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Ideali e delusione
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In passato il matrimonio era un'istituzione molto solida, ma aveva poco a che fare con l'amore. L'amore romantico spesso lo si ricercava al di fuori.
E sì, certi ideali sono copium per non fare i conti con una realtà troppo fredda e crudele. E forse vagheggiare di un passato pieno di significato e valori è tra questi. Ma io vedo nell'ideale anche del potenziale inespresso. In particolare non credo che la felicità di coppia e un amore solido e innocente siano speranze irrealistiche. Né che siano inutili gli ideali politici, se tutti ci adagiassimo nel "è sempre andata così tanto, io ho vissuto e la so lunga, fidatevi che le cose non cambiano" beh allora nessuno andrebbe da nessuna parte Comunque la realtà può andare contro le aspettative anche in positivo, e questo tende a succedere soprattutto a chi crede di averla già teorizzata bene la realtà |
Re: Ideali e delusione
L'ideale lo devi concepire come una sorta di "bersaglio" a cui mirare, per trasformare la realtà in cui ti trovi adesso in una realtà futura, più vicina anche solo di un infinitesimo ad esso.
Però non basta. Bisogna anche che i propri valori siano allineati agli ideali, e che le nostre azioni riecheggino tali valori. Altrimenti è facile scadere nel nichilismo, dove non conta più niente e dove abbiamo una facile scusa per accettare di non voler* prendere parte al processo di cambiamento della realtà. Ma se uno squalifica il concetto di ideale come una forma di coping, cosa ci rimane per orientarci nelle nostre azioni? Il problema di tutta questa libertà di cui godiamo è che le direzioni in cui possiamo agire sono potenzialmente infinite; alcune conducono verso l'ideale, ma molte altre possono anche peggiorare una realtà già brutta di per sé, indirizzandoci verso un "anti-ideale" in cui la realtà che ci circonda si trasforma in senso peggiorativo. Esempio banale: chi in depressione si mette a bere. Poi bisognerebbe discutere sulla distinzione tra ideali realistici e ideali fantastici/delusionali, ché puntare su un bersaglio in partenza irraggiungibile non può che produrre frustrazione e avvicinarci al nichilismo. Ma è argomento di un altro post. *oppure non esserne in grado. |
Re: Ideali e delusione
Magari puoi ricostruire un ideale di amore differente e maggiormente realistico.
Comunque, anche se da ogni crisi può nascere un'opportunità di cambiamento, sul momento la crisi è tragica e rade al suolo le convinzioni precedenti, quindi capisco il senso di difficoltà e scoramento. Ricostruire richiede tempo. |
Comunque non esiste solamente l'amore completamente idilliaco oppure il cinismo più nero. Molto più spesso sono due persone con le loro imperfezioni e difetti che comunque trovano il modo di volersi bene. E comunque questo è più bello secondo me rispetto all'amore idealizzato
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Re: Ideali e delusione
L'ideale è a volte qualcosa di completamente campato in aria, a volte un bisogno personale, una cosa che si desidera individualmente, avendo però paura di riconoscersi la libertà di desiderare. Alcuni, che non si sentono di dire "mi piace la giustizia" affermano "la giustizia è importante" (per chi?).
Questo per dire che non per forza gli ideali vanno frustrati e accantonati. Nell'amore romantico ci sono molti elementi realmente attraenti. Credo che esista realmente una forma di legame che "non muore", qualcosa di fuori dal tempo: non è un'invenzione dei poeti, ma un desiderio concreto e ambizioso. "Comincio a pensare che un ideale, sia politico, religioso o sentimentale come nel mio caso, è solo un tentativo di dare significato e magnificenza ad una vita reale che sembra patetica, spoglia, priva di significato." Su questo invece mi chiedo se non sei vittima di un gioco nefasto di cattive identificazioni. Se la tua vita è realmente patetica, spoglia e priva di significato (ma sei sicuro che sia così? alla tua età puoi progettare e fare un mucchio di cose, e già questo è abbastanza), desiderare, anche in forma di ideale, è una risposta forte, vitale e umana. "Solo un tentativo di dare significato"? E' una sacrosanta ricerca di significato, che va portata nella realtà. |
Re: Ideali e delusione
L'amore "che non muore", secondo me, è un'esperienza di reciproco riconoscimento profondo di ciò che si è. E' fuori dal tempo nel senso che, una volta fatta, nessuno può togliertela (finché non vieni meno tu).
E' forse un'idealizzazione (ma non ne sono troppo sicuro) nel senso che, da adulto, un riconoscimento di questo tipo puoi dartelo da solo, e tanto basta. Non hai davvero bisogno che te lo dia qualcun altro. E' comunque un'utopia bella diffusa, sotto sotto. |
Re: Ideali e delusione
Quote:
Sbagli a considerare quello che hai in mente (se non ho capito male) fusionale o simbiotico, è semplicemente un rapporto personale intenso. L'altra persona potrebbe trovare qualcun altro con cui esiste un'intesa migliore? Certo, ed è una delle cose che rende un rapporto prezioso: l'altra persona investe in te, individuo, non solo nelle tue caratteristiche. Non di soli desiderio e utilità è fatta una relazione. Infine non capisco perché tu senta la necessità di essere felice adesso. Hai un tuo mondo da costruire, le emozioni appropriate mi sembrano altre, la felicità (se sei bravo e/o hai fortuna) verrà poi. |
Re: Ideali e delusione
Quote:
Io vivo senza voglia di vivere (vivere ovviamente quel che credo sia la mia vita), anzi direi di provare sentimenti avversi contro la mia esistenza in relazione a quel che ho compreso sia la mia realtà. Non riesco a tornare a credere che certi ideali esistono ma la vita così com'è comunque mi disturba e disgusta, vado avanti per inerzia. Vorrei crederci davvero a certe cose, ma non riesco a farlo a comando, mi manca questa persuasione di fondo. |
Re: Ideali e delusione
Quote:
Comunque per me un'intesa profondissima non è necessariamente amore. Mi è capitato di sentire barlumi di quella intesa con carattere "fuori dal tempo" come diceva angus, è molto sorprendente quando succede perché hai quasi la sensazione di conoscere la persona da tantissimo tempo anche se non è vero. L'amore invece lo vedo più come un volersi bene più cosciente e meno fatale di così, scegliere ogni giorno di starsi vicini e volersi bene nonostante le barriere che possono esserci ogni tanto. Questo piuttosto che meravigliarsi dell'assenza di barriere ecco (anche se ovvio una base di intesa deve esserci). È che oltre al bisogno di trascendenza c'è anche quello di immanenza e a me pare il secondo più che il primo quello che in noi #fobici è frustrato e quando viene appagato è terapeutico |
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