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Il vino del Cammino di Santiago
Ogni tanto mi salta in mente un episodio di tanti anni fa, che secondo me illustra bene alclune dinamiche tra vincenti e perdenti nella nostra società.
Nel XXXX frequentavo una piccola cerchia di amici nella mia città, e in quattro decidemmo (in realtà decisero loro e io mi aggregai, ma va be'...) di fare insieme il Cammino di Santiago. Io per festeggiare l'evento, comprai due bottiglie di Nero d'Avola, non pregiate per carità, però sufficienti per bersi un buon vino nella giusta occasione. E la giusta occasione era da decidere insieme, noi quattro per festeggiare la compagnia e il buon esito dell'avventura, quando tutti avremmo voluto. Bene, dopo due o tre giorni eravamo a Roncisvalle, sui Pirenei, che è considerata la prima tappa del cammino. Eravamo a messa, la prima messa, quella che dà la benedizione, e a un certo punto l'estroverso del gruppo si rompe le palle ed esce. E già la cosa non mi piace molto, la messa iniziale è un punto fermo, se vuoi fare il cammino la devi fare, poi magari sulle altre si può discutere. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Quando usciamo, dopo un po', si viene a sapere che l'estroverso aveva fatto comunella con altri tipi e tipe del cammino, e fin qui niente di strano. Ma la cosa anomala fu quando venni a sapere che per festeggiare (dato che gli estroversi quando sono tra di loro festeggiano quasi sempre) su invito dell'estroverso del nostro gruppo si sono bevuti le mie (nostre) bottiglie, che io avevo comprato per berle sì, ma in compagnia nostra, non di sconosciuti. O magari anche con sconosciuti, ma quando eravamo presenti tutti noi del gruppetto. Mentre invece lui se l'è bevute con il suo gruppo che nessuno degli altri 3 conosceva, perfetti estranei che lui aveva conosciuto poche ore prima. Io ci rimasi male, e mi lamentai con uno del gruppetto, un normalone, che in piccola parte all'inizio mi diede ragione, ma poi alla fine mi disse che dovevo accettare la cosa perchè quando si sta in compagnia si deve gioire del momento presente e non avere rimpianti. Io non fui d'accordo, perchè per me godere del momento va fatto nel modo giusto, non fregandosene di tutto e di tutti. Insomma, morale della favola, il normalone mi fece il cazziatone perchè non ero stato abbastanza sportivo per accettare che l'estroverso di turno si godesse la serata per i cazzi suoi alla facciaccia nostra (di fatto, non aveva invitato nessuno dei rimanenti tre). Insomma, pochi estroversi vincenti che guidano il gruppo fregandosene delle regole (o inventandosene di nuove alla bisogna) e normaloidi che li giustificano sempre, coi deboli e i perdenti (= io e gente come noi) che se lo pigliano in quel posto e devono ingoiare senza fiatare. Una bella lezione per stare in società, che in fondo non ho mai imparato. Ditemi cosa ne pensate e guai a voi se date ragione all'estroverso che vi faccio bannare :mrgreen: E se potete non quotare, meglio ancora... |
Avevi detto "piccola cerchi di AMICI"...
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
Il tuo "amico" è stato un gran cafone.
E il normaloide che lo ha giustificato, un fesso. |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
Gesto antipatico e irrispettoso, sono i classici personaggi che non si fanno scrupoli a calpestarti per salire più in alto, sembrano amichevoli quando gli fa comodo ma ti venderebbero al demonio per avere un beneficio anche minimo. Ho avuto pure io a che fare con simpaticoni così. In questi casi è meglio soli che male accompagnati.
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
Hai beccato un estroverso stronzo.
Come ce ne sono tra gli introversi, tra i fobici, tra gli ansiosi, tra i sessuofobici, tra gli ipocondriaci... |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Scommetto che l'estroversone stronzo era pure un donnaiolo :D |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
È vero che la posizione del "normalone" può essere vista come un atteggiamento remissivo o da leccaculo. Però, riflettendoci meglio, potrebbe aver pensato:
"Sì, l'altro ha sbagliato, però ormai il vino è stato bevuto, e litigare rischia di rovinare il viaggio. Quindi conviene lasciar perdere." Da questo punto di vista non è necessariamente un fesso: perché sta privilegiando la pace del gruppo rispetto alla rivendicazione del torto subito. Il problema è che questa logica spesso scarica il costo sempre sulla persona più conciliabile. Chi crea il problema viene tollerato, mentre chi protesta viene invitato a essere sportivo. Ed è comprensibile che poi ti girino i coglioni. |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
Non mi piace il termine normaloide.
il cammino di santiago lo vorrei fare tanto anche io, ma leggendo che bisogna andare a messa onestamente sono cadute le OO anche a me :pensando: poi va beh, se si deve fare si fa.. Eh si diciamo che anche io non avrei gradito la cosa. Ne ho parlato in un altro topic (o forse è una delle tante cose di cui parlo da solo e penso che ci aprirò un topic) del fatto che è difficile gestire il fatto che gli altri non ricambiano esattamente quello che proviamo noi. Cioè magari io ho un certo livello di amicizia/confidenza, e tu lo ricambi, ma nello stesso tempo tu sei amico di altre persone e io no, e lo dovrei accettare ma non ci riesco. Qualcosa del genere.. è un problema ricorrente nella mia vita. |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Dovevi augurargli di beccarsi la tipa della nuova cerchia e di farci un brindisi alla tua salute. Poi aggiungevi: fammi sapere quando ci provi con la prossima, che metto in fresca altre due bottiglie tutte per te.
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Sì però non si possono prendere 2 bottiglie per 4 persone. Ce ne vogliono un paio a testa, infatti lui le avrà viste come le due predestinate a lui, pensando che le altre 6 erano da qualche parte. Al massimo ha sbagliato a non aspettarvi!
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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PS: dormivamo tutti insieme negli ostelli per cui non pensate male....:D |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
Amici amici e poi ti fregano la bici.. anzi, il vino.
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
È tutta un'altra mentalità, vivono in un altro mondo, dove probabilmente a lui il gesto che ha fatto gli sarà sembrata una cosa normale da fare. Un po' li invidio, di sicuro quelli così vivono più spensierati di noi.
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
Io mi sarei fatta dare i soldi delle bottiglie.
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
Se solo penso al Cammino di Santiago mi viene il fiatone e mi fanno male i piedi :ridacchiare:
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Ne conosco anch'io alcuni così. Preferisco uno che me ne fa una brutta perché ce l'ha con me, almeno saprei come replicare. In questi casi invece è evidente che queste persone sono disagiati, non sanno stare in società, sono narcisisti egoriferiti. |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
ha fatto bene a incularti le bottiglie ,mentre tu eri a messa a fare il coglione.
ti sei dato delle regole che solo tu hai deciso di seguire poi t'incazzi quando gli altri se ne fottono. hai sbagliato ancora di più a lamentarti con il tuo amico "normalone" perchè anziche avere le palle e tirare un cazziatore e far valere i tuoi diritti ti sei messo a fare la piangina con quello che sentivi che dovesse essere tuo alleato. non funziona così. primo sei stato fesso a portarti dietro il vino, dovevi portarlo principalmente per berlo TU a quel punto lo avresti difeso e nascosto, al limite lo avresti condiviso per non bere da solo quando lo tiravi fuori a sorpresa, e non te lo avrebbe inculato nessuno. secondo è stato andare a messa: ma chi cazzo ci va più a messa se non i fessi e chi sta per crepare? la chiesa sta addirittura pensando di sbatterci le suore a fare messa visto che non si trovano sacerdoti! terzo decidere di essere un perdente, bisogna lottare con i denti e con le unghie per i propri diritti o presunti tali, se hai deciso di essere in torto sappi che tu hai DECISO di essere vittima, perchè costava meno e ti faceva sentire meno esposto. queste sono occasioni per crscere, non per lamentarsi, dovresti farne tesoro e integrarle nella tua persona. Non fare nulla per nulla, mai, non dare mai nulla di scontato e non pretendere mai comprensione o appoggio dagli altri, sopratutto se nel gruppo c'è una donna. ricorda che in un gruppo, in un qualsiasi gruppo, esiste una "bussola dello stronzo" che cerca sempre il polo magnetico del pirla di turno, quello buonaccione, predisponente ed ansioso di compiacere tutti, il fessacchiotto innocuo. vivere con le persone non è facile, per questo la gente preferisce prendersi un cane e se ne sta chiusa in casa, per molti il gioco non vale la candela. |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Per quanto riguarda l'andare a messa, il Cammino di Santiago sarebbe in teoria un pellegrinaggio, quindi andare a messa sarebbe il punto di partenza, valido per tutti, non un optional per il pirla di turno. E qui non c'entra lo stare al mondo, questo è lo specchio dei tempi, perchè in altri tempi le cose funzionavano diversamente: se tu durante la messa te ne vai a fare baldoria con gli amici o presunti tali, sei tu il coglione, il pagliaccio da deridere, e la parte del guastafeste la fai tu, non chi a messa ci va, facendo il proprio dovere di pellegrino. E anche qui stesso discorso: come dici tu, il mondo è diventato egoista, individualista e narcisista, quindi andare in chiesa è diventato demodè persino in un pellegrinaggio, ok. Però a me questo andazzo non piace, io sono uno che le cose le vuole fare come si deve. E se l'aria che tira è farsi i cazzi propri in ogni contesto e fottersene di tutto e di tutti in ogni momento (anche delle ricorrenze più intoccabili) prendo atto e piuttosto il prossimo pellegrinaggio, se mai lo farò, lo farò da solo. Tanto da anni oramai ho capito che per me la strada è questa (appunto fare le cose da solo). |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
non so che dirti, l'unica cosa che puoi fare è immergerti in una struttura che per definizione vive di regole, come ad esempio i vari CAI, lì se fai i cazzi tua o non porti rispetto ti buttano fuori a pedate. Ma privati di struttura il più furbo vince.
seriamente prova il cai, sta avendo un secondo rinascimento dopo il covid, con una tessera puoi avere vaccesso a TUTTE le proposte in tutte le regioni d'italia.devi scavare per trovarle, fra sezioni e sotto sezioni è un incubo, ma ci sono delle belle iniziative. da parte mia vado con gruppi a fare cose che senza rispetto di base non puoi farle, e problemi del genere non ne ho mai avuti. ma me li aspetto SEMPRE |
Re: Il vino del Cammino di Santiago
Che poi quello che mi chiedo spesso è: "ma se la fregatura del vino l'avessi fatta io a un normalone/estroverso che l'aveva portato per tutti, gli altri come si sarebbero comportati? Mi avrebbero difeso o sarei passato per l'irresponsabile di turno?" :interrogativo:
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Re: Il vino del Cammino di Santiago
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Purtroppo è così, spesso ho notato una certa ammirazione e un certo leccaculismo attorno ai personaggi così, e di conseguenza una certa tolleranza riguardo ai loro comportamenti discutibili |
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