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Re: Conflitto Israelo-palestinese
il dna degli ebrei aschenaziti è piu o meno 50 europeo e 50 medio-orientale ma quel 50 per cento non è necessariamente dalla Palestina. Se anche avessero un 30% di dna dell'antica Palestina, non sarebbe sufficiente per giustificare il diritto al ritorno. E' un po' come se io pretendessi la cittadinanza francese perché tra i miei antenati c'erano Asterix e Obelix, e infatti vicino a dove abito hanno trovato una necropoli gallica.
L'unico modo per risolvere il problema sionista è creare un nuovo Israele post-sionista paragonabile alla Germania de-nazificata. Questo perché gli ebrei israeliani sono 7.5 milioni e spostarli altrove sarebbe complicato. Sarebbe piu semplice rimandare gli irlandesi protestanti in Scozia dato che sono circa 1 milione e non di più. |
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"Spostare" milionate di persone si chiama deportazione, ed è una roba nazista. Non va presa in considerazione neanche come ipotesi.
Israele e Palestina nascono per decisione dell'ONU, ed entrambi hanno il diritto di esistere, possibilmente in pace. |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
Sempre più ampia l'estensione del blocco navale israeliano, fra un po' arriveranno a Gibilterra:
https://www.ansa.it/sito/notizie/mon...f5eaa17ab.html Tra l'altro adesso che c'è la "pace" di Trump e del Board of (No) Peace, secondo la "logica" del governo israeliano, cadrebbe anche la scusa del blocco navale in una "zona di guerra" (a parte che Creta non lo sarebbe comunque, come non lo era la Tunisia a settembre...). |
Conflitto Israelo-palestinese
Ma cosa cazzo c’entra la CGIL, infami bastardi ci hanno rovinato la vita con i loro contratti approvati
https://uploads.tapatalk-cdn.com/202...57f5a603fd.jpg |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
https://it.euronews.com/my-europe/20...omo-di-45-anni
L'incidente antisemita arriva sulla scia di una serie di attacchi incendiari a sinagoghe, ambulanze e siti della comunità ebraica nel nord di Londra nelle ultime settimane. Israele: "Basta parole, Regno Unito deve agire con urgenza" Ma la notizia di oggi qual è la flottiglia? Nel frattempo cittadini civili ebrei inermi vengono perseguitati dappertutto, omicidi accoltellamenti botte stragi sfregi luoghi di culto e cimiteri deturpati, anche il governo italiano ormai è alla deriva antisemita, e sono sempre più contento di non aver votato neanche stavolta, queste istituzioni meritano solo indifferenza. |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
Non è un incidente, è un atto di terrorismo, le parole, la malafede salta fuori, è più forte di loro.
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
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No perche' anche un sindacato che si occupa di Palestina puo' essere colpito da questo tipo di tendenza al depistaggio... |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Mi hai tolto le parole di bocca |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Tanto stanno rastrellando contributi straordinari coi silenzi-assensi, non glei ne frega nemmeno più niente di perdere o prendere iscritti :') |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Un esempio di red herring: un giorno degli americani dissero che la tv italiana era scandalosa perché portava sullo schermo le veline sculettanti. Il presentatore (quello che inizia per G e finisce per S) disse che quegli americani facevano meglio a starsene zitti, proprio loro che hanno ancora la pena di morte e hanno bombardato il Vietnam. Un caso da manuale di red herring o ignoratio elenchi |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Ad ogni modo l'osservazione di Gaucho e' ben posta, da un sindacato ci si aspetterebbe profusione di energie sul salario minimo piuttosto che su Gaza, ci sono gia' fior di associazioni che lo fanno. Anzi, il mio sospetto e' proprio che per nascondere le sue mancanze in tema di difesa dei lavoratori la Cgil cerca di ingraziarsi iscritti e aspiranti tali, tramite iniziative lodevoli ma che non sono di sua competenza e che puzzano pure un po' di demagogia... |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
Diverso sarebbe stato il caso di un partito politico: Berlinguer del PCI espresse la sua solidarieta' al popolo palestinese e fece bene, perche' rientrava in un disegno politico, anche internazionale, che ogni partito deve avere, anche se poi il Pci non ando' mai al governo. Ma un sindacato che c'azzecca con la questione palestinese? Il sindacato e' un ente tecnico, interno, di difesa di una categoria....mah...
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Resta poi la questione della fallacia logica: ha senso criticare la posizione presa da qualcuno su un argomento come il calcio (ad esempio) facendo riferimento alla sua situazione personale, per esempio al fatto che la moglie gli ha fatto le corna o che le corna gliele ha fatte lui? |
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Per fortuna che sono il tipo di persona che sa cos'é una ral e sa trattarla da solo |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
https://www.msn.com/it-it/notizie/ot...bc5dff19&ei=13
La levata di scudi è stata immediata da parte degli attivisti che, in attesa di essere comodamente recuperati dai rispettivi paesi d’origine, hanno da subito gridato alla pirateria e violazione del diritto internazionale. A nulla sono serviti quindi gli appelli dei governi europei, come l’Italia, che più volte hanno manifestato il proprio dissenso verso un’iniziativa utile solo a produrre l’ennesimo e ricercato incidente diplomatico. Come dei Blues Brothers «in missione per conto di Dio», i naviganti hanno ignorato tutte le proposte alternative offerte loro per consegnare il materiale raccolto con garanzia di successo. La loro fortuna, comunque, resta quella di essere stati fermati dallo Stato di Israele e non dai tagliagole islamici di Hamas che, notoriamente poco inclini a qualsiasi fantasticheria color pace arcobaleno, avrebbero certamente riservato loro ben altra accoglienza sul proprio territorio. Agli avventurieri, invece, il premier Netanyahu ha semplicemente assicurato un viaggio di ritorno nei rispettivi paesi, sulla scia di quanto già accaduto mesi addietro. |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
https://www.msn.com/it-it/notizie/po...cfc99d9a&ei=10
Stanno bene Giorgia non ti preoccupare, al massimo gli avranno buttato la droga in mare, o è un problema anche quello? |
Hanno sterminato quarantamila manifestanti per la libertà in Iran in un paio di settimane!
Sinistra risponde chi se ne fotte! Hanno fermato la flottiglia che è andata là solo per provocare disagi e caos! Sinistra italiana risponde blocchiamo tutto! https://www.ansa.it/lombardia/notizi...4016169cf.html |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
https://youtube.com/shorts/ir0dg3xgm...r_RkS_aaPqKluS
Purtroppo no Ciro, mandato ai domiciliari ma verrà processato per tentato omicidio, è come nel caso Dreyfus, meditate. |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
Sono una banda di stronzi, come tutto ciò che viene da sinistra.
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
Insisti a gettare fango sull'unico paese in medio oriente dove potresti vivere tranquillo.
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Re: Conflitto Israelo-palestinese
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Israele ha sempre detto la stessa cosa, con una chiarezza che non ammette fraintendimenti: non passerete. È zona di guerra, il blocco su Gaza è in vigore dal 2007, quello navale dal 2009. Piace, non piace, è un dato di fatto con cui chiunque navighi nel Mediterraneo orientale è tenuto a fare i conti. Ma il coordinamento della flottiglia non vuole fare i conti. Vuole fare le immagini. Insomma, come Putin: l'Ucraina è roba mia, piace, non piace, è un dato di fatto. E il diritto internazionale? Beh, quello vale fino a un certo punto (cit. Tajani). E tutto l'articolo "giornalistico" è costruito senza mettere in dubbio nemmeno una virgola di quello che sostiene il governo di Israele e con domande pseudoretoriche del cazzo da grillini prima maniera "kittipaka?". |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
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*uno che dice che gli ebrei pensano solo ai soldi e che baffino non aveva tutti i torti, e poi si para il culo dicendo che si tratta di battute, è antisemita di default: del resto le stesse schifezze le dice anche su noi meridionali e sui musulmani |
Re: Conflitto Israelo-palestinese
Il fasciorazzista medio che scrive su questo forum (e anche fuori) non avrebbe le palle di affrontare neanche un decimo di quello che hanno affrontato coloro che dileggia dal suo comodo divano:
Siamo stati prigionieri dei soldati delle forze speciali israeliane per un giorno e due notti, ma in tutto questo tempo non siamo mai riusciti a vedere i loro volti. Il nostro carcere galleggiante consisteva in quattro container disposti a rettangolo e incorniciati di filo spinato, con noi 180 rinchiusi nel mezzo. Loro, i soldati, stavano sopra, lungo le passerelle in acciaio che correvano per tutto il perimetro del cargo militare nel quale eravamo confinati. Alcuni ci scattavano delle fotografie, altri facevano «ciao» con la mano o simulavano piccoli balletti per prendersi gioco di noi. Tutti, comunque, erano in pieno assetto da guerra. Avevano fucile mitragliatore sempre puntato, giubbotto antiproiettile, caricatori in bella vista, passamontagna perennemente calati in volto. Di loro potevamo vedere soltanto gli occhi, e l’intera rappresentazione, nel suo grottesco complesso, sembrava uscita da una brutta copia della sceneggiatura di Squid game. Per un giorno e due notti, nessuno ci ha comunicato nulla. Letteralmente, non avevamo idea di cosa aspettarci. Sapevamo soltanto che stavamo navigando verso sudest – perché questo era ciò che si intuiva osservando la posizione del sole – e quindi verso la deportazione in Israele, il carcere di Ketziot e chissà quali altre schifezze. Sembra soprattutto incredibile, a ripensarci ora, la brutale rapidità con la quale tutto questo è successo. Conoscevamo la fama delle teste di cuoio della «Shayetet 13», che erano gli stessi soldati che nell’ottobre scorso avevano preso d’assalto la precedente Flotilla. Mai però ci saremmo immaginati di trovarceli di fronte dopo appena tre giorni di navigazione, mentre ancora dovevamo completare il guado tra la Sicilia e l’isola di Creta. «Eccoli – ha gridato qualcuno -, eccoli che vengono». NEL GIRO DI POCHI SECONDI quel piccolo faro che avevamo visto accendersi all’orizzonte si è trasformato in un fascio di luce accecante, e delle voci straniere hanno preso a berciare «Raise your hand! Raise your hand!» (alzate le mani), e le lucine rosse dei mirini laser hanno fatto improvvisamente capolino sui nostri petti e sulle nostre teste. Così, alle 2 di notte del 30 aprile, la nostra barca, la meravigliosa «Holy Blue» della Global Sumud Flotilla, ha interrotto la sua corsa disperata verso le acque territoriali greche, e noi dodici passeggeri siamo stati trasferiti prima su un gommone militare e poi – a suon di calci, pugni, e manate in faccia – a bordo della nostra nave-prigione. Per prima cosa, dopo averci spintonati lungo il ponte, presi a pacche nei testicoli e costretti a camminare piegati con le braccia ritorte dietro la schiena e a inginocchiarci a ogni passo, i soldati ci hanno spogliati di tutto, togliendoci dalle tasche persino i fazzoletti sporchi, oltre – ovviamente – alle carte di credito, i passaporti e i farmaci, compresi quelli salvavita (che nessuno ha mai più rivisto, se non dopo la liberazione). Chi non ha gran rispetto per le divise sostiene che i militari tutti siano essenzialmente dei gran scimmioni senza alcun senso del ridicolo. Si tratterà anche di un cliché, ma è certo che gli uomini che sono venuti ad arrestarci non hanno fatto assolutamente nulla per smentirlo. Alcuni di essi hanno colpito con il calcio del fucile uno dei ragazzi che era in barca con me, mentre un ufficiale, visibilmente esaltato, gridava: «Non fate gli stronzi con me! Io sono la persona sbagliata con cui scherzare!». A ciascuno di noi è stata stretta al polso una fascetta da elettricista con attaccato un numero, che poi ci è stato chiesto di mostrare durante le varie «conte». Dopodiché – sempre uno a uno, e sempre a calci e spintoni – siamo stati buttati dentro un container: «Open the white door», ci è stato gridato. OLTRE LA PORTA BIANCA, all’interno del piccolo rettangolo d’acciaio e filo spinato che componeva la nostra prigione, ci attendevano tutti gli altri attivisti che erano stati arrestati prima di noi. E lì perlomeno abbiamo capito che non saremmo stati soli. Dopodiché, è iniziata l’attesa, e con essa sono iniziati i momenti più brutti. Nel pomeriggio di giovedì i soldati hanno fatto irruzione nel nostro recinto a cielo aperto. Noi eravamo tutti sdraiati a terra, chi all’esterno, sotto un sole che bruciava la pelle, chi all’interno dei tre container ai quali ci era consentito l’accesso, che erano roventi come carri merce. A un certo punto ci sono stati degli spari e delle grida. Alcuni uomini in divisa hanno esploso dei proiettili stordenti, mentre altri militari hanno aggredito quattro ragazzi, li hanno picchiati selvaggiamente e li hanno trascinati fuori con loro. È stato allora che abbiamo deciso di riunirci in assemblea, e con voto unanime – in faccia ai nostri carcerieri, che ci osservavano dai camminamenti sopraelevati – abbiamo stabilito che non avremmo più collaborato con loro. In quel momento Saif Abu Keshek era già stato preso (lo hanno chiamato fuori quasi subito, appena dopo averci rinchiuso), mentre Thiago Ávila era ancora lì in mezzo a noi, e pur sapendo che avrebbe fatto quasi certamente la sua stessa fine non ha mai rinunciato al proprio ruolo di portavoce del movimento. QUELLA SERA, forse per una o due ore, abbiamo picchiato le mani e le scarpe sul metallo dei container, e – in una nenia infinita e quasi ubriacante – abbiamo gridato fino a perdere il fiato: «Free our comrades / Free our comrades!» (libertà per i nostri compagni). Per un attimo, mentre prendevamo a cazzotti quei muri, la nostra paura si è trasformata in rabbia. Era come se a suon di cazzotti potessimo abbattere il filo spinato che ci circondava, e in prima fila, a picchiare, c’erano soprattutto le persone più deboli e anziane, e quelle che in certi momenti avevamo visto piangere. L’INDOMANI MATTINA – anche se noi non potevamo saperlo – la nostra nave-prigione aveva già fatto ritorno davanti alle coste di Creta. Prima di sbarcarci, però, i soldati hanno voluto fare nuovamente irruzione con i manganelli e i proiettili stordenti, ed è stato allora che hanno preso anche Thiago. Altri ragazzi sono stati picchiati selvaggiamente proprio durante le operazioni di sbarco, in una escalation di violenza del tutto gratuita e degna di altre epoche e di altri regimi. Tuttavia, era la mattina del primo maggio, e mentre eravamo nuovamente in ginocchio sull’acciaio del recinto – «Testa bassa! Mani dietro la schiena!»” – una delle persone accanto a me ha iniziato a fischiettare le prime note dell’Internazionale. Solo allora, di nascosto, sono riuscito a piangere. |
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