![]() |
La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
3.141592653589793238462643383279502884197169399375 10582097494459230781640628620899862803482534211706 79821480865132823066470938446095505822317253594081 28481117450284102701938521105559644622948954930381 96442881097566593344612847564823378678316527120190 91456485669234603486104543266482133936072602491412 73724587006606315588174881520920962829254091715364 36789259036001133053054882046652138414695194151160 94330572703657595919530921861173819326117931051185 48074462379962749567351885752724891227938183011949 12983367336244065664308602139494639522473719070217 98609437027705392171762931767523846748184676694051 32000568127145263560827785771342757789609173637178 72146844090122495343014654958537105079227968925892 35420199561121290219608640344181598136297747713099 60518707211349999998372978049951059731732816096318 59502445945534690830264252230825334468503526193118 81710100031378387528865875332083814206171776691473 03598253490428755468731159562863882353787593751957 78185778053217122680661300192787661119590921642019 9
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Non sarà facile accettare la situazione, non sarà facile conviverci ma non abbiamo molta scelta. |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Le volpi non mangiano l'uva.
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
quelli che ti fanno le chiacchiere da ascensore, chi quelle da manualetto spicciolo da discount, casalinghe new age che ti abbracciano dopo aver acceso l'incensino profumato di fregnacce e riappacificazione universale di polistorolo. quelli "duri" che pensano di essere molto postmoderni e trasgressivamente incisivi nell'adottare la politica del "in realtà non vuoi guarire, cazzi tuoi - ma anche miei, ché intanto ti prosciugo le finanze-". Io poi in particolare sono perseguitata da quelli che alla fine anziché pensare a me come paziente, cercano la mia approvazione e la mia considerazione. L'apice del grottesco la raggiunsi con un illustre primario nonché insigne professore con tanto di schiera di lacchè pronti a sventolare piume di struzzo al suo passaggio, che non faceva che decantare sterilmente le mie doti per poi sciorinarmi i suoi successi (persino quelli sportivi :miodio: ) pur di strapparmi tiratissimi complimenti, con pena e imbarazzo (per lui) crescenti. poi però 150 euro a "seduta" ero io a doverglieli dare. Per non menzionare l'ultima, ennesima delusione... io cominciavo a stare malissimo per le emofilie e febbri paranoiche insorte a causa delle subdole meschinità seminate dal mio non-ragazzo circa l'intimità del suo passato, e quella esauriva la mia dolorosa confusione con esternazioni di merda, superficiali, inopportune, senza tatto e del tutto fuori luogo, vòlte solo a sgradevolmente convincere in primis se stessa di essere una donna fica e di larghe vedute nonostante provenisse da un paesino sperduto della Sicilia. veramente BASTA. Se questa categoria "professionale" esiste ancora e purtroppo continuerà a esserci, è solo esclusivamente perché per non morire alla fine spesso si cede all'illusione psicologica della anche solo configurata possibilità di un appiglio a cui aggrapparsi vaneggiando speranza. Basterebbe pensare che sono esseri umani, "persone", per lapidare la tentazione di cedere a questa debolezza. Ovviamente il tutto è uno sfogo personale, il mio vissuto. lungi da me sminuire chi sostiene di aver risolto i suoi mali con la psicoterapia; lo rispetto, ma guardandolo con la stessa fantascientifica costernazione di chi trova la sua salvezza nella religione. |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
XL devi capire che il socialismo, ovvero la ridistribuzione delle risorse può avvenire solo con ciò che è materiale e quantificabile, tangibile, oggettivo, oggettuale, tutto il resto afferisce al mondo della mente e come tale non può essere soggetto "parametrazioni" oggettive. Tu vorresti avere di più di quello che hai ma non vuoi impegnarti per averlo perché non ritieni giusto il sistema fondato su impegno e competizione, di conseguenza miri a una forma di ridistribuzione delle risorse in modo che tutti abbiano un poco invece che un sistema dove pochi hanno molto e molti hanno poco, dico bene? Orbene, questo lo puoi fare con le risorse materiali, non con quelle psicologiche, e non è nemmeno giusto pensare che il benessere psicologico derivi necessariamente da quello materiale. Insomma, o tu decidi di stare bene, o non starai mai bene, dimenticati di poter stare meglio grazie agli altri, perché è probabile che le tue strutture mentali ed emotive ti portino a cercare in qualche modo un alibi al tuo malessere. E' qualcosa di radicato in te, lo dovresti estirpare rivedendo i tuoi schemi emotivi dal principio.
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
La bugia dell'uva acerba può servire per mettersi a posto la coscienza facendo i conti con se stessi; per dire "non mi impegno perché tanto non ne vale la pena" e ci si sente a posto, ma in fondo alla coscienza resta l'amarezza dell'insuccesso.
La fatica di cui parli l'ho provata anch'io in ambito amoroso e la provo ancora in ambito amicale, nel senso che non sono riuscita ancora ad impegnarmi e affrontare la fatica relativa al consolidamento di un rapporto di amicizia. Ma nel primo caso ci sono riuscita e credo che, in entrambi i casi, il meccanismo di fatica sia lo stesso, se non maggiore nel primo caso richiedendomi un grado di maggiore d'intimità. Leggendo le tue parole, mi è venuto in mente che probabilmente la fatica non finirà mai, ma arriverai ad un punto in cui il piacere supera di gran lunga la fatica e sentirai che ne sarà valsa la pena. |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Forse sarebbe bene che gli psicologi fossero più sinceri, nel dire il motivo che si fa fatica a socializzare.
IL motivo è perché secondo me, noi non abbiamo certe capacità innate a farlo, a differenza di molti altri che riescono facilmente e spontaneamente. Poi dobbiamo fare i conti con la nostra apatia che è quella una causa che impedisce nel provare piacere a relazionarci. Tutto diventa uno sforzo e ci si chiede spesso se ne vale la pena... Sei in buona compagnia come hai visto... |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
A leggere i vostri interventi devo ammettere di esser stata fortunata: la mia psicologa diceva che non dovevo sforzarmi di socializzare, che ci sono persone portate per avere molte relazioni ed altre no, e che non dovevo sentirmi diversa o sbagliata per questo :arrossire: Sentirmelo dire mi ha fatta sentire sollevata, quasi mi avesse restituito il permesso di essere me stessa :mrgreen:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Oltre a questo, l'altro principale motivo, che ho ormai superato, credo riguardi la presenza di pensieri disfunzionali in base ai quali ci vediamo inadatti ed inferiori rispetto agli altri per vari motivi. Vinto quest'ultimo, rimane comunque il primo, ma ci si sente molto meglio. |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
metti ad esempio un benestante borghese in una classe di poveri dei quartieri poveri di città..son quasi sicuro che il benestante starà molto insicuro e sara il meno socievole.. e magari coi soldi avrà piu successo nel reperire donne come partner sessuale, ok ma non per questo la sua felicità mentale sarà tra le migliori anzi.... il solo sesso mica rende felici, rende solp un gran piacere e basta la felicità è qualcosa di puramente mentale |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
e poi il principe non viveva giornalmente con loro |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Personalmente mi ritengo un materialista nella misura in cui affermo il primato delle condizioni materiali/ambientali/biologiche come scaturigine dei fenomeni di massa, ma sono altresì spiritualista quando affermo la possibilità da parte del singolo di fare affidamento sulle proprie risorse interiori al fine di acquisire il giusto equilibrio, anche in assenza di condizioni materiali ideali. Ciò detto, qual è il punto a cui vuoi arrivare: vorresti di più materialmente ma non ritieni giusto l'impegno, la dedizione e il sacrificio tradizionalmente intesi dalla società della competizione e auspichi un sistema in grado di dare di più agli individui con minori sforzi? |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Quote:
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Quote:
Quote:
Ci risiamo: sai quali sono i paesi che danno il reddito sociale più alto per i disoccupati? Quelli scandinavi, e sai quali sono i paesi col più più alto tasso di depressi? Sempre i paesi scandinavi Quote:
Quote:
Quote:
Quote:
Eppure in Giappone la differenza reddittuale in proporzione tra un operaio e un dirigente è 1: 2,5 mentre in occidente è 1:14...per non parlare dei paesi africani, dove il divario tra ricchi e poveri è ancora maggiore, ma i tassi di suicidio sono bassissimi. Come vedi non é la sperequazione retributiva (che va comunque combattuta) ad essere alla base dei problemi psicologici individuali. |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
avete ragioni entrambi e.. la fobia sociale nasce/può nascere sia in contesti intimi sia per il giudizio sociale.. anzi spesso nasce in contesti intimi dove si mette constantemente sotto giudizio il figlio che probabilmente sarà affetto da fobia sociale. dicendogli frasi "sei inutile, sei un fallito, sei un buono a nulla, non combinerai niente nella vita" il giudizio esterno tipo i voti di matematica bassi influiscono essenzialmente nelle persone già disturbate riguardo la competizione.. e ripeto parecchi studenti italiani se ne sb@tte allegramente di un 3 in compito :ridacchiare: gli italiani sono il popolo dei disoccupati contenti di essere tali e degli imbroglioni e raccomandazioni non è solo perche ci sono piu casi di suicidio tra i disoccupati significa che la maggioranza dei disoccupati italiani è sull'orlo del suicidio |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
E' impossibile pensare di dare lo stesso reddito a lavoratori e disoccupati, così facendo si viene a creare una tale svalutazione della prestazione lavorativa da indurre tutti a desiderare di non lavorare. Perché una persona dovrebbe sacrificarsi per 8 e più ore al giorno senza che questo investimento di tempo e risorse venga riconosciuto da un congruo stipendio? Allora è meglio creare una società non fondata sul lavoro materiale degli individui, dove virtualmente ogni persona sia dispensata dall'impellenza di lavorare.
Ciò detto, continuo a ripetere che i disturbi della personalità hanno maggiormente a che fare con l'investimento affettivo elargito in ambito famigliare dai nostri caregivers (chiamali genitori o chi per loro) e il loro superamento, una volta raggiunta l'età adulta, è comunque affrontabile anche da soli. Il reddito afferisce alla sfera del sostentamento materiale, ma si può vivere bene interiormente anche senza. |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
anche tu muttley sembra che sottovaluti i contesti familiari quanto siano pesantie opprimenti e liquidi la coda " è che si vuole crogiolare" troppo bello fosse cosi semplice |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
bisogna tener conto anche di questo |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Questa bassissima opinione di sé da dove viene? Dalle stelle (cit.)? O la persona si diverte a pensar male di sé stessa per hobby? "Uno si autosvaluta": così, dalla sera alla mattina. Il giorno prima tutto a posto, il giorno dopo si alza e decide di sputarsi in faccia davanti allo specchio e cominciare a crearsi tutta una serie di difficoltà di socializzazione. Quote:
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Ecco, una persona dovrebbe arrivare a maturare ugualmente una buona concezione di sé e del proprio valore senza troppo badare alle conferme altrui, allo stesso modo di come fa con le proprie idee. Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Le idee uno se le può anche tenere per sé, non servono da sole per socializzare (magari fosse così). Ma se si parla di socializzazione i feedback esterni positivi sono indispensabili (se uno becca solo feedback negativi non può socializzare). Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Si legge spesso, in questo forum, di utenti che hanno maturato una pessima opinione relativamente all'idea di piacere all'altro sesso: siamo sicuri che tali individui non partissero già con un'opinione negativa alla base di tutto? Ad esempio uno che si descrive socialmente imbranato e con la faccia da tontolone, per me non ha una buona opinione di sé relativamente al proprio carisma sociale :occhiali: |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Quote:
La mancata rispondenza ai requisiti solitamente richiesti per ottenere l'approvazione sociale può portare a feedback negativi => delusione => bassa autostima. Quote:
Quote:
E da dove gli sarebbe venuta, questa opinione negativa? Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
quello che dici non significa niente, è l'ambiente familiare nei primi anni di vita a influenzarti per il resto della vita, che ci piaccia oppure no. quando noi andiamo a scuola per la prima volta non partiamo PER NULLA da zero perche l'ambiente familiare ci avrà già un tantinello influenzati e buona parte delle nostre opinioni su se stessi sarà influenzato proprio dall'ambiente familiare. questo sempre anche se più passeranno gli anni e piu saremmo indipendenti dai primi giudizi familiari fatti quando eravamo infanti fatto sta che saremmo più indipendenti, maturi e consapevoli non è detto che sia una passeggiata cambiare sopratutto in base al fatto che più si invecchia piu è difficile cambiare dai tuoi discorsi sembra che passati i 15anni se non cambi sei uno sfig@to, purtroppo nella vita certe cicatrici ci rimangono.. potresti dire invece che nonostante certe cicatrici rimangano non significa che almeno parzialmeno non possiamo migliorare. |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
adulta debba essere una passeggiata e simili o sembra dar minimo peso ai condizionamenti familiari dico che puoi far intendere ciò, non che tu abbia detto espressamente ciò :D |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Quote:
Quote:
Quote:
Quote:
E comunque, sono influenze esterne sia quella della famiglia che quella dell'ambiente circostante. Ciò smonta la tua tesi che la persona sia la principale causa della sua bassa autostima. |
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
|
Re: La volpe e l'uva... Ma è una cura quella che mi serve?
Quote:
Se io penso di non essere adatto a lavorare perché, putacaso, vengo da una famiglia dove mi è stata trasmessa (anche in buonafede) l'idea di essere una persona non autosufficiente, non in grado di provvedere a se stessa e di soddisfare le richieste altrui, mi rassegno a morire di fame? Direi che non è il caso, preferisco modificare quest'opinione che ho di me. Vale anche per le relazioni umane. |
Tutti gli orari sono GMT +2. Attualmente sono le 20:02. |
Powered by vBulletin versione 3.8.8
Copyright ©: 2000 - 2025, Jelsoft Enterprises Ltd.