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La verità sulla verginità maschile
Allora, aprite tutti bene le orecchie, la verità è la seguente. (sottotitolo: ironia)
Non è vero che la verginità è un problema gravissimo, non è nemmeno vero che l'inesperienza è un problema gravissimo. In fondo non si tratta nemmeno di un luogo comune. E' una cosa oggetto di qualche lazzo e qualche competizione quando si è adolescenti. La verità invece è che, su questo punto specifico e in genere su molti altri, i phobics hanno una fottuta paura dei conflitti, di mostrare un proprio pensiero autonomo e della famosa assertività. Vogliono essere invisibili, non spiccare e non distinguersi dalla famigerata normalità. Di contro, ovviamente, hanno un'ombra disgustata da tutto ciò, che tira il freno a mano e induce inibizioni, vergogna, ecc. Insomma, il problema non è la verginità in sé, ma il fatto che i fobici non riescono a non considerarla (ossessivamente e pretestuosamente) un problema. Quindi: continuare a lamentarsi e a discutere sulla verginità è una totale perdita di tempo. Una vera e propria ossessione che distrae dalle cose importanti della vita (che non sono nemmeno la palestra, il lavoro, l'altezza e così via, ma: saper star al mondo come persone e non come cose, rispettarsi (nota bene: non "far finta di rispettarsi") come persone e non come cose, cercare di costruirsi in modo da stimarsi (nota bene: non "stimarsi a prescindere"), sempre come persone e non come cose, valorizzare la propria libertà e il proprio valore/potere per quanto possibile, cercare e accedere a una buona intersoggettività, e varie altre). Il guru presuntuoso che non si capisce che parla a fare, visto che non è un ricercatore o un dottore in materia di verginità e nemmeno di cose e persone, ha parlato. (fine ironia) |
Re: La verità sulla verginità maschile
Ma per te è un problema oppure no ai fini di una relazione? Se sì, di grande o piccola entità? Una donna con un briciolo di sale in zucca (e a cui piaci per gli altri aspetti) che peso le darebbe?
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Re: La verità sulla verginità maschile
Non sono d'accordo.
Il sesso è uno dei maggiori piaceri della vita e la sua mancanza nella mia mi provoca decisamente disagio. Fortunatamente non sono più vergine... ma ormai è passato tanto di quel tempo dall'ultima volta che lo ho fatto che mi sento un vergine di ritorno. |
Re: La verità sulla verginità maschile
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Non dico che sia un pregio da apprezzare (cosa un po' fetish), ma che è una cosa sostanzialmente irrilevante. Se c'è intimità personale, quella fisica (in assenza di complicazioni) viene da sé, e se non viene non è per la verginità (che tra l'altro svanisce in fumo nel giro di una maledetta notte). Punto secondo, le persone non sono dio. E' pieno di cretini e cretine, soprattutto alla tua età, e questo è un fatto doloroso, ma nessuno ti vieta di cercare altre persone più decenti e, prima di questo, di evitare di avallare giudizi cretini. Se accetti tu stesso di essere inferiore e inadeguato in quanto vergine, lo proietti nelle tue interazioni. Se elabori un tuo giudizio proprio, più equo e sensato, acquisti sicurezza e autostima, ti senti più leggero e piaci di più. |
Re: La verità sulla verginità maschile
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Re: La verità sulla verginità maschile
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Re: La verità sulla verginità maschile
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Forse la vita è un'avventura anche tragica e non una passeggiata di salute, in cui si sente poco dolore ma si vive in sordina, buttando tutto il negativo sotto il tappeto e drogandosi di stupidaggini, illusioni e ossessioni, di esaltazione o di rabbia vittimista? |
Re: La verità sulla verginità maschile
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Tu che frequenti le spiagge nudiste e conosci il gusto della libertà, non troveresti liberatorio saper dire "sono vergine" senza provare paura o vergogna? Non è un obiettivo più interessante del perdere la verginità andando a mignotte? |
Re: La verità sulla verginità maschile
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Questo rende le cose difficili ai fini di una relazione intima? No, niente affatto. In una relazione intima, o le difficoltà (e francamente avete rotto i coglioni con sta normalità, quindi ti passo solo la 3 e in parte la 2) possono essere accettabili, e segnalarle subito non è un grosso problema, oppure sono inaccettabili, e in ogni caso non ci perdi nulla. Io ho l'impressione che tu non lo sappia nemmeno quali sono le tue vere difficoltà. Di certo l'inesperienza è una foglia di fico e lo è la verginità per chi è vergine. |
Re: La verità sulla verginità maschile
Penso che chi ha la fissa dei difetti, quali che siano, non riesca a provare nemmeno un briciolo di vera compassione per sé e che non voglia saperne di sostenersi come persona che può vivere la propria vita a testa alta con i propri limiti. E' questa crudeltà che vuole nascondere dietro il feticcio dell'attrattività.
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Re: La verità sulla verginità maschile
A volte leggendovi sembra di sentire un gruppo di negri che discute sul modo migliore per passare per bianchi o per diventarlo per togliersi finalmente questa negritudine. E la verginità non è nemmeno la condizione esistenziale che pensate, posto che la pelle scura lo sia.
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Re: La verità sulla verginità maschile
A me fa ridere che un utente che non è vergine (almeno credo) e che quindi non vive il problema in prima persona voglia avere la verità in tasca sul disagio che provano gli uomini vergini.
Come se uno che deambula correttamente si mettesse a spiegare ad un altro che sta sulla sedia a rotelle quali sono i suoi problemi e cosa prova. |
Re: La verità sulla verginità maschile
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Il sesso non è come il calcio che se incontri una squadra che ha zero punti in classifica, ci devi giocare lo stesso e magari perdi pure. Nel sesso si seguono le leggi attrattive, le quali tengono conto della classifica. Se sei messo male in classifica, indipendentemente dalla tua qualità di gioco, la donna non permetterà l'incontro. Quindi la classifica, nel sesso, fa parte del gioco. Nel calcio e negli altri sport è meglio perché si parte da zero a zero, indipendentemente dal palmarès e dalla stagione. Giusto quello che dici: il curriculum è solo la conseguenza di virtù negative. Ma è una conseguenza che viene presa in seria considerazione. "Basta che una abbia sale in zucca". Ma nel sesso governano gli istinti e il sale in zucca serve per altro, non per innamorarsi e venire attratte. |
Re: La verità sulla verginità maschile
Sapete cosa fanno gli uomini cosiddetti “inseriti” lá fuori? Mentono, flexano, dicono quello che conviene fregandosene della coerenza. E scopano.
La verginità non ci definisce, a meno che non sia una scelta volontaria, ed é giusto intraprendere un percorso per intenderla come conseguenza di un reticolato di sentimenti, emozioni e paure su cui lavorare. Ma se proprio viene percepita come un fardello ce ne si può liberare intanto con una escort. É il mestiere più antico del mondo, da millenni serve agli uomini anche per imparare qualcosa sul corpo della donna e sul come gestirne l’incontro col tuo, cose che di certo non si imparano su Youporn. Se da sempre l’uomo fa così, cosa può essere cambiato nella civiltà contemporanea? Tutto questo parlare di sesso non ha fatto altro che inibirci e associarlo ad una condizione di validazione e astratta idealizzazione, magari legata alla connessione emotiva, che corrisponde poco alla realtà (non dico mai, ma poco). Poi bisogna prepararsi a ricevere parecchi due di picche, sviluppare meccanismi di coping, e anche accettare di commettere errori, senza pretendere di trovare la quadra definitiva. Fare costantemente bilanci senza mettere nulla sul piatto non serve. I conti con la propria realtà si fanno dopo anni di pratica, sapendo di aver commesso a volte azioni che non avremmo pensato o voluto fare, ma le commettiamo tutti, a meno di non chiudersi nella propria bolla, e sono quelle che alla fine danno valore ai nostri comportamenti di cui andiamo fieri. |
Mi sembra un mix di cazzate e autoconvinzioni questo topic, il sesso è uno dei piaceri più belli della vita e andrebbe vissuto pienamente soprattutto sotto i 30 anni.
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Re: La verità sulla verginità maschile
1 allegato(i)
Quando ho visto questo ho pensato, questo lo posto su fobiasociale. Adesso ne ho l'occasione
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Re: La verità sulla verginità maschile
E comunque su questo tema, soprattutto sull'insicurezza maschile, consiglio tantissimo il sesto episodio di Dekalog di Kieslowski (è un corto a sé stante, non dipende dagli altri episodi). Mi è sembrato affrontato tutto con tantissima umanità e sensibilità
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Re: La verità sulla verginità maschile
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Ma è ovvio che lo sia invece, se arrivato a una certa età non hai mai avuto questo tipo di esperienza, che dovrebbe essere direi fisiologica, ordinaria e naturale (e anche un qualcosa di obiettivamente bello, specie se trovi la persona giusta con cui relazionarti ANCHE sessualmente), te lo fanno pesare eccome, e credo abbia un peso anche per te stesso, inutile nascondersi. (magari ci sarà la mezza anima pia, comprensiva, materna, premurosa, per la quale non costituisce un problema e ti guiderà mano nella mano alla scoperta di ciò che non hai mai provato, ma obiettivamente quante ne trovi cosi, se le trovi? Una su mille? Dai...) Poi per carità, può subentrare una sorta di "sano realismo" (chiamiamolo così) sul fatto che non si è mai avuta possibilità e forse mai la si avrà, perchè svantaggiati rispetto agli altri da componenti fisiche, mentali, psicologiche etc. che te lo hanno impedito o che hanno fatto si che non si creassero mai i presupposti per arrivare a fare quel passo, pur avendone avuto magari possibilità, o magari neanche mezza, perchè si è sempre stati sostanzialmente degli invisibili agli occhi delle donne. Uno si mette l'anima in pace, ci sta. Ma non credo che lo accetti senza battere ciglio, o non la consideri una mancanza di un certo rilievo nella vita. A meno che non hai scelto la vita casta da uomo di Chiesa (e neanche, visto che pure loro cadono spesso in tentazione...). |
Re: La verità sulla verginità maschile
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Il problema non è la verginità in sé (un po' magari anche quello se una donna si aspetta dal partner un minimo di "dimestichezza" col sesso) ma i motivi per cui si è vergini a una certa età, che in genere non sono derivanti da una scelta di natura morale / religiosa. La verginità può essere dovuta ad esempio a problematiche psicologiche, come la fobia sociale, che sono considerate come un grosso limite per portare avanti una relazione e, prevalentemente per un uomo, motivo molto comune di disinteresse anche per qualche storia meno impegnata o sesso occasionale. Penso che un modo di interagire diverso possa attenuare la sensazione negativa data dal venire a sapere che Tizio è vergine, ma secondo me in un'alta percentuale di casi la perplessità e la difficoltà ad accettare la cosa rimarrebbe comunque, e poi un problema non indifferente sarebbe anche quello di cambiare il proprio modo di interagire e di farsi frenare meno dalle insicurezze, che non è una cosa che si possa decidere e basta.
Bisognerebbe, per questo limite o qualsiasi altro, fare un numero elevato di tentativi, essere psicologicamente preparati per un sacco di due di picche e/o uscite ironiche da parte della persona con cui ci si sta provando, e puntare quindi sulla possibilità statistica che prima o poi qualcuna a cui tu vada bene si incontri (poi magari può essere pure la prima, solo che probabilisticamente sarebbe un'eventualità abbastanza fortunata). Quindi non è detto che non si possa trovare chi ti accetti, ma in ogni caso prima sarebbe opportuno che si realizzi in sé un cambiamento marcato che faccia porre in modo molto diverso rispetto agli altri e al pensiero che si ha di sé, altrimenti al primo rifiuto che ti becchi non avrai più la forza di ripensarci. |
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