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Una frase su cui riflettere
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Sono arrivato alla conclusione che secondo me ha ragione. Che ne pensate? |
Re: Una frase su cui riflettere
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Sono imbecille e destinato a soffrire...e sia!
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è esattamente questo il problema...siamo NOI il problema! ci stiamo troppo male, ci teniamo troppo, ci buttiamo a capofitto nei sentimenti, senza pensare a frenarci un pò...se solo sapessimo vivere le cose con più distacco, con più tanqu8llità, il no di una ragazza sarebbe visto semplcemente come un no, e non come la fine della nostra vita e delle nostre speranze...sto cominciando a credere che la sensibilità nn sia un pregio, ma un difetto....vorrei essere uno stronzo.
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baudelaire diceva anche "per me l amore è solo un materasso d aghi
fatto per dar da bere a crudeli puttane" :wink: |
Re: Una frase su cui riflettere
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Mi ricordo com'ero fino a qualche anno fa e mi ricordo che la tristezza era un concetto ben lungi da me. Invece oggi mi rendo conto che i momenti in cui mi immergo nei miei pensieri sono i momenti + neri. Non pensare fa bene. Prendi un ragazzo che tutta la settimana pensa solo al sabato sera e a che tipa si farà quella notte (senza metter ein mezzo il cuore, la calma, la sensibilità...ma per soddisfare semplicemente i propri istinti)... è difficile che soffra. Io lo sento su me stesso. C'è il giorno in cui riesco a prendere tutto con distacco e freddezza (anche le cose peggiori) ed essere estroverso e lascio libera la mente in modo che le parole e le battute possano crearsi da sole e mi sento felice, al massimo indifferente (sofferente solo se inizio a pensarci). C'è il momento in cui decido di giocare a carte scoperte tirando fuori il mio lato sensibile,timido, quello che su ogni parola e azione si sofferma quasi secoli: se va male qualcosa (di detto o fatto) inizi a sentirti male e farti tante domande in sequenza. |
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Forse noi confondiamo troppo il distacco con il menefreghismo che ne è l'estrema conseguenza. Il primo non è dannoso anzi.. comincio a preferirlo alla sensibilità, che non vuol dire ferire il prossimo ma fare in modo che il prossimo non ci ferisca. Col distacco iniziale nessuno dei due soffre, se poi le cose vanno avanti allora diventa necessario lasciare posto alla sensibilità perchè allora si che si diventa menefreghisti! Mi piacerebbe ora mettere in pratica queste cose ma tra il dire e il fare :? |
Bhè penso che la parola "imbecille" va intesa alla luce di quanto comanda la società moderna...ossia chi troppo pensa e chi poco agisce inevitabilmente è destinato ad essere tagliato fuori da tutta la bellezza che la vita puo' offrire...ma io come persona, voglio ancora credere che si, chi è dotato di tale "imbecillità" fatica più degli altri a guadagnarsi il proprio angolo di paradiso, ma una volta conquistato lo apprezza e ne gode come nessuno mai...del resto sarà una frase fatta, ma chi soffre da morire, gioisce con la stessa intensità.
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ha ragione concordo pienamente
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Re: Una frase su cui riflettere
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La sottigliezza è questa: lo stato mentale che l'autore di questa frase propone non è uno stato di menefreghismo o indifferenza, affatto! Probabilmente l'autore intende dire che sul piano individuale sì, si possono fare tutte le riflessioni serie sull'anima (cioè sulla dimensione morale dei sentimenti), però, quando si interagisce con gli altri (cioè quando si passa dal piano individuale al piano sociale), bisogna abbandonare questi pensieri e recitare una parte che è vera, ma non del tutto. E' in quel "non del tutto" che sta quel senso di demenzialità, di ipocrisia, che disturba le persone sensibili quando osservano il comportamento dell'essere umano, quel "non del tutto" è la nota stonata che disturba il nostro naturale impulso alla fratellanza, al senso di appartenenza sociale agli altri uomini. Forse questa pulsione all'ipocrisia è una necessità sociologica, forse è un epifenomeno sociologico che serve a mantenere certe condizioni di equilibrio sociale, o forse è semplicemente un comportamento casuale, causato dalla pigrizia intellettuale individuale, o da una debole coscienza etica-sociale. In ogni caso questo è l'essere umano, e dobbiamo fare il modo che quel "non del tutto" non ci disturbi, trovare un punto di osservazione in cui quel "non del tutto" non ci faccia troppo male. |
Re: Una frase su cui riflettere
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ci sto provando a diventare un mostro, ma ci vuole tempo |
Re: Una frase su cui riflettere
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Re: Una frase su cui riflettere
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beh, prendiamolo come un complimento, allora. abbiamo i nostri problemi ma siamo intelligenti (più della media) e sensibili. e però le persone superficiali vivono meglio, hanno meno rughe e non soffrono di gastrite o attacchi di panico. :roll: |
Re: Una frase su cui riflettere
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Quello studio invece non ti dice: nell'insieme delle persone che soffrono di depressione ecc., la probabilità di avere un quoziente di intelligenza alto e spiccata sensibilità è ''alta''. Non ti dice neanche: c'è una forte correlazione tra depressione e quoziente di intelligenza ecc. Mi spiace, ma purtroppo essere depressi non vuol dire aver più probabilità di essere intelligenti/sensibili, non vuol dire un cazzo. Chiunque (statisticamente parlando) può essere depresso: tanto un genio quanto in imbecille (e tutte le vie di mezzo). |
Re: Una frase su cui riflettere
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Io credo che sia collegato al fatto che chi è più intelligente e sensibile (o si fa tante seghe mentali fate voi :P) tende a prendere la vita troppo sul serio, senza un pò di sana leggerezza: eccoci di nuovo a Baudelaire. Anche porsi interrogativi che portano a risposte che non si vorrebbero sentire può portare alla depressione :? [SQUALLIDA_MARCHETTA mode ON] Ho scritto due giorni fa una riflessione simile sul mio blog [SQUALLIDA_MARCHETTA mode OFF] :P |
Re: Una frase su cui riflettere
[quote="Who_by_fire_2"]
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E tra i depressi la probabilità di essere intelligente è di 2/3, più della metà come nella totalità della popolazione. Tra i non depressi la probabilità di essere intelligenti invece è di 2/5, un po' meno del 50% |
evvai! essendo una persona ke nn soffre di depressione sono stupido!
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Re: Una frase su cui riflettere
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Per esempio, può cogliere il ricatto morale degli uomini che gli impongono di non prendere le cose sul serio altrimenti lo emarginano, e quindi deve per forza adattarsi. Comunque se questo porta a depressione il soggetto, secondo me, non è abbastanza intelligente, perchè l'intelligenza fa intuire anche come correggere la tendenza alla depressione. E poi la depressione è data dalla convinzione scettica che non ci sia possibilità di uscirne, quindi, se non denota mancanza di intelligenza, almeno denota mancanza di volontà di servirsi dell'intelligenza |
Re: Una frase su cui riflettere
[quote]Uahlim ha scritto:
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Chiamiamo I=intelligenti, D=depressi, A=intelligenti e depressi=intersezione tra I e D, S=stupidi=complementare di I, B=stupidi depressi=intersezione tra S e D. E chiamiamo |I|, |D|, |S|, ecc. la quantità di individui in I,D,S ecc. Allora: 1) Chi ti dice che gli ''intelligenti'' siano il 50% del campione? (perché dovrebbe essere |I|/|S|=1 ?) 2) Anche se lo fossero, il fatto che |A|/|I|>(1/2) (''chi è intelligente ha alta probabilità di essere depresso'') non implica che |A|/|D|>(1/2) (''chi è depresso abbia molte probabilità di essere intelligente'').Per quanto ne sappiamo dai dati forniti, potrebbe benissimo essere B=S !! Insomma: ''la maggioranza degli intelligenti sono depressi'' non implica ''la maggioranza dei depressi sono intelligenti''. :wink: |
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