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Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Re: L'amore è solo una schiavitù?
non l'ha aperto camilla il topic.
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Re: L'amore è solo una schiavitù?
Konkrus nn esistono definizioni alle parole .. tutto e relativo dal punto di vista dell osservatore.. pure le definizioni nn esiste .. di base devi considerare ciò che sei cioè mammifero e ricerca di amore significa ricerca di affetto, intimità, protezione, aiutarsi, questo cerca il nostro corpo biologicamente parlando
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Re: L'amore è solo una schiavitù?
Ultimamente me lo sono chiesto...
Sono pesantemente fall in love di una persona (che ovviamente non ne è a conoscenza anche se forse qualcosa ha intuito...Farmi ridicolizzare i sentimenti anche basta) e mi sono chiesto ripetutamente, ed ossessivamente, perchè questa cosa è accaduta dopo una vita ad evitare sputi e rifiuti umilianti senza soluzioni di continuità nella prima parte e di cercare, oltre che di sopravvivere a problemi definiti banali perchè accaduti a me e non ad un maschio alpha, di arrivare a praticare una sorta di "ascetismo" nella seconda che oltretutto pensavo pure di avere davvero raggiunto... La risposta a mio avviso è semplice ed è data dall'istinto innato presente in ognuno di noi (purtroppo) di formare una coppia e di arrivare ad amare... Che poi si è una schiavitù sotto moltissimi aspetti anche a parer mio ma è una sorta di schiavitù alla quale ogni anima pulita (anche quella dei cessi/sfigati/casi umani ahimè) anela disperatamente... |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
L amore é dare forma alla propria fragilità consegnandola ad una persona sperando che anche lei faccia altrettanto con la propria
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Re: L'amore è solo una schiavitù?
se non succede diventa piú ostica dell eroina
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Re: L'amore è solo una schiavitù?
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La penso come Battiato "i desideri non invecchiano quasi mai con l'età". In realtà non è il proprio desiderio ad invecchiare ma la capacità di soddisfare quello dell'altro, ed è una cosa ben diversa, a uno che non gli tira il pisello non è che non ha più voglia di toccare, guardare e stare insieme a donne giovani, il problema è che queste non stanno mica con un vecchio impotente che non potrà mai soddisfarle. Siccome non si riesce più cosa ci si può raccontare? Che non si desiderano più delle belle donne, ma poi è falso perché di fronte ad una donna nuda e attraente pure al cosiddetto vecchio gli viene la bava alla bocca. Se non desiderasse più non dovrebbe avere nemmeno queste reazioni, che il pisello non tira dipende dalla vecchiaia, ma il desiderio è vivo e vegeto ancora. L'orgasmo si può raggiungere anche col pisello moscio, esperienza personale, si può, ho iniziato a masturbarmi prima di avere erezioni ed eiaculazione. Il desiderio non è equivalente al funzionamento fisiologico in modo diretto, questo è falso. Il piacere c'è ancora in linea di principio in questi ambiti non sparisce con l'età o se l'erezione e la prestanza fisica sono assenti o scarse. |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Sì, ci sono persone, come gli stoici e come me che sentono infatti le pressioni del mondo come una cosa esterna. Non voglio esprimere il pensiero in maniera offensiva ma forse è impossibile. Beh, tutte le tradizioni ascetiche si basano sul presupposto che l'essere umano, a differenza degli animali è dotato della ragione e la ragione va al di là degli istinti, al di là dei piaceri. Anche Schopenhauer parlava di una volontà che, come forza esterna impone determinate cose. Ora, queste sono cose che per una mente come la mia, come quella di altri intellettuali sono chiare. Per gran parte della gente, non esistono tali problemi, per gran parte della gente l'orgasmo, la soddisfazione della sessualità è tutto. Non credo che le persone scelgano liberamente di "mettersi nelle mani del mondo", semplicemente, non sono in grado di fare diversamente, non possono neanche pensarlo. E' molto triste vivere la vita con il pilota automatico, far si che siano gli altri a pensare al nostro posto. Sessualità e piaceri vari sono dei padroni, sono delle schiavitù che condizionano la vita. Non poter ottenere queste cose rende ancora più infelici, ma il problema sta alla radice della natura umana |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
"Sessualità e piaceri vari sono dei padroni, sono delle schiavitù che condizionano la vita. Non poter ottenere queste cose rende ancora più infelici, ma il problema sta alla radice della natura umana"
A me pare che lo schiavo è quello che non può soddisfarle queste cose, abbiamo un'idea di schiavitù completamente diversa. Lo schiavo lavora e non gode, il padrone gode senza lavorare. Non è il godimento il problema, il problema sta nel lavoro necessario per ottenerlo e questo sta fuori, non nel desiderio. Lo stoico cosa fa? Lavora. Il buddista cosa fa? Lavora. Sono tutti schiavi. Il non schiavo è quello che è liberato dal lavoro, dall'impegno, è quello che gode soltanto, non è il desiderio a creare lavoro, il lavoro è fuori, negli impedimenti. La vera liberazione dal desiderio è la soddisfazione completa, non la negazione e la repressione. Io ho fame mangio e la fame passa, non abbiamo un desiderio infinito, è una cazzata per me. Tanto è vero che non provo frustrazioni in ambito alimentare né divoro balene perché posso soddisfarlo senza problemi, impedimenti e conflitti con altri desideri. E' un padrone l'appetito? E perché se io ho roba da mangiare in abbondanza, il problema è avere appetito o la scarsità della roba da mangiare? Per me è la scarsità della roba da mangiare, nessuno è mai riuscito davvero a persuadermi del contrario, tutti gli asceti indiani che dicono di non mangiare per anni e compagnia bella. Non volete soddisfare niente, non lo fate, ma visto che volete negare i vostri desideri lasciate a noi i beni e il resto, le vostre donne lasciatele! Visto che per voi è vero che siete schiavi dei vostri desideri non soddisfacetene più nessuno, dateci i vostri soldi, dateci tutto, lavorate come schiavi e schivate ogni piacere lasciandolo a noi! io non rifiuterò niente, l'ho detto più volte. Schopenhauer aveva un bel patrimonio ed in vita non se ne è separato mica andando a meditare sotto una cascata. Andava al ristorante e si trattava bene. Io vorrei che tutti 'sti veri asceti saltassero fuori, ma non ne vedo davvero nessuno, vedo solo gente che a parole dice di odiare i propri desideri ma che in pratica non rinunciano mai davvero a soddisfarli se possono. Diventano asceti solo quando non possono. Il peggior animale per me è quello che non è consapevole di esser tale pur avendo gli strumenti necessari per capire questa cosa. Noi fino a prova contraria SIAMO animali, è stato dimostrato che siamo animali. |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Gli umani hanno dei bisogni, tra questi bisogni c'è anche quello di mangiare, di urinare e defecare. Soddisfare questi bisogni è indispensabile per la sopravvivenza. Dover andare al cesso è una cosa che siamo costretti a fare quando occorre, ma sarebbe alquanto grottesco dire che questo bisogno rappresenta noi stessi. Ti sembra una bella prospettiva quella di identificarsi con i propri escrementi? Allo stesso modo, pulsioni sessuali e sentimenti non rappresentano ciò che siamo. Queste cose esistono a prescindere dal ragionamento e dalla mente, non definiscono noi stessi. Ma chi non ci ha mai ragionato, semplicemente si identifica con queste cose senza mai capire che sono esterne. Essere liberi da tutti questi condizionamenti sarebbe molto bello. Poi indubbiamente, avere il desiderio ma non poterlo soddisfare è una cosa che contribuisce a rendere peggiore il tutto. Ma se non ci fosse il desiderio, il problema sparirebbe a monte |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Chi te lo ha prescritto di sopravvivere se non il tuo cervello animale? Quote:
Mica mi identifico con un panino se me lo pappo. A me mangiare dà piacere, forse a voi no, a me sì. Mi identifico con la voglia di mangiare al più non con quel che mangio. Tu perché vuoi vivere? Io penso che in linea di principio si potrebbe immaginare una situazione ideale dov'è soddisfatto tutto agevolmente e senza sbattimenti. Io solo così mi sentirei davvero liberato. E per me la vostra non è introspezione è un sistema mentale simile che so al super io repressivo dei desideri. Non posso soddisfare questo desiderio quindi via il cattivo desiderio che non è mio e mi aggredisce! Voi amate l'autorepressione, io no. Preferisco reprimere quel che sta fuori, non preferisco lavorare io con un'autocoercizione alla Alfieri, preferisco che lo faccia qualcun altro, e lo dico proprio onestamente. Più me ne libero dall'autocoercizione più sono felice. Meno reprimo, più sono contento. Non addomestico i desideri facendoli diventare altro da quel che sono, se voglio scopare cerco questo, anche se non posso, non è il mio desiderio di scopare il problema vero quando non posso e io personalmente attacco direttamente al collo chi vuol far virare il problema su questo! Non cerco religioni di merda che osannano la verginità, psicologi educatori e compagnia bella, tutti questi elaboratori di valori, che stiano lontani da me! Ogni forma di adattamento educativo implica una soppressione e schiacciamento di parti di sé desideranti, quindi per me non è la soluzione vera. Tutte le discipline educative e addomesticanti che trovano il proprio nemico in sé sono fallimentari e alienanti. Poi ammetto che non tutti hanno gli stessi desideri, ci sta, si possono anche non desiderare cose che io desidero, ma non son certo questi i miei nemici e padroni, rifiuto la retorica del desiderio come padrone, i padroni veri e gli oppressori sono altrove, non certo dentro di me! |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Essere associati alla merda é quindi qualcosa di grandioso perché siamo indispensabili a chi ci espelle e siao nutrienti per altri, facciamo parte di un ecosistema dove anche i reietti sono inclusi Siete delle merde |
Finché siamo vivi siamo tutti schiavi
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Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Da dove deriva la razionalità umana se non da un distacco dalle emozioni e dalle pulsioni? La pulsione e il desiderio sessuale possono eccome essere nemici, pensa ad esempio a chi prova piacere nel procurarsi dolore, la cosa può spingersi ad estremi inquietanti e disgustosi. Ti invito a leggere di Armin Meiwes e del tizio che ha volontariamente chisto di farsi evirare, poi sgozzare e mangiare vivo. Tutto questo è stato dettato dalle pulsioni. Se permetti alle pulsioni e ai desideri di dominare la tua vita, queste cose possono teoricamente portarti anche ad estremi di questo tipo, che fanno del male a te stesso e anche agli altri. Anche un pedofilo allora potrebbe dire di avere tali pulsioni e in quanto schiavo poterle solo seguire. E' per questo che al contrario, bisogna disidentificarsi da tali cose, che per certi aspetti possono essere padroni davvero spietati e distruttivi. Quote:
La vera domanda da porsi sarebbe piuttosto relativa a quale alternativa trovare, per fare a meno di questo. Non so come, ma un modo dev'esserci |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Se no non si capisce perché delle persone non stanno bene, se il desiderio fosse sparito, ma perché cavolo si lamentano? Non puoi fare una cosa che non desideri, quindi perché ti lamenti? :nonso: Comunque non c'è una vera intenzione di liberarsene in molti, forse persone di altri tempi erano veramente motivate, ma io vedo solo finti asceti, se uno alla fine non lo vuol fare davvero l'asceta che ammetta che i desideri son parte integrante di sé non nemici da combattere. Quote:
Per me si può parlare di esterno, ma è un esterno materiale che viene ipotizzato, esterno dove i pensieri, desideri e altro li elaborano altre persone, altri cervelli, altrimenti i pensieri, desideri e altro son miei, sono io stesso questa roba, non sento il bisogno di difendermene. Voglio trombarmi mia madre? Questo è, da cosa dovrei difendermi visto che questo desidero? Qua il problema poi si pone nel momento in cui io non posso farlo... Perché non posso farlo? Convincermi che quel che desidero è un nemico non riesco a condividerlo a monte, per questo su di me forse i discorsi psicoanalitici che suppongono ci sia un rimosso desiderante non attecchiscono. Per me un'altra cazzata che si ripete sempre è quella di sentire la sofferenza senza giudicarla, se si sentisse la sofferenza senza giudicarla la sofferenza non sarebbe tale, ma una sensazione tra altre. O non senti sofferenza o la senti giudicandola in modo negativo, non esiste alcun sentirla senza giudicarla, è una incongruenza se uno ci ragionasse bene invece di far confusione come sempre. Comunque penso che i modi di pensare di Schopenhauer del buddisco e così via abbiano delle falle, perché a me pare che si può solo creare un conflitto tra diversi desideri, nel senso che si desidera maggiormente fare delle cose a discapito di altre, ma dei propri desideri è inevitabile esser schiavi, di quelli più forti insomma si è sempre influenzati. Da vivi da questa "schiavitù" non ci si libera, a meno che non si diventa degli ebeti che non hanno direzione alcuna e nemmeno forme di conflitto che non la fanno emergere una direzione. Perché si sceglie qualcosa piuttosto che altro? Una persona avrà delle intenzioni, ma dietro queste intenzioni cosa c'è se non quel che desidera davvero ottenere quella persona? Abbiamo solo sistemi di desideri diversi, ma nessuno è libero davvero da questi, c'è solo un sistema che vuol fagocitare altri possibili sistemi. |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Hai scelto di identificarti con ciò che non è te stesso. Scelta tua. Quote:
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Re: L'amore è solo una schiavitù?
E se provassimo a vedere l'amore come una forma di energia, una spinta capace di trasformarci, si spera, in persone migliori? Questa energia, però, non è sempre facile da gestire e spesso porta con sé sofferenza. Un dolore che, in realtà, arriva più da noi stessi che dall'altra persona. Nel senso che, tante volte, desideriamo a tutti i costi essere ricambiati e/o ci incastriamo in situazioni poco appaganti per abitudine, insicurezza o perché sono "meglio di niente".
Non lo so, può essere? |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
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L' amore è una spinta che serve a formare una famiglia stabile. |
Re: L'amore è solo una schiavitù?
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Il resto lo aggiungono la società in cui viviamo (con aspettative spesso falsate, come sottolineato da Xchénonpossoreg). Può essere positiva o negativa (tipo che ti spinge a buttarti giù da un ponte) |
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