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Solitudine sorella, solitudine nemica.
Ho uno strano modo di rapportarmi alla soltudine.
La cerco e la schifo, mi compiaccio dell'idea dei miei spazi e quando li raggiungo sento il peso della solitudine. E' tutta la vita che funziona così e ho notato di avere un carattere particolare: apprezzabile ma anonimo. Nessuno ha interesse nel vedermi, nel cercarmi. Se usciamo mi apprezzano e parliamo però emano distacco. E mi ritrovo sempre solo, in qualche modo. Da quando è iniziata l'estate non sono ancora quasi uscito di casa per piacere. La cosa mi piace e mi fa schifo. Gli occhi pulsano e fanno male ma non trovo altro da fare che stare al PC. E non so mi annoio e so che c'è chi invidierebbe una situazione simile e forse dovrei esser grato che i miei problemi siano solo questi ma ma non so Vorrei rompere questa ciclicità di eventi. (e mi rendo conto non si capisca nulla. io non capisco nulla) |
Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
Sono come te!
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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La solitudine è il risultato dei tuoi comportamenti (cioè ciò che si dice e ciò che si fa). Razionalmente sai che ti danneggiano, ma poi attivi comportamenti "di protezione", quelli che ti riportano a un relativo stato di quiete, a un minimo di equilibrio, anche se instabile, che ti tiene a distanza dall'ansia e dai disagi sociali. L'emozione prende il sopravvento. Comportamenti di protezione che sono diventati una routine, un'abitudine, e infine, vengono in automatico. Probabilmente, il cambiamento, per certi versi, un po' ti spaventa: "e se ci provo e fallisco?", "e se non funziona?", "ma dove mi porta?!", "e se non ne sono capace?", "ho una storia lunga di solitudine, ansia, timidezza, cosa vuoi che facciano questi tentativi?". La resistenza al cambiamento diventa forte, ma non t'accorgi di questa resistenza, perché questi pensieri negativi, oramai, sono automatici, vengono da sé, autonomamente. Sfuggono alla tua capacità di analizzare la loro struttura logica, la tua attenzione non si concentra su questo, ma solo sull'esistenza del problema nella sua evidenza finale. I comportamenti di protezione hanno dei vantaggi, è per questo che sono vincenti. Solo che questi vantaggi alimentano proprio la permanenza di quelle condizioni che si vorrebbero abolire. In fondo, per evitare una sofferenza, scegli la sofferenza :pensando: |
Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
Condivido pienamente quello scritto nel post..Guardo con invidia relazioni umane che mi sembrano così naturali e spontanee..Mia piacerebbe veramente tanto essere capace di comportarmi allo stesso modo. Avere il desiderio di chiamare qualcuno per vederlo, per sentirlo o magari andarlo a trovare...oppure viceversa, essere cercato, ricevere visite o chiamate...
Ma è più forte di me..Vivo in un limbo, sto bene nella mia solitudine estrema che però allo stesso tempo mi pesa tanttissimo..Mi sembra di stare fermo sempre allo stesso punto senza evolvere..senza imparare e stare bene.. L'indecisione tra razionale e irrazionale crea uno stato di immobilità pesanete e deleteria! |
Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
Mi piace la solitudine,allo stesso tempo soffro di solitudine,le rare volte che mi capita di uscire in compagnia,inizia il malessere il disagio,mi chiedo che ci faccio tra la gente non ho niente da raccontare,mi ammutolisco,faccio quelle risatine di circostanza e mi odio perchè sono proprio patetica,mi guardano e sanno che sono senza amici senza vita sociale e ogni volta penso, non usciro'piu' se devo sentirmi a disagio ma l'alternativa qual'è ?Ho la sensazione che non usciro'mai da questo circolo vizioso!
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
Non c'è bisogno di troppe parole: semplicemente il giorno che decidi di provare a vederti con qualcuno....provi a contattarlo o a scrivere per un incontro. Poi le difficoltà ci sono: io stesso la prima volta che mi dovevo vedere con 2 utenti del forum (mal consigliato da una persona), la mattina stessa ho chiamato una di loro per rinunciare. C è da dire anche che però avevo un interesse che mi ha portato ad andare fuori dalla mia città...perché all'inizio non ci sarei andato solo per vedermi con altri utenti del forum. Cmq il giorno che si decide di provare veramente è quello in cui si smette di cercare improbabili scuse per non andare.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
ho letto tutti i commenti... mi permetto di aggiungere che il giudizio degli altri purtroppo influisce molto su queste dinamiche sociali e comportamentali.
io ad esempio mi isolo perchè so che la gente, sooprattutto alla mia età, sapendo la situazione in cui vivo mi giudicherebbe a priori senza sapere... momentaneamente disoccupata, senza figli, senza un compagno, senza interessi reali e pratici...senza un bel niente. la conoscenza durerebbe poco perchè le persone che non soffrono di questi disagi non riescono a capire quanto invalidanti possano essere. cmq penso di aver detto cose abbastanza scontate e banali ma non riesco a dormire come sovente mi capita quindi mi andava di scrivere qualcosa |
Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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contrastare gli elementi antisociali. Altrimenti non esiste societa' umana. La societa' cambia, percio' mutano le caratteristiche antisociali dell'individuo. Alcune restano nella top list, altre cambiano posizione in graduatoria. La solitudine quando vissuta per evitare situazioni di sofferenza, ti isola dalla societa' e fa soffrire perche' diventi disfunzionale anche a te stesso. La mancanza di relazioni sessuali e' nella top list perche' estingue gli umani. Restare soli in casa quale meccanismo di protezione, nega aiuto e partecipazione alla vita altrui. Se tutti fossero isolati ed indifferenti, presto o tardi tutti incrocerebbero un evento che da soli non si riesce ad affrontare, e la propria esistenza degrada. L'isolamento dell'individuo nelle societa' industriali avanzate, e' meno grave per la sopravvivenza individuale; perche' capitalizzano tutto con con la delega ad altri soggetti dei propri obblighi sociali. Ma e' grave lo stesso per la societa'. I disturbi antisociali secondo me non non derivano solo dall'essere timidi o introversi, potendo essere antisociali anche i comportamenti di un estroverso. Quindi moralmente e praticamente per le suddette ragioni, e' giusto che esitano le fasce di confine della sofferenza perche' servono a a mantenere in vita la societa'; mettono in guardia dai pericoli. |
Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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Poi sarà stato, anche vero, per la carità......infatti ricordo quando ho detto a una persona della mia famiglia che mi sarei incontrato con degli utenti del forum, apriti cielo.....ho dovuto insistere e quasi stavo per seguire il suggerimento di questa persona (a 38 anni, non a 20 tanto per dare l'idea). Dopo che però i miei familiari si sono resi conto che sono sufficientemente affidabile, e, che non mi vado a cacciare nei guai, non mi dicono più nulla quando vado fuori regione per conto mio o con altre persone (e vorrei un po' vedere se non fosse così). Quindi sarà vero che gli insegnamenti negativi dei familiari condizionano in negativo e limitano la propria libertà d'azione.....però non devono diventare un pretesto e una giustificazione per non fare nulla....a un certo punto della propria vita se se ne vuole uscire, si deve trovare la forza e il coraggio per superare questi cattivi insegnamenti, altrimenti si rimarrà sempre nella propria zona di comfort. |
Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
Quanto potrei scrivere in questo topic...e quanto scriverò :ridacchiare:
Io devo ancora capire se in questa situazione ci sono cascato per scelta, per pigrizia o per comodità Una cosa è certa: non sono stato mai isolato, ma ho sempre cercato di stare da solo I miei mi portavano all'oratorio a 9/10/11/12 anni e io scappavo per vedere le partite a casa di mia nonna, l'alternativa era andare in centro città con loro. Venivano fuori litigate abbastanza pesanti A 16/17 anni i miei mi mandarono da una psicologa e questa mi iscrisse in un centro per ragazzi che si riunivano apposta per parlare di vari temi: poche partecipazioni e ciao ciao. Poi ho cominciato a lavorare e il mio isolamento è continuato e dura fino ai giorni d'oggi. Esempio simbolo, che dimostra quanto avrei potuto inserirmi nella società e di quanto me ne sia sbattuto le scatole ( :ridacchiare: ): a 20 anni un mio compagno mi chiamò dicendomi che aveva in programma di fare una pizzata coi ragazzi delle scuole medie. La mia risposta fu un "NO" Da un mese abbondante ho capito di avere sbagliato, non è la scelta giusta quella dell'isolamento in casa, uscire è giusto, trovare delle persone care da metterti vicino è giusto (aldilà dei genitori, naturalmente), trovare una ragazza è giusto, ma è difficile capire da dove cominciare. Spero solo di non aver perso tutti i treni, perchè 30 anni son tanti La cosa davvero brutta, però, è che la vita che faccio mi piace davvero: in settimana lavoro e la sera torno a casa tra PC e TV (calcio e documentari). Sabato lavoro mezza giornata e mi alterno tra PC, TV (Premier League, serie B e serie A), domenica è il mio giorno e lo dedico 18 ore su 24 al PC e al calcio Ad interrompere queste routine, si è messa da un mese una ragazza splendida conosciuta su un forum esterno a questo, con la quale ci messaggiamo 50 volte al giorno e ci chiamiamo quasi quotidianamente. Ho trovato la ragazza della vita?? No, abita a 1000 km :testata: |
Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
Da un mese abbondante ho capito di avere sbagliato, non è la scelta giusta quella dell'isolamento in casa, uscire è giusto, trovare delle persone care da metterti vicino è giusto (aldilà dei genitori, naturalmente), trovare una ragazza è giusto, ma è difficile capire da dove cominciare. Spero solo di non aver perso tutti i treni, perchè 30 anni son tanti
La cosa davvero brutta, però, è che la vita che faccio mi piace davvero Anche a me piace e sai perché non mi piace per niente stare appresso alle persone,non mi piace chiedere sono molto quadrata se così si può dire,ho miei tempi i miei spazi,lo so che così non andrò da nessuna parte,ma come te non ho la minima idea di come iniziare..... |
Re: Solitudine sorella, solitudine nemica.
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