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Re: Solitudine, cosa fate?
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Se uno al lavoro e all'università non lega con nessuno in particolare al punto da frequentarlo anche al di fuori di questi ambienti, nel tempo libero svolge attività solitarie, magari alla sera non esce proprio perché non conosce nessuno... È molto difficile che qualcun altro venga lì e gli chieda di unirsi al suo gruppo, quindi è un po' un circolo vizioso, perché per conoscere persone nuove bisogna avere già delle conoscenze in partenza. Inserirsi in un gruppo di persone che tra loro si conoscono già partendo da zero non è semplicissimo nemmeno per chi ha un carattere estroverso... Per chi è timido e quindi tenderà a partecipare poco alle uscite e a stare in disparte, e ha bisogno di molto più tempo per entrare in confidenza con gli altri è estremamente difficile |
Re: Solitudine, cosa fate?
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Re: Solitudine, cosa fate?
E una società di individualisti,si cerca gente con cui passare le serate stop..chi ci riesce trova la donna,non conta più amicizia,famiglia,società liquida dove i valori di un tempo non esistono più..gli introversi finita l'università se hanno costruito poco per gli standard sociali hanno tutti momenti bui,una società strutturata su altri modelli di riferimento che va a doppia velocità rispetto a gente che deve vedere dieci volte qualcuno prima di aprirsi,qui c'è gente che mette i filtri,toglie e mette voto pure dietro uno schermo in forma anonima...
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Re: Solitudine, cosa fate?
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Re: Solitudine, cosa fate?
Vi capita mai di avere bisogno di parlare con qualcuno ma di non avere nessuno con cui parlare?
Come fate? Stasera sento proprio il bisogno di scamviarw quattro chiacchiere, eppure... |
Re: Solitudine, cosa fate?
parlo da solo e riesco anche ad essere in disaccordo con l'altra parte di me stesso
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Re: Solitudine, cosa fate?
E riesci a farti compagnia così?
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Re: Solitudine, cosa fate?
Diciamo che riempio un po' quel bisogno, facendo così. Ormai è un'abitudine: lo faccio in automatico.
D'altra parte, non credo di essere in grado -oggi come oggi- di poter sostenere e coltivare un qualsiasi rapporto confidenziale con terze persone in senso fisico, concreto. Per fortuna che in quest'era digitalizzata esistono i Forum e simili. |
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Re: Solitudine, cosa fate?
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Si ma dopo un certa età alla gente gliene frega sempre meno della vita sociale.
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Re: Solitudine, cosa fate?
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Io con i forum non riesco a esperire il mio bisogno di socialità sinceramente. |
Re: Solitudine, cosa fate?
Gli ultimi anni di esperienze con conoscenti sono di frustrazione, non riesco più a trovare gente con caratteristiche di pensiero simili a me, è che contemporaneamente non abbiano problemi a interagire con una sfigata come me
. I conoscenti con cui ho interagisco hanno proprio un modo di esser totalmente diverso dal mio nella maggior parte delle cose, gente che parla male degli altri, superficialità di pensiero, sempre a criticare ecc. Da un certo punto di vista è meglio stare da sola, il non sentirsi fuori posto. Tu cosa apprezzi della tua solitudine invece? @jasmine |
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Una società di esseri insoddisfatti e frustrati continuamente. La gente si cerca solo per sfogarsi o per svago. |
Re: Solitudine, cosa fate?
il problema è quando sei solo e stai male per qualcuno o qualcosa, altrimenti si può andare avanti. ma se ti viene da piangere e da auto-distruggerti allora sono cazzi amari
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Re: Solitudine, cosa fate?
Ognuno pensa a sè, sempre stato così, però vedo proprio mancanza di compromesso. Anche nei casi in cui le persone vogliono rimepire le serate con persone con cui non escono di solito, ad esempio cena una tantum con colleghi di lavoro, di hobby, di contesti vari.
Va bene passare una serata ma magari venirsi incontro per un giorno che va bene agli altri invece di dire ad esempio sabato aperitivo per la serie chi mi ama mi segua, se non può nessuno niente. La gente ragiona così. Secondo me invece il modo di ragionare è vogliamo fare un aperitivo? Troviamo un giorno che va bene a tutti o alla maggioranza di chi vuole partecipare. Sembro essere l'unica a ragionare così ormai. Ho notato negli ultimi anni invece che uno propone un giorno e gli altri dicono non posso, ma non è che dicono però posso mercoledì o giovedì, no dicono non posso e basta. E non è che chi ha proposto poi cambia giorno per vedere se un altro giorno ha più aderenze. No o quello o niente. Non capisco se la gente è arrendevole, ha paura di esporsi o proprio non gliene frega nulla delle occasioni sociali una volta che hanno i loro amici e partner. In quelle occasioni vorrei dire qualcosa, essere io a proporre di cambiare giorno di modo che vada bene a tutti ma ho paura di espormi, di fare la figura della sfigata a cui interessa dell'aperitivo, dell'unica a pensare sempre agli altri quando a me non pensa nessuno. Così me ne esco con qualche frase stupida che mi fa sembrare una cretina egoista o con un ci sono/non ci sono come tutti gli altri pecoroni. Certe solitudini sono impossibili da sconfiggere. Così nessuno riuscirà mai neanche a sfogarsi o a svagarsi, chi è solo rimane solo, chi ha già il suo non apre i suoi orizzonti, avete notato anche voi questo fenomeno del non compromesso? Per me è inconcepibile. Non solo le conoscenze, ma anche le amicizie fanno così, magari non le senti da mesi e mesi è se ne escono con " stasera ti va se si esce insieme? " Io sono allibita. |
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Abitudine o attitudine ? Magari un po' tutte e due.... |
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