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Unspecified 06-06-2026 00:36

Re: Scrivete a caso
 
Non possiamo spaccare le teste come un tempo, ma abbiamo i nostri metodi.

Un trucco è quello di raccontar loro delle storie inconcludenti. Per esempio: una volta presi il traghetto per Shelbyville, mi occorreva un nuovo tacco per la scarpa; così decisi di andare a Morganville, che era il nome con cui veniva chiamata Shelbyville a quel tempo.

Perciò mi legai una cipolla alla cintura come era di moda in quegli anni. Ora, prendere il traghetto costava un nichelino, e a quei tempi su tutti i nichelini erano incise delle api: si diceva "dammi cinque api per un quarto di dollaro".

Allora, dove eravamo... Ah, sì. La cosa importante era che avevo una cipolla alla cintura come andava di moda quel tempo. Le cipolle bianche non c'erano, a causa della guerra, le uniche in circolazione erano quelle grosse e gialle...

Unspecified 02-07-2026 21:05

Re: Scrivete a caso
 
Niente panico sono Robin Hood il principe dei ladri non temere il silenzio degli innocenti farò prendi i soldi e scappa dammi i soldi e vivremo come cenerentola.

Cartoccio 16-07-2026 21:11

Re: Scrivete a caso
 
I tre gugu dell'ipsomimismo
di P. Randello

Attenzione! Lettura pesante.

Avvertenze:
il lettore si assume la responsabilità degli effetti sortiti dalla lettura del seguente testo;
lettura a discrezione del lettore;
leggere* con discrezione.


L'autore non si assume la responsabilità degli effetti devastanti o nulli causati dalla lettura parziale o totale dell'avvertimento, del titolo, del nome dell'autore, del testo o di parti dei medesimi.


* da non intendersi come contrario di "pesanti".

Buona lettura

Circa tre secoli fa un fenomeno inesplorato e inalberato esplorò esplodendo in tutta Europa: il parosmilismo.
Esso, con tutta la quantità di cose, aprì le porte a tutta una serie di cose.
Negli anni precedenti numerose vicissitudini si avvicendarono a colpi di colpi d'arma da fuoco, acqua, terra e aria.
Le persone non sapevano più come fare.
Disperazioni e sgomenti attraversavano le vie senza una meta.
La metà, invece, era riposta nel cece.
Lenti, lenticchie, fave e piselli oppure cazzi, come i popolani solevano chiamarli.
Veri muscoli d'acciaio ossidati dal tempo e dallo spazio infinito.
Un vero dramma per le monache e le foche monache.
Scogli, enormi scogli che impattavano con solerzia nelle aspettative disattese dei disillusi fedeli che si assiepavano lungo le siepi di confine che dividevano le case coloniche dalle case popolari, le case circondariali dalle case di cura e le case chiuse dalle case aperte.
Opere mastodontiche di ingegneria pantagruelica, partorite con sudore e sdegno dai più eccellenti matematici, fisici, ingegneri, architetti, medici, chimici e filosofi.
E, badate bene, all'epoca non vi erano nemmeno le università.
No, cari: c'era solo il duro sforzo e impegno di quando ci si sedeva sul pitale per espletare le proprie funzioni fisiologiche.
Potere dell'omeostasi.
Gli uomini non si imbellettavano ma si cospargevano di liquami e letame per coprire la potenza delle loro fragranze virili.
Era un popolo vanitoso, vanesio e vanaglorioso.
Le donne portavano collane di mitili marci onde richiamare la natura delle loro nature e delle onde del mare.
Mare che, a quei tempi, era molto più profondo di oggi.
Infatti, per attraversarlo, si ricorreva a lunghi trampoli di cipresso, ricavati dal legno dei più pregiati cimiteri.
Bisognava stare attenti agli attacchi delle orche e delle oche.
Ci voleva fegato!
Di quello metaforico, però.
Non fegato d'oca: il paté avrebbe causato patemi.
La traversata poteva risultare fatale qualora il vento fosse stato sfavorevole o a causa della salinità dell'acqua.
Per ovviare al problema, i coraggiosi traversatori portavano con sé delle bustine di tela contenenti del sale che, puntualmente, si scioglieva in acqua.
"A cosa serviva un simile rimedio?" vi chiederete.
Ma a niente, sciocchini!
Era solo una stupida superstizione.
Ma funzionava: infatti, nessuno di coloro che tentò la versata privo di sacchetto di sale sopravvisse; degli altri, invece, non si seppe più nulla.
"Ma perché cercavano di attraversare il mare?" penserete.
Noia! Pura e semplice noia: tutto qua.
Ma ora passiamo al nucleo centrale della questione, lo snodo esiziale che ci porta a interrogarci sui misteri più reconditi, relegati ai recessi più umidi e ombrosi dei crinali dei nostri rilievi boscosi e madidi di rugiade mattutine e di nebbie impenetrabili.
O forse è bene che il mistero resti tale.
Sono indeciso.
In ogni caso credo che procederò col salterio di chi crede di saper parlar bene perché convinto di usare termini sofisticati ma non ne conosce il significato e scrive frasi che di logico e sensato hanno ben poco, ma lo fa con tale protervia da risultare persino gradevole la lettura dei suoi testi scritti così male da sembrare scritti bene.
Ben detto.
"Benedetto colui che attraversa il mare senza annegare" dicevano, sperando che i malcapitati che si salvavano dall'annegamento venissero divorati dagli orchi marini.
Esistono, eh! Non me li sono inventati.
"Ma perché non ci parli del prismilismo?" direte voi.
Perché me ne ero già dimenticato!
E che diamine, suvvia!
Si sa che quando si affrontano certi argomenti parte il volo pindarico e si finisce a parlare di tutto fuorché dell'argomento che si intendeva trattare.
Soprattutto quando si è un pochino schizofrenici.
Innanzitutto dobbiamo specificare di cosa si parla quando si parla di "gugu".
Il gugu non è un'unità di misura e nemmeno un canestro.
Non è un pesce, una catena e neanche un meteorite.
Piuttosto, direi che è simile ad un coccodrillo, pur non essendo un essere vivente.
Ha a che fare con l'acqua ma è sempre asciutto, se non si bagna.
Non va portato in bagno e non si mangia, anche se con la bagna cauda potrebbe avere un suo perché.
Il perché non lo so; fate le vostre ricerche e scopritelo da voi.
Con le vostre domande impertinenti non fate altro che stimolare i miei discorsi tangenziali.
E qui non siamo sulla tangenziale.
Non siamo mica delle prostitute!
E che cavolo!
Cavolfiore, broccolo, romanesco, nero, verza, cappuccio, rapa?
Vattellappesca!
E se vai a pesca portati una pesca, così se ti viene fame e non peschi hai comunque un frutto da mangiare.
Bisogna essere previdenti.
Prevenire è meglio che curare.
"Ma porca ma...!" starete sbottando.
E fate bene.
Sbottonatevi se avete caldo.
"Parlaci dell'isugmismo!" direte.
Mi sembra di sentirvi.
O forse sono le voci nella mia mente. Chissà? Mah...
Comunque ora arriviamo al nocciolo (quello della questione, intendo).
Non quello del reattore nucleare o della frutta.
E neanche l'albero delle nocciole.
Quello, poi, ha l'accento sulla penultima "o".
È una parola sdrucciola. O forse no.
Comunque non rompete i coglioni e non distraetemi coi vostri stupidi appunti, ché non siamo a scuola.
Siete qui per imparare da me, non io da voi.
Zitti e mosca.
C'è una mosca sulla parete.
Leggete Mosca e Pareto se volete capirci qualcosa di più.
Ora mi sono stufato.
Anzi, sono proprio brasato.
Un brasato al Barolo.
Addio.

Ah, avevo dimenticato il cinese.

3stm 16-07-2026 21:29

Re: Scrivete a caso
 
Mi domando perché scrivo negli altri thread


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