disagi sia lavorativi che relazionali sviluppati prima, i quali io sapevo fossero attribuiti a una grande incuria mia molto più che a colpe esterne Attualmente non ho certo una vita allegrissima ma manco la voglio, diciamo che conta aver compreso circa cosa sia successo Ho notato un qualcosa a livello biochimico, premesso che ho interrotto i farmaci anni fa ma creando una sorta di mio sistema di placebo, ho creato dei riferimenti materiali che mi aiutano Banalissimo ma purtroppo è andata così |
La felicità è troppo complessa per produrla con una banale stimolazione sinaptica
|
Tutti gli orari sono GMT +2. Attualmente sono le 07:14. |
Powered by vBulletin versione 3.8.8
Copyright ©: 2000 - 2025, Jelsoft Enterprises Ltd.