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Re: La donna angelo
Io ho letto diverse biografie di scrittori famosi e mi ha sempre incuriosito la loro vita privata, molti erano anche puttanieri e viziosi .
Molti si sono arruolati e hanno avuto una vita avventurosa, però alternata a periodi di riflessione. Uno come Dante potrebbe sembrare incel per l’aria austera dell’immagine. Io avevo la stessa idea su Edgar Allan poe, non mi sembrava il tipo da matrimonio e invece ne ha avuti due mi pare. Uno come pessoa è stato incel probabilmente, non era famoso in vita, un anonimo impiegato di Lisbona però credo andasse a prostitute. Kafka ci ha provato fino all’ultimo ma era troppo problematico, si è ammalato anche per quello stress, non riusciva a essere un uomo pratico, un marito nella vita di tutti i giorni, era troppo influenzato dalla sua arte e dalle sue visioni secondo me per vivere nel focolare domestico con una donna Dostoevskji ha avuto due mogli, non era ricco, ludopatico, epilettico e pure bruttino. Infatti ho letto nella biografia che era molto geloso e insicuro perché la seconda moglie era molto più giovane ed era cresciuta con idee di emancipazione femminile, anche se di fatto ha finito per fare la moglie sforna-figli di un genio, ma pur sempre un uomo. Gli scrittori sono una brutta razza, però sono sempre piaciuti alle donne. Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk |
All epoca di questi scrittori c'erano i bordelli veri era un altra cosa
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Re: La donna angelo
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Sto pensando che se mai arrivassi a pubblicare non mi presenterei mai in pubblico, troppo ansia, farei tutto via internet restandomene chiuso in casa come prima. E niente vita avventurosa. |
Re: La donna angelo
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Comunque mi preoccuperebbe non riuscire a uscire dal guscio nemmeno in questo caso, anzi, temo che probabilmente regredirei ancora di più per paura dell'esposizione. L'unico vantaggio sarebbe avere un introito in denaro in più. |
Re: La donna angelo
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io mi sono sempre chiesto chi è che si mette con un disagiato come bukowski o come p.dick prima del successo e dei soldi? erano degli spiantati che vivevano al limite della follia. penso che sia un limite per uno scrittore emergente rimanere nascosto, forse affascinante come idea ma come fai a promuovere il libro? devi essere presente fisicamente nelle varie librerie e fiere del libro, di solito funziona che devi fare un tour de force con tanto di apparizioni mediatiche. io terrei l'anonimato solo se scrivessi qualcosa di pesantemente autobiografico, non mi dispiacerebbe pasteggiare champagne in quegli ambienti letterari. mi butterei sul buffet senza rispetto per nessuno. meglio non fasciarsi la testa prima di rompersela, è un mondo in cui è quasi impossibile emergere. |
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