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muttley 11-02-2026 14:53

Re: Italia islamica
 
Quote:

Originariamente inviata da Gufetto (Messaggio 3073609)
Non sento di avere amici, e non li voglio fra chi vota AVS e rincorre fantasmi di 80 anni fa ignorando la feccia che prolifera oggi al cui confronto quelli di 80 anni fa erano una comunità amish

Solo nel triennio 1919-1922 pare che ci siano state 2-3000 omicidi da parte dei vari squadristi, camicie nere e affini, stando a illustri storici come Renzo De Felice. Alla faccia della comunità amish...

Winston_Smith 11-02-2026 15:46

Re: Italia islamica
 
Quote:

Originariamente inviata da Gufetto (Messaggio 3073609)
Non sento di avere amici, e non li voglio fra chi vota AVS e rincorre fantasmi di 80 anni fa ignorando la feccia che prolifera oggi al cui confronto quelli di 80 anni fa erano una comunità amish

Ma chi tte se ncula (cit.)
Uno che trova attenuanti al fascismo a tutto spiano come amico? Ma meglio monaco di clausura.
Se non te ne sei accorto, qualche giorno fa è nato un (altro, purtroppo non è il primo) partito di "fantasmi".

Sasuke 12-02-2026 03:21

Re: Italia islamica
 
https://www.ilgiornale.it/news/crona...e-2608137.html

Sasuke 14-02-2026 13:01

Re: Italia islamica
 
https://www.youtube.com/shorts/A8SZ6q1OXzw

Il Principe è sempre il Principe :applauso:

Sasuke 14-02-2026 15:06

Re: Italia islamica
 
https://youtube.com/shorts/SFIaJpdhi...xdZwMq45JfFkPm

Sasuke 19-02-2026 09:23

Re: Italia islamica
 
Si avvicina Purim e il digiuno di Ester, i soliti ebrei chiedono previlegi e rispetto delle loro tradizioni.. Ah no, sono loro, sono sempre loro.

https://www.msn.com/it-it/video/noti...3b38b58b&ei=34

Gufetto 19-02-2026 19:15

Re: Italia islamica
 
Ma quei rincoglioniti dei democratici protettori della costituzione e acchiappafasssisti lo conosceranno il pensiero reale dei loro cari amici? :pensando:
https://www.facebook.com/reel/1450421733212719
https://www.instagram.com/reel/DUyQECzDTry/

Gufetto 24-02-2026 18:57

Re: Italia islamica
 
Allarme fassismo

Quote:

GENUFLESSI IN CASA PROPRIA. Due digiuni sono iniziati nello stesso giorno, lo scorso 18 febbraio. Mercoledì delle Ceneri per i cattolici, primo giorno di Ramadan per i musulmani. Una coincidenza che non si verificava da trent'anni. Il calendario ha offerto un esperimento perfetto. I risultati sono impietosi: media, politica e persino la Chiesa hanno celebrato il Ramadan mettendo in secondo piano la propria Quaresima.
Sky TG24 pubblica orari di preghiera islamica città per città. ADNKronos spiega iftar e suhoor. Vatican News intervista l'imam della Grande Moschea di Roma.
E la Quaresima? Trafiletti tra ricette di magro e il funerale del Carnevale. In un Paese cattolico all'80%, il cammino verso la Pasqua è folklore. Il Ramadan, praticato dal 3-5% dei residenti, è evento nazionale.
Ma non sono solo i giornali. Il cardinale Zuppi, presidente della CEI, scrive ai musulmani: "al-salam 'alaykum", chiude con "Ramadan mubarak". L'arcivescovo di Firenze Gambelli apre con "As-salaamu alaykum", sigilla con "Ramadan Karim". L'elenco dei presuli che si sono cimentati in salamelecchi è lungo e in continuo aggiornamento.
Messaggi equivalenti di autorità islamiche ai cattolici per la Quaresima? Zero. L'UCOII ha scritto una lettera a Zuppi parlando di "coincidenza provvidenziale". Cortesia rivolta a un solo destinatario di vertice. Un gesto diplomatico, non reciprocità.
Dalle parole ai fatti. A Monfalcone tre centri islamici chiusi per irregolarità urbanistiche. La comunità musulmana resta senza spazi. Chi risolve il problema? La Chiesa.
Monsignor Zuttion apre le Stalle Rosse di Staranzano, don Zanetti offre l'oratorio di San Michele, il vescovo di Gorizia benedice. A Roma, quartiere Montespaccato, la parrocchia di Santa Maria in Janua Coeli ospita i musulmani ogni venerdì da anni: l'imam sposta ambone e croce astile per stendere le stuoie verso la Mecca, nella stanza accanto si celebra l'adorazione eucaristica.
A Renate, in Brianza, quattrocento persone a un iftar in oratorio. A Veduggio la preghiera dell'Eid al-Fitr con centinaia di fedeli islamici.
A Firenze la diocesi vende ottomila metri quadri alla comunità islamica per costruire una moschea.
E a Ponte della Priula, provincia di Treviso, un asilo parrocchiale cattolico porta i propri bambini al centro islamico Emanet: le maestre indossano il velo, i piccoli si inginocchiano verso la Mecca, l'imam spiega i cinque pilastri dell'Islam. La scuola pubblica le foto sui social con entusiasmo.
Non eccezioni. Una prassi.
Che monsignor Olivero, presidente della Commissione CEI per l'ecumenismo, legittima sulle pagine di Famiglia Cristiana: aprire gli oratori ai musulmani sarebbe universalità cristiana.
Quale universalità? Per la teologia cattolica Cristo è "la Via, la Verità e la Vita". Non una verità negoziabile: la Verità. Su questo dogma si reggono duemila anni di magistero. Gli stessi pastori che lo professano spalancano le porte a chi definisce i cristiani "infedeli", a chi nega la divinità di Cristo, a chi considera il Corano parola definitiva di Dio che supera e corregge il Vangelo.
Non per carità verso il bisognoso, che sarebbe doverosa. Per ospitare una liturgia che nega la loro stessa ragion d'essere. Quando l'imam sposta la croce per stendere le stuoie, Cristo viene rimosso. Fisicamente. E chi dovrebbe custodirlo guarda altrove.
Un fatto va documentato: non esiste un solo caso, in Italia, di una moschea che abbia offerto spazi a cristiani in difficoltà. Non uno. Mentre le diocesi vendono terreni e prestano oratori, in Turchia i cristiani non hanno una stanza dove pregare e le chiese bizantine diventano moschee. Il dialogo interreligioso è una strada a senso unico. Si percorre sempre nella stessa direzione: quella della resa.
A Torino il sindaco Lo Russo pubblica auguri per il Ramadan e per il Capodanno cinese. Per la Quaresima, nulla. A Rivalta, stessa scena. Il copione si ripete da Nord a Sud con la precisione di un rituale che non ha più niente di spontaneo.
Nessuno chiede di negare il diritto alla preghiera.
L'articolo 19 della Costituzione lo garantisce a tutti. Ma una cosa è il diritto, altra cosa è la resa. Una cosa è il rispetto, altra cosa è la genuflessione. Quando una civiltà celebra le ricorrenze altrui con più entusiasmo delle proprie, non pratica il dialogo. Pratica la cancellazione.
La Quaresima chiede conversione, penitenza, ritorno all'essenziale. Chiede identità. Esattamente ciò che una parte della Chiesa ha smarrito nel momento in cui avrebbe dovuto testimoniarla.
Non si porta Cristo al mondo cedendo gli oratori. Lo si porta sapendo chi si è. E chi si è, in queste settimane, sembra saperlo soltanto l'altra parte.
Autore: Roberto Riccardi

Gufetto 24-02-2026 18:59

Re: Italia islamica
 
Fassismo, fassismo!!

Quote:

La spada di Maometto rotea sulle nostre teste. «Mostrami ciò che Maometto ha portato di nuovo e vi troverai soltanto cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava». Non le pronunciò un provocatore da tastiera. Non le scrisse un agitatore di piazza. Le citò un Papa, Benedetto XVI, nell'aula magna dell'Università di Ratisbona, nel cuore di una lectio magistralis sul rapporto tra fede e ragione.
Parole di un imperatore bizantino del Trecento, Manuele II Paleologo, che Ratzinger ebbe la cura intellettuale di introdurre definendole "di una brutalità per noi inaccettabile". Non bastò. Il mondo islamico rispose esattamente nel modo descritto dall'imperatore: con la spada.
Era il 12 settembre 2006. Il Lashkar-e-Taiba, organizzazione jihadista pakistana responsabile della strage di Mumbai del 2008 con 170 morti, emise una fatwa: uccidete il Papa. A Mosul fu decapitato il sacerdote siro-ortodosso Paulos Iskander. A Mogadiscio venne assassinata suor Leonella Sgorbati, sessantacinque anni di vita spesi per i bambini somali. Chiese incendiate dal Nordafrica al Pakistan.
Salih Kapusuz, numero due del partito di Erdogan, paragonò Ratzinger a Hitler: accostamento grottesco da parte di un paese che porta sulla coscienza il genocidio di un milione e mezzo di armeni, cristiani sterminati in quanto cristiani dall'Impero Ottomano nel 1915.
Muhammad Sayyid Tantawi, Gran Sheikh di Al-Azhar, la massima autorità teologica dell'islam sunnita, bollò le parole del Pontefice come prova di "chiara ignoranza". Al-Azhar sospese il dialogo con la Santa Sede, riallacciato solo anni dopo sotto un Papa fin troppo accomodante. Il New York Times definì le parole di Benedetto XVI "tragiche e pericolose". Marco Politi, su Repubblica, scrisse che il Papa aveva "tragicamente spezzato" il dialogo con l'islam. Come se il dialogo lo avesse rotto chi poneva le domande e non chi rispondeva con i coltelli.
Ratzinger fu crocifisso come islamofobo. Era un profeta.
Da quel 12 settembre la storia non ha fatto altro che dargli ragione. Parigi, gennaio 2015: i fratelli Kouachi sterminano la redazione di Charlie Hebdo, dodici morti, colpa di qualche vignetta.
Parigi, novembre 2015: centotrenta cadaveri al Bataclan, la più grande strage terroristica nella storia della Francia. Bruxelles, marzo 2016: trentadue morti tra l'aeroporto e la metropolitana.
Nizza, luglio 2016: un camion sulla folla della Promenade des Anglais nella notte della festa nazionale, ottantasei vite spezzate. Berlino, dicembre 2016: un altro camion, un mercatino di Natale, dodici morti.
Manchester, maggio 2017: ventidue persone fatte a pezzi all'uscita di un concerto, molte erano ragazzine. Barcellona, agosto 2017: un furgone sulla Rambla, sedici morti. Strasburgo, dicembre 2018: ancora un mercatino di Natale, cinque vittime, tra cui l'italiano Antonio Megalizzi.
Poi la spada si è fatta ancora più mirata.
Il 26 luglio 2016, a Saint-Étienne-du-Rouvray, due jihadisti entrarono in una chiesa durante la Messa e sgozzarono padre Jacques Hamel sull'altare. Ottantacinque anni, ammazzato mentre celebrava l'Eucaristia.
Il 16 ottobre 2020, a Conflans-Sainte-Honorine, il professor Samuel Paty fu decapitato per strada per aver mostrato agli studenti le vignette di Charlie Hebdo durante una lezione sulla libertà di espressione. Un docente che insegnava a pensare, macellato da chi odia la libertà con ferocia omicida.
Il 29 ottobre 2020, nella basilica di Notre-Dame a Nizza, un terrorista tunisino massacrò tre persone a colpi di coltello. Dentro una chiesa.
Chi pensa che l'Italia sia stata risparmiata si illude.
Se non abbiamo contato i nostri morti nelle strade è solo grazie all'intelligence, non all'integrazione. Almeno venti attentati sventati dal 2001. Oltre cento moschee schedate per idee radicali.
A Schio, provincia di Vicenza, un imam algerino insegnava ai bambini a odiarci: a scuola si tappavano le orecchie per non sentire la musica, peccato mortale secondo il maestro d'odio.
E Anis Amri, il tunisino che nel dicembre 2016 lanciò il camion sul mercatino di Natale di Berlino uccidendo dodici persone, il suo jihad lo aveva maturato nelle carceri siciliane. Radicalizzato in Italia, esportato per ammazzare in Germania.
Episodi isolati? Lupi solitari? I numeri dicono altro.
Secondo il centro di ricerca europeo START InSight, tra il 2014 e il 2022 nell'Unione Europea si contano 182 azioni jihadiste: 428 morti, 2.505 feriti. Il Global Terrorism Index del 2025 registra che gli attacchi in Europa sono raddoppiati nell'ultimo anno.
Ma il dato che polverizza ogni illusione è un altro. L'89 per cento degli attentatori jihadisti in Europa tra il 2004 e il 2022 era composto da immigrati di seconda e terza generazione. Non clandestini sbarcati la notte prima. Figli e nipoti.
Nati nelle nostre città, cresciuti nelle nostre scuole, nutriti dal nostro welfare. Avrebbero dovuto essere il manifesto dell'integrazione riuscita. Ne sono la confutazione definitiva. E nel 2024, un sospetto terrorista su cinque era minorenne.
La prossima generazione non si sta integrando: si sta armando.
Questo fallimento non è caduto dal cielo. È il prodotto di decenni di politiche migratorie senza filtri, senza pretese, senza reciprocità. Portate avanti da una sinistra europea che ha fatto dell'accoglienza incondizionata un dogma intoccabile. Che ha trasformato ogni critica all'immigrazione islamica in razzismo, ogni domanda sulla compatibilità culturale in xenofobia, ogni dubbio sull'integrazione in fascismo.
Che ha gridato all'islamofobia con la stessa ferocia con cui il mondo islamico gridava alla blasfemia. Le porte spalancate senza condizioni, la cittadinanza regalata senza contropartite culturali, il multiculturalismo elevato a virtù suprema mentre nelle periferie si formavano sacche di odio impermeabili a qualunque valore europeo: tutto questo ha un indirizzo politico preciso. E quel conto, oggi, lo paghiamo in bare.
Eppure il riflesso condizionato delle classi dirigenti europee resta identico: non bisogna generalizzare, l'integrazione è un percorso, ci vuole dialogo.
Lo stesso dialogo che Al-Azhar interruppe perché un Papa aveva osato citare un imperatore del Trecento. Lo stesso dialogo che non ha impedito un solo attentato, non ha salvato una sola vita, non ha cambiato di una virgola la traiettoria di sangue.
Benedetto XVI pose a Ratisbona una domanda disarmante: è possibile un dialogo autentico con chi rifiuta il principio che la fede non si impone con la forza?
La risposta non è venuta dalla teologia. È venuta dalla cronaca nera. È scritta nell'asfalto della Promenade des Anglais, sul pavimento della chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, nella strada davanti al collegio di Samuel Paty.
Chi oggi continua a vendere l'integrazione come destino inevitabile non è un idealista. È un irresponsabile che gioca con la vita degli altri. La spada di Maometto rotea sulle nostre teste. Ratzinger ce lo disse. Non lo ascoltammo. I morti parlano per lui.
Autore: Roberto Riccardi

Gufetto 25-02-2026 20:11

Re: Italia islamica
 
Le cittadinanze con i punti fragola o con il volantinaggio fuori dai locali
https://www.facebook.com/reel/653740897800902/#

gaucho 25-02-2026 20:46

Re: Italia islamica
 
It’s the new culture baby

https://www.instagram.com/reel/DVG5j...h0d3o3bGgwZTJo

Gufetto 25-02-2026 22:28

Re: Italia islamica
 
https://temponews.it/2026/02/25/e-ca...a-uscito-oggi/
L'importante è che non ci siano fassssisti


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