![]() |
Accettare la solitudine
Secondo voi si può accettare la solitudine sul lungo periodo? Per me ci vuole una gran forza mentale, un carattere molto forte.
Vedo tante gente sposata che litigano continuamente ma stanno ancora insieme e vedo in loro la paura della solitudine. |
Re: Accettare la solitudine
Sarebbe bene non accettarla e combatterla, però quando vedi che non c'è niente da fare e qualsiasi tentativo..anche se all'inizio sembra funzionare ma poi va a vuoto.. alla fine la accetti.. e non ti pesa più come prima..diventa una cosa normale. Certo non è un percorso rapido e non è privo di insidie. Ti mancherà sempre qualcosa.. più che altro perché poi si tende ad idealizzare la compagnia.. ma per chi è sempre stato solitario di indole non è un dramma biblico.
Io se fossi sposato e litigassi sempre..dopo un po' mi lascerei anche a costo di rimanere totalmente solo. I litigi mi fanno più stress della solitudine assoluta. |
Re: Accettare la solitudine
Si può anche accettare la solitudine con un grande sforzo, a patto però di eccellere almeno in qualcosa tipo essere un genio, essere un campione, fare un lavoro che piace tantissimo oppure meglio ancora essere molto molto ricco. Se invece uno non ha nulla di tutto ciò e in più è completamente solo è davvero drammatica la situazione 😭
|
Re: Accettare la solitudine
Quote:
Cosa intendi per solitudine? Messa così sembra riguardare solo l'assenza di relazioni. |
Re: Accettare la solitudine
Quote:
|
Re: Accettare la solitudine
Dipende molto dal carattere, la maggior parte degli esseri umani sono estroversi e quindi non riescono a stare neanche 24h senza relazionarsi con altre persone, escono davvero pazzi. Una minoranza delle persone, invece, hanno caratteri più o meno introversi e quindi riescono a stare giornate, settimane, mesi, anni interi senza aver contatti con altre persone. Chiaramente io appartengo a quest'ultima categoria, sono sempre stato abitutato a stare da solo, non riesco a vedere alcun beneficio nell'avere dei contatti sociali con altre persone. Gli altri mi annoiano a morte con i loro soliti discorsi, inoltre trovo che quasi tutte le persone siano meschine e doppiogiochiste, quindi limito al massimo i contatti sociali. Per quanto riguarda il discorso che tutti si sposano, vanno a convivere, ecc ecc come ti ho detto prima sono poche le persone che riescono a stare da sole, la stragrande maggioranza ha una paura fottuta di rimanere single, sia per motivi sociali (chi resta single viene crititato da amici, conoscenti, parenti, ecc), sia per motivi biologici (è dura rimanere a vita senza avere rapporti sessuali, a meno che tu nn sia ricco o benestante che puoi permetterti di andare regolarmente ad escort).
|
Re: Accettare la solitudine
Quote:
Però esistono diversi tipi di solitudine. Puoi essere single ma al tempo stesso avere due amici, dei parenti. E via così.. per questo chiedevo :) |
Re: Accettare la solitudine
E' un concetto molto complesso. Ad esempio, molti pensatori e filosofi ritengono che tutti in realtà siamo soli da quando nasciamo a quando moriamo e che tutte le relazioni sono solo illusioni perché saremo e resteremo sempre da soli a combattere.
Per quel che mi riguarda, ho iniziato da tempo a farmene una ragione, anzi molto spesso quasi inconsciamente metto in atto comportamenti tali da restare da solo. Certo, i momenti di sconforto ed angoscianti ci sono non dico di no, ma credo che alla fine non si possa che accettare. |
Re: Accettare la solitudine
La solitudine assoluta, ovvero la totale assenza di interazioni umane, per me è quasi impossibile, ti porta dritto alla pazzia o all'alienazione totale. Bisogna avere un equilibrio mentale incredibile, tipo quelli che lasciano tutto per andare a vivere su isolotti dimenticati (abbiamo qualche caso anche in Italia).
Quella sentimentale invece è più tollerabile, sebbene tutti o quasi prima o poi la cerchino. Chi non la trova o non la vuole per vivere (o sopravvivere) ha bisogno di: - un carattere forte, non inteso come alpha (anzi spesso chi è spesso solo è tutto fuorché una persona decisa), ma inteso come resistente alla sofferenza o alla mancanza di qualcosa - interessi, passioni, o anche solo un lavoro che lo tenga occupato spesso e lo distragga magari dalla sua condizione. - denaro, legato comunque al punto 2 (per fare cose servono spesso soldi), e in generale dà una maggiore serenità perché il lato economico è sicuro. Ovviamente come assenza di relazioni sentimentali intendo proprio tutto, tranne al massimo il sesso mercenerio; quindi neanche storielle, trombamicizie o altro, solo sesso pay eventualmente (dove servono comunque soldi, quindi sempre punto 3) Io per esempio non ho nessuna intenzione di avere una storia, per diverse ragioni, però ho ancora la mia famiglia, ma quando non ci saranno più, e sarò completamente solo la penserò ancora così? Chissà. Comunque è chiaro che si va sempre più verso una società dove il vicino trovato morto 2 settimane dopo, solo perché iniziava a puzzare, potrebbe diventare sempre più la normalità. |
Re: Accettare la solitudine
Quote:
Ci tengo sempre a ricordare che io sono del 77. Sarebbe impensabile ragionare così per un 20enne o un 30enne. Inviato dal mio M2004J19C utilizzando Tapatalk |
Re: Accettare la solitudine
Quote:
Sì, però anche se sei ricco e affermato, e poi quando torni a casa non c'è nessuno ad aspettarti, nessuno con cui condividere le tue gioie o anche solo a cui raccontare la giornata, è triste... Poi ognuno la vive diversamente, però tendenzialmente è così. |
Re: Accettare la solitudine
Quote:
Inviato dal mio M2004J19C utilizzando Tapatalk |
Quote:
|
Re: Accettare la solitudine
Quote:
|
Re: Accettare la solitudine
Quote:
L'esempio dell'op però mi ha fatto pensare alla solitudine "amorosa". |
Re: Accettare la solitudine
Io credo che sia difficile dare una sola definizione, inequivoca, di solitudine. Ci si riferisce ad uno stato non solo oggettivo ma anche psicologico, quindi la risposta è, come spesso accade, "dipende".
Penso che la solitudine possa esserci anche non come stato assoluto generale, ma a seconda delle circostanze. Posso avere una relazione appagante, quindi sul lato affettivo avere ciò che fa stare bene, ma non avere amici, e quindi essere "solo" sul lato del divertimento e dello scambio intellettuale. Posso contestare una persona che si definisca sola perché non ha amici, ma ha una relazione, o una solida rete familiare? Se si definisce sola è perché, su quel lato, si sente tale. L'importante è consigliare la persona a relativizzare, e capire che sì, manca quella cosa, e la solitudine c'è, però magari c'è altro. |
Re: Accettare la solitudine
Quote:
To', è una definizione bellissima e concisa, e racchiude in sè il perché la solitudine lamentata da Tizio sia molto differente da quella lamentata da Caio, il perché Sempronio, pur conoscendo Tizio, non capisca bene il senso delle sue geremiadi, e il perché Eustachio si senta avvilito pur trascorrendo 25ore al giorno in mezzo ad altre persone. |
Re: Accettare la solitudine
Quote:
Poi certo, in alcuni casi non c'è altro. Purtroppo esistono persone completamente sole al mondo e posso solo immaginare il loro sconforto. Certo in qualche modo due contatti si possono sempre creare in particolare oggi con internet. Però dipende anche dall'età. Per un ragazzo è più facile ma per un anziano.. :nonso::( |
Re: Accettare la solitudine
Quote:
|
Re: Accettare la solitudine
Quote:
Una cosa non vale l'altra. Altrimenti, più che relativizzare, il rischio è di negare il bisogno, e ciò è ugualmente sbagliato. Se ho bisogno di mangiare verdura, non mi si può rispondere "in casa hai del pane", il pane non è verdura. Il paragone con l'alimentazione non è casuale, perché per stare bene serve (servirebbe), in dosi almeno minime, tutto. |
Tutti gli orari sono GMT +2. Attualmente sono le 01:33. |
Powered by vBulletin versione 3.8.8
Copyright ©: 2000 - 2025, Jelsoft Enterprises Ltd.