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Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Rifletto da tempo su questo concetto, se avessi voluto non mi sarebbero mancate le ragazze, diverse mi hanno cercato e io le ho ignorate, sapete perché? Perché erano quasi tutte delle “disperate” per quanto mi riguarda, e io orgoglioso come sono non voglio essere la seconda scelta di nessuno, tantomeno “quello che passa al convento”. E così continuo a rifiutarle una dietro l’altra.
E per gli “amici” lo stesso, faccio sempre le cose troppo seriamente, dimostro serietà e ne pretendo altrettanta, e mi viene quasi sempre da litigare per delle cose che per me sono importanti per un rapporto di amicizia, ma per gli altri a quanto pare no, e dunque io mi stanco di questa superficialità e mando al diavolo tutti. Allo stesso tempo mi guardo intorno e osservo i rapporti altrui: scialbi e soprattutto poco reali. Qualsiasi cosa succeda anche la peggior coltellata alle spalle il giorno dopo viene rimossa e tutto torna come prima, tra sfruttamenti reciproci e falsità a gogo. Ed è così che loro sono “amici” da anni e anni e io invece dopo un tot di mesi mi stanco delle persone. E’ così che devo fare? Accontentarmi di ciò che mi capita a tiro e stare zitto, vivere i rapporti con superficialità per mantenerli nel tempo? Anche voi siete esigenti come me? |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
credo per avere un rapporto di amicizia serio bisogna dimostrare carattere solo cosi nasce la vera stima tra due persone. Se si sta assieme solo per convenienza reciproca es. avere qualcuno con cui uscire si è soggetti a falsità e tradimenti per cose banali
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Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
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Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Non penso che accontentarsi sia la chiave del successo,anzi, il contrario, di solito chi raggiunge una realizzazione personale è perchè non si è accontentato.
Molte persone,come in questo forum, che hanno problemi di fobia,timidezza e ansia si accontentano...vorrebbero fare 1000 cose ma rinuciano, per paura e difficoltà.E sono infelici. Quote:
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Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Non devi proprio accontentarti, ma neppure devi respingere chiunque non rispecchi perfettamente i tuoi standard! Specialmente in amicizia: secondo me i veri amici che le persone hanno si contano sulle dita di una mano, mentre quello che conta davvero per socializzare sono le conoscenze e le amicizie superficiali. Se sai di essere una persona che se la prende per ogni minimo errore non ti dico di diventare uno zerbino per gli altri, ma di essere magari un po' più flessibile e non sbattere la porta in faccia a tutti (al massimo tienili al livello di conoscenti, ecco). Prima o poi anche le persone che hai scartato potrebbero tornarti utili :O
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Inoltre è proprio squallido trovarsi in una situazione del genere, è come se la ragazza ti volesse solo perchè ti reputa inferiore a lei, quindi crede che non potresti dirle di no... ma è davvero svilente ._. |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
superficialità mai, ma bisogna ricordare che bisogna accontentarsi non in un modo ''disperato'' ma benigno. nessuno può avere il cielo, benchèmeno noi.
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Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Accontentarsi è la chiave dell'Insuccesso!
Ti immagini a frequentare persone in contesti amorosi o amicali sapendo di essere la seconda scelta oppure non esprimendo davvero quello che provi per delle mancanze che tu vedi? Dover sempre abbozzare....no no, non accontentarti e persegui sempre quello che per te è giusto, ci mancherebbe altro! |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Non sono del tutto daccordo con la piega che ha preso il topic.
"Accontentarsi" è una parola che secondo me già strumentalizza il discorso. Se invece la cambiassimo con "saper godere ed essere felici di ciò che di buono c'è? / saper vedere il bicchiere mezzo pieno" Sì che è la chiave della felicità. |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Onestamente non erano brutte le ragazze (ok, non erano nemmeno delle modelle, ma erano abbastnaza normali di aspetto fisico). Il punto è che magari erano isolate dal mondo, un po' fobiche, e mi dispiace dirlo ma ho avuto l'impressione che fossero tutte vergini. Non che la cosa sia un problema, ma se aggiungo pure questa caratteristica allora ho proprio l'impressione che prenda il primo a caso pur di "provare".
Per quanto riguarda gli amici sono sempre stato abbastanza comprensivo, però c'è un limite a tutto. Non ho più 15 anni, ne ho quasi 25 e quindi volevo qualcosa di più di un semplice rapportino tra conoscenti. Come faccio a lasciare passare se quelli che dovrebbero essere i miei migliori amici, frequentano i miei nemici? Che tra l'altro sono pure i loro nemici viste le coltellate che si sono tirati, ma quando glielo faccio notare e gli ricordo quegli episodi la risposta è "Si non è il massimo, è stato un comportamento scorretto ma comunque cerco di tenere un minimo di rapporti" Questa è la risposta.. |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Però non puoi sapere se da quella che è solo inizialmente una "voglia di provare" non possa poi nascere un grande amore. Non sarebbe nè il primo nè l'ultimo. Non ci si rende mai conto all'inizio di come si evolverà una relazione. Non lo si può mai sapere.
Tutto può essere. Invece ,così facendo, precludi ogni possibile evoluzione sul nascere. |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Secondo me sbagli tutto.
Per quanto riguarda le ragazze questo topic potrei averlo scritto io: ci sono stati anni in cui ho sprecato davvero occasioni con delle ragazze carine per correre dietro ad una mia ex. Forse erano superficiali, ma ogni tanto mi capita di incontrare di nuovo qualcuna o vedere che fine ha fatto su facebook e sono diventate delle ragazze carine e serie. Quindi mai giudicare all'inizio una persona senza conoscerla sul serio. Se potessi ritornare indietro, andrei o approfondirei la conoscenza di tutte quelle ragazze che ho "scartato" perché troppo semplici o con qualche piccolo difetto. Purtroppo questi sono errori che si fanno quando si é giovani e si pensa che si ha tutto il tempo davanti. Certo che accontentarsi in amore non é giusto. Non é giusto neanche scartare a priori le persone, senza conoscerle nemmeno. Ora, guarda un pò, loro sono fidanzate da anni e io sono il solito pirla che le donne non guardano più. Per quanto riguarda gli amici ci sono tempi e tempi: i tempi per essere seri e i tempi per essere allegri e spensierati. Non é che se uno appare spensierato é un idiota che vive una vita perfetta, é che in una compagnia si esce per stare bene e non per sopportare di continuo le lagne di una persona. Ho un carissimo amico che ogni volta che usciamo mi racconta le sue disgrazie, la sua vita mediocre e le sue delusioni amorose. Può capitare un paio di volte, ma sinceramente anche io preferisco uscire con le persone che mi fanno sentire bene piuttosto che quelle che mi fanno sentire male. Un altro mio conoscente é la persona più solare di questo mondo, ha un sacco di amici e la ragazza, ma indovina un pò? Ha così tanti problemi in casa che pochi qui sul forum ce la farebbero a combattere ogni giorno senza cadere in depressione. Poi certo é facile ammettere la colpa degli altri, é più difficile farsi un'autocritica e capire ciò che si é sbagliato almeno per tentare di migliorarsi :bene: |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
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Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
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Per gli amici mi piacerebbe trovare qualcuno con le mie stesse passioni, senso dell umorismo (molto strano :D ) e altro, però non ci riesco..e appunto quando mi guardo attorno non vedo particolari legami, cioè si vedono per la birretta sparare due boiate al bar e ciao, ma non mi sembrano quelle amicizie che nel momento del bisogno l'uno aiuta l'altro e sono come dei fratelli di sangue... Ho avuto delle amicizie ma le ho dovute cestinare perchè non erano ricambiate, non dico che io ero un sottomesso zerbino verso di loro, però li rispettavo, non li prendevo in giro su eventuali difetti fisici o comportamenti, non disprezzavo il loro modo di essere come invece loro han fatto con me..e dunque come potevo continuare un rapporto così? Il bello è che poi si stupivano che sparivo mi domandavano che fine avevo fatto eccetera, forse per loro è tutto cosi normale..per questo dico loro hanno successo perchè fanno tutto con superficialità. |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
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Quindi conviene comunque continuare a fare queste frequentazioni. Certo... non devi sforzarti. Se già percepisci che ti pesa la cosa.. vuol dire che sei -TU- che investi troppe risorse nella cosa. Siamo sempre tutti soli anche quando siamo in gruppo. Semplicemente si esce insieme perchè si possono passare dei bei momenti e condividere qualcosa. Quei rapporti profondi possono capitare fra tutte le millemila conoscenze che porti avanti. Nel momento in cui ti scazza uscire è perchè investi troppe risorse mentali e aspettative nel frequentare la gente. Cerco di spiegarmi meglio: Per portare avanti le frequentazioni, devi tendere verso ciò che ti piace fare, sicuramente. Non sforzarti. Se per esempio ti piacerebbe.. che ne so.. andare in Egitto e cavalcare un cammello nel sahara. Se tanto lo faresti da solo e ti piacerebbe.. non ti costa niente aprire la cosa a qualcun'altro. Perchè nella tua "visuale" ci devi essere sempre tu che vai in sahara e fai una cosa che ti piace fare. E quello nessuno te lo toglie. Dopodichè... altre entità a te estranee possono interagire con te ma tu devi essere un entità auto-sufficiente. Così come loro lo sono rispetto a te. Così avvengono le conoscenze ed eventualmente nascono le amicizie. Ogni persona non deve pensare subito ad "unirsi" ad altre persone. Si rimane sempre entità a parte, però siam capitati tutti su questo pianeta.. quindi possiamo condividere un po' il tempo e potrebbe anche rivelarsi piacevole. Questa è la filosofia giusta che bisognerebbe tenere. Se invece ti fai aspettative.. succede che -> aspettativa -> delusione -> stress -> consumo di risorse -> percezione da parte tua della socialità come qualcosa di "pesante" / insostenibile. Invece non devi consumare risorse. Ciò che fai con gli altri.. dovrebbero sempre essere cose che faresti comunque con piacere anche da solo. Poi la presenza degli altri può rivelarsi una piacevole compagnìa.. ma è un "di più". Non deve mai arrivare ad essere necessario. Così facendo le relazioni superficiali non mettono in crisi la tua "stabilità". |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Di solito siamo proprio noi "emarginati" ad accontentarci. Per dire, io mi accontentavo di giocare dove gli altri mi proponevano di giocare senza ribattere perchè non sapevo far valere i miei punti di vista ed i miei desideri.
Se ti accontenti e sei superficiale, automaticamente ti svaluti e non arriverai mai al successo. Chi ha avuto successo nella vita, dai grandi imprenditori, sportivi, alle persone comuni che comunque raggiungo i loro obbiettivi [grandi o piccoli] erano persone che sapevano di valere, che davano il meglio e affrontavano i problemi senza autodistruggersi. Questo è un altro thread in cui si vuole evidenziare ancora che il fobico/depresso è superiore agli altri data la sua intelligenza e sensibilità. Ma non avendo successo nella vita, ecco la domanda: "dobbiamo diventare superficiali"? [Dato che è luogo comune indicare gli altri come superficiali, qua dentro] |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
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Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
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Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
Giovedi ho visto un mio ex compagno di scuola, dopo molti anni. Mi ha detto che voleva che ci vedessimo così ogni tanto per uscire così ci siamo scambiati i numeri.
Mi ha provato a chiamare venerdi ma non ho risposto, immaginavo che sarebbe stato così needy (è anche parecchio strano come tipo) e vabbe, mi ha richiamato oggi e ho accettato e ci siamo visti. Due chiacchere così, non faccio fatica a parlarci, ma diverse volte mentre inizio a raccontargli una cosa, mi interrompe e inizia lui a parlare imperterrito. Poi mentre sono nel fulcro di un altro discorso tira fuori il telefono. E voi sapete quanto mi fa schizzare tutto il discorso telefonini/facebook ecc. specialmente mentre sto parlando. Mi fa sentire totalmente inutile e palloso, oltre ad essere messo in secondo piano rispetto a un aggeggio merdoso tecnologico. Al momento di salutarci comunque mi ha detto che voleva che ci vedessimo ancora ecc solite cose. Cioè, no. Non funziona così. Tu mi porti rispetto, sto parlando e mi dai attenzione, e non mi interrompi, altrimenti te ne vai. Anche perchè tu hai insistito per scambiarci i numeri e vederci. Io non tiro fuori il telefono neanche quando sono da solo figuriamoci davanti ad altre persone. Sempre più convinto che il successo nella vita si ottenga con la superficialità dei rapporti. |
Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
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Re: Accontentarsi e superficialità, la chiave del successo?
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Tralasciando il fatto che preferisco osservare in silenzio il comportamento delle persone, e analizzarlo, senza dirgli cosa "correggere", almeno così vedo com'è al naturale. |
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