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L'altro lato della sedia a rotelle
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Senza dubbio non sono le disabilità o i problemi a fare di una persona un santo o a renderla illuminata.
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Re: L'altro lato della sedia a rotelle
io magari esagero ma -per me-, se sei stronzo, rompicoglioni, intrattabile, urlatore, ecc..non fa differenza se sei uomo, donna, nero, verde, lbgtq, handicappato, autistico, menomato ecc...sei sempre uno stronzo (e tutto il resto). Ed affanculo ti ci mando, perché non sono un badante, un prete o un martire.
Esiste, sempre per me, quella sottile linea che anche chi ha le peggiori disgrazie non si dovrebbe permettere di oltrepassare (lèggi "non ti è tutto dovuto" solo perché sei in tale condizione). Poi magari sono cinico e senza cuore io. Sicuramente non frequento/ evito situazioni del genere. |
Re: L'altro lato della sedia a rotelle
Credo che il tuo parente parla per invidia perché tu sei sano. Ti voglio fare capire che purtroppo queste persone sono frustrate perché non stanno bene e soffrono di complessi di inferiorità.
Purtroppo loro fanno una vitaccia ma anche per chi li assiste non è bello perché a volte un genitore deve fare questo a vita e anche in continuazione, compresa la notte e poi iniziano ad invecchiare anche loro e ad avere problemi fin quando muoiono e lasciano il parente da solo. Alla fine bisogna avere pazienza da entrambe le parti e fargli capire con delicatezza che nemmeno per te è facile. |
Re: L'altro lato della sedia a rotelle
la malattia incattivisce di solito, non so perché molti abbiano la convinzione che un disabile debba essere buono. è l'unico diritto che hanno quello di lagnarsi, oggettivamente, hanno un viaggio in prima classe nel mondo della lamentela e lo usano. e hanno ragione e diritto, nessuno dovrebbe obiettare nulla.
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Re: L'altro lato della sedia a rotelle
Ci sono passata.
E' un discorso lungo, bisogna anche tenere conto del tipo di malattie. In alcuni casi il "brutto carattere" (chiamiamolo così) è frutto di stress ed esasperazione. Paura. Perdere l'uso delle gambe, essere paralizzati è sicuramente difficilissimo. In altre situazioni certe uscite sono figlie del dolore fisico o di problemi collegati al cervello. Un ictus - ad esempio - può portare a grandi cambiamenti della personalità di una persona. Poi mettiamoci (a volte) l'età, la confidenza ed eccoci qui. Ovviamente esistono anche caratteri più spinosi di default, eh.. con o senza malattie. Però. Sono tutte situazioni altamente usuranti e frustranti. Cerca di portare pazienza, discutere è solitamente inutile o deleterio. Non si arriva da nessuna parte. E lo so, è complicato. Lo so bene.. però un malato agitato è ancora più difficile da gestire. Come te la cavi con l'inglese? Ti lascio un paio di link https://www.reddit.com/r/CaregiverSupport/ https://www.reddit.com/r/caregivers/ Sono due sottoforum di Reddit dedicati ai Caregiver. Ti consiglio di dargli un'occhiata, ti faranno sentire meno solo. Forza :consolare: |
Re: L'altro lato della sedia a rotelle
Mi dispiace, è una situazione difficile, potresti provare quando èin un momento di calma a cercare di fissare delle regole tra voi, e spiegargli il tuo punto di vista. Mgari se non ti fa esprimere, puoi metterle per iscritto. Mostra conunqhe sempre empatia, èin una condizione di totale mancanza di controllo e fare le cose esattamente come lui te le richiede gli da l'illusione di averle fatte lui, di avere il controllo.
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Re: L'altro lato della sedia a rotelle
Prendersi cura degli afflitti è un segno di civiltà e a volte un obbligo a seconda del grado di parentela. Se una persona è cattiva e ingestibile, anche se questa cattiveria è razionale e spiegabile attraverso patologie fisiche e psichiche non è obbligatorio provare simpatia per loro. Se uno non se la sente o non riesce a gestire una persona dal carattere difficile che comporta ripercussioni anche sulla tua salute psicofisica è perfettamente comprensibile voler evitare quella persona e nel limite del possibile non averci a che fare piuttosto che provare a cambiarla.
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Re: L'altro lato della sedia a rotelle
Io non so come farei probabilmente mi darei all'alcol e metterei tranquillanti a pioggia nel suo bicchiere.
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