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Siamo burattini della società, siamo infelici
Perché se uno è grasso deve sentirsi sbagliato? Perché se uno è introverso deve sentirsi sbagliato? Perché se non hai le Adidas allora sei sfigato e fuori moda? Perché se non hai la macchina nuova, o peggio ancora non hai la macchina sei un mezz'uomo? Perché se non sei come quelli in televisione ti devi sentire inferiore? Perché se non hai un bel viso allora hai il diritto di essere schifato? Perché se non ti piace il tuo lavoro lo devi fare comunque? Perché se non ridi e scherzi - interagisci con la gente allora hai dei problemi? Perché se non ti piace la discoteca e i locali allora sei un disadattato e asociale? ecc ecc ecc
Perché siamo burattini in pugno al sistema, e se non rispettiamo uno qualsiasi dei suoi migliaia di requisiti allora rischiamo di essere infelici, depressi, tristi, fuori posto, incompresi, suicidi. La società ci plasma e ci modella tutti quanti, ci fa passare per un canale unico, ci vuole fatti con lo stampino, vuole che facciamo quello che dice lei, che abbiamo vite tutte UGUALI. Non vi sembra di vivere vite già vissute da milioni di altre persone? A me si cazzo. E la cosa mi da fastidio. Va a scuola , trovati un lavoro, sposati, fai dei figli, segui la moda, comportati normalmente, guarda la tv, risparmia per quando sarai vecchio. Delle volte sono quasi felice di essere un disadattato, sono quasi felice del fatto che non troverò un partner, che non mi sposerò e che non avrò figli,sono felice di avere mille difficoltà nel relazionarmi con il mondo e le persone, e di avere diversi complessi mentali, così almeno potrò dire di aver avuto una vita leggermente diversa dalla massa. Secondo me bisogna cercare di nuotare controcorrente, staccarsi dal gruppo di pesci e fare il cazzò che si vuole, fregarsene della gente, di come ti vuole la società, fregarsene se si è soli o se si è fobici sociali, iniziare a seguire il cuore, ascoltare se stessi e buttare la televisione dalla finestra. Più facile a dirsi che a farsi direte voi, specialmente in un meccanismo sociale ben regolamentato come quello di oggi, dove si è costretti a vivere in una prigione senza sbarre. Difficile, ma ne vale davvero la pena. |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
Penso che questo tuo ragionamento sia sensato fino ad un certo punto,se viene usato come scusa per non affrontare le cose che ci fanno paura è contro producente.
Puoi scegliere di andare contro corrente,ma prima vivici nella corrente,capiscila,amala e solo dopo potrai odiarla. |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
Per fortuna o per sfortuna io sono tutto il contrario di quello che vorrebbe la società.
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Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
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Diversamente si aprono le porte per giustificare l'attribuzione delle colpe sempre e comunque all'esterno di noi, e questo modo di ragionare genera mostri (la xenofobia in primis ma anche altre cose). |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
@JericoRose Si alla fine credo che sia questa la chiave. Crei un tuo mondo all'interno del mondo, probabilmente è la soluzione più giusta.
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Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
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A certa gente va bene così e sono contenti così, altri proprio non riescono neanche a ragionarci sopra e sono come "burattini" senza personalità, che non prendono neanche in considerazione che uno possa fare qualcosa che va "controcorrente", danno per scontato che i comportamenti e le abitudini siano tutti "standardizzati" e che non si possa/debba uscire dai binari. |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
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Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
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Fai 3000 compromessi per farti squillare il telefono di più e per avere la sensazione di fare le cose in modo giusto , giusto la sensazione . |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
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Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
Il discorso di JericoRose è giustissimo ma invece per chi ha problemi psichici o altro può essere così esatto?
La società è poi così "buona"? Esempio; Un datore di lavoro per la sua azienda chi assumerebbe un giovane bello, forte e sano oppure un disabile mentale? Chi assumerebbe poi un ventenne o un quarantenne? Siamo così buoni e giusti verso i poveri e gli emigrati? Non calpestiamo mai i diritti di nessuno? I soldi non danno mai la precedenza? Mah :pensando: |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
Questa cosa mi pesava da ragazzina, tipo inizio medie, perché già da tempo avevo avuto modo di inquadrarmi (e squadrarmi rispetto all'area in cui veniamo circoscritti) ed avevo capito che avrei avuto davvero poco da condividere con gli altri.
A mio padre, a cui devo parte della mia ''maturità'' precoce, mi sono rivolta contro diverse volte all'epoca, dicendogli ''perché non m'hai fatto come tutti gli altri?''. Già verso il secondo/terzo anno d'elementari mi trascinava in discussioni di matrice filosofica e politica, il che ha fomentato una curiosità abbastanza vivida di base, perciò inutile dire che per me era tutto potenzialmente interessante... ma per i miei coetanei no. Al che mi sentivo ancora più incompresa, reclusa dentro ad una dimensione invalicabile, con gli altri di fronte, che mi credevano vanitosa e saputella perché mi confrontavo con le maestre anche su argomenti extrascolastici. Avevo solo bisogno di scaricare certi ''fardelli'' acquisiti con qualcuno e certo un altro bambino di sette/otto anni non ne sarebbe stato entusiasta. Mi facevo una colpa e gliela facevo a mio padre. Questo perché soffrivo del fatto di non riuscire ad integrarmi, di non sentirmi mai parte di nulla anche se numericamente ne facevo parte. Poi crescendo ho scoperto quante cose chi, a parità d'età ma non d'impostazione, si perdeva per strada senza neanche rendersene conto. Musica, arte, libri, concetti, spunti, idee, la natura stessa... insomma, quanto è vasto tutto? Ed io sono una dei fortunati a poterne gioire, ad avere consapevolezza di quanto altro ci sia oltre Uomini e Donne, lo shopping in centro, lo stupidphone nuovo (che di nuovo ha solo il design)... Io sono un burattino come tutti gli altri, questo è chiaro, ma credo di essere sostenuta da molti meno fili, il che già mi consola. Prima o poi spero di tagliarli tutti, ma nel frattempo ringrazio il burattinaio per avermi chiesto palesemente di allontanarmi dai modelli che propone, sbattendomi in faccia tutto il trash possibile ed immaginabile. |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
La società pone delle etichette a chi non si adegua o non è conforme alla massa.
Ognuno non deve essere pecora e seguire il gregge, ovviamente non bisogna emarginarsi ma stare a fianco della corrente. |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
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Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
Mah, dipende... non è che ho scelto io di non tr**bare. Una cosa è non volere adattarsi alla massa (e allora ci sto), un'altra cosa è non potere (e allora mi sembra molto meno allettante come prospettiva).
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Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
Anche io a volte sono "felice" di essere diversa, ma di fatto questo non rientrare nei canoni della società porta, nella pratica, solo quasi a solitudine o comunque a conseguenze negative per la vita quotidiana.
è un dilemma senza soluzione. |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
Alla fine non si sa come uscirne. Il mondo ti dice (ma non mi riferirei solo alla società, il discorso è molto più generale) "se vuoi questo e quest'altro devi riuscire ad essere questo e quest'altro" e da questa legge non ne usciamo mai.
"Noi rassomigliamo agli elefanti catturati, che per molti giorni orribilmente strepitano e lottano, finchè non vedono che ciò è inutile, e allora, improvvisamente ammansiti, offrono il collo al giogo, domati per sempre." Alla fine queste sono le strade aperte, è penoso tutto, per me lo è, ma così stanno le cose, così sono posizionate. Se sei grasso ci saranno conseguenze, se sei timido ci saranno conseguenze, se sei brutto ci saranno conseguenze, se sei disoccupato o hai un'entrata economica poco adeguata ci saranno conseguenze, se hai pochi amici e i pochi che hai sono disadattati ci saranno conseguenze, se non sfoggi sempre un sorriso da caimano ci saranno conseguenze. Bisogna cercare di non essere così e in certi modi eliminando la maggior parte di questi fattori o ci saranno conseguenze... negative in genere, sotto diversi aspetti. Se poi vivi male nel cercare di esser così, sono problemi tuoi, puoi scegliere benissimo di esser diverso, ma dovrai accettare poi tutte le conseguenze, son sempre problemi tuoi. La società o il mondo non è che ti dice e racconta soltanto queste cose e queste storie, se stessero così le cose staremmo a posto. Se ti dicono che gli asini volano e non se n'è mai visto uno volare non penso che la cosa risulterà tanto convincente, no queste cose te le mostra e dimostra chiaramente tutti i giorni. Puoi vivere benissimo sotto ai ponti, senza partner e senza un mucchio di altre cose, io penso che nessuno ti costringe a fare mai nulla, anche quando ti puntano una pistola contro e ti intimano di far qualcosa sei liberissimo di scegliere di non farla (ci sono eroi che vanno felicemente incontro alla morte), ma anche qua poi ti dovrebbe star bene questa conseguenza. Certo si può vivere diversamente, ma si vivrà soltanto in certi modi che magari comunque si detestano (perché comporteranno certe limitazioni localmente correlate) e allora sinceramente non so più bene la risposta corretta quale dovrebbe essere. A trovare compromessi soddisfacenti non è detto che si trovino. Ci vorrebbe un mondo diverso e su misura per ogni individuo, ma il mondo è quello che è e ci si accomoda tutti sempre in funzione dello spazio che c'è e che si riesce effettivamente ad occupare, o ci vivi dentro così o te ne vai, questo è tutto. Ti raccontano la stessa ed identica storia anche le persone che dicono a parole di volerti aiutare. Ecco il solito discorso... Eh non vuoi o sai integrarti in certi modi? Puoi vivere benissimo come quei barboni là giù col cane, vedi come son sorridenti e felici? C'è un mucchio di gente a questo mondo che vive benissimo senza dover esser fatta in certi modi. Sì va bene, ma se io non volessi vivere come un barbone, senza dovermi integrare nei soliti modi, il problema come lo risolvo? :nonso: Anche lavorare in tal senso non è necessario. In ogni caso devo adattarmi a qualcosa che non ho scelto. C'è chi ci vive bene dentro e riesce a farsi spazio e chi ci vive male e finisce col soffocare (gli attacchi di panico e di ansia in cui non si riesce a respirare più secondo voi metaforicamente cosa rappresentano?). Non credo proprio che viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma il mondo è quello che è e in questo dobbiamo vivere. |
Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
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Re: Siamo burattini della società, siamo infelici
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