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Re: I frequentatori di fobiasociale
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Re: I frequentatori di fobiasociale
I frequentatori di fobiasociale non hanno dignità, non sanno che cos'é la nobiltà d'animo, non sanno cos'é la democrazia, la libertà, sono ancora, oggi e come sempre, dei poveri fobici (cit.)
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Re: I frequentatori di fobiasociale
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Echi orientali risuonano in quelle parole, in fondo oriente e occidente sono due lati della stessa superficie. ...mi piace leggervi, spero non smetterete di scrivere... |
Re: I frequentatori di fobiasociale
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Io stesso mi sono iscritto per cercare un confronto con gente che si trova in una situazione simile alla mia, ma ho notato che se non si fa parte dei "VIP" si viene ignorati la maggior parte delle volte. Basta guardare le varie discussioni; spesso partono con le migliori premesse, ma basta un minimo scambio di battute tra i soliti noti e la discussione si trova O.T. in un attimo. |
Re: I frequentatori di fobiasociale
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Perché dovrebbe esserlo? Le persone che incontri qua dentro sono le stesse che incontreresti a sqqquola, al supermercato, sul posto di lavoro o al bar, o in qualsiasi altro contesto. I lati positivi e quelli negativi fanno parte dei pensieri delle parole e delle azioni, abitudinari, che ogni persona ripete da quando nasce fino a quando muore. Esistono persone che partecipano di più al forum rispetto ad altre: se guardiamo gli iscritti e il numero di persone che giornalmente commentano o aprono discussioni ci si rende facilmente conto che sono pochi, rispetto al totale, quelli che tengono in piedi questo forum. Esistono simpatie ed antipatie, affinità e divergenze reciproche, a volte frutto di ragionamento razionale a volte istintive, come nella vita di tutti i giorni: e le persone tendono a formare gruppi sulla base di tutto questo. E anche qua dentro, come fuori, ci saranno coloro che, per vari motivi interiori relativi a se stessi ed esteriori relativi all'ambiente e alle persone presenti, si sentiranno esclusi o inclusi. Non esistono solo lati negativi o solo lati positivi nelle persone o nelle situazioni, si tratta di un complesso intreccio. Ma la tendenza è quella di giudicare e semplificare un po' troppo, creando rigidi schemi all'interno dei quali pretendiamo di infilarci la realtà e le persone. |
Re: I frequentatori di fobiasociale
Concordo.
Un po' come quando certi boomer dicono "non ci si deve trovare il moroso su internet". Perché su internet chi ci sta? La stessa gente che c'è fuori. Ormai la connessione ce l'hanno tutti e conoscere una persona da dentro o da fuori internet non cambia nulla. Se devi beccare il malamente lo becchi dappertutto, idem la brava persona. I frequentatori di luoghi virtuali anonimi, si manifestano in modi che irl non esprimono. Lo trovo un pro, meglio sapere chi circola in giro e con chi si ha a che fare. Certe brutture le ho scoperte solo nel web, irl non ne ero venuta a conoscenza. Meno male, conoscere le cose è sempre meglio che non saperle. Vale anche per le cose positive, nel web puoi pure conoscere ottime persone che irl non avresti avuto occasione, o che magari appaiono in altro modo e non avresti mai detto che fossero così perbene. Ovvio che in genere si tende ad occultare il negativo e tirarlo fuori in anonimo. Quanta gente sposata da decenni, o con amici, parenti che la apprezzano, se solo scoprissero la sua identità virtuale e relativi contenuti, si renderebbero conto che non conoscono chi hanno in casa? |
Re: I frequentatori di fobiasociale
se non cambia niente perché socializzare qua e non irl?
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- non sono abbastanza "veloce" a formulare pensieri complessi. - non trovo così tanta gente disposta a dialogare di cose serie, o che comunque fanno piacere a me. |
Re: I frequentatori di fobiasociale
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Aggiungo inoltre che bollare, come qualcuno ha fatto, come "comizi politici" quello che alcuni utenti scrivono qui, magari perché fuori di qui non hanno modo, né persone che li ascoltano, per esprimere le loro convinzioni in maniera così profonda e sistematica, come se chi parla tanto di politica qui dentro non possa avere anche problemi di socializzazione, denota a mio parere una visione non molto meno superficiale delle problematiche trattate qui, rispetto a quella di tanti cosiddetti "normaloni". |
Re: I frequentatori di fobiasociale
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Re: I frequentatori di fobiasociale
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Re: I frequentatori di fobiasociale
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il mezzo che utilizziamo per comunicare, e quindi entrare in relazione, ha delle caratteristiche intrinseche che ci influenzano scrivere è differente dal parlare: ad esempio fin da quando ero un bambino delle elementari ho trovato molto più semplice scrivere rispetto al parlare perché la scrittura ha tempi differenti, ti consente di ragionare e approfondire con calma, non senti la presenza, lo sguardo e le aspettative della persona che hai davanti quando parli quando siamo nel web e non vengono messe in mezzo videocamere o foto, insomma l'immagine fisica che abbiamo nella vita giornaliera, siamo i "nostri"* pensieri e le parole che utilizziamo per dare una forma esprimibile a quei pensieri e comunicarli agli altri * ho messo nostri tra virgolette perché iniziamo ad assorbire da ciò che esiste intorno a noi fin da quando siamo nella pancia di nostra madre, senza contare la genetica che ci hanno passato i genitori, e una volta nati siamo immersi nei pensieri nelle parole e nelle azioni altrui, nell'ambiente, nella cultura e nei relativi modelli di riferimento. Tutto quello che ascoltiamo, leggiamo, vediamo nel corso della nostra vita ci influenza e contribuisce a comporre ciò che noi siamo in un dato momento, più in generale i nostri cinque sensi e tutto ciò che entra in contatto con essi contribuisce a costruirci e poi c'è la mente che fa da raccordo ai cinque sensi creando la coscienza sensoriale perché senza di essa i sensi sarebbero come i sensori di una macchina che rilevano delle condizioni ambientali ma poi tali rilevamenti vanno comunque processati e interpretati per dare loro un senso, in un continuo gioco di input e output |
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