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Sentire le persone solo nella sofferenza
A volte in mezzo agli altri mi sento un'aliena, non timorosa, ma estranea, insensibile, come se mi trovassi in un paese dove nessuno parla la mia lingua e io non comprendo quella di nessuno. In quei casi faccio anche fatica a concentrarmi su quello che mi dicono, gli altri sono racchiusi in nuvole di vapore soffice, li osservo come da dietro un vetro, incapace di gioire o di soffrire per loro vicende. Quando invece qualcuno di essi viene e mi confida qualche sofferenza o problema grave, all'improvviso la nebbia si dissolve, la persona diventa concreta, di carne e sangue come me, diventa essere umano che soffre e io riesco a percepirla e a comprenderla bene e non posso tollerarne il dolore. È una sensazione strana, mi ricorda quella di chi emerge dal rumore di sottofondo degli abissi marini e vede i volti degli altri bagnanti e sente le loro risate e schiamazzi come se ne fosse stato privo per un'eternità.
E allora ad un tratto non mi sento più una straniera, un'anormale e bizzarra creatura casualmente capitata su questa terra, ma acquisto sangue, nervi, orecchie, occhi. Ed emozioni soprattutto. Probabilmente non mi so spiegare bene ma spesso succede proprio questo, che cioè percepisco le stesse persone da un'altra prospettiva e vivificate quando soffrono e non in altri momenti. È una cosa che capita anche a qualcuno di voi? |
Re: Sentire le persone solo nella sofferenza
credo che il motivo sia che nella sofferenza, nel mostrare le proprie debolezze, le altre persone "scendono" al tuo livello (che la tua mente pone come inferiore a gli altri) e quindoi ti sentendoti alla pari riesci ad interagire meglio...
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Re: Sentire le persone solo nella sofferenza
A me capita semplicemente che sentendomi un disadattato(definizione specificatamente mutuata dalla diagnostica medica) nella gran parte dei contesti sociali, in cui ognuno fa sfoggia del suo patrimonio di esperienze, io ho ben poco da dire. Vivo un pò da spettatore, cmq quasi sempre in disparte, in seconda fila, da vero e proprio gregario.
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Oggi mi sentivo proprio cosi, e a volte mi capita di vedere tanta gente che fa esattamente come, cammina a testa bassa, con una specie di smorfia di fatica in viso, vabbè poi oggi tirava vento... Quote:
Questo credo succeda perchè, quando si percepisce quello che hai descritto, evidentemente si entra in empatia con l'altro e perchè lo sentiamo vicino, sappiamo bene o male come ci si sente a stare cosi... Poi forse perchè dentro di noi, persino nel più spregevole e cattivo essere, conserviamo una sensibilità che ci fa stare bene se percepiamo di aiutare l'altro, anche semplicemente ascoltandolo...o forse perchè questo genere di emozioni commuovo di più, sono più forti, non stereotipate e confezionate per come ormai siamo abituati da decenni a ingoiarle dai media, tv, musica, ma anche letteratura...non c'è niente di più duro che la realtà?(brutta?) |
Re: Sentire le persone solo nella sofferenza
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Forse quando soffrono le persone si trasformano ed assumono un modo di pensare e di agire più simile al mio ( non di livello inferiore però nella mia visione). E se ci penso bene, sì, è solo in quei momenti che mi sento libera di confidarmi e la persona mi ascolta a sua volta. In genere mi liquidano con "oh scusa, ora c'ho da fare" "ma non ci pensare" anche quando il mio non è un desiderio di lamentarmi ma solo parlare di cose un po' più intime o inusuali. In quei momenti al contrario le persone diventano più interessate a questo tipo di scambi. Deve essere questo il motivo :pensando: |
Re: Sentire le persone solo nella sofferenza
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Comunque, grazie Viridian delle tue riflessioni. Mi hanno aiutata a capire. |
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