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Re: Le ragioni dell'immobilità
Le ragione dell'immobilità (attuale) è che certe azione ritenute "necessarie" non solo non hanno prodotto benefici ma sono state causa di traumi, attacchi di panico, depressione, dipendenza da farmaci e abuso di alcol. Di fronte a queste prospettive l'immobilismo non è più una scelta, le azioni che hanno portato a risultati piacevoli posso contarle sulle dita di una mano. Ne deduco in maniera oggettivi e senza condizionamenti che semplicemente sono inadatto alla vita per come la si concepisce nel pensiero comune, esiste un modo di vivere corretto che non implichi solo fatiche e sofferenze? Non lo so, probabilmente si ma il tempo ormai è scaduto e il logorio di queste esistenza sbagliata ormai si è mangiato ogni barlume di curiosità.
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Re: Le ragioni dell'immobilità
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Togliere questa cosa nel mio caso sarebbe davvero un'impresa ancora più titanica :mrgreen:. Io al minimo pretenderei di non provare ansia e sofferenza, al massimo pretenderei di eliminare le condizioni oggettive che mi procurano ansia e sofferenza. Meglio guarire da una malattia, se non si può guarire meglio non provare dolore. Ma è sempre meglio guarire oggettivamente senza problemi, la cura palliativa è sempre una soluzione a metà. Io mi sento libero quando posso muovermi senza impedimenti e non quando ci sono gli impedimenti e io inizio a non pretendere che non ci siano questi impedimenti. Mi sentirei più libero se fossi capace di camminare e muovermi piuttosto che nella condizione di un paraplegico che non pretende di esser capace di farlo. A parità di altre condizioni, se uno mi chiedesse, in quale delle due modalità ti piacerebbe vivere? In quale delle due valuteresti di essere più libero? Non sceglierei la posizione della persona con un impedimento oggettivo che accetta i propri limiti ma chi quei limiti non ce li ha e non è malato, ha dei mezzi concreti per avere più potere. Potrei preferire il paraplegico solo se ha più potere dell'altro per altri motivi. Mi interessa di più e soprattutto il potere oggettivo che si estende al dominio dell'universo circostante, e non dominare parti locali di me come la mente per simulare questo dominio. Potrei preferire anche una condizione non umana, che so, da cyborg purché io possa avere più potere concreto e senza vincoli. Per essere felice comunque non mi servirebbe un potere infinito, mi basterebbe qualcosa in più. Se io potessi controllare oggettivamente una situazione e potessi escludere tutte le cose che mi disturbano molto, è sempre meglio per me, l'altra soluzione è sempre parziale e mi ha sempre lasciato abbastanza insoddisfatto. Preferisco avere delle zanzariere che impediscono alle zanzare di attaccarmi piuttosto che abituarmi mentalmente alle punture e i disagi che derivano dalle punture. In questo caso l'unica cosa che cambia è dirsi "mi va bene così, non pretendo nulla". Io come minimo pretenderei non provare fastidi a livello mentale, e non sopportarli, sopportare e tollerare rappresenta la soluzione peggiore per me e quella che mi rende più impotente. Preferisco soddisfare un bisogno o un desiderio piuttosto che controllare questi giudizi, il mio sistema di valori e priorità è questo. Controllare troppo l'interno mi ha sempre fatto stare una merda e non la reputo una buona soluzione, non potrei collaborare molto a monte su questa cosa qua, a meno che un minimo controllo non implichi un potere enorme, ma a me pare che poi le cose non siano così, si chiede uno sforzo enorme per accettare una situazione che a te non sta bene, e così si pretende di risolvere la cosa, non riesco a condividerla. Però riesco ad afferrare che per altri questa cosa potrebbe essere migliore. Il punto cruciale è che io non la condividerei a monte. Non riconoscerei ora quella situazione come uno star meglio, quindi inevitabilemente non potrò collaborare, per non far star ferma una cosa che sta ferma bisogna spingerla e non dirle "muoviti!", la maggior parte delle volte non si muoverà. Le ragioni dell'immobilismo di un oggetto in un ambiente quali sono? Sono insite in tutto il sistema ambiente-oggetto, non sono localizzabili da qualche parte precisamente. |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Da piccola interagivo con gli altri bimbetti solo a scuola e sento di essere diventata più chiusa proprio per via dell'esperienza maturata. L'introversione e la timidezza, nel mio caso, rappresentano una forma di adattamento agli eventi. |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Re: Le ragioni dell'immobilità
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Dai, davvero, mi state prendendo tutti in giro. Ammettetelo. Lo dico io? Lo dico io. "Angus sei su Scherzi a parte!" |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Per rispondere alla tua domanda a parte che io non riesco più ad esprimermi ed essere me stessa, proprio non ce la faccio, se anche riuscissi i problemi che incontrerei sarebbero quelli che ho già detto, mi verrebbero ansia ed ossessioni, paure, gelosie, normali sentimenti umani che io amplifico e non so gestire. Non è che io assumo un atteggiamento. Da bambina ero il contrario di timida, ero una esibizionista, col tempo mi sono inibita. Magari era una naturale evoluzione del mio carattere, magari hanno contribuito le prese per il culo. Comunque se anche ora stabilissi che non sono timida non è che esco e riesco magicamente a parlare con un mio coetaneo. |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Il mio discorso è questo. Se il mio problema è la realtà, cosa me la rivendi a fare la cosa di cui io mi vorrei liberare? |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Ho socializzato poco e male, di conseguenza mi sono dovuta adattare alla realtà. Perché ti pare tanto strano? :pensando: |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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E' come se dicessi che sei un'impermeabilina, perché dove vivi piove e indossi l'impermeabile. E che è l'aspetto più importante e centrale di te. Questa vale anche come risposta parziale ad Abuela. |
Re: Le ragioni dell'immobilità
C'è una distinzione bella netta tra ciò che *sei* e ciò che *fai*, e boh, mi pare che sfugga clamorosamente, che si faccia sistematicamente confusione.
E crea bei danni: se sei timida, non puoi smettere di fare la timida. E se non sei null'altro che *timidezza*, non puoi entrare in relazione con nessuno come persona. |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Ovviamente non sono composta di sola timidezza ma il disagio che provo è vero, tangibile. Fisico. I danni sono evidenti ma qualcosa - con le giuste condizioni - si può fare. Per il resto continuo a valutare l'idea della stratificazione, a mio avviso i blocchi sono formati da tanti piani e materiali diversi. |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Non so se per te è solo una questione lessicale. Ma questo modo di metterla, questa scelta di parole, sono per me terribili, da tortura psicologica. Quale altra persona dovrei (e potrei) essere? Giocare a Tetris è qualcosa che fai o che sei? Rifuggire i rapporti sociali è qualcosa che fai o che sei? |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Chissà.. alla fine conta quello che sei oggi. Solo questo. Siamo qui e dobbiamo giocare con le carte a nostra disposizione :nonso: Quote:
Conosco bene i miei punti di forza e di debolezza, so quando fermarmi per evitare danni (a me stessa e agli altri) L''esperienza accumulata mi porta a comportarmi in questo modo. Il passato fa parte di me, è nella mia testa e nelle mie ossa. Nel bene e nel male la mia personalità va a braccetto con i tempi che furono e ci prende pure il tè. :nonso: |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Re: Le ragioni dell'immobilità
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Re: Le ragioni dell'immobilità
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In contesti diversi e con esperienze di vita diverse saresti sempre la stessa persona ma ragioneresti in modo diverso e desidereresti cose diverse. Chi siamo realmente al 100% non lo sappiamo neanche noi stessi. |
Re: Le ragioni dell'immobilità
Nell'ultimo episodio di mrs maisel c e un bellissimo dialogo che si collega bene a questo topic. O almeno credo non sono ancora sicura di avere capito il topic :sisi:
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Re: Le ragioni dell'immobilità
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Al tempo stesso mi pare una visuale un po' distaccata dal mondo, tipo definire la propria identità a prescindere da tutto e tutti, una cosa un po' ascetica I |
Re: Le ragioni dell'immobilità
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Non siamo altro che animali. Se non ci definiamo in base al proprio vissuto od al confronto con la società non saremmo più di qualsiasi altro animale.
Un bambino sa chi è? No. Solo un cucciolo di animale. Tutto ciò che viene dopo lo definisce la società e l'esperienza. |
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