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Re: Problema migranti
I carabinieri parlano di un «pestaggio che ne cagionava la morte per emorragia intracranica, avvenuto nella propria abitazione». Secondo quanto finora ricostruito Sbetta sarebbe dunque stato aggredito e picchiato a morte nel suo appartamento.
Problema pensione del Betta risolto dalla risorsa. |
Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
https://www.msn.com/it-it/notizie/it...2e257132&ei=29
Padreee quando lo hanno sospeso da scuola perché ne voleva scannare un altro non ti hanno avvisato? Strano :interrogativo: Come quella volta che aveva minacciato con una lama un ragazzo albanese, davanti la scuola, e per cui sarebbe stato sospeso. |
Re: Problema migranti
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Un signore anziano, che viene massacrato dai soliti, a casa nel suo paesello sperduto in Trentino. Non c'è posto che non sia infestato. |
Re: Problema migranti
La percentuale, la percentuale......
E ma c'è l'amico di mio cugino che ha un conoscente che ha un collega magrebino che è una bravissima persona. Non c'è dubbio, ci mancherebbe, ma se guardiamo la percentuale...... Ma anche nel Canton Grigioni ci sono criminali autoctoni...... Ok va bene, e poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata...... |
Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
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D'altronde cosa possiamo fare, finché ci sarà gente che pensa che è possibile rieducare in carcere questi elementi quando invece andrebbero rieducati con L'AK 47 cosa possiamo pretendere? |
Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
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https://www.opencalabria.com/genetic...ario-nord-sud/ Per lungo tempo, però, dopo che l’Italia si unificò, fu molto diffusa l’idea che il ritardo del Sud dipendesse, innanzitutto, da fattori antropologici. Studiosi come Cesare Lombroso, Giuseppe Sergi o Alfredo Niceforo sostennero che l’Italia fosse popolata da “due stirpi”, diverse caratterialmente e fisicamente. Nervosi, dall’io eccitabile e irrequieto e, perciò, deboli di volontà e propensi all’individualismo, ma anche al delitto e all’omicidio, gli italiani del Sud; di tenace e pazientissima attenzione e, di conseguenza, disciplinati e adatti all’opera collettiva, economica e politica, quelli del Nord. Così argomentava Alfredo Niceforo, antropologo, prima di concludere che la psicologia dell’uomo del Nord era più adatta, che non il carattere del Sud, al progresso sociale e civile. I presunti "controcorrente" in realtà non fanno che ripetere, cambiando opportunamente i bersagli, delle credenze trite e ritrite già espresse a suo tempo contro i meridionali e contro etnie di immigrati che hanno preceduto i maghrebini in Italia (ad esempio gli albanesi, che ricordo benissimo stigmatizzati come "intrinsecamente" e "irriducibilmente" propensi alla violenza e al familismo mafioso). "Ma questa è la testimonianza di un'insegnante che ha vissuto dal vivo quello di cui parla, mica come voi radical chic che vivete a CityLife", diranno i miei piccoli lettori camerati. Io rispondo che intanto la testimonianza di una persona anonima non andrebbe presa come Vangelo, e comunque anche fosse sostanzialmente veritiera e scevra da pregiudizi, non dimostra la colpevolezza di un'intera etnia/religione in quanto tale (che è la tesi qui sostenuta dai sedicenti "patrioti"). Se invece quardiamo ai dati relativi all'incidenza della criminalità tra gli immigrati, scopriamo che: - Il 70% dei reati commessi dagli stranieri viene commesso dagli stranieri irregolari che, in realtà, costituiscono solo il 10% circa di tutti gli stranieri presenti in Italia. Conseguentemente, anche il tasso di criminalità degli stranieri senza permesso di soggiorno è straordinariamente elevato. E’ stato calcolato che esso corrisponda a 34 volte quello dei nativi italiani (Cima, Ricolfi, 2015). Esiste, dunque, una correlazione fortissima fra permanenza irregolare e criminalità. Va ricordato che gli immigrati irregolari — non avendo permesso di soggiorno o forme di protezione internazionale — non possono trovare lavoro regolare o altre forme di sostentamento legittimo. - Il tasso di criminalità degli stranieri regolari è superiore a quello dei nativi (da 1,5 a 3 volte a seconda del reato) ma che se si operasse una comparazione corretta dei dati (per fasce di età ed eliminando i reati in violazione del Testo unico dell’immigrazione) questo sarebbe molto vicino a quello dei nativi. - Il vero problema è dunque rappresentato dai reati commessi dagli stranieri irregolari. Riuscire a eliminare (l’obiettivo più realistico è quello di ridurli radicalmente) i reati commessi dagli stranieri irregolari comporterebbe una riduzione fino ad un massimo del 20% circa dei reati complessivi annualmente commessi in Italia. - Le politiche di sicurezza rivolte agli stranieri irregolari sono più complesse di quelle rivolte ad altro tipo di criminalità perché hanno bisogno di essere integrate con altre politiche. In questo caso, infatti, l’aumento delle pene o una diversa organizzazione delle forze di polizia possono produrre risultati contingenti ed ordinari che non sono comunque in grado di ridurre il numero degli irregolari e di contrastare le motivazioni alla base dei reati da loro commessi. Risulta facile constatare che gli stranieri irregolari, non potendo lavorare regolarmente, sono facilmente esposti al lavoro nero o alla criminalità dovendo comunque procurarsi di che vivere. La riduzione dei reati, in questo caso, passa anche e soprattutto attraverso la radicale riduzione del numero degli irregolari che si realizza con un mix di misure che, oltre che a guardare alle politiche di sicurezza, facciano esplicito riferimento alle politiche integrate dell’immigrazione (governo dei flussi migratori, rimpatri effettivi, sanatoria per alcune categorie di lavoratori in nero (badanti, ecc.), leggi che non producano ulteriori irregolari, modifica dei trattati europei, ecc.). Occorre cioè intervenire all’origine del fenomeno. E quindi quell'integrazione e quella realizzazione di vita che per alcuni è "antropologicamente" impossibile, si scopre che invece non solo è possibile, ma è la via principale per evitare derive paracriminali (a cui sono più esposti gli immigrati irregolari). Che è quello che in fondo vale anche per gli italiani "DOC", che hanno tante più probabilità di delinquere quanto più si trovano in contesti degradati (salvo quelli che delinquono da posizioni di potere, tipo quelli che rimandano i criminali a casa su voli di Stato e forniscono collaborazione militare a chi ammazza bambini indiscriminatamente). "Remigrare" o meno ipocritamente deportare tutti gli immigrati (regolari e non) in quanto tali non garantirà più sicurezza di quanto non l'avrebbe garantita espellere tutti i meridionali dal Nord e confinarli al di sotto di Roma (volendo sorvolare sulla matrice razzista di un tale provvedimento). Servono invece soprattutto un intervento pronto e sicuro delle forze dell'ordine e degli organi amministrativi dello Stato in genere e la certezza della pena (senza sconti "automatici"), qualunque essa sia (carcere, lavori sociali sotto stretta sorveglianza, espulsione) per chi sia stato condannato definitivamente. Il resto è fuffa gettata negli occhi da gente che trova molto più comodo lasciare incancrenire i problemi senza fare pressoché nulla di concreto per risolverli, contando sul divide et impera e sulla teoria del capro espiatorio per mantenere consenso e potere. Attendo che qualcuno mi dimostri quantomeno che non è disposto ad essere fatto fesso e contento dai suoi politici di riferimento e a essere considerato un bambino da quietare con la promessa di un regalo da parte di Babbo Natale. |
Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
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Ma in questo caso io non leggo la stessa cosa. L'insegnante denuncia la mancanza di volonta' di integrarsi di africani e asiatici, non la loro inferiorita', e neppure la loro diversita' genetica. E' vero che a un certo punto li definisce "antropologicamente diversi" ma questo potrebbe riferirsi a una diversita' culturale, non genetica. Almeno non possiamo arrivare necessariamente a quest'ultima conclusione. E per quanto riguarda il fatto di non integrarsi (ma credo che la professoressa intenda dire "non assimilarsi"), a meno che non si compiano reati, io non vedo tutto questo scandalo. Nessuno e' obbligato ad assimilarsi a noi, c'e' solo l'obbligo di integrarsi nel senso di non infrangere le nostre leggi. Neppure nel mondo islamico tra l'altro e' richiesta di solito una completa assimilazione, dato che vivono in quel mondo cospicue minoranze cristiane da millenni che hanno valori non identici con quelli delle maggioranze islamiche. Quote:
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Re: Problema migranti
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Io piuttosto mi chiederei come mai il nostro governo "law and order" non ha fatto ancora pressoché nulla di concreto in proposito, con dei decreti che per lo più criminalizzano il dissenso senza aumentare la sicurezza dei cittadini. |
Re: Problema migranti
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Proprio quello che scrivevano dei meridionali al Nord 50 o 60 anni fa. Anche loro (noi) non volevano altro che raccattare un po' di soldi ma restavano in comunità chiuse senza integrarsi nel tessuto sociale, spesso portando criminalità. Tutto lampante, tutto semplice, tutto schematico, tutto a portata di cervelli da bambini delle elementari (livello massimo di analisi della realtà che le destre richiedono ai loro elettori). |
Re: Problema migranti
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Ma a voi piace complicarvi le cose, anche le più semplici ed elementari, quelle alla quali ci si arriva con il buon senso, solo per trovare una giustificazione forzata alle vostre ideologie perverse. |
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Re: Problema migranti
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P.S.: Definire perverse le ideologie altrui, detto da uno che crede a certe teorie, fa cadere le braccia per non dire altro. |
Re: Problema migranti
Anche negli USA 100 anni fa si pensava che la questione degli immigrati italiani fosse "semplice ed elementare" e che la soluzione lo fosse altrettanto, bastava usare un po' di "buon senso" per arrivarci:
https://upload.wikimedia.org/wikiped...ne%2C_1911.jpg https://upload.wikimedia.org/wikiped...ascott1888.jpg Da notare l'uso del coltello come caratteristica "etnica". |
Ma nessuno ricorda che, per la Lega, il nemico pubblico era il meridionale, prima che decidessero di scegliere l'immigrato come nuovo nemico pubblico?!
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Re: Problema migranti
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Qui invece possono venire, senza lavoro, cazzeggiare, essere mantenuti, usare i mezzi senza pagare il biglietto, le forze dell'ordine non possono torcegli un capello e guai a dire solo qualcosa di offensivo nei loro confronti perché se no sei razzista. Direi che anche qui il paragone non regge e anzi, ti sei dato la zappa sui piedi. |
Re: Problema migranti
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On the sixth day of Hate Week, after the processions, the speeches, the shouting, the singing, the banners, the posters, the films, the waxworks, the rolling of drums and squealing of trumpets, the tramp of marching feet, the grinding of the caterpillars of tanks, the roar of massed planes, the booming of guns — after six days of this, when the great orgasm was quivering to its climax and the general hatred of Eurasia had boiled up into such delirium that if the crowd could have got their hands on the 2,000 Eurasian war-criminals who were to be publicly hanged on the last day of the proceedings, they would unquestionably have torn them to pieces — at just this moment it had been announced that Oceania was not after all at war with Eurasia. Oceania was at war with Eastasia. Eurasia was an ally. There was, of course, no admission that any change had taken place. Merely it became known, with extreme suddenness and everywhere at once, that Eastasia and not Eurasia was the enemy. The speech had been proceeding for perhaps twenty minutes when a messenger hurried on to the platform and a scrap of paper was slipped into the speaker's hand. He unrolled and read it without pausing in his speech. Nothing altered in his voice or manner, or in the content of what he was saying, but suddenly the names were different. Without words said, a wave of understanding rippled through the crowd. Oceania was at war with Eastasia! [...] The thing that impressed Winston in looking back was that the speaker had switched from one line to the other actually in midsentence, not only without a pause, but without even breaking the syntax. Oceania was at war with Eastasia: Oceania had always been at war with Eastasia. A large part of the political literature of five years was now completely obsolete. Reports and records of all kinds, newspapers, books, pamphlets, films, sound-tracks, photographs — all had to be rectified at lightning speed. Although no directive was ever issued, it was known that the chiefs of the Department intended that within one week no reference to the war with Eurasia, or the alliance with Eastasia, should remain in existence anywhere. |
Re: Problema migranti
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"Ma non erano tutti mafiosi": neanche gli immigrati qui sono tutti criminali. |
Re: Problema migranti
1 allegato(i)
fonte: paulus von del debbien
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Re: Problema migranti
Ottimo
https://www.facebook.com/remigrazion...7782973977956/ Usciranno dalle fogne i fregnaccioni sul pericolo fascismo, assalto alla democrazia eccetera ma prima o poi si dovrà arrivare allo scontro |
Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
https://i.ibb.co/3yRVp7cp/20260120-195543.jpg
Caro Abdul, questo non si fa. Devi applicarti meglio alle lezioni di educazione affettiva. |
Re: Problema migranti
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Ha stata la skuola!!! |
Re: Problema migranti
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Quindi, giusto o sbagliato che sia, è ora che anche noi accogliamo chiunque fregandocene delle conseguenze su persone innocenti. Sei complice e assassino. |
Re: Problema migranti
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Gli americani, giustamente, criticavano quel malcostume, come non dargli torto. Gli italiani settentrionali, migravano più volentieri verso Brasile, Argentina, Uruguay. E difatti li avevano un altro tipo di reputazione. |
Re: Problema migranti
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Come a dire, una volta "anche noi". |
Re: Problema migranti
La famiglia di quello sgozzatore si è scoperto sono in 10 in un buco, hanno 5 figli e ne aspettano un altro, si riproducono come i gremlins questi invasori coloni, ed è una famiglia, figurarsi le altre
Ribadisco che questi hanno ingenti finanziamenti/agevolazioni, non si sa da chi ma qualcosa non torna..una giovane coppia fatica a trovare casa, progettare famiglia, questi figliano come conigli..poi la sostituzione etnica è una balla Tra l'altro a proposito di quella storia l'egiziano vittima era incredibilmente un cristiano, minoranza perseguitata in egitto https://www.msn.com/it-it/notizie/it...si/ar-AA1UzWLx Quote:
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Re: Problema migranti
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Ora che ci penso quell'area del mondo era anche la destinazione preferita dei nazisti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Mi torna in mente anche una certa "Operazione Condor". P.S. Non rispondetemi che quelle dittature erano reazioni al comunismo, perché di sicuro non erano migliori del comunismo. |
Re: Problema migranti
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Il messaggio è molto semplice: generalizzare in base all'etnia e delirare di presunte colpe collettive era sbagliato per gli italiani in USA così come è sbagliato per i maghrebini in Italia oggi. Ma non mi aspetto che lo capisca chi avalla ancora gli stereotipi sui terroni delinquenti e fancazzisti in quanto tali: Quote:
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Re: Problema migranti
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https://www.storicang.it/a/new-orlea...italiani_15109 |
Re: Problema migranti
Con lo stesso livello di comprensione del testo adottato da loro, potrei dire che gaucho e idk sono favorevoli a riservare ai maghrebini questo tipo di trattamento, e che gli americani WASP facevano bene a trattare così gli italiani (era in fondo una giusta critica del malcostume, cit.):
https://www.storicang.it/a/new-orlea...italiani_15109 Oppure come fecero in Francia nello stesso periodo: https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Aigues-Mortes |
Re: Problema migranti
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Re: Problema migranti
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Se è la prima, non capisco perché i maghrebini debbano essere considerati intrinsecamente dei selvaggi rispetto agli italiani di inizio '900. |
Re: Problema migranti
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Del resto Hitler e Mussolini non avrebbero avuto successo senza l'appoggio della classe dirigente "moderata". |
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