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Re: SS - Società Securitaria
Ancora con sta storia di baffetto mamma mia, non si può mai fare battute, poi le levate di scudi proprio da chi difende e romanticizza chi commette quotidianamente crimini è parecchio comico
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Non so se l'Holocaust Memorial Museum è una fonte sufficientemente affidabile per te, ma qui viene detto che i prigionieri con compiti di sorveglianza degli altri detenuti erano stati individuati già nel campo di Dachau negli anni Trenta (quindi non solo negli ultimi tre anni di guerra), e tra i più famigerati vi erano i criminali comuni. Non era quindi una pratica in vigore solo nei gulag staliniani. |
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Re: SS - Società Securitaria
E' vero gaucho: tu provochi in continuazione ma se qualcun altro provoca ti lamenti. Non c'é reciprocità.
Accetta il guanto di sfida quando te lo si lancia. |
Re: SS - Società Securitaria
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Con i komunisti non si tratta! Ma poi te hai postato decine di meme provocatori apposta e io non ho detto nulla, mentre voi sto baffetto sempre in bocca ce lo avete |
Re: SS - Società Securitaria
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Re: SS - Società Securitaria
Un post straziante che grida giustizia per il povero poliziotto, abbiamo bisogno di una società che protegga in primis chi ci protegge.
“L’ho visto a terra. E ho capito che era lui. Stavo guardando la televisione quando sono passate quelle immagini confuse, violente, piene di urla e colpi. In mezzo a quel groviglio ho riconosciuto Alessandro. Non so spiegare come, ma l’ho capito subito. Quel poliziotto inerme, preso a calci e a martellate, era lui. In quel momento ho pensato al peggio. Ho sentito il sangue gelarsi e il respiro fermarsi. Ho afferrato il telefono e ho iniziato a chiamare chiunque, senza riuscire a parlare davvero. Cercavo solo una conferma che avevo già dentro. Poi è arrivata. E grazie a mia madre, che era con me, sono riuscita a mettermi in contatto con Alessandro. Quando mi ha detto che stava bene, ho ricominciato a respirare. Ora è a casa, finalmente. Riposa in un’altra stanza. È stanco, provato, sotto choc. E lo siamo anche noi. Quelle immagini continuano a tornarmi davanti agli occhi e so che non se ne andranno facilmente. Sono state giornate durissime, piene di angoscia. Alessandro mi ha raccontato pochissimo di quella sera. Ha bisogno di silenzio e riposo. Ma una cosa per me è chiara: quelli che lo hanno massacrato non erano manifestanti. Erano delinquenti. E spero che vengano individuati tutti e che venga fatta giustizia. Lui dice che vuole tornare in servizio il prima possibile. Ma io ho paura. Perché quello che per lui è un lavoro, per me è diventato un incubo. Ogni volta che esce di casa, ora, l’angoscia resta con me. Basta guardarsi intorno: qualsiasi manifestazione può trasformarsi in una guerra contro le forze dell’ordine. Ed è questo che mi fa rabbia e disgusto. Ho apprezzato molto la visita della premier. È stato un gesto che ci ha fatto sentire meno soli. Adesso chiediamo solo una cosa: pace. Per noi, per nostro figlio. Abbiamo bisogno di tempo per rimettere insieme i pensieri, per ritrovare un po’ di serenità dopo tutto questo.” —Mary Oganesyan, compagna di Alessandro Calista. https://uploads.tapatalk-cdn.com/202...ef9dbb7e80.jpg |
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E ha ragione a dire che quelli che lo hanno attaccato erano delinquenti, non manifestanti. Auguro loro di ritrovare serenità, perché il lavoro che deve svolgere lui non è facile (ed è pagato poco, per stessa ammissione del nostro Talleyrand, Tajani). |
Re: SS - Società Securitaria
Dai Winston che eri quasi riuscito a fare un post giusto :)
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Re: SS - Società Securitaria
Gli stessi poveracci che deridono un poliziotto preso a martellate in servizio sono quelli che hanno creduto alle false accuse di aggressioni ai membri della flottiglia dei propal, tipo Saverio Tommasi scandalizzato che gli avevano levato la crema solare, a questa gente non importa niente della giustizia, importa fare tifo da ultras criminali allo stadio, se da un lato posso comprendere un politico perché ha un tornaconto personale dall'altro io questi barricaderos proprio non li capisco, quasi come fosse che il poliziotto si è fatto picchiare apposta, il video lo abbiamo visto tutti e stare a sminuire quella situazione è connivenza con gli aggressori.
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Re: SS - Società Securitaria
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Dico solo che aggressione/lesioni e tentato omicidio sono due cose diverse (punibili entrambe), e la fattispecie di reato non la decide la pdc. E crema solare un par de palle: https://www.altalex.com/documents/ne...profili-penali https://www.wired.it/article/global-...tari-italiane/ |
Re: SS - Società Securitaria
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E gli attacchi sono cominciati da ben prima della zona di guerra, così come l'area marittima in questione non è affatto legittimamente sotto il controllo di Israele. https://www.greenreport.it/news/appr...aza-e-illegale https://www.ispionline.it/it/pubblic...ensioni-217895 La legittimità del blocco navale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza è dibattuta. Nel 2011 una commissione d’inchiesta Onu lo definì “legittimo” nel contesto di un conflitto internazionale. Questa valutazione fu però fortemente contestata – e lo è tuttora – da esperti e organizzazioni internazionali, secondo i quali la situazione di Gaza non può essere assimilata a una guerra tra due Stati e Hamas non può essere considerata la legittima rappresentanza della popolazione della Striscia. Se è vero che non esiste una convenzione Onu specifica e vincolante che regoli in modo dettagliato i blocchi navali nei conflitti armati, il Manuale di San Remo del 1995 è spesso utilizzato da Israele per giustificare il proprio operato, mentre le critiche internazionali si concentrano sulla violazione di alcuni principi fondamentali di tale trattato: il blocco infatti – per essere legittimo – non dovrebbe infliggere danni sproporzionati alla popolazione civile, non deve affamarla né impedire l’arrivo di aiuti umanitari. Tutte condizioni che non sono riconosciute nella condotta israeliana a Gaza. Inoltre, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, nota anche come Convenzione di Montego Bay, riconosce il principio del “passaggio inoffensivo”, che consente alle navi straniere di attraversare le acque territoriali di uno Stato senza arrecare danno. In base al trattato, poiché le navi della Flotilla non rappresentano una minaccia per la sicurezza di Israele – a bordo non vi sono armi – dovrebbero poter raggiungere la Striscia di Gaza senza violare il diritto internazionale del mare. Nel complesso oggi, Ong, attivisti, giuristi e diversi governi considerano illegale il blocco israeliano su Gaza, sottolineando come esso configuri una forma di punizione collettiva nei confronti della popolazione palestinese, in aperto contrasto con il diritto internazionale. |
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