![]() |
L’introversione e la vulnerabilità al trauma
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Qualora certi segnali di introversione estrema vengono ignorati o sminuiti nell'adolescenza esse quasi sicuramente vanno a sfociare in psicopatologie più o meno pesanti nell'età adulta.
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Quote:
E' inquietante come il 60% delle persone con disturbi sia introverso, quando questi sono appena il 10% della popolazione, ma questo già lo sapevo. |
Quote:
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Esatto la sensazione di faticare il doppio rispetto a chi viene naturale..
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Io sono stato estremamente introverso durante l'adolescenza, quasi a livelli di mutismo. Infatti a 20 anni è arrivata la diagnosi...
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Boh non so, quando persi i genitori non ricordo nemmeno se ero andato da uno psichiatra che mi “aiutasse”, va detto che in adolescenza feci talmente tanti casini :pensando:, ricordo l’assistente sociale ma non so se aveva la stessa funzione :nonso:
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Quote:
nonostante vari traumi non sono mai stata introversa, anzi. Durante l'adolescenza (pensandoci ora ) forse ero anche un po' arrogante , ma era più che altro una maschera. Chi mi conosceva sapeva che si trattava di un meccanismo di difesa. Il problema era che non riconoscevo per niente l'autorità o per lo meno quelli che non riconoscevo come figure che potessero ricoprire un ruolo pedagogico ed educativo. |
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Quote:
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Quote:
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Quote:
Io dicevo: "ma se si è fatto prima, perché non farlo anche ora?" Era logico esercitarsi in lockdown ogni volta che ce ne fosse bisogno. Tiravano fuori la scusa dell'economia che non avrebbe retto, oppure del complotto dei potenti contro la gente comune. La verità è che gli estroversi davano segni di intolleranza alla chiusura e i neurotrasmettitori del terrore erano assuefatti alle notizie. |
Il nesso causale per me è proprio nell'altra direzione. Persone che hanno sofferto molto il rapporto con figure importanti tenderanno a chiudersi e trovare più difficile provare piacere nell'interazione con gli altri
|
La domanda fondamentale allora diventa questa...
Si tratta di una malattia psicologica risolvibile con la terapia? Oppure parliamo di una condizione irreversibile, in quanto fisiologicamente parte del nostro essere, quindi inscindibile da noi stessi? Possiamo solo conviverci e forse, parzialmente, migliorare? Magra consolazione direi... Ma in fondo, a cosa serve torturarsi la mente per avere una risposta che comunque non cambierebbe la nostra esistenza, il nostro essere. Abbiamo solo due possibilità... accettare quello che siamo e condannarci ad una vita con poche soddisfazioni oppure tentare comunque di combattere la propria natura, fintantoché abbiamo la forza per farlo... |
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Per me chi nasce tondo non muore quadrato, meglio sviluppare le cose in cui si riesce decentemente magari grazie all'introversione.
Ma senza aspettarsi la luna Inviato dal mio moto g32 utilizzando Tapatalk |
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Quote:
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
L'introversione di base non è un vero problema.
Ovviamente non avrai i mega gruppi o tutte le uscite serali che ha un estroverso, ma ho conosciuto molte persone introverse nelle mia vita e tutte non avevano problemi nel socializzare, avevano sempre quei 2-3 amici su cui contare. Nel mio caso credo che la forte timidezza sia stata la condanna più grande, mai curata in età adolescenziale si è trasformata in fobia sociale per un grande lasso di tempo, fino ad oggi entrato pienamente nel disturbo evitante di personalità. Quindi di base sono d'accordo che le patologie colpiscono più facilmente gli introversi, ormai sono decine gli studi che lo confermano, ma la problematica che crea patologie più severe (a mio parere) è la timidezza. Lei blocca in tutto. L'introversione da sola non crea tutte queste problematiche. |
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Quote:
|
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Anche un mio parente è introverso però ha una vita soddisfacente e una posizione lavorativa di successo. Però, come mi ha detto lui stesso, vive sul filo del rasoio, è incline a periodi depressivi, pur non essendo un depresso conclamato. Mi disse infatti che è la discrepanza fra quello che vorrebbe lui (periodi di relax, contemplazione, hobby nerd) e le pressioni della società e della famiglia, alle quali non si può sottrarre, a creare in lui il disagio.
Io rispetto a lui da una parte sto meglio perché col tempo mi sono ritagliato una vita su misura per me, come un'abito fatto a mano, quindi sono più a mio agio di lui, però non ho le cose che ha lui. Vedete che questa introversione, in una società che spinge all'estroversione, è molto spesso causa di problemi. C'è anche però chi ci sta bene, ma bisogna essere molto abili, ascoltare se stessi e non cedere alle pressioni, riuscendo però comunque a districarsi nella jungla. vivere da estroverso è più facile, basta che segui la corrente. |
Re: L’introversione e la vulnerabilità al trauma
Riassumendo han creato un acquario perché le tartarughe d'acqua sono la maggior parte delle tartarughe e quelle di terra che sono una minoranza devono adattarsi e riconciliarsi altrimenti sviluppano dei problemi.
Capito. |
Tutti gli orari sono GMT +2. Attualmente sono le 01:01. |
Powered by vBulletin versione 3.8.8
Copyright ©: 2000 - 2025, Jelsoft Enterprises Ltd.