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Sasuke 09-01-2026 19:55

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da muttley (Messaggio 3069061)
Molti si sono mescolati con la parte più tollerante della popolazione "wasp", perdendo parte dei loro connotati.
Per il resto non mi stupirei se fossero soggetti a fermi di polizia e alle perquisizioni a tappeto, d'altronde ai tempi degli attentati a Londra del 2005, molti italiani vennero fermati in quanto possedevano sembianze che li rendevano esteticamente assimilabili a nordafricani e mediorientali.

Un ebreo ashkenazita potrebbe assomigliare o essere confuso con un greco qualsiasi un libanese o un calabrese, in America ci sono immigrati di qualsiasi stato e quelli di origine italiana sono decine di milioni, per fortuna non distinguono fra un quarto un ottavo un nonno o altro, quella sembra più politica nazista da mischlinge, non esiste una parte wasp tollerante o non, esistono le persone, le razziste e le non razziste, il pensiero segregazionista sta più nella tua mente che in quella dell'americano medio a quanto pare, se c'è un attentato il minimo che deve fare la polizia è fermare i sospetti, e chi è sospetto lo decide la polizia, io che non ho niente da nascondere quando mi ferma la polizia fanno quello che mi dicono e quando me ne vado gli auguro buon lavoro.

muttley 09-01-2026 20:09

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Sasuke (Messaggio 3069064)
il pensiero segregazionista sta più nella tua mente che in quella dell'americano medio a quanto pare

I pensieri suprematisti e segregazionisti ci sono, non lo puoi negare, sta alle istituzioni e ai media impedire la loro rapida diffusione e il contagio.

Sasuke 09-01-2026 20:14

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da muttley (Messaggio 3069067)
I pensieri suprematisti e segregazionisti ci sono, non lo puoi negare, sta alle istituzioni e ai media impedire la loro rapida diffusione e il contagio.

In USA dove giudici supremi, governatori, presidenti, generali, milionari a migliaia, personaggi pubblici, non sono wasp, pensa te se non c'erano questi pensieri, di fatto associazioni come il kkk sono state smantellate grazie allo stato e chiunque può fare qualsiasi cosa, poi se qualcuno individualmente è suprematista non ci può fare niente nessuno, in Italia è anche peggio.

Sasuke 09-01-2026 20:55

Re: Condividiamo notizie
 
https://www.msn.com/it-it/notizie/mo...b94fe2ac&ei=17

Sempre peggio.

Hassell 09-01-2026 20:59

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Originariamente inviata da Winston_Smith (Messaggio 3069020)
Sì, osservare quello che combinano dei criminali incappucciati e poi scappare è un'intollerabile provocazione, da punire a revolverate in testa.
Tipo mafia, la gente che non si fa i fatti suoi va messa a tacere.

Ma quindi è dato sapere se la ICE poi è riuscita nell'imprescindibile operazione anti immigrazione che stava eseguendo, o l'unica cosa che ha ottenuto è la morte di una innocente?

Sikerhoof 09-01-2026 21:03

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069027)
Che gli omosessuali siano sistematicamente vittime di violenza, ad oggi, di prove reali, che non siano riconducibili alla propaganda lgbt o alla militanza, non ce ne sono.
[

Cosa intendi per sistematico? Se i dati delle forze di polizia mostrano che ogni anno centinaia di persone vengono colpite specificamente per il loro orientamento sessuale, non è forse un fenomeno reale che merita attenzione? Etichettare tutto come "propaganda LGBT" è un modo per non affrontare il merito dei dati ufficiali.

Hassell 09-01-2026 21:06

Quote:

Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069079)
Cosa intendi per sistematico? Se i dati delle forze di polizia mostrano che ogni anno centinaia di persone vengono colpite specificamente per il loro orientamento sessuale, non è forse un fenomeno reale che merita attenzione? Etichettare tutto come "propaganda LGBT" è un modo per non affrontare il merito dei dati ufficiali.

C'è un motivo se hanno affossato il ddl Zan.

Hassell 09-01-2026 21:07

Stavo valutando: l'anno scorso gli omicidi in Svizzera sono stati circa 40.
A capodanno i morti nel locale sono stati 40.
Ne deduco che lì è potenzialmente più pericoloso entrare in un bar che girare per le strade, e bisogna temere maggiormente gli imprenditori che i balordi. 😄

Sasuke 09-01-2026 21:20

Re: Condividiamo notizie
 
https://www.msn.com/it-it/notizie/mo...5232a241&ei=21

Regime prossimo al crollo, attendiamo sciopero di Landini qualora venga instaurata una democrazia :bene:

Sasuke 09-01-2026 21:23

Re: Condividiamo notizie
 
https://www.msn.com/it-it/notizie/po...27838d83c&ei=9

Chi l'avrebbe mai detto che la Parisi è una psicopatica? :nonso:

hypnos688 09-01-2026 21:59

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da Hassell (Messaggio 3069080)
C'è un motivo se hanno affossato il ddl Zan.



Il ddl zan è stato affossato per impedire che si potesse finire a processo o in galera per il solo fatto di esprimere idee avverse alla comunità lgbt.

hypnos688 09-01-2026 22:02

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069079)
Cosa intendi per sistematico? Se i dati delle forze di polizia mostrano che ogni anno centinaia di persone vengono colpite specificamente per il loro orientamento sessuale, non è forse un fenomeno reale che merita attenzione? Etichettare tutto come "propaganda LGBT" è un modo per non affrontare il merito dei dati ufficiali.



Dove sono i dati? Esistono statistiche specifiche che attestino tale realtà?

Perché di solito le uniche denunce vengono fatte sui social e sui giornali..per poi diventare ufficialmente tutt'altro tipo di reato nei commissariati o nelle procure.

Sikerhoof 09-01-2026 22:08

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069100)
Il ddl zan è stato affossato per impedire che si potesse finire a processo o in galera per il solo fatto di esprimere idee avverse alla comunità lgbt.

La legge prevedeva l'Articolo 4 proprio per proteggere la libertà di espressione. L'obiettivo non era punire chi dice "non sono d'accordo", ma chi istiga concretamente alla discriminazione o alla violenza.

Il confine è sottile, ma è lo stesso che già esiste per la Legge Mancino su religione e razza. Oggi puoi dire che non ti piace una religione senza finire in galera, ma non puoi istigare a colpire chi la pratica. Il DDL Zan voleva solo estendere questa stessa protezione alle persone LGBT e ai disabili.

Hassell 09-01-2026 22:13

Quote:

Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069100)
Il ddl zan è stato affossato per impedire che si potesse finire a processo o in galera per il solo fatto di esprimere idee avverse alla comunità lgbt.

Il disegno di legge era mirato a inasprire le pene verso la violenza e l'incitamento alla violenza nei confronti delle persone omo, bi e trans, esattamente come già è in essere nei confronti dei reati a sfondo razziale e sessuale.
Che paura avevate? Di non poter più dire "frocio" a qualche effeminato che vi passava davanti ai vostri occhi?

Sikerhoof 09-01-2026 22:21

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069101)
Dove sono i dati? Esistono statistiche specifiche che attestino tale realtà?

Perché di solito le uniche denunce vengono fatte sui social e sui giornali..per poi diventare ufficialmente tutt'altro tipo di reato nei commissariati o nelle procure.



I dati esistono e sono pubblici: puoi consultare i report dell'OSCAD, l'organismo del Ministero dell'Interno che si occupa proprio di crimini d'odio. Ogni anno pubblicano statistiche basate sulle segnalazioni che arrivano a Polizia e Carabinieri.

Se i reati diventano altro in procura, spesso è proprio per l'assenza di una legge che permetta di catalogarli correttamente come crimini d'odio, non perché la violenza non sia avvenuta.

idk 09-01-2026 23:16

Re: Condividiamo notizie
 
Incidente stradale, morto il giudice del processo contro Netanyahu


https://www.notiziegeopolitiche.net/...er-corruzione/

Coincidenze?

hypnos688 09-01-2026 23:54

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069104)
La legge prevedeva l'Articolo 4 proprio per proteggere la libertà di espressione. L'obiettivo non era punire chi dice "non sono d'accordo", ma chi istiga concretamente alla discriminazione o alla violenza.

Il confine è sottile, ma è lo stesso che già esiste per la Legge Mancino su religione e razza. Oggi puoi dire che non ti piace una religione senza finire in galera, ma non puoi istigare a colpire chi la pratica. Il DDL Zan voleva solo estendere questa stessa protezione alle persone LGBT e ai disabili.


Ehhh peccato che l'articolo 4 volesse esattamente punire le discriminazioni.

Ed esattamente chi avrebbe stabilito cosa fosse una discriminazione?

Se qualcuno avesse impedito ad una donna trans di entrare in un bagno o uno spogliatoio femminile, o sostenere la legittimità di tale atto, o
o lo scagliarsi contro matrimoni gay e omogenitorialita' sarebbe stato passibile di denuncia e processo?

Si. Perché lo scopo della legge fu esattamente questo.

hypnos688 09-01-2026 23:59

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069108)
I dati esistono e sono pubblici: puoi consultare i report dell'OSCAD, l'organismo del Ministero dell'Interno che si occupa proprio di crimini d'odio. Ogni anno pubblicano statistiche basate sulle segnalazioni che arrivano a Polizia e Carabinieri.

Se i reati diventano altro in procura, spesso è proprio per l'assenza di una legge che permetta di catalogarli correttamente come crimini d'odio, non perché la violenza non sia avvenuta.


Oppure diventano altro perché magari il reato non è l'aggressione subita per omofobia ma ben altro.

Quindi perché dovrebbe esistere questo fantomatico reato?

Se qualcuno viene effettivamente pestato a sangue le leggi ci sono già.

Altro discorso è cercare presunte aggravanti, oppure trasformare in aggressione un semplice insulto.

Il problema è proprio far rientrare in crimine d'odio una qualasiasi aggressione o presunta tale subita da una persona gay.
Ma chi lo stabilisce che siano delle vittime sempre e comunque?

hypnos688 10-01-2026 00:04

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Hassell (Messaggio 3069105)
Il disegno di legge era mirato a inasprire le pene verso la violenza e l'incitamento alla violenza nei confronti delle persone omo, bi e trans, esattamente come già è in essere nei confronti dei reati a sfondo razziale e sessuale.
Che paura avevate? Di non poter più dire "frocio" a qualche effeminato che vi passava davanti ai vostri occhi?


No. Paura di essere denunciati o peggio per l'espressione di un'idea contraria alla dottrina lgbt.

Dare una valenza legale a quello che già accade, ovunque, a chiunque si opponga ai pride e alle rivendicazioni lgbt. Con censure, minacce..etc..

Ne sanno qualcosa le femministe radicali, i provita o altri gruppi che contrastano la comunità lgbt.

Sikerhoof 10-01-2026 01:27

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069130)
Ehhh peccato che l'articolo 4 volesse esattamente punire le discriminazioni.

Ed esattamente chi avrebbe stabilito cosa fosse una discriminazione?

Se qualcuno avesse impedito ad una donna trans di entrare in un bagno o uno spogliatoio femminile, o sostenere la legittimità di tale atto, o
o lo scagliarsi contro matrimoni gay e omogenitorialita' sarebbe stato passibile di denuncia e processo?

Si. Perché lo scopo della legge fu esattamente questo.

Confondi l'esprimere un'idea con il compiere un atto discriminatorio. Sostenere la propria contrarietà ai matrimoni gay o all'omogenitorialità è, e resta, una libera opinione.

Impedire invece l'accesso a un servizio pubblico o a un locale a una persona solo perché trans o gay non è esprimere un’idea: è un atto che nega la dignità e i diritti di un cittadino. La legge non voleva punire il pensiero, ma l'uso del pensiero come arma per colpire gli altri.

Chi stabilisce il confine? Lo stesso giudice che oggi decide se una frase rivolta a un fedele di una religione rientra nella libertà di opinione oppure costituisce istigazione all'odio.

hypnos688 10-01-2026 01:44

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069140)
Confondi l'esprimere un'idea con il compiere un atto discriminatorio. Sostenere la propria contrarietà ai matrimoni gay o all'omogenitorialità è, e resta, una libera opinione.

Impedire invece l'accesso a un servizio pubblico o a un locale a una persona solo perché trans o gay non è esprimere un’idea: è un atto che nega la dignità e i diritti di un cittadino. La legge non voleva punire il pensiero, ma l'uso del pensiero come arma per colpire gli altri.

Chi stabilisce il confine? Lo stesso giudice che oggi decide se una frase rivolta a un fedele di una religione rientra nella libertà di opinione oppure costituisce istigazione all'odio.


No. Affatto. erano, e sono esattamente le opinioni che si volevano colpire.
Esattamente come avviene in Inghilterra o negli usa.
Dove si può finire a processo per il solo fatto di non assecondare i pronomi o le rivendicazioni assurde di una persona trans.

Anche solo impedendo la frequentazione o l'accesso di un MASCHIO in uno spazio femminile.
Ergo difendere i diritti delle donne, inopinatamente più importanti da difendere rispetto ai presunti diritti trans.
Sarebbe bastata una denuncia e la complicità
Di un giudice compiacente, e con una bella bandierina arcobaleno nell'ufficio a determinare quel confine totalmente discrezionale.

Ed è esattamente questo a cui ci si è opposti.
Sarebbe stata una validazione legale semplicemente per una forma di censura verso le idee o le imposizioni della dottrina lgbt.

Una validazione legale di ciò che già in parte succede già a mezzo social o nelle piazze.

hypnos688 10-01-2026 01:52

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069140)
Confondi l'esprimere un'idea con il compiere un atto discriminatorio. Sostenere la propria contrarietà ai matrimoni gay o all'omogenitorialità è, e resta, una libera opinione.

Impedire invece l'accesso a un servizio pubblico o a un locale a una persona solo perché trans o gay non è esprimere un’idea: è un atto che nega la dignità e i diritti di un cittadino. La legge non voleva punire il pensiero, ma l'uso del pensiero come arma per colpire gli altri.

Chi stabilisce il confine? Lo stesso giudice che oggi decide se una frase rivolta a un fedele di una religione rientra nella libertà di opinione oppure costituisce istigazione all'odio.


La discrezionalità di un insulto alla religione non ha nulla a che vedere con il negazionisno biologico proprio della comunità lgbt.
Se io affermo che esistano solo due sessi, o che le donne trans siano uomini non può esserci nulla di discrezionale, tantomeno potra mai essere definita discriminazioni. Sono una realtà biologica inopinabile. Eppure per la comunità lgbt è discriminazione. E sarebbero bastati una denuncia e un giudice orientato ideologicamente per finire in tribunale o ritrovarsi la fedina penale sporca

Sikerhoof 10-01-2026 02:06

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069131)
Oppure diventano altro perché magari il reato non è l'aggressione subita per omofobia ma ben altro.

Quindi perché dovrebbe esistere questo fantomatico reato?

Se qualcuno viene effettivamente pestato a sangue le leggi ci sono già.

Altro discorso è cercare presunte aggravanti, oppure trasformare in aggressione un semplice insulto.

Il problema è proprio far rientrare in crimine d'odio una qualasiasi aggressione o presunta tale subita da una persona gay.
Ma chi lo stabilisce che siano delle vittime sempre e comunque?

Le leggi contro il pestaggio ci sono, certo, ma il movente non è mai irrilevante. Se picchi una persona per rubarle il portafoglio è rapina; se la picchi per la sua religione o per il colore della pelle è un crimine d'odio, perché colpisci l'identità di quella persona e mandi un segnale di minaccia a un'intera comunità.

Il punto è questo: perché la religione e la razza sono già considerate aggravanti specifiche e l'orientamento sessuale o la disabilità no? È questa disparità che si voleva colmare.

Sikerhoof 10-01-2026 03:30

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069143)
No. Affatto. erano, e sono esattamente le opinioni che si volevano colpire.
Esattamente come avviene in Inghilterra o negli usa.
Dove si può finire a processo per il solo fatto di non assecondare i pronomi o le rivendicazioni assurde di una persona trans.

Anche solo impedendo la frequentazione o l'accesso di un MASCHIO in uno spazio femminile.
Ergo difendere i diritti delle donne, inopinatamente più importanti da difendere rispetto ai presunti diritti trans.
Sarebbe bastata una denuncia e la complicità
Di un giudice compiacente, e con una bella bandierina arcobaleno nell'ufficio a determinare quel confine totalmente discrezionale.

Ed è esattamente questo a cui ci si è opposti.
Sarebbe stata una validazione legale semplicemente per una forma di censura verso le idee o le imposizioni della dottrina lgbt.

Una validazione legale di ciò che già in parte succede già a mezzo social o nelle piazze.

Il paragone con gli USA o l'Inghilterra non regge: lì vige il sistema di Common Law, mentre in Italia vige il principio di stretta legalità. Un giudice non può condannarti perché non usi un pronome, semplicemente perché quel fatto non è previsto come reato. La discriminazione punita dal DDL Zan era legata ad atti concreti di esclusione o violenza.

Per quanto riguarda gli spazi femminili, il DDL non cambiava le regole di accesso a bagni o spogliatoi, che restano basate sul sesso biologico indicato nei documenti d'identità.

Temere un giudice compiacente significa allora mettere in dubbio l'intero sistema giudiziario, non solo questa legge.

Sikerhoof 10-01-2026 03:48

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069146)
La discrezionalità di un insulto alla religione non ha nulla a che vedere con il negazionisno biologico proprio della comunità lgbt.
Se io affermo che esistano solo due sessi, o che le donne trans siano uomini non può esserci nulla di discrezionale, tantomeno potra mai essere definita discriminazioni. Sono una realtà biologica inopinabile. Eppure per la comunità lgbt è discriminazione. E sarebbero bastati una denuncia e un giudice orientato ideologicamente per finire in tribunale o ritrovarsi la fedina penale sporca

Sostenere una tesi biologica fa parte della libertà di espressione che nessuna legge può cancellare. Il punto è che il DDL Zan non puniva chi dice "esistono due sessi", ma chi usa qualsiasi argomentazione per incitare alla violenza o per escludere qualcuno dai diritti fondamentali (lavoro, casa, salute).

zoe666 10-01-2026 10:02

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Hassell (Messaggio 3069080)
C'è un motivo se hanno affossato il ddl Zan.

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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069104)
La legge prevedeva l'Articolo 4 proprio per proteggere la libertà di espressione. L'obiettivo non era punire chi dice "non sono d'accordo", ma chi istiga concretamente alla discriminazione o alla violenza.

Il confine è sottile, ma è lo stesso che già esiste per la Legge Mancino su religione e razza. Oggi puoi dire che non ti piace una religione senza finire in galera, ma non puoi istigare a colpire chi la pratica. Il DDL Zan voleva solo estendere questa stessa protezione alle persone LGBT e ai disabili.

il ddl zan era una porcata, e lo dico da lesbica.
Il famigerato articolo 4 che proteggerebbe la libertà di espressione rimane vaghissimo. Quale parola comporta pericolo alla categoria?
ricordiamo che parte della propaganda senza senso attualmente in voga quando si critica il concetto di genere e di biologia asserisce che se lo fai, instighi automaticamente al suicidio i trans.
Era una esaltazione alla propaganda di genere e allo psicocrimine, dove qualsiasi dissidenza ( spesso, legittima ) sul genere poteva diventare reato.
Era una legge fatta male, banalmente.

Oltretutto, ragionanando per assurdo e utilizzando questo ddl al contrario, negare il corpo femminile in quanto "il genere è un construtto sociale" diventa anch'esso un possibile crimine contro le donne e passabile di reato. Negare le voci femminili, le declinazioni ( ricordiamo "le persone con mestruazioni", le persone in gravidanza" perchè era errato dire donne perchè potevano anche essere non donne, in quel mondo contorto ) è una discriminazione.
Per assurdo, era discriminante anche lo stesso ddl, visto con le maglie larghe che volevano dare alla confezione della legge.

Hassell 10-01-2026 14:45

Riguardo l'omicidio della povera Renée Good: quindi non era solo il problema di un criminale che non si ferma all'alt (tipo Ramy), il problema è NON fermarsi all'alt, anche se sei un cittadino modello (alt che tra l'altro non c'è nemmeno stato, e pistola estratta davanti agli occhi della vittima prima che tentasse giustamente la fuga, come si vede chiaramente nell'ultimo video diffuso poche ore fa ripreso dallo stesso agente).
È questo l'abominio che stanno sostenendo, coloro che lo giustificano .

hypnos688 10-01-2026 15:07

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069155)
Sostenere una tesi biologica fa parte della libertà di espressione che nessuna legge può cancellare. Il punto è che il DDL Zan non puniva chi dice "esistono due sessi", ma chi usa qualsiasi argomentazione per incitare alla violenza o per escludere qualcuno dai diritti fondamentali (lavoro, casa, salute).


Stai descrivendo ciò che tu avresti, forse, voluto, ma non ciò che vuole la comunità lgbt.

Ed è solo questo che conta

Per I militanti lgbt TUTTO quello che ho descritto è discriminazione,istigazione alla violenza, o violenza. Ergo la legge l'avrebbero voluta per punire chiunque manifestasse tali pensieri.
Per loro TUTTE DISCRIMINAZIONI.

Ecco il problema.

Poi si. Io metto in discussione la buonafede e l'imparzialità dei giudici. Soprattutto su questi temi.
Quindi il pericolo sarebbe stato doppio.

hypnos688 10-01-2026 15:16

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da Hassell (Messaggio 3069200)
Riguardo l'omicidio della povera Renée Good: quindi non era solo il problema di un criminale che non si ferma all'alt (tipo Ramy), il problema è NON fermarsi all'alt, anche se sei un cittadino modello (alt che tra l'altro non c'è nemmeno stato, e pistola estratta davanti agli occhi della vittima prima che tentasse giustamente la fuga, come si vede chiaramente nell'ultimo video diffuso poche ore fa ripreso dallo stesso agente).
È questo l'abominio che stanno sostenendo, coloro che lo giustificano .



L'abominio è credere che possa essere legittimo ostacolare operazioni di polizia, e scappare se le forze dell'ordine ti intimano l'alt o vogliono fare un controllo.

E pensare di poter rimanere impuniti o cavarsela come se nulla fosse.

I cittadini modello si fanno I cazzi loro in primis, e non tentano di investire degli agenti cercando di guadagnarsi la fuga.
Altro che "giustamente"

Sikerhoof 10-01-2026 15:33

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da zoe666 (Messaggio 3069162)
il ddl zan era una porcata, e lo dico da lesbica.
Il famigerato articolo 4 che proteggerebbe la libertà di espressione rimane vaghissimo. Quale parola comporta pericolo alla categoria?
ricordiamo che parte della propaganda senza senso attualmente in voga quando si critica il concetto di genere e di biologia asserisce che se lo fai, instighi automaticamente al suicidio i trans.
Era una esaltazione alla propaganda di genere e allo psicocrimine, dove qualsiasi dissidenza ( spesso, legittima ) sul genere poteva diventare reato.
Era una legge fatta male, banalmente.

Oltretutto, ragionanando per assurdo e utilizzando questo ddl al contrario, negare il corpo femminile in quanto "il genere è un construtto sociale" diventa anch'esso un possibile crimine contro le donne e passabile di reato. Negare le voci femminili, le declinazioni ( ricordiamo "le persone con mestruazioni", le persone in gravidanza" perchè era errato dire donne perchè potevano anche essere non donne, in quel mondo contorto ) è una discriminazione.
Per assurdo, era discriminante anche lo stesso ddl, visto con le maglie larghe che volevano dare alla confezione della legge.

Il DDL Zan non avrebbe mai obbligato nessuno a usare espressioni come "persone con mestruazioni" né avrebbe cancellato la parola "donna": il codice penale si occupa di atti violenti e istigazione, non di imporre scelte lessicali o censurare il dibattito biologico.

In un tribunale italiano non basta un’opinione sgradita per fare un reato; serve un pericolo concreto di violenza, e nessuna critica al concetto di genere può essere trasformata automaticamente in istigazione solo perché qualcuno si offende. Paradossalmente, visto che il testo citava esplicitamente il "sesso", quella legge avrebbe offerto per la prima volta una tutela specifica proprio contro la misoginia e le violenze sulle donne in quanto tali.

Sikerhoof 10-01-2026 16:03

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069202)
Stai descrivendo ciò che tu avresti, forse, voluto, ma non ciò che vuole la comunità lgbt.

Ed è solo questo che conta

Per I militanti lgbt TUTTO quello che ho descritto è discriminazione,istigazione alla violenza, o violenza. Ergo la legge l'avrebbero voluta per punire chiunque manifestasse tali pensieri.
Per loro TUTTE DISCRIMINAZIONI.

Ecco il problema.

Poi si. Io metto in discussione la buonafede e l'imparzialità dei giudici. Soprattutto su questi temi.
Quindi il pericolo sarebbe stato doppio.

Può darsi che alcuni attivisti abbiano visioni estreme, ma in una democrazia le leggi non le scrivono i militanti e le sentenze non le emettono le piazze. Le scrive il Parlamento e le applicano i magistrati basandosi sulla Costituzione.

Se un giudice provasse a condannare qualcuno per una semplice opinione biologica o antropologica, quella sentenza verrebbe ribaltata in Appello o in Cassazione in pochi mesi, perché violerebbe l'articolo 21 della Costituzione. Il pericolo di cui parli è smentito dai fatti: sono trent'anni che esiste la Legge Mancino sulla religione, eppure nessuno è mai finito in galera per aver criticato un dogma o una fede, nonostante esistano militanti religiosi molto agguerriti.

Hassell 10-01-2026 16:30

Quote:

Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069213)
Può darsi che alcuni attivisti abbiano visioni estreme, ma in una democrazia le leggi non le scrivono i militanti e le sentenze non le emettono le piazze. Le scrive il Parlamento e le applicano i magistrati basandosi sulla Costituzione.

Se un giudice provasse a condannare qualcuno per una semplice opinione biologica o antropologica, quella sentenza verrebbe ribaltata in Appello o in Cassazione in pochi mesi, perché violerebbe l'articolo 21 della Costituzione. Il pericolo di cui parli è smentito dai fatti: sono trent'anni che esiste la Legge Mancino sulla religione, eppure nessuno è mai finito in galera per aver criticato un dogma o una fede, nonostante esistano militanti religiosi molto agguerriti.

Il ddl non è passato per il semplice fatto che una parte dell'elettorato (quasi tutto quello di destra e alcuni anche di sinistra) non avrebbe accettato di dover portare ulteriore rispetto alla comunità lgbt che i più denigrano e considerano un errore di natura.
È tutto qui.

hypnos688 10-01-2026 16:32

Re: Condividiamo notizie
 
Quote:

Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069213)
Può darsi che alcuni attivisti abbiano visioni estreme, ma in una democrazia le leggi non le scrivono i militanti e le sentenze non le emettono le piazze. Le scrive il Parlamento e le applicano i magistrati basandosi sulla Costituzione.

Se un giudice provasse a condannare qualcuno per una semplice opinione biologica o antropologica, quella sentenza verrebbe ribaltata in Appello o in Cassazione in pochi mesi, perché violerebbe l'articolo 21 della Costituzione. Il pericolo di cui parli è smentito dai fatti: sono trent'anni che esiste la Legge Mancino sulla religione, eppure nessuno è mai finito in galera per aver criticato un dogma o una fede, nonostante esistano militanti religiosi molto agguerriti.




Io non voglio aspettare che siano le corti d'appello, la cassazione o salcazzo a ribaltare una qualsivoglia sentenza di condanna favorevole ai deliri lgbt
E nemmeno voglio beccarmi una denuncia, finire davanti ad un pm o in un'aula di tribunale dovendomi pagare un avvocato a causa dell'approvazione di una legge fascistoide promulgata per censurare le idee contro la comunità lgbt, e per riempire l"ego di una massa di invasati che vorrebbe censurare in massa chiunque non si sottometta a tali deliri.

Non deve esserci a priori la benché minima possibilità.
E per questo giustamente il ddl è saltato. Anche e soprattutto per questi motivi.

hypnos688 10-01-2026 16:36

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Originariamente inviata da Hassell (Messaggio 3069214)
Il ddl non è passato per il semplice fatto che una parte dell'elettorato (quasi tutto quello di destra e alcuni anche di sinistra) non avrebbe accettato di dover portare ulteriore rispetto alla comunità lgbt che i più denigrano e considerano un errore di natura.
È tutto qui.


Esatto. Ma il rispetto che voi avreste preteso insieme ad una minoranza di invasati, si sarebbe chiamata sottomissione.
Verso chi nega la biologia e veicola boiate MISOGINE e antiscientifiche. Calpestando i diritti delle VERE donne.

La comunità lgbt non merita alcun rispetto.
Il rispetto lo meritano le singole persone indipendentemente dell'orientamento sessuale.
Il resto sono ideologia e politica.

zoe666 10-01-2026 17:15

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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069211)
Il DDL Zan non avrebbe mai obbligato nessuno a usare espressioni come "persone con mestruazioni" né avrebbe cancellato la parola "donna": il codice penale si occupa di atti violenti e istigazione, non di imporre scelte lessicali o censurare il dibattito biologico.


in realtà la legge mirava a introdurre il concetto di identità di genere come qualcosa che viene dalla propria sensibilità e solo da quella.
Quindi in un ipotetico futuro dove leggi come questa esistono, basta dire che "i sessi sono due e basta " per far si che si metta in pericolo la sicurezza emotiva altrui. ( quello che dicevo poco sopra, se lo dici in certi forum sei una terf che istiga al suicido i trans ).
L'insicurezza su cosa effettivamente diventi passabile di denuncia crea un vuoto per cui sarebbe a totale interpretazione del giudice decidere su ogni singolo caso.
Relativamente al fatto che anche se un giudice lo facesse, la cosa verrebbe ribaltata in altro grado di giudizio, beh, a parte che ci sono soldi spesi e vita rovinata così, attendendo una cosa ovvia come il rispetto di una personale opinione che non lede e non minaccia nessuno.
Ma poi ci son già diversi casi di persone licenziate dal lavoro per questo motivo ( ricordo il caso di una BIOLOGA che è stata licenziata per aver detto che i sessi in biologia sono due, cioè per aver enunciato un fatto incontrovertibile )., quindi il clima di pazzia in merito non oso immaginare come potrebbe evolversi se ci son leggi che di fatto, approvano questo crimile di polizia del pensiero orwelliano.

Sikerhoof 10-01-2026 17:36

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Originariamente inviata da hypnos688 (Messaggio 3069215)
Io non voglio aspettare che siano le corti d'appello, la cassazione o salcazzo a ribaltare una qualsivoglia sentenza di condanna favorevole ai deliri lgbt
E nemmeno voglio beccarmi una denuncia, finire davanti ad un pm o in un'aula di tribunale dovendomi pagare un avvocato a causa dell'approvazione di una legge fascistoide promulgata per censurare le idee contro la comunità lgbt, e per riempire l"ego di una massa di invasati che vorrebbe censurare in massa chiunque non si sottometta a tali deliri.

Non deve esserci a priori la benché minima possibilità.
E per questo giustamente il ddl è saltato. Anche e soprattutto per questi motivi.

Il timore di finire in tribunale ingiustamente è comprensibile, ma la verità è che il rischio zero non esiste per nessuna legge. Già oggi chiunque potrebbe denunciarti per diffamazione o stalking solo perché non condivide le tue idee, costringendoti a pagarti un avvocato. Eppure non chiediamo di abolire il reato di diffamazione.

Le leggi servono a proteggere chi viene pestato o discriminato; se smettessimo di fare leggi per paura delle denunce infondate, dovremmo smettere di legiferare su tutto.

zoe666 10-01-2026 17:45

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069227)
Il timore di finire in tribunale ingiustamente è comprensibile, ma la verità è che il rischio zero non esiste per nessuna legge. Già oggi chiunque potrebbe denunciarti per diffamazione o stalking solo perché non condivide le tue idee, costringendoti a pagarti un avvocato. Eppure non chiediamo di abolire il reato di diffamazione.

Le leggi servono a proteggere chi viene pestato o discriminato; se smettessimo di fare leggi per paura delle denunce infondate, dovremmo smettere di legiferare su tutto.

il realtà il paragone non regge perchè è diverso che qualcuno mi denunci perchè lo sto seguendo giornalmente e mi piazzo sotto casa sua ( stalking ) rispetto a se dico qualcosa che lo fa stare male emotivamente.
Son proprio due cose diverse, dire che non esiste il rischio zero non è una scusante per continuare a far leggi che invece di evitare che gente subisca processi a cavolo, aumenta questa probabilità creando nuove casistiche di dubbio e aleatorità del reato.

Sikerhoof 10-01-2026 18:00

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da zoe666 (Messaggio 3069220)
in realtà la legge mirava a introdurre il concetto di identità di genere come qualcosa che viene dalla propria sensibilità e solo da quella.
Quindi in un ipotetico futuro dove leggi come questa esistono, basta dire che "i sessi sono due e basta " per far si che si metta in pericolo la sicurezza emotiva altrui. ( quello che dicevo poco sopra, se lo dici in certi forum sei una terf che istiga al suicido i trans ).
L'insicurezza su cosa effettivamente diventi passabile di denuncia crea un vuoto per cui sarebbe a totale interpretazione del giudice decidere su ogni singolo caso.
Relativamente al fatto che anche se un giudice lo facesse, la cosa verrebbe ribaltata in altro grado di giudizio, beh, a parte che ci sono soldi spesi e vita rovinata così, attendendo una cosa ovvia come il rispetto di una personale opinione che non lede e non minaccia nessuno.
Ma poi ci son già diversi casi di persone licenziate dal lavoro per questo motivo ( ricordo il caso di una BIOLOGA che è stata licenziata per aver detto che i sessi in biologia sono due, cioè per aver enunciato un fatto incontrovertibile )., quindi il clima di pazzia in merito non oso immaginare come potrebbe evolversi se ci son leggi che di fatto, approvano questo crimile di polizia del pensiero orwelliano.

Stai descrivendo gli eccessi della "cancel culture" e dei regolamenti aziendali privati, che sono cose diversissime da una legge penale.

In un tribunale italiano non conta se qualcuno si sente offeso o emotivamente scosso. Il reato di istigazione all'odio richiede che ci sia un incitamento concreto a compiere atti di violenza o di discriminazione (come negare un servizio o un diritto). Dire "i sessi sono due" può farti bannare da un forum o renderti impopolare in certi ambienti, ma non potrà mai essere un reato, perché non esorta nessuno a compiere violenze.

Il caso della biologa conferma il contrario: se ti riferisci a Maya Forstater, il tribunale inglese le ha dato ragione proprio perché ha stabilito che la sua opinione è degna di rispetto in una società democratica.

Il vuoto interpretativo che temi è lo stesso che esiste per ogni legge. Anche oggi un giudice deve decidere se un tuo insulto a un vicino è "ingiuria" o "libertà di critica". Ma la legge penale è l'estrema ratio: interviene sui pestaggi e sulle campagne d'odio organizzate, non sulle discussioni biologiche.

hypnos688 10-01-2026 18:11

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069227)
Il timore di finire in tribunale ingiustamente è comprensibile, ma la verità è che il rischio zero non esiste per nessuna legge. Già oggi chiunque potrebbe denunciarti per diffamazione o stalking solo perché non condivide le tue idee, costringendoti a pagarti un avvocato. Eppure non chiediamo di abolire il reato di diffamazione.

Le leggi servono a proteggere chi viene pestato o discriminato; se smettessimo di fare leggi per paura delle denunce infondate, dovremmo smettere di legiferare su tutto.



Ma io non voglio nemmeno lontanamente rischiare di farmi rovinare la vita da un esaltato trans o gay per il solo fatto di denunciare i suoi deliri o per essermi opposto alla sua ideologia.

Avallato e sostenuto dalla legge.

Qui non si discute di pestare qualcuno...al di là che potrebbe essere manipolato anche questo, si parla di una discriminazione che non esiste

zoe666 10-01-2026 18:15

Re: Condividiamo notizie
 
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Originariamente inviata da Sikerhoof (Messaggio 3069233)
Stai descrivendo gli eccessi della "cancel culture" e dei regolamenti aziendali privati, che sono cose diversissime da una legge penale.

In un tribunale italiano non conta se qualcuno si sente offeso o emotivamente scosso. Il reato di istigazione all'odio richiede che ci sia un incitamento concreto a compiere atti di violenza o di discriminazione (come negare un servizio o un diritto). Dire "i sessi sono due" può farti bannare da un forum o renderti impopolare in certi ambienti, ma non potrà mai essere un reato, perché non esorta nessuno a compiere violenze.

Il caso della biologa conferma il contrario: se ti riferisci a Maya Forstater, il tribunale inglese le ha dato ragione proprio perché ha stabilito che la sua opinione è degna di rispetto in una società democratica.

Il vuoto interpretativo che temi è lo stesso che esiste per ogni legge. Anche oggi un giudice deve decidere se un tuo insulto a un vicino è "ingiuria" o "libertà di critica". Ma la legge penale è l'estrema ratio: interviene sui pestaggi e sulle campagne d'odio organizzate, non sulle discussioni biologiche.


in realtà il caso della biologa mi da ragione, non torto. Lei ha dovuto combattere per anni per vedersi dare ragione, è questa la follia.
Paradossalmente, casi come questo sono perfetti per il controllo sociale. Se c'è una legge che specifica in modo fumoso che ci può essere discriminazione se si intacca la sfera interiore e di significato soggettivo di una persona, allora è la fine. La università e i luoghi di lavoro, pur di apparire vicini alla prerogativa della massa e dell'inclusivo, agiranno licenziando le voci dissonanti, e allora pur di evitare problemi, la gente comincerà proprio a non parlarne più. Cancel culture in piena regola.

Il codice penale poi copre già, con la sezione degli aggravanti, la parte relativa alle violenze fisiche su specifiche categorie. Non era quello l'obiettivo del ddl zan, quanto più blindare l'ideologia che c'è alla base di tutta questa pantomima.


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