Originariamente inviata da Sheev Palpatine
(Messaggio 2903382)
Cercherò di dare una risposta più pensata e logica.
Quanto alle possibilità, solitamente chi ha condotto buona parte della propria vita senza fare esperienze, ci sono scarse probabilità che le cose cambino radicalmente. Credo sia del tutto illogico pensare che un ragazzo, che fino a 30 anni o più è stato solo rifiutato, completamente vergine, da un giorno all'altro, 100, 1000 donne iniziano ad interessarsi a lui e questi possa avere tutte le relazioni che vuole. Non è pessimismo, si tratta di concludere logicamente che è improbabile se non impossbile che le cose cambino, per chi come me ad esempio in 23 anni di vita non ha mai avuto una relazione.
Ma tutto questo risente sempre di un modo superficiale di affrontare la questione. La questione, affrontata più in profondità e più nello specifico è questa : Cosa desideriamo dagli altri e perchè?
Mi è capitato, vista la mia lunga permanenza in certi ambienti poco amichevoli del web di notare che per molti ragazzi alla fine più che altro la motivazione alla base di tutto è quella di soddisfare la sessualità, la ricerca del piacere fisico. Cos'è mai il piacere fine a se stesso? La mia non è tanto una critica morale circa questa ricerca, quanto una critica sulla logica. Il piacere fisico è soltanto a breve termine e non può che generare un circolo vizioso nel quale si cerca sempre più piacere. Questa è una schiavitù rispetto ai propri istinti ed è la miseria alla base del tutto. Il maggiore potere di scelta femminile è direttamente legato al fatto che gli uomini comportandosi da schiavi della sessualità non fanno altro che provarci continuamente. Ma anche volendo andare oltre, io sono sempre più convinto che l'amore sia un concetto completamente inventato prima dalla poesia e poi dai film e da varie altre produzioni.
E' chiaro che le relazioni esistono e in alcuni casi possono anche durare a lungo (ma nei tempi attuali come ormai sanno anche le pietre) le relazioni quasi sempre non durano. E' del tutto illogico investire in un rapporto totalizzante visti questi presupposti. Quando il rapporto con un'altra persona diventa il centro della propria vita e poi arriva la separazione, ecco che succedono catastrofi,come i vari casi di cronca visti, non sempre ma rimane un esito decisamente prevedibile. E come la violenza dei terribili assassini è ingiustificabile, è palesemente ovvio che in linea di massima, le opportunità sono poche di "rimettersi in carreggiata". E non per cadere nello stereotipo del "l'erba del vicino è sempre più verde" ma, direi che rimettersi in carreggiata dopo che si viene lasciati, è certamente più probabile e più semplice del dover salire in carreggiata non essendoci mai stati (situazione mia).
Durante l'attività sessuale o durante la masturbazione, tutto il cervello umano è coinvolto. Astenersi dalla sessualità comporta proprio dei cambiamenti della percezione della realtà, delle situazioni. E, da quello che vedo, rispetto alla media sono molto meno ossessionato dal sesso di altri uomini. Ma dovendo fare un confronto, il mondo agli occhi di un uomo è spesso deformato da pensieri sessuali, che rendono impossibile vedere tutto il resto. E in un contesto in cui, edonismo e nichilismo sono i disvalori che caratterizzano la società ecco che questi individui provano rabbia perchè non hanno preso la loro fetta di torta, la loro fetta di piacere fine a se stesso. E tutto questo è davvero una cosa insignificante.
Se io ho sofferto, ho sofferto perchè le evidenze hanno dimostrato inequivocabilmente che quell'amore perfetto tanto decantato sia nella lettuaratura antica che altrove non esiste. Trovo il piacere fine a se stesso una cosa senza valore, indegna di disperazione.
E alla luce di tutto questo, è inutile sperare che da un'altra persona possa arrivare chissà che cosa, non arriverà. E quando si instaura tale idea, si cade soltanto nell'ossessione che porta potenzialmente alla propria distruzione... Si può in parte trovare uno scopo migliore nella sublimazione della sessualità in altre attività, nella concentrazione del proprio intelletto su altre cose che non siano l'amore. Ma purtroppo, tutta l'umanità è condannata a convivere con sentimenti, istinti, emozioni, che altro non fanno che turbare e allontanare dalla pace. Questo punto di vista sarà forse di uno stoicismo estremo ma credo sia quanto di più vicino al mio pensiero
|