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È una casa o una caserma?
A volte capitava che alcuni amici o compagni di scuola venissero messi in punizione dai genitori per qualche motivo. Nulla di serio, ma ricordo che non gli era permesso di uscire per qualche giorno o giocare alla playstation. A me sembrava quasi surreale e francamente un po' ridicolo sentir parlare di punizioni, dato che i miei genitori non avevano questa abitudine. Solo una volta hanno provato seriamente a non farmi uscire con un amico che mi aspettava giù, ma lì ho sbroccato di brutto e, dopo avergli urlato contro, me ne sono uscito sbattendo la porta. Ricordo ancora la faccia sbigottita di un vicino, quando sentendo le urla, mi chiese cosa stesse succedendo e io gli risposi di farsi i cazzi suoi :D
Poi anche quando mi chiamavano la sera per sapere dove stavo, se ero ancora vivo, a che ora tornavo (sì, perché erano moooolto apprensivi) io spesso neanche rispondevo al telefono, ma avendo il numero del mio amico, alla fine chiamavano pure lui, e lì poi non avevo più scampo :D Detto questo, voi siete mai stati messi in punizione? Pensate sia giusto farlo quando si violano certe regole, oppure pensate che i figli vadano lasciati liberi? |
Re: È una casa o una caserma?
io ho avuto molta libertà ed è stata una pessima strategia. Allo stesso modo tra le persone che ho conosciuto con genitori poco vigili, hanno fatto tutti una brutta fine.
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Re: È una casa o una caserma?
Io non sono mai stata messa in punizione perchè non ho mai dato motivo per farlo.
Ai figli bisogna necessariamente dare delle regole e fare in modo che le rispettino altrimenti diventano gli imbecilli, egoisti, maleducati e viziati che vediamo in giro. Per vivere in società è necessario rispettare delle regole e prima si capisce questa cosa e meglio è. Ma questo non significa che bisogna tenergli il fucile puntato addosso ma far capire loro che si sono cose giuste e cose sbagliate e cercare di responsabilizzarli. |
Re: È una casa o una caserma?
A mio padre non serviva mettere in punizione noi figli, visto che l'uso della violenza fisica fin da quando avevamo pochi anni ci aveva fatto capire che si poteva solo ubbidire.
Attualmente sono a favore dell'educazione più permissiva possibile e caldeggio la distruzione della famiglia nucleare patriarcale. Mai dalla parte dei genitori, sempre da quella dei figli. |
Re: È una casa o una caserma?
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Detto questo, sono favorevole alle punizioni non violente, come, per l'appunto, «Non puoi andare a quella festa», «Non vedrai le tue amiche nel week-end», ecc. |
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Re: È una casa o una caserma?
Sono stata una bimba piuttosto diligente e rispettosa delle regole.
Certo, occasionalmente qualche bizza l'ho fatta ma ricordo solo una volta di essere stata messa in punizione: mi ero attardata sotto casa, avevo perso la cognizione del tempo, i miei non mi trovavano ed era ora di cena. Quando rientrata mi chiesero dove fossi risposi stizzita (anche perché davvero non ero lontana) ma ai miei non andò giù né il ritardo né la replica e mi mandarono a letto senza cena. Più che le punizioni (davvero rare..) contesto ai miei il fatto di avermi negato tante cose solo perché donna. |
Re: È una casa o una caserma?
I miei erano due control freak, ma non erano tali in quanto amanti della più rigida disciplina e ordine, bensì erano gente spaventata dal mondo, un mondo dal quale hanno sempre cercato di difendersi, più o meno inconsciamente, mantenendo con esso solo i contatti più necessari. Se io mi fossi gettato anima e core in questo mondo, loro ne sarebbero rimasti terrorizzati. Fondamentale pertanto era che io ne stessi alla larga.
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Re: È una casa o una caserma?
Mi hanno messo in punizione tante volte ma sicuramente non abbastanza per quello che combinavo, la casa è sempre casa loro quindi bisogna rispettare e ubbidire, se si parte senza ubbidire ai genitori difficilmente si diventerà della persone per bene, a non abituarsi alle regole si finisce per essere presuntuosi superbi e distaccati dalla realtà, la vita è regole dolore e lavoro, ma oggi più che mai si confonde la libertà col fare quello che ci pare, mentre le regole sono essenziali in ogni ambito.
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Esperienza si, farsi del male no. Il che a volte non si conciliano e da qui la ribellione. Io l'ho compreso più avanti il motivo di quella volta "a letto senza cena" e si, ci stava. |
Re: È una casa o una caserma?
Basta tagliare coi soldi e fanno quello che dicono i genitori, ormai basta anche levargli il telefonino e ubbidiscono, i ragazzi oggi fanno quello che vogliono perché i genitori non hanno polso.
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Mia mamma non era d'accordo. Secondo lei era da maleducati e c'era bisogno di un congruo preavviso per questo genere di situazioni. Ovviamente si è arrabbiata con me e mi ha fatto una scenata epica: me ne ha dette di ogni colore per tutta la sera. Tra l'altro, per mortificarmi, ha inizialmente sollevato il citofono e mi ha insultata facendo sentire parte degli epiteti al mio amico. Non credo di essermi mai sentita tanto mortificata come in quell'occasione. Però non sono mai stata messa in punizione. C'è da dire che non ho mai tirato troppo la corda, vista la situazione in famiglia.. :pensando: |
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Re: È una casa o una caserma?
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Passino pure certi formalismi secondo cui, ci si deve preannunciare con un certo anticipo... ma gli insulti al citofono sono proprio di una bassezza ingiustificabile. |
Re: È una casa o una caserma?
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E non ti ho detto del mio telefonino, dalla rabbia l'ha preso e lo ha scaraventato contro la porta di casa.. non si è rotto soltanto perché un tempo i cell erano dei mattoncini :sisi: Però niente, è andata così. C'è da dire che era un periodo difficile e lei era tanto stressata. |
Re: È una casa o una caserma?
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Spero per te che con il tempo si sia data una calmata. Comunque ci vuole una pazienza smisurata per gestire situazioni del genere senza perdere la testa. |
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(battute brutte e dove trovarle :sisi: ) |
Re: È una casa o una caserma?
Mia madre mi nascondeva la nutella o la playstation, mi tirava le ciabatte (io correvo sempre davanti alla vetrina di un mobile così rischiava di spaccarla lmao) e mi inseguiva con il battipanni. Di punizioni ne ho ricevute abbastanza, non è stato semplicissimo crescere con i miei, a volte erano permissivi e a volte no. Più che altro credo che involontariamente mi abbiano un po' tarpato le ali, cosa che purtroppo mio padre sta ancora facendo. Non è facile, sicuramente a causa loro non mi sono evoluta poi tanto, però credo che fare il genitore non sia facile e nessuno ti insegna a farlo.
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Re: È una casa o una caserma?
Mai "messo in punizione", le punizioni arrivavano in tempo reale, ed anche in maniera molto violenta.
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Re: È una casa o una caserma?
No al massimo dai 12 ai 17-18anni periodicamente mi sequestravano il modem perché passavo le notti a giocare online insieme agli altri bimbiminchia
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Re: È una casa o una caserma?
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Questo quando hai 16 anni. Ovvio che se hai 30 anni e magari pure hai un reddito -condizione in cui in teoria non dovresti nemmeno vivere coi tuoi ma purtroppo oggi succede anche questo- dovresti essere autonomo al 100%. Ci vuole buon senso da entrambe le parti. |
Re: È una casa o una caserma?
Per dirti, a quella età, 17 anni, io quando uscivo con la mia compagnia di amici, oltre l'1/1 e mezza di notte non rientravo, perchè di solito le nostre attività notturne non andavano mai oltre quell'ora. Quindi non stavo nemmeno a dire l'orario di rientro ai miei, c'era un tacito accordo su questi orari. Certo che se al posto dell'una rientravo alle 6 del mattino i miei genitori si sarebbero preoccupati, giustamente, e allora in quel caso cambiava tutto, e avrei dovuto specificarlo bene la volta dopo.
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Re: È una casa o una caserma?
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Re: È una casa o una caserma?
Punizioni vere e proprie mai.
Anche perché in età scolare non è che facessi chissà che. Semmai ramanzine e lavate di capa sono arrivate più tardi, ma ero in un fase in cui mi rendevo già conto da solo di fare qualche cazzata... |
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