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Il luogo dove viviamo influenza il....
.... nostro umore?
mi spiego meglio: prendiamo il caso di una persona a caso che vive in un paese di provincia, stipendio regolare, posto garantito a vita, pero'.... si sente morto dentro! pensa che l' unico modo per uscirne sia mollare tutto e andare nella grande città: svaghi di ogni genere, possibilità di farsi una ragazza, possibilità di fare sempre amicizie nuove , locali sempre diversi, cinema etc. Secondo voi (domanda) il tizio in questione, che tra l'altro soffre di problemi di umore, andando nella grande città risolverebbe il suo problema esistenziale o i suoi disturbi dell umore si ripresenterebbero anche nella città "dorata" e tanto desiderata come fine della sua vita noiosa di provincia?? |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Secondo me se è "maturo" , preparato per certe esperinze può cambiare in meglio, altrimenti si orterà appresso molti casini mentali anche nella grande città, potrà uscire più spesso, conoscere molte più persone però non è detto che sappia sfruttare l'occasione.
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Io vorrei tanto che cambiare aria possa servire a qualcosa, ma sono più propenso a pensare che questo problema si risolve prima da "dentro" e poi da "fuori"
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
mortacci sua che tiene posto fisso e stipendio!!
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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questo è più di un problema da capire..... |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
non credo sia una buona e reale soluzione...ma se la sua testa si convince di ciò...allora sicuramente lo sarà...
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
No.
Io tutte le volte che sono andato in grandi città per qualche giorno (Roma, Milano, Napoli) mi sono sentito spiazzato e d'umore stavo peggio di prima, perché sentivo di essere il nulla anche lì. Anzi, di essere più nulla di prima. |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Bella domanda. Per ripetere una delle mie citazioni preferite: «Traslochiamo… e speriamo che i problemi non ci seguano» (dal film “Mrs. Doubtfire”) :)
Detto questo, io ho sperimentato il contrario, sono passato dalla città alla provincia, e sono convinto che questo abbia peggiorato la situazione. Statisticamente dovrei rispondere che un ritorno nella grande città potrebbe facilitare le cose, ma se hai un lavoro stabile ed una certa età… |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
è la provincia secondo me che intacca sull'umore e su altro.
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
La provincia anestetizza tutto, nel bene e nel male. La metropoli non è garanzia di vita appagante ma ci sono più opportunità, e forse gente più aperta mentalmente.
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Quello che più mi piace della grande città è proprio l'essere sconosciuta tra sconosciuti, ovvio è depersonalizzante ma è proprio questo il suo aspetto migliore, ogni volta che si esce cambiano le persone, non si sà tutto di tutti come nei piccoli centri abitati e si evita di essere "catalogati". Mi sento libera di fare ciò che voglio e di cambiare ogni giorno pagina senza essere perseguitata dal gossip paesano.
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Io ho finito quest'anno le scuole superiori e sotto consiglio del mio psicologo (e anche perchè è un mio desiderio non avere più nulla a che fare con certa gente del mio paese) a settembre mi trasferirò per l'università... Io volevo andare a roma perchè secondo me più "ospitale" ma i miei genitori mi hanno invitato e consigliato di andare a milano perchè secondo loro una volta presa la laurea è più facile trovare lavoro e poi perchè dicono che tutti quelli che si trasferiscono lo fanno per andare al nord e non più a sud ecc ecc...e alla fine mi sono convinto è andrò a milano. Devo dire che le poche volte che sono andato su (per immatricolarmi, trovare casa ecc) mi sono trovato abbastanza bene nel senso che non avevo la croce dell'avere l'etichetta da sfigato...non mi conosceva nessuno percui nessuno mi guardava male o come se fossi un appestato e questa già di suo mi ha fatto sentire meglio...diciamo che camminavo a testa alta... Nel paese in cui sto adesso invece mi vergogno anche a uscire...tutti mi considerano un asociale percui non riesco nemmeno a guardare negli occhi le persone e mi rinchiudo dentro casa...stando qui non cambierò mai...la fortuna va cercata...io come ho detto ho una grande voglia di vivere e farò di tutto per non sprecare l'oppurtunità che l'università di ma di cambiare... Per la prima volta nella mia vita ho avuto anche una botta di fortuna conoscendo tramite chat una persona di milano ma questa cosa mi ha messo anche molta pressione e ansia addosso...ma non la faccio troppo lunga...questa cosa la racconterò poi in un topic a parte... |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
secondo me si anke se le coordinate possono essere..e le motivazioni possono essere diverse o inverse...
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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ma cosa intendi con precisione alla fine quando scrivi "un ritorno nella grande città potrebbe facilitare le cose,ma se hai un lavoro stabile ed una certa età…"?? |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Filosoficamente parlando, si potrebbe dire che nell’epoca della globalizzazione assistiamo a una progressiva destituzione del luogo per lo spazio. Il luogo è un punto chiaramente situato, con dei limiti propri, che ci è generalmente famigliare. Lo spazio non ha dei limiti: è incondizionato, illimitato; ciò corrisponde perfettamente alla logica della metropoli che tende, attraverso una propria dinamica, alla soppressione di tutti i limiti. Il capitalismo è rappresentato dal carattere illimitato nel suo tentativo di collisione e di omologazione rispetto al mondo. In mezzo si trovano quelle culture popolari, con i loro modi di vita radicati, che ostacolano l’espansione planetaria delle metropoli e la trasformazione della Terra in un immenso cammino omologato. Tornare a orientare l’esistenza sul luogo vuol dire resistere all’influenza dell’incondizionato e, allo stesso tempo, restituire al mondo la diversità che ne costituisce la vera ricchezza.
(A.De Benoist) la metropoli uccide. è la metropoli che forza l'omologazione. il luogo, inteso nell'accezione dell'incontro, è molto più portato a valorizzare le differenze (quindi anche le nostre). |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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chi può dire il contrario ? |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Qualcuno di voi ha fatto esperienze di traslocamento?
Se sì, può raccontare? :) |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Tu dici: puoi farti nuove amicizie. Ma allora, mi chiedo, sarebbe lo stesso trasferirsi in un altro paese, magari lontano da quello natìo. La città, potresti dire, ti permette di avere più scelta nelle amicizie dato che c'è più gente. Non sono convinto, ho abitato in città e la mattina si lavora, il primo pomeriggio o lavori o lavorano gli altri, il secondo pomeriggio escono, la sera esce solo chi non lavora e chi non studia, quindi soprattutto spacciatori; quindi si passa il secondo pomeriggio sperando di trovare amicizie, ma come trovi le persone disponibile, dopo una certa età a fare amicizia senza avere punti in comune? Dove cavolo è andato a finire Andrea8888 che era un grande sostenitore di questo dubbio? E le sere di prefestivo o serate universitarie, puoi andare in discoteca, in un pub o in un discopub, o un discobar, o un club o quello che ti pare per vedere più persone interessanti possibili in un posto solo, però non è la stessa cosa che fai anche dal paese prendendo la macchina? Poi un'ultima cosa, fondamentale. Ognuno ha un carattere, questo carattere potrà anche cambiare, ma in quanti casi cambia in modo tale che le cose in un altro posto dovrebbero andare così diversamente? Ho frequentato diversi ambienti, scuole, campi, paesi, cittadine, città e tutte le volte è andata più o meno allo stesso modo: mi sentivo invisibile, cercavo di non fare la parte dello sfigato, vedevo gli altri che avevano molta confidenza tra di loro e non con me, passava il tempo e non avevano confidenza con me e io con loro, poi piano piano se la prendono e non mi trattano seriamente perché sono strano, io non mi fido e rimango distaccato e la situazione non si sblocca. Hai voglia a girare ambienti e città! L'unica cosa positiva che mi può capitare sono incontri con individualità affini. |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Mi sa che una cosa è trasferirsi per seguire l'università e un'altra per lavoro, tanto per dirne una. Dopo una certa età è più difficile fare conoscenze nuove, i gruppi sono più chiusi e infatti la mia esperienza è più simile a quella di Warlordmaniac. Se non avessi quei 2-3 amici (dal periodo universitario) che lavorano non troppo lontano per fortuna, sarei solo come un cane.
Credo però che in generale la città offra più opportunità, le probabilità di incontrare persone affini possono essere un po' più alte, se non altro perché in un città ce ne sono di più. |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Se non impariamo a stare bene con noi stessi e a vivere in modo equilibrato e indipendente il più possibile dai fattori esterni, il luogo dove viviamo ci può influenzare eccome...
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Paccello, quanti anni hai? Lavori?
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Non vado a lezione perchè le ho finite. Ma non esistono anche i turni di lavoro? Capisco di avere ancora un pdv sulla vita di città da giovane e privilegiato, ma come mai se esco la mattina, il pomeriggio o anche la sera durante la settimana persone in giro ne vedo? A costo di passare per immaturo mi auguro di trovare un lavoro che mi lasci dei margini di tempo libero.
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Nella melassa indifferenziata, dove nessuno è portatore di identità, non c’è vera libertà: siamo tutti schiavi
copio e incollo dall'altro post. nella metropoli siamo ancora più alienati come ingranaggi difettosi di una grande macchina. |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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nella metropoli si tende ad essere più selettivi perché l'offerta di uomini è molta. nella metropoli devi essere abituato alla socializzazione di massa. nella comunità piccola vi è una identità più radicata. subentrano fattori di scelta meno esasperati. c'è meno offerta di donne, ma anche meno offerta di uomini e difficilmente così "patinati" e "animali sociali". la legge dei grandi numeri è una idiozia per le relazioni stabili. non a caso è nel paese che ci sono più coppie stabili, non nella metropoli. poi se mi dici che bisogna nascerci e non trasferirsi è un altro conto. |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Secondo me state sopravvalutando la differenza tra paese e città. Non dimentichiamo che abbiamo la macchina e neanche possiamo dire di vivere in Kazakistan o nelle praterie del Canada, dato che i nostri capoluoghi sono tutti a mezz'ora o anche meno.
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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pensate con livelli di efficienza differenti ma secondo le stesse filosofie. il mio non è pessimismo, è una considerazione. "le possibilità" sono sempre un approccio quantitativo che è quello (non vi entra in zucca) che ci frega. inoltre ci sarebbe da capire di che possibilità si parla. conoscere donne? ho già spiegato qual'è il meccanismo. senza contare che la frenesia metropolitana impone la velocità in ogni attività umana. velocità che non può che essere svantaggiosa per un timido. Quote:
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
io abito in provincia e la gente tende a farsi i cazzi propri e ad avere orizzonti molto limitati. credo sia fisiologico per la provincia.
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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la frenesia ti piomba addosso anche solo come riflesso del caos che genera un agglomerato di persone così concentrato. la metropoli è un po' come internet, ti velocizza e ti moltiplica le opportunità ma per la stessa ragione non puoi valutarle con la dovuta pazienza. è ragionare sulla quantità. e questa è anche una mentalità sciocca che accompagna le lamentele del "qui a Canicattì non c'è niente, vuoi mettere Palermo? a Palermo non c'è niente, vuoi mettere Milano? a Milano non c'è niente vuoi mettere Londra? ecc." ma quando un posto ha un cinema, dei pubs, dei bar, disco (e qualsiasi paesone di media dimensioni ha almeno 2 o 3 di queste cose), ma che cosa vuoi di più per aggregare le persone? una moltiplicazione infinita di locali per giocare sulla legge dei grandi numeri? allora tanto vale usare internet e i social network. se te ne stai in casa è uguale che tu viva in città o che tu viva in campagna. se invece ti immergi nella vita cittadina dovrai per forza adeguarti alla movida metropolitana, ai grandi assembramenti di persone, ecc. sinceramente io vado a bermi una birra nel pub della provincia, dove la dimensione è sicuramente più a misura della mia personalità. |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
Lord Drachen, secondo me stai semplificando un po' troppo. A parte che non mi sembra così "tragica" la vita nelle grandi città, come vedi un po' troppo idilliaca la vita nei piccoli centri, e poi non c'è solo la megalopoli e il paesino di campagna.
Le grandi dimensioni sono effettivamente dispersive ma anche quelle troppo piccole sono limitanti..a te piace puntare sulla "qualità" ma a volte manca il materiale umano per trovarla! Ad esempio ci sono le città più piccole (intorno ai 100-200mila abitanti) che sono une bella via di mezzo per la vivibilità. |
Re: Il luogo dove viviamo influenza il....
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non parlavo della mia città, anche se preferisco un centro abitato più piccolo (20,000 va benissimo) |
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