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La storia di uno che ce l'ha fatta
Dopo vari mesi che non apro un thread mi rifaccio vivo per linkarvi un video interessante in cui Marco Crepaldi intervista un ex hikikomori
Tra gli aspetti che mi hanno colpito: il fatto che per uscire dalla sua condizione sono stati importanti i piccoli passi fatti inizialmente per migliorarsi (uscire per andare in palestra ad esempio); l'importanza di avere un hobby/interesse in cui si può essere valorizzati (la musica); hobby importante anche come motivazione ad andare oltre i propri limiti; l'importanza del coraggio e della tenacia nonostante i primi insuccessi, per fare esperienza e alla fine avere anche risultati positivi (quando parla ad esempio dei suoi primi appuntamenti disastrosi con l'altro sesso). Voi che ne pensate della sua esperienza? |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
Difficile dire qualcosa, è già impossibile avere contezza dei propri processi mentali intermedi, inteso che quelli superficiali si spera siano più o meno accessibili, mentre intendo per "intermedi" qualcosa che è appena al di sopra dell'inconscio. Figuriamoci immaginare cosa ci sia nella mente del prossimo.
Detto questo, io ritengo che chi ce la fa, sempre e comunque è qualcuno che ce l'aveva già fatta e doveva comunque arrivare a farcela, ma lo sviluppo degli eventi era stato inibito da qualche blocco che è venuto meno per chi sa quale motivo. Se considero lo sforzo immane che mi comporta andare in palestra ma ci vado, o tentare di avere hobby (adesso: perché prima mi davano gioia) ma comunque mi sforzo di fare, dovrei dirmi che ce l'ho fatta. Eppure sento che il mio destino è circoscritto entro una sorta di recinto da cui non so/posso uscire. Forse il recinto di quel ragazzo è fisicamente e mentalmente più vasto di quelle temporaneo, fisico e mentale, in cui è restato confinato. Ma all'attivazione di chi sa quali eventi mentali, ha semplicemente occupato almeno parte dello spazio che ha a disposizione. Non penso insomma a cambiamenti ma alla realizzazione di potenzialità che c'erano già e aspettavano l'occasione giusta. Ovviamente non ho alcuna prova ma credo che nessuno abbia prova del contrario :D |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
Ohhhh! Un po’ di ottimismo per iniziare la giornata! :bene:
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Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Le potenzialità in realtà ce l'hanno in molti. Solo che non coltivandole e trovando ambiti in cui possano essere apprezzate queste non escono fuori. |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
L'ho sempre detto che avere una forte passione per qualcosa aiuta tantissimo. L'avrei tanto voluta avere ma purtroppo mi è sempre mancata.
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Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Ma se vuoi una nota ottimistica possiamo anche dire che tutti siamo in grado di sbloccare una gran parte degli ostacoli che ci legano a situazioni indesiderate. Siamo solo pigri e svogliati ed è solo questione di volontà. O qualcosa di simile :) Ma non potrei fare a meno di chiedermi: perché non si riesce a esercitare la volontà soprattutto in quanto mezzo per risolvere una parte sufficiente di problemi? Forse perché è uno dei problemi che ci impedisce di esercitare la volontà che ci impedisce di esercitare la volontà che al mercato mio padre comprò? E' qui secondo me il problema, fosse possibile potremmo praticamente essere persone completamente diverse a nostro piacere. Se qualcuno ha questa capacità sono contento per lui o lei che sia. |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Sottoscrivo tutto |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
Comunque si vede che è un bel ragazzo, ha oggettivamente le basi se supera i problemi mentali.
Buon per lui ma estendere sta filosofia a “tutti ce la possono fare” sti grancazzi |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Sarei più interessato ad un ex hukikomori che fa l operaio o l impiegato |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
Diciamo che migliorare si può sempre migliorare, anche ad 80 anni, ma se uno è nato con un certo carattere se lo tiene a vita, piuttosto puoi imparare a conviverci come meglio puoi.
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Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
Come facevi a sapere che sto leggendo Lacan?
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Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
Questo è letteralmente il discorso quotidiano dei miei pensieri su me stesso
https://vm.tiktok.com/ZGe7ARx8N/ |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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A mio parere molto di quello che chiamiamo volontà è anche il frutto delle esperienze negative : in primis con i genitori, ma anche con tutti gli altri (nel caso dell'intervistato sembra appunto che a esercitare una influenza negativa siano stati il bullismo subito a causa della sua obesità) La volontà però non è una quantità fissa immodificabile. Si esercita e si rafforza come ogni altra facoltà: ovviamente prima si parte con compiti facili e poi via via più difficili. Vero è che spesso fare il primo passo è difficile, soprattutto se nessuno ti incoraggia. Da questo punto di vista avere almeno una persona vicina che vada contro il coro di chi ti rema contro è importante. Lo stesso intervistato dice che la sua fortuna è che la sua passione per la musica non è stata ostacolata ma favorita dal padre. |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Penso sia più importante avere riconoscimenti esterni in un attività che piace (lavoro o hobby che sia) |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Alla fine la sua mancanza credo sia la naturale conseguenza del non aver raccolto nulla nonostante sforzi prodotti. Perché continuare a sforzarsi quando non si riesce neanche ad immaginare uno scenario in cui si potrebbe stare bene... Bisognerebbe primariamente lavorare su tutte quelle distorsioni cognitive che castrano la volontà. Convinzioni che comunque possono essere anche abbastanza fondate, più sono deboli e confutabili dalla realtà più c'è margine di miglioramento. |
Re: La storia di uno che ce l'ha fatta
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Muttley è un privilegiato si vede |
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