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Equilibrium 05-11-2020 00:29

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da syd_77 (Messaggio 2531508)
Ma secondo me la domanda da porsi è "si guarisce dall'ansia?" o meglio "si guarisce dall'ansia senza prendere dei potentissimi farmaci che ti riducono ad un vegetale?"

Perché credo che in fin dei conti il problema principe è l'ansia, nel caso del DEP è l'ansia anticipatoria, che è un mostro che veramente non si sa come cavolo si combatte, un male talmente pervasivo che a volte ti fa perdere anche la lucidità e la ragione.

Si, per la mia esperienza ti dico che si "guarisce" dall'ansia senza i farmaci, che poi guarire....l'ansia è anche naturale, il problema è che in certi casi è fuori parametro e fuori contesto.
L'ansia poi in definitiva è la paura di non avere il controllo e chi in genere ha paura di non avere il controllo è chi nel profondo non crede in se stesso e nelle sue capacità.

Non ho mai fatto uso di farmaci tranne 7 anni fa per 2 mesi con un blando wellbutrin, preso in accordo con lo psicoterapeuta psichiatra per motivi di umore basso ma anche per aiutarmi a smettere di fumare:sarcastico:

L'ansia ai tempi era gia quasi completamente rientrata a valori normali, tante che credo che il mio problema era maggiormente il fatto di non averla piu, privato dell'ansia e della troppa emotivita mi sentivo bello che morto:mrgreen:
L'ansia mi aveva accompagnato per cosi tanti anni che senza nulla sembrava avere manco senso.
Ma cmq per chi ha dubbi sulla diagnosi da fs e dep, il medico di allora me ne ha dato pure conferma, ovviamente basandosi sulla storia della mia vita ma anche perchè ad occhio si era accorto che avevo alcuni comportamenti classici di chi soffre di dep (come sfuggire allo sguardo ed evitare il guardare negli occhi). Ai tempi ancora ne soffrivo un pò.

Comunque sia da questi disturbi non si guarisce, ci si libera.

Kitsune 05-11-2020 07:51

Re: si guarisce dal DEP?
 
Io sono schizoide ma alla fine è un disturbo molto simile al DEP.
Io lo combatto.
Ho passato tanti anni a studiarlo per poterlo riconoscere e contrastare.
Analizzo sempre i miei pensieri e il mio comportamento con gli altri cercando di individuare le caratteristiche proprie del disturbo e sabotarle.
Seguire uno stile di vita dettato dal disturbo mi ha portato ad oggi ad avere una vita molto poco soddisfacente quindi è il caso di provare altro e vedere come va. Io non lo condanno del tutto proprio perché fa parte del mio essere, rinnegarlo aprirebbe un pesante conflitto interno. Penso che se ne sono affetto ci siano dei motivi, ci vado cauto cercando di cambiare e sabotarlo perché esiste la possibilità di incontrare problemi più gravi.
Quindi mi espongo, analizzo i miei pensieri, le mie attitudini, il mio istinto e se riconosco tratti del disturbo attuo compromessi, una via di mezzo.
Sono leggermente più instabile ma la mia vita è migliorata.

faria 05-11-2020 08:44

Re: si guarisce dal DEP?
 
paradossalmente penso che tra i vari "disturbi" di personalita (gli A-B-C per intendersi), sia il più facile da gestire.
questo perchè chi ce l'ha, soffre della sua situazione e mantiene un alta consapevolezza di se stesso.

questo non vuol dire che non possa creare problemi ancora più grossi (tipo fobie e depressione) o che sia facile superarlo. ad esempio penso che da soli è praticamente impossibile e serva non solo la prorpia forza di volontà (che a volte l'ansia fa mancare) ma anche un supporto sia professionale psichiatra, psicologho) che affettivo (famiglia, amici).

Masterplan92 05-11-2020 09:11

Re: si guarisce dal DEP?
 
Penso sia un tratto di personalità..e come la depressione si può arginare e gestire,non so se si possa guarire del tutto..

XL 05-11-2020 09:26

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da Equilibrium
L'ansia poi in definitiva è la paura di non avere il controllo e chi in genere ha paura di non avere il controllo è chi nel profondo non crede in se stesso e nelle sue capacità.

Ma non avere il controllo di una certa situazione, ad esempio il comportamento degli altri, è un tipo di controllo che io non saprei come acquisire.
Come faccio a convincermi nel profondo di avere potere nei confronti di certe cose se poi in concreto questo potere osservo che spesso non ce l'ho? :nonso:
Tu come la risolvi questa incongruenza?
Se mi racconto di essere sicuro di me e che sono bravo ma poi fallisco, vengo ignorato o rifiutato da certe persone spesso, alla fine poi concludo che sicuro e bravo non lo ero poi tanto.
Se non c'è incongruenza vuol dire che un certo potere osservi di averlo.
Questa convinzione per quanto possa essere profonda se non è sostenuta da una serie di fatti, per me, per come sono fatto, cade. Posso raccontarmi di essere un tipo che sa il fatto suo con l'altro sesso anche se riesco sempre a rimediare relazioni di merda? :interrogativo:
Come faccio a convincermi di avere il controllo nei confronti delle relazioni con l'altro sesso, ad esempio, se poi osservo che questo controllo non ce l'ho affatto?
Faccio queste domande perché non capisco come uno ne possa uscire senza sviluppare anche certe capacità effettive di controllo sociale in certi ambiti, non solo bisogna diventare capaci di esporsi, ma anche di esporsi e di non fallire tanto, altrimenti la cosa secondo me non funziona tanto.
Per questo secondo me alcune persone non migliorano, l'ansia della mancanza di controllo va di pari passo con un certo deficit in relazione a questo controllo, se non si sa metter mano al secondo problema il primo poi permane o si ripresenta secondo me.
Supporre che l'unico problema sia l'ansia in certe situazioni secondo me è l'errore fondamentale (l'ansia è una reazione non il problema). Si suppone implicitamente che tutti siano dotati per magia delle stesse caratteristiche, capacità e preferenze, ma in concreto non è così.
Se temi il rifiuto da parte di certi tipi di persone che vorresti frequentare, e sei ansioso per questo, come fai a proteggerti da questa cosa esponendoti?
Non puoi controllare le reazioni degli altri direttamente, lo puoi fare solo indirettamente rendendoti più seducente ed apprezzabile, ma fare cose del genere è molto complicato e dipende da un mucchio di fattori (che variano ampiamente da persona a persona) e non solo da una credenza errata nei confronti delle proprie capacità.
I sintomi di questi disturbi per me sono un tutt'uno con la persona, non si riesce a disgiungere la malattia (insieme di sintomi e manifestazioni comuni) dalle caratteristiche individuali, e non è così sicuro che si riescano a trovare e si sia capaci di potenziare le caratteristiche giuste di questo o quell'individuo per tirare fuori la persona specifica dalla palude.

Angus 05-11-2020 12:01

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da XL (Messaggio 2531559)
Ma non avere il controllo di una certa situazione, ad esempio il comportamento degli altri, è un tipo di controllo che io non saprei come acquisire.
Come faccio a convincermi nel profondo di avere potere nei confronti di certe cose se poi in concreto questo potere osservo che spesso non ce l'ho? :nonso:
Tu come la risolvi questa incongruenza?
Se mi racconto di essere sicuro di me e che sono bravo ma poi fallisco, vengo ignorato o rifiutato da certe persone spesso, alla fine poi concludo che sicuro e bravo non lo ero poi tanto.
Se non c'è incongruenza vuol dire che un certo potere osservi di averlo.
Questa convinzione per quanto possa essere profonda se non è sostenuta da una serie di fatti, per me, per come sono fatto, cade. Posso raccontarmi di essere un tipo che sa il fatto suo con l'altro sesso anche se riesco sempre a rimediare relazioni di merda? :interrogativo:
Come faccio a convincermi di avere il controllo nei confronti delle relazioni con l'altro sesso, ad esempio, se poi osservo che questo controllo non ce l'ho affatto?
Faccio queste domande perché non capisco come uno ne possa uscire senza sviluppare anche certe capacità effettive di controllo sociale in certi ambiti, non solo bisogna diventare capaci di esporsi, ma anche di esporsi e di non fallire tanto, altrimenti la cosa secondo me non funziona tanto.
Per questo secondo me alcune persone non migliorano, l'ansia della mancanza di controllo va di pari passo con un certo deficit in relazione a questo controllo, se non si sa metter mano al secondo problema il primo poi permane o si ripresenta secondo me.
Supporre che l'unico problema sia l'ansia in certe situazioni secondo me è l'errore fondamentale (l'ansia è una reazione non il problema). Si suppone implicitamente che tutti siano dotati per magia delle stesse caratteristiche, capacità e preferenze, ma in concreto non è così.
Se temi il rifiuto da parte di certi tipi di persone che vorresti frequentare, e sei ansioso per questo, come fai a proteggerti da questa cosa esponendoti?
Non puoi controllare le reazioni degli altri direttamente, lo puoi fare solo indirettamente rendendoti più seducente ed apprezzabile, ma fare cose del genere è molto complicato e dipende da un mucchio di fattori (che variano ampiamente da persona a persona) e non solo da una credenza errata nei confronti delle proprie capacità.
I sintomi di questi disturbi per me sono un tutt'uno con la persona, non si riesce a disgiungere la malattia (insieme di sintomi e manifestazioni comuni) dalle caratteristiche individuali, e non è così sicuro che si riescano a trovare e si sia capaci di potenziare le caratteristiche giuste di questo o quell'individuo per tirare fuori la persona specifica dalla palude.

Secondo me alla base di tutto c'è la difficoltà di sentirsi al pari degli altri (il che non significa ovviamente identici). Quando ci si sente degli alieni, le capacità relazionali (inclusa quelle di far valere i propri diritti, di affermarsi, di comunicare i nostri desideri) non possono venire espresse, e ci si trova dunque impotenti. Da cui l'ansia.
La credenza fondamentale non è "non sono capace". Questa è una copertura di altro. Le credenze rilevanti possono essere, ad esempio, "devo essere superiore", "devo essere inferiore", "devo essere sbagliato", "devo considerare sbagliati tutti gli altri".

Poi ovvio, un potere reale è comunque necessario, ma questo non lo nega nessuno.

claire 05-11-2020 13:53

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da Gendo (Messaggio 2531394)
nel senso che non se ne fa più un problema come prima, immagino.
un po' come accettare una disabilità.

No, ha molta meno ansia e affronta cose che prima non riusciva senza evitarle.
Non tutte e non sempre, infatti non dico sia guarito, ma migliorato nettamente sì.
Non posso scendere in dettagli troppo espliciti, ma per arrivare a questo ha intrapreso un percorso su più fronti: psicoterapia, farmaci, lavorare sul crearsi spazi di socialità, invalidità per entrare in cat protette e conseguentemente avere un lavoro protetto.

Posto che siamo tutti diversi, secondo me i fattori che hanno determinato il successo sono:
- potersi dedicare serenamente al lavoro su se stesso e concentrarsi su questo problema( se hai tante altre priorità e ti accadono cose su altri fronti che stoppano il percorso, è dura)
-scendere a compromessi ( senza dire no farmaci, no psicologa, no invalidità, non voglio provare esperienze, questo no l'altro no...la bacchetta magica non c'è).
-culo
- accettare quello che si raggiunge senza confrontarsi e senza pretendere troppo dalla vita, migliorare non vuol dire diventare Corona.

Keith 05-11-2020 14:34

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da Equilibrium (Messaggio 2531512)
L'ansia ai tempi era gia quasi completamente rientrata a valori normali, tante che credo che il mio problema era maggiormente il fatto di non averla piu, privato dell'ansia e della troppa emotivita mi sentivo bello che morto:mrgreen:

La vita senza ansia non è più vita :sarcastico:

XL 05-11-2020 17:33

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da Angus (Messaggio 2531602)
Secondo me alla base di tutto c'è la difficoltà di sentirsi al pari degli altri (il che non significa ovviamente identici).

E cosa significa sentirsi alla pari con qualcuno? :interrogativo:
Poter ottenere le stesse cose facendo le stesse cose?
Se è questa cosa qua, per me non si ha a che fare con un semplice sentirsi, il succo del mio discorso è questo.
Posso sentirmi alla pari, che so, di un rampollo reale in termini attrattivi? Io penso proprio di no, sarei matto se lo pensassi.
E non mi sento alla pari nemmeno col tizio che posta la foto e ottiene riscontri, ma non è un sentirmi così, constato che io adesso nel fare le stesse operazioni, scattare una foto e postarla, non ottengo gli stessi riscontri.
Non è che non mi sento alla pari, alla pari adesso non lo sono rispetto a queste persone qua.
Per questo poi evito di farle proprio cose del genere, e si attiva l'evitamento. Tu dici che il mio problema è che non mi sento alla pari con un tizio che fa certe cose e riesce e dovrei non evitare di tenere il comportamento di quest'altro tizio convincendomi di essere alla pari e di poter ottenere le stesse cose cercando di fare le stesse cose?
Per me è proprio qua che si annida l'errore.
Non è problematico non sentirsi alla pari, è problematico trovare una strategia adatta per riuscire ad ottenere le stesse cose proprio perché non si è affatto alla pari. Se fossi stato alla pari avrei potuto replicare la stessa strategia con successo.
Se ti senti alla pari in tutto con tutti quando vedi un puma crederai di saper correre velocemente come questo animale qua, ma è un grosso errore questo per me.
Non dico nemmeno che non si possa trovare questa strategia, ma è sempre un'incognita da determinare che potrebbe anche non esistere, non è che il problema è non sentirsi in un certo modo, il problema qua è trovare sistemi per raggiungere un certo livello di padronanza effettivamente.
Non è che se io adesso non so fare qualcosa grazie alla certezza che otterrò questo risultato poi lo ottengo, è sempre un tentativo, la certezza non c'è mai, se ti confronti con certi tizi mi pare evidente che non hai a che fare con dei tuoi pari, in termini di affermazione sociale, fisicamente, intellettualmente, e così via.
Non sentirsi alla pari per me non è nemmeno un problema, non vedo perché dovremmo sentirci così in relazione ad una serie di capacità, competenze, posizione sociale, nei confronti di tutti gli altri visto che poi oggettivamente non è così.
Presa coscienza della situazione bisogna poi trovare una strategia per vivere e ottenere quello di cui si ha bisogno, e non è facile. Non lo vedo come un semplice problema psicologico o magari psichiatrico che si risolve con i farmaci. Potrebbe anche essere irrisolvibile.

Angus 05-11-2020 18:05

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da XL (Messaggio 2531728)
E cosa significa sentirsi alla pari con qualcuno? :interrogativo:
Poter ottenere le stesse cose facendo le stesse cose?

No, significa riconoscere che sia tu che l'altro siete persone, mantenendo attiva la tua intelligenza emotiva. Ad esempio, non vergognandoti se puoi ottenere meno cose e non sentendoti orgoglioso se puoi farne di più.

Teach83 05-11-2020 18:47

Re: si guarisce dal DEP?
 
Dalle mie parti l'intelligenza emotiva latita... FILE NON TROVATO

SamueleMitomane 05-11-2020 19:47

Re: si guarisce dal DEP?
 
Manco fosse un morbo incurabile. Certo che puoi guarire, non hai un cancro al cervello, che sia difficile va da sé. Però se inizi a credere che sia impossibile o che al massimo bisogna "accettarlo" (che in realtà significa fingere di accettarlo), allora certo che diventa impossibile.

Alakazam 05-11-2020 20:22

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da syd_77 (Messaggio 2531508)
Ma secondo me la domanda da porsi è "si guarisce dall'ansia?" o meglio "si guarisce dall'ansia senza prendere dei potentissimi farmaci che ti riducono ad un vegetale?"

Perché credo che in fin dei conti il problema principe è l'ansia, nel caso del DEP è l'ansia anticipatoria, che è un mostro che veramente non si sa come cavolo si combatte, un male talmente pervasivo che a volte ti fa perdere anche la lucidità e la ragione.

L'ansia è un effetto, non la causa. Per questo usare l'ansiolitco non ti fa cambiare atteggiamento.

Keith 05-11-2020 21:57

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da Alakazam (Messaggio 2531815)
L'ansia è un effetto, non la causa. Per questo usare l'ansiolitco non ti fa cambiare atteggiamento.

E qual'è la causa, la bassa autostima? Se così fosse vale quanto detto da XL:

Quote:

Originariamente inviata da XL (Messaggio 2531728)
Se fossi stato alla pari avrei potuto replicare la stessa strategia con successo.

La mia autostima non può essere alta quando non riesco ad ottenere gli stessi risultati della media. Ma non solo non ottengo gli stessi risultati, ma ci sto anche lontano di tanto. Se è così posso avere un minimo di autostima dovuta ai minimi traguardi che ho raggiunto, che cmq sono minimi e quindi anche l'autostima e minima.
Se in campo sentimentale e sessuale sono lontano anni luce.. non da un attore di hollywood, ma di un semplice conoscente che non è nessuno.. allora ovvio che poi in quel campo mi sentirò fortemente deficitario e mi approccerò sempre come una persona "handicappata".

pure_truth2 06-11-2020 01:29

Quote:

Originariamente inviata da syd_77 (Messaggio 2531844)



La mia autostima non può essere alta quando non riesco ad ottenere gli stessi risultati della media.

L'autostima è ANCHE supportata dai risultati mondani,ma prima ancora è uno stato interno. E si chiama autostima non a caso.
Purtroppo molti di noi non hanno potuto elaborarne a sufficienza, vuoi per una educazione non corretta,o mancati incoraggiamenti,e poi dopo ancora magari bullismo hanno confermato questa convinzione di "non valere abbastanza".
Eventi che hanno minato ciò che di fatto era già,se c'era, moribondo.
E che hanno rafforzato la convinzione che "non sono come gli altri,e le prove lo dimostrano".
Da qui il circolo vizioso.
È evidente che i risultati non sono quelli della media (e che non sono, dunque,in molti campi come gli altri) ,ma c'è da considerare il perché non lo sono, innanzitutto (vedi sopra)
E vedendo il perché, capirò che molto probabilmente questo deficit non dipende direttamente da me,da un mio presunto handicap, perché se fossi stato cresciuto in maniera diversa,le cose sarebbero state a loro volta diverse.
E se anche fosse che invece si tratta proprio di un handicap mio congenito,ha senso pensare di valere meno?
Farò quel che mi è permesso dalle mie possibilità, senza con ciò considerarmi inferiore.

Ora, domandona, servono tutte queste consapevolezze,alla fine della fiera?

Probabilmente no, sicuramente non nell'immediato. Ne sono cosciente ma continuo a considerarmi "non adatto".

E allora come si risolve, questo annoso problema dell'autostima scarsa?

Non lo so esattamente, probabilmente con un percorso psicologico che,al pari con queste consapevolezze, spinga ad ottenere riscontri sul piano pratico,atti ad instaurare un circolo, questa volta, virtuoso.

Mai trovato uno abbastanza bravo da farmelo fare,per ora.

XL 06-11-2020 06:28

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da Angus (Messaggio 2531762)
No, significa riconoscere che sia tu che l'altro siete persone, mantenendo attiva la tua intelligenza emotiva. Ad esempio, non vergognandoti se puoi ottenere meno cose e non sentendoti orgoglioso se puoi farne di più.

Secondo me anche questi sono falsi problemi, non è che se io sento di non poter fare di più, perché mi stresso nel far certe cose, verrò accettato socialmente, anche se emotivamente accetto la cosa in privato questa cosa ha comunque ripercussioni sociali che potrebbero non starmi bene, e il problema permane.
Poi l'ottener meno cose non è solo un problema relativo ad un sentimento di vergogna slegato da tutto, ma alla propria soddisfazione.
Ad esempio il fatto che non riesca ad avere una persona dell'altro sesso che mi piaccia e con la quale poter fare certe cose non è che mi fa stare tanto male perché poi socialmente mi vergogno a non averla, ma perché è una cosa che io desidero, il senso di non accettazione ha a che fare con questo, e non con un sentimento irrazionale di non accettazione slegato da quel che vorrei io.
In casi del genere non è questo il problema, ci sono anche altre persone che possiedono ancora meno cose di noi. Certo è che vorrei stare ancora di meno al posto loro.
Puoi ragionare in termini privati se questa roba non incidesse sul resto, ma non è così in pratica.
Qua bisogna trovare un metodo per vivere in un modo che sia soddisfacente per noi, il vero problema è questo.
Secondo me non basta essere immune dalla vergogna di andare in giro in mutande (che un tizio che va in giro così lo conosco, e non fa una piega, ma non sta mica bene) a renderti capace di essere accettato in questa modalità qua dal consorzio sociale. Cose del genere possono farle magari certe persone che si trovano in particolari posizioni di potere riuscendo a lanciare una nuova moda, ma non certo il tizio spiantato che non si preoccupa minimamente di nulla.
Tu puoi anche non vergognarti ma se gli altri si vergognano per te non vorranno mica avere a che fare con te conciato così anche se tu da solo non provi assolutamente nulla.
Fosse per me, me ne andrei in giro volentieri come un barbone se potessi ottenere le stesse cose socialmente in questa modalità, ma mi pare che non posso farlo, anche se volessi ottenere un certo posto di lavoro dovrei preoccuparmi di andar là senza buste della spesa, vestito decentemente e così via.
Ma a me cosa fregherebbe di fare tutto questo lavoro se potessi ottenere tutto non preoccupandomi di nulla, della zip dei pantaloni aperta ad esempio?
Non so quante volte l'ho lasciata così e mi hanno rotto i coglioni sempre gli altri a far battute, io nemmeno me ne ero accorto, e poteva stare anche così che a me non creava mica noie prendere un po' d'aria, non è che me la sono fatta pesare da solo questa cosa, vorrei che fosse chiaro questo, invece qua si continuano costantemente a ripetere le stesse cose che non mi hanno mai davvero convinto.
Io per evitare tutte queste rotture di coglioni poi cerco di chiuderla la zip e di fare tutta una serie di altre cose che a me pesano, ma è indotta la cosa per evitare queste rotture di palle, non è che parte da me irrazionalmente tutto questo e divento io da solo ansioso nel dover controllare certe cose che generalmente faccio un po' fatica a controllare rispetto ad altri.
Alle altre persone non frega nulla di come mi sento e di quanto impegno e fatica ci metto nello stare attento a cose del genere, me la faranno pesare comunque questa cosa in termini di accettazione, relazioni e così via.
Se mi sento orgoglioso di essere riuscito a fare una cosa difficile per me ma che per il 99% delle persone è facile ed ostento questa cosa, non penso che questo rappresenti una forma di intelligenza emotiva perché per gli altri non ho fatto praticamente niente e non risulto intelligente in termini emotivi, se questo non lo capisco ostentando la cosa sono ancora più cretino.

Essere orgogliosi in termini privati è una cosa che non serve poi a darti più valore sociale secondo me, quindi poi il problema di fondo e di disadattamento rimane.

In certe situazioni io non riuscivo a fare di più e l'ho anche comunicato direttamente o indirettamente, ma il consorzio umano circostante mica l'ha compreso, parte sempre lo stesso discorso relativo alle "scuse" per non fare di più, se c'è questo scollamento tu puoi sentirti come ti pare, rimani disadattato.

Sai tu in privato di non riuscire a dare e fare di più mentre all'esterno vieni percepito come "lavativo", come una persona che può, che ha le risorse per gestire tutto agevolmente, ma non si sa poi perché non vuole, non vuole per fare un dispetto? :nonso:

Non si sa, poi bisogna inventarsi anche certi motivi fantasiosi per spiegare il tutto.

claire 06-11-2020 07:19

Re: si guarisce dal DEP?
 
Non è che devi ostentare, devi dare valore tu a quello che hai raggiunto,nei confronti di te stesso, se una cosa mi è costata tanto impegno e fatica e ce l'ho fatta, perchè non devo riconoscermelo e andarne fiera?
Gli altri non ti riconosceranno mai ,che so, che sei riuscito a guidare; ma se tu gli spieghi da dove parti e cos'hai fatto e dove sei arrivato, non possono che dirti ok, sei stato bravo.

XL 06-11-2020 07:32

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da claire (Messaggio 2531915)
Non è che devi ostentare, devi dare valore tu a quello che hai raggiunto,nei confronti di te stesso, se una cosa mi è costata tanto impegno e fatica e ce l'ho fatta, perchè non devo riconoscermelo e andarne fiera?
Gli altri non ti riconosceranno mai ,che so, che sei riuscito a guidare; ma se tu gli spieghi da dove parti e cos'hai fatto e dove sei arrivato, non possono che dirti ok, sei stato bravo.

Ma non è che una cosa del genere aggiunge valore sociale, è una cosa ritenuta normale insieme ad altre, magari il fatto che comunichi che per te è stato difficile già ti fa classificare come persona più problematica, non è una cosa che ti valorizza, è una cosa che ti affossa.
Io anche sapendo di fare il massimo, se non riesco ad ottenere poi certe cose, bene non starei comunque, non afferro discorsi del genere, anzi io mi sento ancora peggio così, faccio il massimo e poi ottengo poco in relazione alle mie aspettative.
Magari poi il problema non consiste nell'impiegare più risorse ma trovare un metodo per impiegarne addirittura di meno ma più fruttuoso, in genere per me sono cose del genere che potrebbero aiutare a vivere meglio.
Ma non è così scontato trovare cose del genere.
Sostenere che per disturbi che coinvolgono tutta l'esistenza di una persona (qua non si parla di ansia specifica, che so del tipo "ho paura di prendere l'aereo" o "ho paura dei ragni" ma di costrutti ben più radicati che sfumano in un continuo con tutto lo stile di vita e le capacità di una persona) esistono delle cure che quasi sicuramente funzionano, è sostenere qualcosa di falso dal mio punto di vista.
A migliorare si può migliorare, direi che in certe cose sono migliorato anche io, ma penso che ci siano pochi casi in cui una ne persona arriva a vivere davvero molto meglio.

Ma comunque alla fine sono d'accordo anche con quel che hai scritto tu prima, le cose che hai suggerito le trovo valide e non irrealistiche.

Keith 06-11-2020 07:49

Re: si guarisce dal DEP?
 
Quote:

Originariamente inviata da pure_truth2 (Messaggio 2531899)

Secondo me così non se ne esce.
Con me i vari psicologi, seppur in modo indiretto e velato, sono stati abbastanza chiari nella condotta da tenere: fare le cose con cautela, non esagerare a spingersi troppo in là.

Alla fine o uno scende a patti con se stesso tenendo conto di essere in una situazione di handicap, nel mio caso anche fisico poiché oltre alla non-attraenza che già di per se è un problema c'è anche un lieve handicap motorio. Tenere conto di queste cose, partire da qui e riparametrare la vita su questi dati, che ovviamente non sarà mai una vita come quella di una persona media, ma sarà una vita diversa. Per me questo è stato ed è piuttosto deprimente, ma lo è ancora di più far finta di niente cercando di mettersi alla pari con chi dalla vita è stato più fortunato.

Black_Hole_Sun 06-11-2020 08:34

Re: si guarisce dal DEP?
 
Alla pari con certi modelli affermati e di successo non lo saremo mai. Ci vogliono far credere che è colpa nostra, che siamo stati pigri e non ci siamo impegnati, che non abbiamo fatto nulla per migliorare.
La verità è che tutti cercano una vita migliore, è nella nostra natura. Ma la natura è crudele e non da a tutti i mezzi per farlo altrimenti non ci sarebbero bambini che muoiono di leucemia e persone che vivono fino a 100 anni, con la salute mentale è la stessa cosa, certi handicap te li porti dietro dalla nascita e per quanto ti puoi sbattere sarei sempre 10 passi indietro e vivrai per patire le pene dell'inferno. Se poi ci si mettono i vari "so tutto io" che invece di darti sostegno ti cazziano e ti dicono che un pigro buono a nulla vivi nel senso di colpa fino a quando non desideri solo la morte. Purtroppo i genitori seppure in buona fede sono i primi carnefici in questo senso. Soprattutto i padri verso i figli maschi che non accettano la loro diversità e inferiorità rispetto alla massa.


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