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Riuscire a confidarsi coi genitori
Come da oggetto.
Siete mai riusciti a confidarvi coi genitori, ad avere in uno o entrambi i genitori delle persone cui far riferimento per i vostri problemi, che siano grandi o piccoli, ad avere avuto dei risultati efficaci (soprattutto questo) nell'aprirvi relativamente a voi stessi coi genitori? Insomma, avete un rapporto umano solido e profondo coi genitori? Per quanto mi riguarda, col passare del tempo ho sempre più visto questo problema come una delle maggiori radici della mia difficoltà a relazionarmi col prossimo. I miei genitori, nonostante tutto, non mi hanno fatto (quasi!) mai mancare niente dal punto di vista materiale, soprattutto mio padre (meno mia madre). Ma dal punto di vista umano li ho sempre sentiti estremamente distanti, ognuno a modo proprio... Mia madre incapace di reggere per la propria ansia eventuali problemi dei figli ha fatto sì che io non abbia imparato a esprimere le mie debolezze, anzi, ho imparato a nasconderle il più possibile. Mio padre si è sempre trincerato dietro una muraglia di indifferenza verso i miei problemi, in alcune occasioni anche dileggiandoli. Entrambi non hanno mai accettato di mettersi in discussione. Soprattutto, le poche, pochissime volte che ho provato, anche con enorme sforzo, a far presente a uno dei due le situazioni di disagio che vivevo (ad es. a scuola) non ho ottenuto alcun riscontro positivo, è stato come se avessi gettato le mie parole al vento. L'idea era che dovessi arrangiarmi, e che lo sforzo costato per aprirmi non valesse mai la pena. Ho imparato sin dalle scuole elementari che a casa l'unica fosse fingere che andasse "tutto bene", ed è stato solo in età avanzata, praticamente all'università, che ho cominciato a imparare, per la prima volta, ad aprirmi verso gli altri, a confidarmi, a cercare supporto emotivo nelle altre persone. Forse è stato troppo tardi, perché a quel punto imparare come interagire cogli altri è stato difficile, molto difficile. So che molti in questo forum hanno avuto e hanno tuttora un rapporto difficile coi genitori, ma mi piacerebbe comunque sapere eventuali esperienze, magari e si spera anche diverse dalla mia. |
Premesso che sono stato adottato dopo la perdita di entrambi i genitori, ma in effetti è come dici tu anche per me , l’unica cosa che posso aggiungere è che una decina di anni fa parteciparono i miei a qualche incontro di psicoterapia su richiesta della psichiatra , se non ricordo male a 4-5 incontri perché avevo bisogno di reinserirmi nel contesto famigliare a seguito di un gravissimo crollo emotivo e ricovero , chiaramente negli ultimi anni non ho più parlato con loro del mio disagio perché voglio dare l’impressione di stare abbastanza bene , non voglio creare altri problemi visto che hanno fatto molto per me , comunque ho un buon rapporto però non profondo e intimo fino a confidare tutto, detto questo loro sanno che comunque prendo medicinali e ogni tanto vado ancora al csm ( anche se ora è da qualche mese non vado )
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
No, altrimenti non scriveremmo qui.
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
dipende su quale argomento.
su certe cose si, racconto tutto. su altre non apro bocca oppure mento spudoratamente. seleziono molto le parole che dico. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
I miei genitori non sanno niente dei miei problemi.
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Ma non è neanche facile fare i genitori.. mi sono aperto si, ma gli ho dato solo un dispiacere. Tanto che aiuto ti possono dare, mica sono esperti psicologi.
Abbiamo avuto una ricombinazione genetica del ca**o, questo è il problema. Abbiamo delle tare genetiche, ci si può fare poco. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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Sei troppo perdonista. Dovresti essere più cattivo invece :D |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Qualcosa sanno, anche se più che dirmi di continuare ad andare dallo psicologo non penso possano fare granché
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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Ciò non toglie che qualcosa gliel'ho rimproverata, soprattutto per non aver capito i miei grossi disagi col mondo del lavoro, che per me dopo i geni malati è la causa principale di disagio.. lì potevano pure supportarmi. mi sarebbe piaciuto qualcuno che mi avesse detto "lascia questo lavoro, per un po' di tempo ci pensiamo noi a te, poi con calma ne cerchi un'altro" però non è stato fatto.. è questa è una colpa, ma cmq vengono da una generazione in cui i lavori non si cambiavano, non si lasciavano, ci si sacrificava anche in nome della salute.. scelta molto discutibile ma tant'è. Bisogna fare i figli da giovani, per essere più moderni con loro. Quando la gente mi dice che vuole fare i figli a 40-45 anni mi viene un brivido nella schiena ed immagino già il disagio di quel povero figlio. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Si, con mia madre soprattutto. Anche mio padre alla fine è comprensivo, anche se davanti a me non lo dimostra e ha dei modi di fare un pò bruschi a volte.
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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Per sapere sanno, anche se non in dettaglio, com'è la situazione.
Lo sanno ma si scontrano con la loro impotenza in materia,e penso si struggano per questo. In discussione, però, non ci si mettono nella maniera più assoluta. A livello di comprensione umana, la cosa è altalenante; a volte,in particolare uno dei due,si dimostra molto comprensivo, perché ha un carattere più simile al mio. L'altro è, invece, totalmente l'opposto,e mal digerisce il fatto che io non si altrettanto. Semplicemente, non riuscirà mai ad immedesimarsi,per cui si è spesso lasciato andare a pesanti critiche,vessazioni,ed accuse di accidia. Di mio ho sempre mantenuto la politica del "non dire nulla", per dare una parvenza di normalità,e per non creare inutili ulteriori tensioni. In linea generale, nella situazione odierna, c'è una tacito accordo,non si discute,non si litiga, non si guarda al problema. Ma c'è,come si suol dire,un grosso elefante nella stanza. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Io ho parlato con loro quando ormai avevo 25 anni, in seguito ad un crollo che avevo avuto.
Diciamo che mo hanno aiutato con psicologi ecc. (Che per il mio grande blocco del lavoro... non sono serviti). Hanno partecipato a una o due sedute; soprattutto mia madre. Credo che un po' si senta in colpa e che mio padre un pochino gliela dia. Anche se lui è un po' orso e quindi non mi ha mai dato molto affetto (perché proprio non riesce ad esprimerlo). Enteambi non mi hanno mai fatto mancare nulla a livello materiale... a livello di crescita palesemente si :mrgreen: o non sarei qui. Comunque, nonostante tutto, credo che ancora sottovalutino la mia ansia/panico nel lavorare. Penso che la prendano un po' come "ma io sono convinto che se ti butti poi ce la fai". Non so se mi sono spiegata ahhaha. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
I miei genitori hanno vissuto in un periodo e ambienti talmente diversi da quelli in cui sono stato gettato ed immerso io in adolescenza e preadolescenza che li ho trovati sempre praticamente inutili ed incompetenti su certe questioni, io anche ero incompetente rispetto ad altri ma ero piú competente di loro nel capire la situazione.
Non è una cosa legata solo ai disturbi, da una generazione all altra si è avviato un cambiamento tanto veloce che quel mondo in cui vivevano loro praticamente non è esistito piú. A scuola prima le classi erano separate per sesso ad esempio, e i miei genitori sono cresciuti in questo ambiente qua. Quando io ero ragazzino avevano difficoltà ad essere di supporto e aiuto. Piú il mondo cambia velocemente piú le vecchie generazioni si trovano impreparate nell educazione e nel dare supporto. Bisogna trovare dei coetanei o persone non troppo piú grandi forse, i figli li vogliono fare a 80 anni, ma piú il divario di età cresce piú la comunicazione e comprensione diventa difficile a meno che non si abbiano genitori mentalmente progressisti (pochi) io questa gran differenza tra i miei genitori e quelli di altri (l essere dei confidenti e consiglieri comprensivi) non l'ho vista, per questo non mi sembra sia questo il nucleo del problema, dei miei problemi. In caso di problemi ci si attaccava, ma si attaccavano quasi tutti quando sono cresciuto io. Da parte loro c'era la buona intenzione, volevano anche parlare, ma questa secondo me non basta. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
No io evito di parlare dei miei problemi, sopratutto con mio padre, non ho un buonissimo rapporto. Io non lo tollero e viceversa probabilmente, nessuno di loro sa che sono un pò depresso e dei problemi lavorativi e sociali.
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Purtroppo faccio fatica a confidarmi con chiunque, genitori compresi...
Diciamo che mia madre e mio fratello mi hanno spinto a ricorrere alla psicoterapia, ma solo perchè mi si leggeva in faccia il disagio. E' difficile spiegare cosa provo perché manco io a volte lo so... i sentimenti si confondono e se non riesco a parlare a me stesso internamente come posso farlo ad una terza persona ? Diciamo comunque che mia madre è la persona con cui mi sento meno in imbarazzo. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
No tutto inutile, vivevo in un ambiente familiare in cui i problemi psicologici non erano contemplati, "non esistono", mentre se c'era qualcosa di fisico subito a mobilitarsi.
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Se non dico nulla è più colpa mia che colpa loro , perché ho sempre avuto questa sensazione di solitudine interiore dove ritenevo meglio non aprirsi alle proprie emozioni negative, comunque credo mi avrebbero ascoltato e suggerito di farmi aiutare , quando ebbi quel grave crollo emotivo erano molto scossi e preoccupati ricordo
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Ho un buon rapporto con mia madre ma non ritengo opportuno confidarmi con lei.
Preferisco evitarle ulteriori preoccupazioni, tutto qui :) |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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E' anche vero però che all'apprensione si collega sovente il distacco emotivo: abbiamo un bagaglio di energie non infinito, e chi tende a investirle tanto nella preoccupazione finisce per non averne molte da dedicare al resto, ad esempio manifestazioni fisiche e tangibili di affetto e vicinanza. E anche questo è un elemento da non sottovalutare. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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Rimango dell'idea che l'educazione ha sicuramente il suo peso ma la genetica sfigata lo ha di più. Non voglio andare troppo nel particolare ma posso dire con assoluta certezza che, almeno nel mio caso, la genetica ha avuto un peso assoluto. Se nasci fisicamente robusto ed emotivamente forte non ti ferma nessuno. Devi andare bene per forza. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Sul fisico si, ma sulla testa?
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Riguardo ai problemi psicologici mai detto nulla però mia madre tanti anni fa lesse qualcosa sul mio diario segreto e invece di parlarmi trascrisse qualche pagina. Bruciai le mie pagine e le sue, quelle che trovai.
I miei non mi hanno mi hanno mai sentito parlare di un ragazzo e nemmeno mi hanno mai chiesto qualcosa. Penso sia strano dalla parte dei genitori vedere che i propri figli non frequentino persone dell'altro sesso. Anche per il fatto che io non abbia un lavoro decente, non capiscono che per me è solo un ripiego per non sentirmi in colpa di stare a casa e lo faccio solo perché non ho mai avuto il coraggio di provare altro. In ogni caso non hanno mai voluto approfondire niente, credo sia più facile così. Quando invece mi sono sfogata sul mio aspetto fisico l'unico che non mi ha aggredito è stato mio fratello perché loro invece non hanno capito che per me si tratta di un problema davvero invalidante. Allora niente ho proprio capito che non ci può essere dialogo e che il resto dei problemi è meglio tenerseli per se. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Mai riuscito a confidarmi con i miei genitori, tra l'altro credo che entrambi avrebbero avuto bisogno loro in primis di uno psicologo, non che siano degli psicopatici sia chiaro, ma ogni tanto qualche atteggiamento strano in loro lo noto... anche se provassi a parlargli dei miei problemi sarebbe un buco nell'acqua, per loro sono sempre tutte "cavolate" e sminuiscono sempre il tutto, soprattutto mia madre.
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
A mia madre racconto tutto, malgrado il rapporto logoro e irrecuperabile. Ma è dovuto al fatto che ho bisogno di raccontare sempre tutto a qualcuno, altrimenti implodo. Ogni tanto comunque riusciamo a ridere insieme, cosa incredibile.
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Confidarsi viene spesso meglio farlo con persone diverse dai propri famigliari
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
No, con i miei genitori non ho mai avuto un vero e proprio rapporto, anzi forse giusto po' con mia madre ma sicuramente non abbastanza da potermi confidare, invece con mia padre proprio zero.
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Un giorno credo usciranno i geni specifici che predispongono alla depressione, piuttosto che al temperamento inibito (da cui poi fobia sociale e simili). Detto ciò, è evidente che il fattore familiare/ambientale è comunque determinante, molto. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
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L'educazione cattiva dovrebbero poi ereditarla tutti i figli. Per me non può essere vero che il problema sia proprio questo, questa cosa del parlare coi genitori e confidarsi è un qualcosa di relativamente recente, le vecchie generazioni non parlavano mica poi tanto dei loro guai coi genitori, sarebbero dovuti venir fuori tutti disturbati e disagiati, ma non è così. La vicinanza affettiva e la possibilità di comunicare col genitore come un confidente affidabile non le vedo come due cose sovrapponibili, ci può essere la prima in assenza dell'altra, la seconda secondo me è una conquista relativamente recente e che appartiene a pochi, a causa di svariati problemi. Sicuramente rappresenta un qualcosa in più, ma non credo che possa essere questa la causa principale, al più potresti aver ragione quando dici che certe condotte dei genitori potrebbero essere copiate e assimilate dai figli, questa cosa qua già mi convince di più. In fin dei conti anche un certo tipo di lingua si trasmette così, non sono i geni che definiscono l'italiano o il francese, questi esistono perché i figli copiano quel che fanno i genitori. Usando una metafora certi disturbi potrebbero non consistere nel copiare una lingua "sbagliata" ma nel non riuscire ad assimilare alcuna lingua. La spiegazione della copia mi sembra che non calzi tanto nel mio caso perché i miei genitori hanno fatto tutt'altra vita rispetto alla mia, non mi sembra di averli presi come punto di riferimento, direi che questa cosa nel mio caso è fallita, ed è fallita anche quando ho cercato altri modelli. Se una persona normale ha i genitori che rubano, delinquono, fanno truffe o vive in ambienti che usano questi sistemi qua, è molto probabile che erediterà questi schemi qua per sopravvivere. Queste cose qua penso che non siano genetiche. Ma io gli schemi per sopravvivere dei miei genitori non sono riuscito a ripeterli, per questo ho l'idea che ci sia una forma di deficit di apprendimento (che colpisce il sistema motivazionale o altri sistemi) e non mi fa apprendere quel che apprendono altri. Io mi sono accorto che ho molta difficoltà nel copiare atteggiamenti, toni di voce e cose del genere, mentre ho visto altri riuscire ad assimilare facilmente certi schemi osservati, un sorriso di circostanza, e tutta una serie di abilità sociali: ho visto transitare un modo di fare di una persona, che so un occhieggiamento seduttivo, in un'altra. Mio fratello ad esempio è capacissimo di fare cose del genere e a seconda della situazione riesce a sfoggiare un repertorio diverso, io invece ho difficoltà proprio ad assimilarlo questo repertorio. Quando ci provo forzatamente viene fuori una mezza schifezza inefficace, un attore che recita come un cane. Hanno focalizzato sempre i riflettori sulla capacità delle persone di apprendere il linguaggio, far di conto e roba del genere, ma nessuno si è mai sforzato di capire come si assimilavano tante altre cose dall'ambiente e quando e in che circostanze si assimilavano. Magari ci sono certe persone che messe in un ambiente di timidi assimilano questi atteggiamenti e diventano timide, o messe in un ambiente estroverso diventano estroverse, mentre magari ce ne sono altre ancora che sono "resistenti", dove le piazzi le piazzi non assimilano comportamenti adattivi o disadattivi, non assimilano nulla ed hanno un repertorio limitato per vivere all'interno del mondo sociale e non riuscendo a gestire bene le cose tendono a ritirarsi. Se io avessi avuto genitori delinquenti e fossi stato immerso in un certo ambiente, dubito che sarei riuscito ad assimilare queste condotte, avrei avuto le stesse difficoltà, divenendo comunque un disadattato anche nell'ambiente più ristretto, qua penso che ci sia qualcosa a monte che non va, ma non si tratta di QI e roba del genere. Grosso modo la lingua l'ho appresa e anche altre cose a livello intellettivo, mi sembra che quel che non riesco ad apprendere sia questo altro, ma ho l'impressione che sia la parte più importante. Sono elastico su certe cose e riesco a ripeterle e assimilarle, mentre sono meno elastico su altre. Ho l'impressione di aver bisogno di un sistema di assimilazione particolare e mirato (ma non saprei quale), perché io non riesco ad elabolarle proprio certe cose nell'insieme. Ad esempio se sono arrabbiato con un tizio non so mettere in piedi un comportamento consono alla situazione, l'emozione c'è ma a questa non riesco ad associare un buon repertorio comportamentale efficace, posso osservare anche un altro fare certe cose quando è arrabbiato e non riuscire a ricalcare quel modo di fare, possiedo un repertorio innato ma questo non basta a livello sociale, il repertorio innato consiste nell'aggredire fisicamente l'altro, menarlo e fare cose del genere. Poi oltre a questo secondo me anche tanti altri fattori incidono, l'ho sempre sostenuto, l'aspetto, la salute fisica e tutto il resto. |
Re: Riuscire a confidarsi coi genitori
Bisognerebbe trovare punto di incontro coi genitori finché si è in tempo, non vivranno sempre,poi rimarrà il rimpianto e il senso di colpa
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