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Praticare grazie al volontariato
Buongiorno pazienti sono il Dr. House :ciao:
Scrivo questo post a distanza di circa due mesi da quando ho iniziato a fare volontariato. Vorrei dire un po’ di cosette da un punto di vista molto pratico, e molto conciso. Comincio dalla fine: è stata (ed è tutt’ora perché solo iniziata) un’esperienza molto positiva! Adesso ri-comincio dall’inizio :) Ciò che mi ha spinto a fare volontariato è, intanto sapere che esisteva sennò col piffero che venivo spinto a fare qualcosa di cui non sapevo nemmeno dell’esistenza, ma a parte questo naturale presupposto, il motivo solido è che non sono impegnato in un’attività lavorativa (neanche in programma di trovarne una nel breve periodo), e soffrivo di ansia/disagio nei rapporti sociali, il tutto entro una cornice di eccessiva mancanza di rapporti umani costruttivi. Di conseguenza, svolgendo attività pratiche in contesti organizzati, mi sono messo in gioco sia socialmente sia “lavorativamente” facendo cose che seppur semplici richiedono appunto lavoro e organizzazione, e questo era l’obiettivo. Se siete più o meno nella mia situazione e vi sembra che questo discorso sia sensato e vi possa stimolare, fateci un pensiero (questo è il senso del post). Senza dubbio è meglio cercare lavoro, comunque le due cose non sono incompatibili, nel senso che mentre cerchi lavoro puoi fare contemporaneamente volontariato, e appena trovi lavoro puoi andare via quando vuoi. Qualche info in più: Le associazioni sono tante, bisogna trovare quella che è nelle proprie corde (ammesso che ci sia, io per fortuna le ho trovate facendo ricerca). Nella mia città c’è un sito ufficiale per il volontariato nel quale vengono indicate varie associazioni e sono descritte le attività che andresti a fare (ovviamente il primo step è chiamarle o andare in sede e farti spiegare bene nel dettaglio come funziona). Personalmente lavoro con 3 associazioni. Due non le ho trovate nel sito generale, bensì facendo ricerche autonome su internet, la terza invece era sul sito. Dico due robe sul fattore tempo, ovvero quante volte si va e quante ore. Il tempo dipende dalle disponibilità che dai tu sia dalle necessità che hanno loro. Ad esempio una delle 3 attualmente ha poche necessità, nel senso che io sarei andato anche più volte, ma i turni di questo mese erano già coperti quindi ci vado occasionalmente, mentre con la seconda (la mia preferita) all’inizio l’accordo era di una volta a settimana, poi ho chiesto di mia spontanea iniziativa a fare due volte, e da settembre farò 3; infine, insieme alla terza, da settembre dovrei fare 2 volte a settimana. Personalmente il mio obiettivo era di fare molte cose, quindi ho optato per lavorare con più associazioni e coprire molteplici turni, ma appunto nulla vieta di fare diversamente i base agli obiettivi personali. Morale della favola, sono riuscito a costruirmi un costante impegno sociale, grazie al quale spendo bene il mio tempo libero e mi rapporto con molti altri esseri umani diversi da me stesso :sisi:. Esorto chiunque abbia interesse e voglia a farci un pensiero. Se avete qualsiasi domanda rispondo (anche messaggi privati), in caso vi do anche i nomi delle associazioni con cui sono in contatto. Chiedo solo di rispondermi coerentemente all'intenzione del post. |
Re: Praticare grazie al volontariato
Io feci apposta l'ambulanziere volontario x qualche anno così da metterlo nel curriculum, mi ha insegnato molto ma è stato molto pesante a livello mentale, x via dei rapporti con i colleghi e altri volontari, non x il lavoro in sè.
Quando mi sono stufato sono sparito e non hanno più saputo nulla di me. |
Re: Praticare grazie al volontariato
Si ma la cosa piu importante no l'hai scritta, cioè come stan messe ste associazioni a femmine singol?:D
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Re: Praticare grazie al volontariato
Bello spunto, sicuramente può essere una palestra sociale in preparazione dell'inserimento lavorativo.
Dipende soltanto dall'andamento di alcune patologie psichiatriche, forse uno che è nel picco più nero della depressione potrebbe non reggere neanche un'ora per via della malattia, ma se già si è in fase di convalescenza o di semplice ristagno, potrebbe essere quella molla che ti aiuta a progredire. Io volevo chiederti solo se grazie a questa esperienza sei riuscito a stringere qualche amicizia oppure tutto finisce con il turno e non ci si vede né ci si sente fuori da quel contesto. |
Re: Praticare grazie al volontariato
Confermo.
Anche io ai miei tempi feci volontariato. Nelle grandi città poi è un grande punto di incontro ed offre molto. Si le donne single ce ne sono tante. Io l'ho fatto dai 18 ai 22 poi smisi. Non ho sfruttato al massimo il potenzale che questa cosa potesse offrire. La mia era un'associazione del mio paese quindi di provincia. Ero cosi invasato e preoccupato delle opinioni del prossimo che nemmeno andavo fiero del volontariato. Gli altri avrebbero pensato "povero sfigato non ha proprio nulla da fare e non ha nessun amico" mentre loro se la godevano tra locali e uscite varie |
Re: Praticare grazie al volontariato
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Re: Praticare grazie al volontariato
sì ma praticamente cosa fai?
intendo nel concreto, è un lavoro di tipo stanziale o devi girare? è di ufficio o tipo devi guidare l'ambulanza?? non mi dire di quelli che stanno davanti ai supermercati eh, che per carità, le finalità sono buone ma mi mettono un'ansia tremenda, è un casino evitarli ogni volta |
Re: Praticare grazie al volontariato
Visto che c’è stata qualche sollecitazione, riporto molto brevemente e in sintesi le attività e il nome delle associazioni con cui io sono entrato in contatto.
1)“Caritas Italiana” (notissima associazione di lotta alla povertà) articola diversi servizi in cui operano i volontari, nel mio caso il servizio che ho scelto si chiama “Empori della solidarietà”. Sono dei piccoli o medi supermercati, creati ex novo appositamente dall’associazione, nei quali io e gli altri volontari gestiamo l’ingresso, la cassa, e il servizio al cliente. Non entro nei dettagli più teorici sul funzionamento dei supermercati (quindi la filosofia degli alimenti, i punti ecc.), per qualche informazione in più si può consultare il sito Caritas della diocesi della propria residenza. 2) AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue). È un’associazione che si occupa di gestire in vari modi quello che è il mondo dei donatori del sangue. Nel mio caso il volontariato si svolge in ospedale, dove faccio attività di prima accoglienza (registrazione dei nomi delle persone che sono prenotate in mattinata, e nel caso in cui vengano degli aspiranti dai le informazioni di primo orientamento). |
Re: Praticare grazie al volontariato
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Re: Praticare grazie al volontariato
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Re: Praticare grazie al volontariato
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Re: Praticare grazie al volontariato
A me al di là delle nozioni imparate non ha fatto per nulla buona impressione il mondo del volontariato, e continua a non farmela tutt'oggi.
Però può fare curriculum. |
Re: Praticare grazie al volontariato
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Re: Praticare grazie al volontariato
@Faria
Eri volontario all'AVIS? (immagino anche donatore di sangue :sisi:) Anche tu facevi accoglienza? |
Del volontariato non mi è mai piaciuto il fatto che non è retribuito
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Re: Praticare grazie al volontariato
@faria
:ridacchiare: ci darò un'occhiata, di lui ho visto solo la serie Dr. House (adoro la sua comicità) |
Re: Praticare grazie al volontariato
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Re: Praticare grazie al volontariato
Che volontariato fai?per chi?
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Re: Praticare grazie al volontariato
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Re: Praticare grazie al volontariato
Qualcuno ha mai fatto il vigile del fuoco come volontario?
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Re: Praticare grazie al volontariato
Non mi accettarono neppure a fare volontariato e con le persone che lo fanno non ho mai avuto buoni rapporti, ma sono contento se a qualcuno è andata bene.
Se qualcuno nuovo di FS dovesse chiedermi cosa è successo, l'ho spiegato in alcuni miei vecchi post, non mi va di ridirlo di nuovo. |
Io ho auto alcune esperienze, e penso di poter dare qualche dritta per evitare brutte sorprese.
1/AVIS > può andare chiunque, non serve alcuna dote speciale. Solo un po' di testicoli se oltre al sangue si vuole donare il midollo con operazione. Esiste anche una donazione di midollo tramite cellule embrionali meno invasiva. Un giorno di ferie pagato, analisi del sangue. Dove andavo io c'era merenda offerta. Quanto a conoscenze, qualche parola finita la donazione durante la merenda, poi estranei come prima. Non ho mai legato con nessuno, lì. Finita perché ho saltato alcuni turni per il troppo lavoro, dovrei re iscrivermi prima o poi. Non ho visto alcuna controindicazione. 2/AMBITO SANITARIO (118/trasporti) Primo distinguo: la croce rossa o chi per essa si occupa oltre che delle emergenze 112/118 anche di trasporti invalidi, dimissioni, banco alimentare etc. Perciò occorre pensare bene a scegliere la strada per cui si sente in grado. 2.1/AMBULANZA. Io come credo Barracrudo mi sono lanciato su ciò che pareva più figo. Famo le emergenze. Mai più, manco per il cazzo. Qualcuno potrebbe obiettare "eh ma tanto c'è il corso di formazione". Bene. Il cazzo. Fatto il corso, dove passano praticamente tutti e se non impari qualcosa amen, sarai uno dei tutti che non sanno fare nulla ma ne hanno responsabilità. Torno indietro un passo. Le ambulanze si dividono a loro volta in due categorie. Mediche (MSA) e base (MSB). 2.1.1/MSA ovvero mezzo di soccorso avanzato, comunemente detta medica. Qui la responsabilità delle decisioni ricade su una persona con veri studi medici. Lo si deve aiutare e supportare nelle operazioni. Io non ci sono mai salito, ma mi pare un buon compromesso. Occorre comunque saper compiere ogni azione che viene richiesta (che so, mettere sulla spinale o fare il massaggio cardiaco). Si vede sangue, si pesta sangue, persone orribilmente mutilate e quant'altro, o decedute. Serve pelo sullo stomaco. Ma almeno la responsabilità non è vostra. 2.1.2 MSB, base Sulle base due o tre operai di fonderia con un attestato di (in)capacità cercano di fare alla bene e meglio un lavoro che non gli compete, generalmente dopo 8 ore di lavoro vero cui hanno dedicato buona parte delle risorse. Ovviamente è la scelta più da pirla. Ovviamente è quella che ho fatto. In pratica si balla sul Titanic, un piede nell'omicidio colposo, uno nei rimorsi a vita. La differenza grossa, enorme, la fa l'associazione stessa. Ho notato due scuole di pensiero, la caserma e la comune. Il rigorismo e l'autodeterminazione, la via tedesca e quella italiana Non so dire quale la migliore, in entrambe ho visto i vulnus. Parere mio, se i turni abitualmente sono da due correte via. Nessuno è MAI pronto davvero, neanche dopo 10 anni. In 2 uno guida mentre uno è da solo. E dopo pochi mesi non vi terranno più come terzo Credo di aver già scritto troppo. Aggiungo solo un dettaglio. Se "una firma ed ecco i moduli di come funziona il centralino" sostituisce la formazione, correte via. Ma davvero, vi rischiate la peggio merda per giocare agli eroi |
Re: Praticare grazie al volontariato
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Re: Praticare grazie al volontariato
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Sapevo dell'esistenza di questa associazione, ma non faceva proprio per me (in emporio ho conosciuto una persona, tra l'altro molto simpatica, volontaria alla croce rossa). Utile precisare che associazioni di volontariato come croce rossa o protezione civile sono molto strutturate, nel senso che puoi diventare volontario solo previo superamento di una selezione e un percorso formativo (Mi confermi?). Tutt'altra logica rispetto alle altre associazioni, tra cui quelle per cui lavoro io, dove non c'è selezione in entrata (poiché non richiedono competenze). |
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In anpas e misericordie il corso teorico è più breve, mentre la CRI prevede molte più ore,eppure non ho visto questo gap. Ho partecipato alla selezione della croce ma mi è parsa più improntata a cercare "quelli con i cuoricini negli occhi" che non vere competenze: buoni soldati con la Missione Sacra , che dicono sempre sissignore anche quando la logica vorrebbe un no. C'è da dire che pure una sede anpas che ho frequentato aveva la stessa impronta, mentre quella in cui ho scelto di formarmi ha un regolamento molto più permissivo, per contro con una maggiore assunzione di responsabilità. In tutti i casi la selezione c'è solo in entrata, più sulla fiducia o simpatia. Poi se non sei buono, ormai sei dentro e lì rimani. Sta ai responsabili la decisione su chi mettere a fare cosa. E come dicevo, sta spesso (troppo spesso) al volontario dare un categorico NO NON ME LA SENTO. Dopotutto i responsabili spesso sono altrettanto scappati di casa di vecchia data, o se dipendenti imbucati dall'amico sindaco per manifesta incapacità a trovare lavoro in ambito privato. La mia scelta è stata in funzione del QI del presidente. Una cosa che ho omesso, anche dei servizi civili possono presentare situazioni impreviste: un tranquillo anziano portato a vaccinarsi può svenire, un bambino down può avere una crisi, o un pakistano una crisi epilettica, uno shock anafilattico... (anche un bambino non affetto da sindrome di down, ma per capire che non con tutti si ha comunicazione) L'imprevisto è più comune del previsto. E se sbagli, sono cazzi. Dico questo nonostante non mi sento di condannare il tutto, solo per mettere in guardia. Il lavoro è nobile, il modus operandi troppo spesso pessimo |
Re: Praticare grazie al volontariato
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Da parte mia svolgo attività molto semplici dal punto di vista operativo, quindi non ho grandi responsabilità da gestire. I compiti sono lineari. D'altronde con i sintomi dell'ansia sociale che avevo, anche se avessi avuto interessamento e intenzione per l'ambito sanitario/assistenzialistico, non mi sarei mai imbarcato nella Croce Rossa e simili (proprio no :mrgreen:) |
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